Sono sparita dal blog per un mese, ma non vi ho dimenticate.
È che mi sto prendendo spazi per occuparmi di cose che hanno molto senso per me. Come curare l’uscita del mio saggio, che finalmente posso annunciarvi direttamente dal sito della mia casa editrice.
La gioia è tanta perché il 4 settembre, giorno in cui sarà disponibile nelle librerie, si avvicina. E con esso arriva finalmente il tempo di tenere tra le mani la creatura, in carta e inchiostro.
Quindi silenzio da parte mia, ma non certo perché non avessi niente da raccontare. Sono successe parecchie cose e, forse, avevo bisogno di viverle prima di raccontarle.
Al lavoro per le prime presentazioni… partecipate! Il lancio della mia Casa Editrice!
La partecipazione come agente trasformativo. Mappe per cambiare le organizzazioni
Il libro, intanto, ha cominciato a diventare reale.
Dopo mesi passati a scriverlo, riscriverlo, discuterne, correggerlo e chiedermi se avesse davvero senso mandarlo nel mondo, adesso ha una copertina, una casa editrice, una data.
E nel frattempo sono arrivate le prime piccole cose che fanno capire che non è più soltanto un progetto mio.
Ci sono già tre librerie con cui sto ragionando per presentarlo. C’è una festa che stiamo preparando. C’è una rivista che ha mostrato interesse.
E poi ci sono le persone.
Quelle che hanno reagito ai post su Instagram e Facebook, che hanno fatto domande, che hanno detto che il tema della partecipazione è centrale, persino necessario, in questo momento della loro storia.
Ed è qui che arriva la parte che mi emoziona di più.
Perché mentre lo scrivevo, più di una volta sono stata assalita dai dubbi.
Questo tema interesserà solo me?
È quel retrogusto di candida insicurezza che arriva quando hai elaborato un tuo punto di vista, un pensiero, e decidi di esprimerlo. Lo metti a disposizione di lettori che ti conoscono oppure che, fino all’attimo prima di incontrare il tuo libro, ignoravano persino chi fossi.
Poi immagini il libro in una vetrina, in uno stand di una fiera, in un post di un’amica che ha deciso di sostenerlo, in una recensione su un blog o su una rivista che parla di temi che per te sono urgenti.
E ti chiedi: qualcuno raccoglierà questa domanda?
Come si costruisce la partecipazione? Quali condizioni la favoriscono e quali, invece, la censurano? E come incidono queste dinamiche nelle grandi organizzazioni e nella società?
Sono le domande da cui sono partita.
E oggi mi accorgo che il libro sta iniziando a rispondermi anche in un modo che non avevo previsto.
Ho scritto di partecipazione e adesso mi ritrovo a scoprirne il significato anche nel modo in cui questo libro sta nascendo fuori da me.
Un libro, a un certo punto, smette di appartenere soltanto a chi lo ha scritto.
Comincia a incontrare altri sguardi, altre esperienze, altre domande.
Forse è proprio lì che comincia davvero il suo viaggio.
Per questo sono tornata qui.
Non per raccontarvi tutto quello che è successo (ci saranno altri momenti per farlo, di sicuro) ma per riaprire questo spazio che in queste settimane ho lasciato un po’ in silenzio.
Il 4 settembre si avvicina.
E questa volta, mentre lo scrivo, mi fa un certo effetto pensare che non sto più parlando di qualcosa che deve ancora succedere.
Sta già succedendo.
E, forse, è proprio questo il momento più bello: quello in cui una cosa che hai immaginato a lungo comincia finalmente a vivere anche fuori da te.




Un saggio con un tema importante, Elena. Bravissima. In bocca al lupo per questa nuova avventura!
Grazie Luana! Proprio oggi pomeriggio ho rilasciato la mia prima intervista, sono molto felice! Davvero è un’avventura…
Sono molto contenta per te, Elena. Un grande in bocca al lupo per questa nuova pubblicazione. Riesco a percepire tutto il tuo giustissimo gasamento. E che bel riscontro, poi! Daje!
Grazie Marina, di cuore. Un tema specifico che credo di attualità. Vedremo come lo accoglierà il pubblico. Intanto, mi godo il momento! Baci
il 4 settembre si avvicina e già con ottime prospettive con ben tre librerie per
le presentazioni!
Siiiiii. Ancora faccio fatica a crederci. E poi c’è la festa! Lì sì che me ne renderò conto davvero… Grazie Giulia , a presto e buon rientro
Che dire? E’ sempre un momento di forte emozione mista incredulità. Allora è vero, il libro c’è, qualcuno ci ha creduto al punto di pubblicarlo, l’attesa per la concretezza, come sarà la copertina, tutto estremamente adrenalinico. Felice per te, so che organizzare una presentazione, soprattutto trovare chi ti accolga, non è per niente facile, quindi averne già in canna 3…tanta roba.
Grazie Sandra, c’è adrenalina e poi c’è tutto il resto… Ma tu sai bene di che si tratta! Sono rimasta sorpresa anche io, per i romanzi non era accaduto e questo è il mio – primo – saggio, dunque anche per me tanta roba!” Ora naturalmente spero che il mio pensiero sia accolto come un contributo. Per questo tipo di feedback devo attendere, ma sai una cosa? Ho notato tanta attenzione e calore attorno a me e di questo sono davvero grata. Come lo sono a tutte le Volpi!
Hai un argomento importante, che dovrei sicuramente approfondire (eufemismo). Ho già preordinato il libro. :)
Ciao Grazia, grazie per la tua preferenza! Non ti nascondo che alla lettura del commento mi è sfuggito un sorriso. Dato che si parla di partecipazione, ma anche di fiducia, responsabilità, aderenza e congruenza, io sono sicura che qualcosa troverai di affine in questo mio lavoro con la tua esperienza. Perché su molti dei temi che incontrerai yu hai già riflettuto molto. Non vedo l’ora che ti arrivi e di conoscere la tua opinione. Un abbraccio