Lettera a un diciottenne che vota per la prima volta

A qualche giorno dal voto, dribblando il fiume in piena di parole vuote di questa campagna elettorale, il mio pensiero è giunto sino a te, alle prese con la tua prima esperienza di voto.

Esprimerai la tua idea di società per la prima volta e immagino come tu possa sentirti, disorientato, in preda a sentimenti contrapposti, con chissà quali e quanti dubbi.

Il dubbio è una passerella che trema fra l’errore e la verità

Gesualdo Bufalino

Lettera a un diciottenne che vota per la prima volta

Lettera a un diciottenne che vota per la prima volta

Ricordo i miei diciotto anni e il mio primo voto come se fosse ieri. Non ti svelerò cosa votai, non mi interessa manipolarti, voglio solo comunicarti le mille emozioni e sensazioni che provai quel giorno.

Attesi con ansia il mio certificato elettorale e mi sembrò di essere entrata finalmente dalla porta in quella società che avevo già imparato a conoscere e che mi pareva così profondamente da cambiare.

Il voto era lo strumento che allora possedevo per farlo, un’arma che nessuno avrebbe potuto sottrarmi e con cui avrei potuto proseguire e forse dare un senso alle lotte che durante l’adolescenza, nell’ambito del mio liceo, avevo messo in campo, per rivendicare e appropriarmi della mia identità, per il diritto alle mie idee e alla mie scelte autonome, ad essere pienamente me stessa.

Sono certa che in qualche modo ci stai provando anche tu.

Tieni duro, perché è proprio in questo momento che stai decidendo la forma e la sostanza della tua esistenza, stai definendo la tua vita, insomma, stai crescendo.

Lo so, fa paura

E magari saresti tentato di reagire a questo disagio sfuggendo alla giornata elettorale, adducendo qualche scusa a te stesso e agli altri. Magari non sarai nemmeno il solo a pensare a questa soluzione.

Ma a chi gioverebbe?

Non è facile districarsi in una miriade di proposte che sembrano tutte uguali, eppure credimi, non lo sono.

Se solo potessi prenderti qualche minuto per capire meglio, leggendo qualche approfondimento e, mi permetto di suggerirti, la biografia dei politici che ti colpiscono.

Quanta verità c’è nella storia delle persone…

Guardare tra le righe richiede tempo, ma è l’unico modo per capire cosa succede

C’è stato un periodo in cui i partiti avevano una visione della società a lungo termine, erano capaci di ispirare noi ragazzi ma anche gli adulti con idee e proposte che traguardassero l’immediatezza del qui e ora.

Affrontavano temi di fondo e non sull’onda emotiva del quotidiano, quello sì, manipolato. Hai notato come girano intorno sempre alle stesse cose? L’immigrazione, la sicurezza, come se quel lavoro precario che ti attende, l’istruzione cui hai diritto, una casa tutta tua, essere uomo o donna o che altro ti aggradi non contassero nulla.

Conta solo la paura. Quella che per poterla governare bisogna crearla.

Ho fiducia in te

Sì, te lo confermo, ho fiducia. Nelle tue capacità, nella tua energia, nella forza dei tuoi 18 anni. Mi auguro che tu possa usare bene queste qualità che senza dubbio possiedi, per costruire, non per distruggere.

Vorrei dirti che io ti capisco, caro diciottenne,  se non sai che pesci pigliare. Se hai paura di sbagliare, se non trovi da nessuna parte una motivazione per andare a votare ed esprimere chi sei veramente e cosa vorresti, se non sai di chi fidarti.

Fidati di te stesso, del tuo istinto, della tua intelligenza!

Scegliere è un segno di maturità, ma perché significa segnalare al mondo “Ci sono e voglio contare” , decidere che non c’è nessun altro che puo’ disporre della tua vita senza il tuo consenso, senza che tu ti sia espresso, come attraverso il voto e in tanti altri modi.

Legittima una domanda e pretendi una risposta. Questo è ciò che puoi fare domenica 4 marzo.

In ultimo, ancora una cosa.

Non disprezzare ciò che altri hanno conquistato per te a caro prezzo

So che non ci avevi pensato, ma rinunciare a votare significa rinnegare ciò che altri hanno fatto per garantirci questo diritto, la libertà di espressione.

Esprimere le proprie opinioni è un valore assoluto, difendilo esercitando il tuo diritto.

Considera, caro diciottenne, che ci sono state persone nel nostro passato comune che hanno messo a rischio la loro propria vita perché tu potessi liberamente esprimere il tuo parere con un voto. E’ successo con la Resistenza, negli anni dal ’43 al ’45 e poi fino alla nostra Costituzione.

Lidia Menapace è una di queste persone. Lei ha molti anni ormai ma so, perché la conosco personalmente, che andrebbe a votare anche arrampicandosi su un muro con una gamba sola!

Ha rischiato la sua vita affinché oggi si possa essere liberi di dire la nostra, liberi di votare, liberi di vivere pienamente la democrazia.

Ha combattuto con altre (hai mai sentito parlare delle suffragette?) per ottenere il voto anche per le donne. Lo abbiamo conquistato solo nel 1946  🙁

Tu, donna diciottenne, te la senti di buttare via una conquista tanto recente?

L’indifferenza opera potentemente nella storia. 
Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costrutti.
È la materia bruta che si ribella all’intelligenza e la strozza
Antonio Gramsci
Tu agisci la tua intelligenza.
Buon 4 marzo, amico mio.
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Commenti

  1. Bel post. Io diciottenne votai con le idee che si respiravano in casa, mi ci vollero un po’ di anni ed esperienza per comprendere che non sempre i genitori hanno ragione. Da lì in poi seguiranno discussioni interminabili, accesissime, stile Peppone e Don Camillo – che io adoro – ma su fronti differenti, più attuali. Mi dispiace quando poi puntualmente i risultati elettorali seguono le mie stime e non le sue. Della giornata di oggi sono molto amareggiata di certi commenti che vedo passare sui social. Posso capire la delusione per la perdita del proprio schieramento, la preoccupazione per un governo stabile, le incomprensioni per il voto degli “altri”, ma trovo veramente poco “democratico” scrivere che “il suffragio universale è da rivedere”, e che “questo voto è figlio dell’ignoranza e della stupidità”. Credo fermamente che nessun cittadino si debba sentire superiore ad un altro e che ogni voto esprima delle difficoltà, piuttosto che offendere gratuitamente, analizziamo queste difficoltà.
    Parafrasando un film americano (“Il presidente” con Michael Douglas): “La democrazia non è facile. La democrazia è di un avanzato civismo, dovete volerla fortemente perché vi farà combattere; vi dirà “vuoi la libertà di parola? Vediamo se accetti un uomo le cui parole ti fanno bollire il sangue, che si piazza al centro della scena sostenendo con quanto fiato ha nei polmoni quello contro cui passeresti una vita ad opporti con quanto fiato hai nei polmoni.”

    1. Anch’io cara Barbara ho cominciato a “fare politica” in casa, con differenze non così radicali stile Don Camillo e Peppone, ma le discussioni erano toste lo stesso. La politica era il pane quotidiano, l’idea che fosse compito di ciascuno di noi farsi carico del destino. Negli ultimi anni si è sostituita a questo sentimento politico la delega in bianco. È un errore, sempre. Quanto ai commenti, mi pare l’effetto dell’uppercut che ha ricevuto un sistema politico che non si misura da tempo con le difficoltà degli italiani. Purtroppo le facili ricette di questa campagna elettorale non saranno sufficienti, ma questo è un altro discorso e ce ne accorgeremo presto. Intanto un’idea ha perso, forse perché peccava di ambiguità. Sono felice che sia stato esercitato il diritto di scelta, la partecipazione è stata alta. Grazie per il tuo apprezzamento e per il commento franco

  2. Bellissimo post, Elena. L’appello che fai al diciottenne in qualche modo è servito anche a me che, purtroppo, ho perso fiducia nella politica e nei politici. Hai rimesso in discussione una mia controversa decisione. E di questo ti ringrazio;)

    1. È quasi impossibile non perdere la fiducia nella politica quando la maggioranza delle persone che la esercitano sono inaffidabili, per molte ragioni diverse, politiche, etiche, culturali… Il dubbio è un segno di intelligenza che, come cito nell’articolo, alla fine ci consente di fare la scelta giusta. Se ti sono stata utile per rivedere un tuo orientamento, allora oggi sarà per me una bella giornata. Ti abbraccio

    1. Bene Paolo. A dir la verità pensavo a due giovanotti in particolare, uno è il tuo, l’altro puoi immaginare 🙂
      Un abbraccio

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