Care Volpi, le vacanze stanno arrivando e, anche se quest’anno non mi aspettano viaggi dall’altra parte del mondo, so già che me le godrò. E spero che accada anche a ciascuna di voi.
Qualche anno fa avrei pensato che per rendere speciale un’estate servissero luoghi straordinari, programmi perfetti o un calendario finalmente libero. Oggi non lo penso più.
Negli ultimi mesi sono successe molte cose. Alcune belle, altre faticose. Ho attraversato tensioni, affrontato cambiamenti, imparato a lasciare andare ciò che non potevo controllare e a custodire con più cura ciò che invece dipendeva da me. Non sempre è stato semplice, ma guardandomi indietro mi accorgo che proprio quei passaggi mi hanno restituito una serenità che non nasce dall’assenza dei problemi, bensì dal modo in cui scegliamo di attraversarli.
Per questo, mentre si avvicina la pausa estiva, mi ritrovo a pensare che le vacanze sono un dono prezioso, ma non possono caricarsi della responsabilità di renderci felici per tutto l’anno.
Se aspettiamo agosto per respirare, dicembre per leggere quel libro, il prossimo ponte per dedicarci a noi stessi o il momento giusto per cambiare qualcosa, rischiamo di rimandare continuamente la nostra vita.
Negli anni ho imparato che i giorni speciali non arrivano da soli. Si costruiscono. Un po’ alla volta.
Si costruiscono quando decidiamo di ritagliarci uno spazio solo nostro, anche piccolo, senza sentirci in colpa. Quando proteggiamo ciò che ci fa stare bene con la stessa determinazione con cui difendiamo gli impegni di lavoro. Quando scegliamo di essere costanti invece che perfetti, perché sono le piccole abitudini quotidiane, molto più dei grandi slanci, a cambiare davvero una vita.
Si costruiscono anche trovando il coraggio di cambiare quello che ci toglie energia. A volte è un’abitudine, altre volte un modo di pensare, qualche volta perfino una relazione. Non tutto può essere cambiato, certo. Ma spesso abbiamo più margine di quanto immaginiamo.
Se ogni giorno è un giorno speciale, allora c’è una cosa che diventa fondamentale: concedersi piccoli regali quotidiani. Non parlo necessariamente di acquistare qualcosa. Parlo di un caffè bevuto con calma, magari con una punta di cremina che lo rende una coccola, una pagina scritta quando si trova un po’ di tempo, un’idea annotata al volo, una domanda che continua a lavorare dentro di noi che finalmente trova ascolto.
Anche un libro, alla fine, nasce così: dalla pazienza di tornare ogni giorno a ciò che sentiamo importante. Forse è proprio così che nascono le cose che contano: non nei momenti eccezionali, ma nella fedeltà ai piccoli gesti di ogni giorno.
Sembrano dettagli. Ma è con i dettagli che si costruiscono le giornate.
Forse la lezione più importante, però, è continuare a lasciare entrare qualcosa di nuovo nella nostra vita. Una lettura inattesa, una strada diversa, un progetto che ci intimorisce, una competenza da imparare. Crescere non significa diventare qualcun altro. Significa non smettere mai di diventare un po’ più noi stessi.
Anche per questo, mentre scrivo queste righe, mi sento profondamente grata.
Quest’anno non porto con me soltanto il desiderio di riposare, porto anche la soddisfazione di aver concluso un progetto che mi ha accompagnata a lungo. A settembre il mio nuovo saggio arriverà finalmente in libreria. È nato da tanti giorni ordinari: pagine scritte all’alba, idee annotate al volo, dubbi, riscritture, ostinazione. Se c’è una prova che le cose importanti nascono dalla somma dei piccoli gesti quotidiani, forse è proprio questa.
E allora il mio augurio, prima di salutarci per l’estate, è semplice.
Che possiate trovare il tempo per riposare, certo. Ma soprattutto che possiate scoprire quanto è prezioso non rimandare la vostra felicità alle prossime vacanze, al prossimo lunedì o al prossimo anno.
Perché i giorni speciali, quasi mai, fanno rumore.
Sono quelli che decidiamo di vivere con un po’ più di presenza, un po’ più di curiosità e un po’ più di gentilezza verso noi stessi.
Non so come gestirò il blog in questo tempo d’estate, forse rallenterà, forse riproporrò qualche vecchio post.
Ma di sicuro ci rivedremo a settembre. Sarà un mese speciale, almeno per me. E spero di poter condividere con voi non solo un libro, ma un altro pezzo del cammino che, da tanti anni, percorriamo insieme.
Buona estate, care Volpi.
E grazie, come sempre, per essere parte di questo viaggio.
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Siamo costantemente dentro un “viaggio” in cui cerchiamo di aggiustare il tiro. Anch’io devo ancora compiere tanto e soprattutto imparare tanto.
Sono tornata da un viaggio in Spagna che mi ha stancato tantissimo ma anche riempito di nuovi scenari e di un nuovo progetto. Importante è sintonizzarsi su questi aspetti, riconoscerli, saperne fare progetti nuovi legati a desideri nuovi.
Da quello che annunci il tuo viaggio sarà molto importante, e io ti auguro di viverlo al meglio, che sia rigenerante. Buona vacanza!
Il viaggio è scoperta. Di luoghi, persone, abitudini. Nuove parti di noi che sono sollecitate. Cambiare aria anche per me è straordinariamente rigenerante e creativo, nonostante la stanchezza dovuta anche al caldo tremendo che stiamo sperimentando. Un nuovo progetto? CHissà in quale direzione andrai Luz. Lo scopriremo presto, immagino. Buona estate
Cara Elena,
ormai da parecchio tempo, da quando ho capito che procrastinare la felicità alle vacanze o a periodi specifici della vita non era assolutamente produttivo, ogni giorno mi ritaglio qualche momento gratificante che mi sollevi l’umore. Sono piccole cose, come affermi tu stessa, un caffè in buona compagnia, la lettura di un libro, qualcosa che mi rilassi dopo la giornata lavorativa. Ogni tanto un giorno di ferie passato piacevolmente con il mio compagno, per esempio un giro in moto in collina o al mare.
Il vero problema di questi ultimi anni è proprio legato al fatto che lavoro e incombenze varie familiari tolgono sempre più tempo anche a questi piccoli sprazzi di serenità. Comunque non smetto di esercitarmi nelle piccole gioie quotidiane.
Cara @Giulia, sono gesti di cura verso oi stesse potentissimi! Pur meditando da tempo, sebbene con meditazioni guidate, una delle ultime coccole introdotte nella giornata è la meditazione silenziosa, senza guida, solo ancorata al respiro. Leggevo della potenza di questo strumento ma in tutta sincerità non mi fidavo. Sento invece che mi da una stabilità e una forza notevole, giorno dopo giorno. Quei dieci minuti li difendo (ho anche “educato” il mio compagno ad attendermi ). Insomma, sono davvero piccole, ma potenti regali. E’ una gioia sentire che riusciamo a concedercele
Questa è un’estate in cui mi sto esercitando a mantenere il controllo di nervi ed emozioni, cercando ostinatamente di trovare momenti belli anche in giornate monotone e a volte pesanti. Dopo la mia rovinosa caduta, la frattura e il ricovero con annesso intervento chirurgico, da circa un mese sono chiusa in casa, e questo è il meno: l’impossibilità di muovermi agevolmente mi rende davvero difficile ogni operazione della vita quotidiana.
Striscio come una biscia e salto come un canguro ( rigorosamente su una gamba sola ).
Mi sono rifugiata nel mio mondo di storie, leggo come se non ci fosse un domani, e ho la fortuna di avere amici fantastici, che mi hanno davvero circondato di affetto.
La vita è adesso, e cerco di viverla un momento per volta, anche su una gamba sola e senza pensare troppo al futuro.
Felice estate a tutte le volpi!
Immodestamente credo di essere cintura nera di piccole gioie. Buona estate, Elena, il mio blog non chiuderà per quanto potrà non essere facilissimo postare regolarmente vista la mia situazione attuale, ma ci provo.
Allora ci si legge anche durante l’agosto. Tieni duro e buona estate anche a te @Sandra
Condivido il tuo pensiero sulla vita che va goduta in ogni istante senza rimandare a domani le piccole gioie quotidiane. Non faccio vacanze perché mi basta godere la tranquillità della mia casa e la compagnia dei miei cari.
Buone vacanze Elena.
Buone vacanze a te @Gian. E’ bello quando non c’è spazio più gradito di quello della propria casa… Un carissimo saluto anche alla tua signora