L’ordine è tutto nello scrivere. O quasi

Con questo articolo dedicato al posto dell’ordine (e del disordine) nella vita di chi scrive, torniamo a occuparci dei 10 ladri di energia che disturbano la nostra scrittura, un ciclo cominciato qualche tempo fa con una serie di video che hanno parlato tra l’altro di debiti e sensi di colpa, di persone tossiche e della necessità di dire no,  di tanto in tanto 😉 Oggetto della riflessione di oggi è la necessità di mettere ordine nella propria mente e nella propria vita, prima di mettersi a scrivere. L’ordine è tutto nello scrivere. O quasi Prima di lasciarvi godere il video che ho preparato per voi sull’argomento, che troverete incorporato tra poche righe, è utile definire meglio il tema. Da dove arriva l’idea e quando Nel post di qualche anno fa Da dove arriva la poesia, avevo cominciato a ragionare sulle fonti di ispirazione. E dai e dai, era venuto fuori che Se la poesia è creazione, allora deve esserci da qualche parte un materiale informe che pulsa e che ci spinge a maneggiarlo, per farne qualcosa di nuovo. Da lì viene la poesia. L’idea per cominciare o proseguire la stesura di un’opera, di qualunque genere sia, ci raggiunge nei momenti più impensati. Spesso mentre ci stiamo occupando di tutt’altro. La spesa, una pausa dal lavoro, una discussione tra amici, e così via. A me capita in qualunque momento della giornata! L’ispirazione è frutto di ciò che ci vive intorno e che noi stesse stiamo vivendo in un determinato momento. Ma quando perfezioniamo l’idea? Quando entriamo dentro l’ispirazione e ne facciamo una traccia per costruire la nostra storia? Quando siamo capaci di liberare la mente da ogni altra questione, più o meno urgente della giornata Prendete me. Io scrivo mentre cammino, persino mentre corro. Se non facciamo spazio nella nostra mente per ciò che deve arrivare, non lo raggiungeremo e non saremo capaci di afferrarlo e di trasformarlo in qualcosa di compiuto. Siete convinti? Il posto dell’ordine Ed eccoci all’ultimo video. Godetevelo prima di continuare la nostra riflessione, perché non tornerò sul ruolo dell’ordine e su come realizzarlo, almeno non per iscritto in questo post. Perché? Perché ve lo dico in questo video 🙂 Allora, vi è piaciuto? Bene. Correte a commentare su YouTube (potete iscrivervi al mio canale subito cliccando qui) perchè adesso io vorrei ribaltare la questione. Non vorrei che ci fossimo intesi male. Ordine, non è schematismo Lo schematismo, ovvero la tendenza a far uso  di schemi mentali rigidi, spesso imposti, è la morte della creativtà. Se avete tentato di darvi delle rigide regole di scrittura o se, peggio ancora, qualcuno con l’intenzione di “insegnarvi a scrivere” li ha utilizzati, teorizzati e a voi somministrati, forse state fuggendo dalla vostra creatività per abbracciare il “mestiere”, il formalismo, ciò che deve essere fatto in un determinato modo per corrispondere alle aspettative del famigerato mercato. Bene, siete sulla strada già percorsa da altri. È quello che volevate? Se poi mentre scrivete, sull’onda della vostra rigida tabella di marcia, a un certo punto, tac, vi interrompeste e non riusciste più a riprendere, a che santo dovreste votarvi? Capita, non è così? Ma perché? Perché non è scattato nessun clanc nella testa. Avete controllato per un pò la vostra ispirazione, la vostra creatività con l’ausilio della vostra mente, con risultati conseguenti di una mente più o meno forte. Non avete liberato la vostra capacità di scrittura soggettiva Che fare, nel dilemma tra ordine e disordine? Niente impegni che non possiamo osservare perché troppo rigidi, niente cadenze definitive per scrivere, niente di niente. L’ordine vi servirà soltato per liberare spazio dentro di voi e cominciare a scrivere. E non è poco 🙂 Il posto del disordine Immaginando questo quarto post sull’argomento, proprio mentre pensavo a quanto soggettiva sia l’arte dello scrivere e agli schematismi che fungono da freni più che da ausilii,  mi è tornato alla mente un saggio di natura sociologica che studiai molti anni or sono. Si tratta de “Il posto del disordine” di Raymond Boudon. La tesi di Boudon, legata alla teoria dei mutamenti sociali, è in poche parole la seguente: Per Boudon, che ha criticato le teorie del mutamento sociale deterministiche e generalizzanti perché fallimentari, occorre orientarsi verso un modello di spiegazione che non pretenda di essere “universale e necessario”, ma nel quale un posto d’onore sia riservato al disordine. Misurarsi col disordine significa infatti aderire alla realtà e rinunciare a pericolose leggi astratte L’elogio del disordine di Boudon, è l’elogio alla soggettività, alla dimensione personale dell’esperienza che sola può determinare un’ampia possibilità di scelta. Che cosa ne possiamo ricavare pensando alla scrittura? A me pare che se vogliamo accedere alla dimensione creativa, dobbiamo lasciare un posticino al disordine. Al caos primordiale, creatore per antonomasia! Ordine o disordine? Quale scelta compiere? Naturalmente sta a ciascuno decidere. Personalmente ho fatto la mia: dissidente, contro la corrente del  merctao dominante, flessibile e senza regole, se non quelle applicate nella parte tecnica della scrittura. Ho scelto il sogno. E voi, quale dimensione preferite e in quale vi sentite più a vostro agio scrivendo?