La seconda edizione del mio romanzo

Ci ho lavorato senza sosta per tutto il periodo natalizio: revisione, correzione di bozze, ristrutturazione completa del romanzo, proprio come se avessi dovuto rimettere a nuovo una casa, la casa di Luce e Fabio.

Poi il successo del lavoro svolto insieme alla mia Nadia Banaudi, che mi ha permesso di considerare terminato il rilascio della versione 2.0 di “Così passano le nuvole – Seconda edizione“.

Mi ci sono trovata talmente bene che l’ho appena ingaggiata per il mio prossimo romanzo  :mrgreen: Venerdì prossimo parlerò meglio della funzione che svolge il lettore beta per l’autore in un apposito articolo qui, sul mio blog. Non perdetevelo!

A lei va la mia totale gratitudine per il lavoro attento e preciso, per l’onestà e l’amicizia che mi ha dimostrato in questa occasione.

Ecco la Seconda edizione del mio romanzo d’esordio, Così passano le nuvole


Non è bellissimo :)? Vi va di leggere il primo capitolo, gratuitamente? Scaricate il pdf da questa pagina 🙂

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La mia scelta di autrice Indie

Esattamente come l’amica Grazia Gironella, ho deciso di produrre da sola il mio lavoro,  ovvero, come si dice in gergo editoriale, pubblicare in self.

Le ragioni sono molteplici, ma la principale è che il mi consente di governare e controllare tutte le fasi della produzione, dalla  creazione all’, dalla copertina alla correzione di bozze, dalla promozione, on line e off line, alla vendita.

Questo non significa certo che io possa occuparmi direttamente di ognuna di questi fasi. Non ne avrei le competenze e nemmeno il tempo.

Ma significa che ne ho il coordinamento, il controllo, cosa che con la precedente casa editrice mancava totalmente.

Il sistema che ho usato per la pubblicazione e che sto testando da anni con Il futuro di Cuba c’è, ovvero StreetLib, è per me il migliore sul campo in questo momento, ecco perché l’ho utilizzato anche per Così passano le nuvole.

Lo conoscete? Potrei anche parlarvene, in uno dei prossimi post 😉

Stesso titolo e stessa copertina (o quasi)

Tiziano rRiverso

Se qualcosa funziona, inutile cambiarlo. L’immagine di copertina mi piaceva moltissimo, un regalo gradito di Tiziano Riverso, illustratore impegnato e generoso.

Così l’ho resa a tutta pagina.

Sul titolo invece ho avuto moltissimi dubbi, fino alla fine. Revisionando il testo avevo trovato un altro titolo, che mi piaceva parecchio “La forma dell’amore”.

Rinunciare a quello originale mi costava tanto, soprattutto in termini di promozione, eppure l’idea del nuovo titolo mi affascina ancora oggi. Non a caso l’ho pubblicato solo in edizione ebook, perché faccio sempre in tempo a tentare una strada nuova, se necessaria. Voi che ne pensate?

Cosa è cambiato?

Il mio modo di scrivere.

Praticando la magnifica arte della scrittura, non solo su questo blog, ma leggendo i e i blog degli amici del web per esempio, ho imparato davvero tanto.

Dovevo fare in modo che la nuova creatura rappresentasse questo cambiamento.

Ho proceduto alla correzione dei refusi, sfuggiti all’occhio del correttore di bozze professionista, e ho utilizzato tutte le cose che imparate sull’editing e di cui ho discusso nell’articolo Come revisionare un romanzo.

Alcuni passaggi li ho addirittura cancellati. Dovreste leggere entrambe le versioni per sapere quali sono stati i tagli e apprezzare la differenza, ma ve ne anticipo alcuni:

  • la citazione western sbagliata appositamente. Responsabilità mia averla tenuta (contro l’opinione dell’editor), ma rileggendo il romanzo mi sono accorta che non aggiungeva nulla al carattere del personaggio principale, Luce. E’ finita nel cestino dei tagli (bello pienotto, devo ammettere).
  • ho eliminato la citazione di un locale effettivamente esistente a Torino, sostituendolo con un nome inesistente. Le cose gratuite non vengono apprezzate a sufficienza, una lezione molto utile nella vita, non solo nella scrittura.
  • la suddivisione in due parti del romanzo. Un’invenzione dell’editore per legare meglio le due parti del romanzo che in effetti avevano risentito di un errore tipico di molti autori esordienti: lasciar passare molto tempo tra la stesura di un capitolo e l’altro.  La nuova revisione ha prodotto un romanzo più organico e fluido, perciò è stato possibile eliminare la suddivisione in parte prima e parte seconda.

Basta questo per far decollare una seconda edizione?

Certo che no. Occorre che sia letta e conosciuta, che sia diffusa e consigliata, recensita e presentata, magari in qualche libreria.

Non è facile arrivare dovunque, io sono disponibile a girare un po’ se conoscete qualche spazio che accoglie scrittrici esordienti e non +  😆

Così passano le nuvole – Seconda edizione si trova in vendita in tutte le librerie on line: IBS, AmazonGoogle Play Store, Kobo e tante altre!

Cosa aspettate a leggerlo?

La cosa più importante che ho imparato da questa esperienza?

Che la fretta fa i gattini ciechi, care Volpi 🙂


Partecipate al sondaggio per il titolo della seconda edizione:

  1. Conferma il titolo “Così passano le nuvole”
  2. Cambialo con “La forma dell’amore”

Commenti

  1. Intanto auguri, Elena. La copertina mi piace molto e il titolo mi ha fatto sorridere solo perché qualche hanno fa ho letto il romanzo di un’autrice indie dal titolo “le nuvole non si fermano mai” e questo tuo ne sembra quasi la continuazione.
    Quando leggo articoli come questo mi rendo conto sempre di quanto lavoro ci sia dietro la scrittura e la pubblicazione di un romanzo: una bella fatica che spero sia ricompensata dalla fiducia de lettori e il loro conseguente apprezzamento.
    E poi veramente odioso quel tizio del locale. Mi hai fatto ricordare di quando chiesi alla libreria più importante della mia città se poteva mettere in vendita il mio libro e il tipo lì, quasi schifato dalla proposta, mi ha detto un secco no. Te possino…

    1. Grazie Marina, i tuoi auguri sono molto ben accetti e poi, ne ho davvero bisogno :). Sono particolarmente felice che tu abbia apprezzato la copertina, un po’ perché il disegnatore, un amico, è stato molto generoso, e un po’ perché il montaggio della foto, il titolo, ecc. è il frutto di un numero infinito di prove fatte da me con uno strumento piuttosto semplice, Canva. Queste meravigliose caratteristiche non hanno potuto affascinare il gentile gestore del locale, ma almeno trovano l’apprezzamento dei lettori. In fondo, poteva andare peggio .) Il titolo poi, come vedi ha stravinto il sondaggio, così l’ho tenuto. Le persone che sognano ad occhi aperti hanno in comune la visione delle nuvole…. ma anche del sereno che le segue :). Nonostante il lavoro infinito che serve per renderlo fruibile… Ne sai qualcosa, non è così?

  2. Cara Elena, adesso capisco il motivo della tua domanda sul titolo… 😉 Il romanzo è già mio, intanto. Per il mio gusto, hai fatto bene a tenere il vecchio titolo, che trovo molto suggestivo. Nel mio caso non ero così affezionata al vecchio titolo – che pure mi piaceva – e sentivo anche il bisogno di creare una cesura tra il prima e il dopo. Mi auguro che anche a te il cambiamento porti tanta energia (e lo dico a prescindere dai risultati, su cui non posso ancora avere riscontri).. 🙂

    1. Per chi ci legge, Grazia fa riferimento a una mail che le ho inviato, perché ho cominciato a leggere il suo romanzo, che mi piace molto, Cercando Goran, che ha avuto una storia molto simile alla mia. Tornando invece a noi e alla tua gradita visita, ti ringrazio per l’incoraggiamento. Come ho detto più volte, questa seconda edizione mi serviva per chiudere una finestra del passato che continuava a fare spifferi per finalmente guardare al presente, ovvero al nuovo romanzo. Chissà se per te è stata la stessa cosa? Abbracci

  3. Confermo pure io vecchio titolo mentre non sapevo che Nadia fosse la tua Beta! Bella storia. Ti infilerò presto nel kindle.
    Per quanto riguarda il fatto di mettere posti reali ti capisco, Figlia dei fiordi prende lo spunto da un hotel sul Trasimeno, messo nei ringraziamenti, inviato copia digitale e niente, manco un grazie e dire che eravamo stati felici ospiti e appunto mi ispirò le scene. Mai più!

  4. curioso di leggere la nuova versione.
    Per il titolo il vecchio è migliore. Non sarà molto attinente alla storia ma è meno banale del nuovo.
    Felice che tu abbia superato quella frattura tra prima parte e seconda che faceva pensare a tue storie diverse anche per lo stile.

    1. Beh Gianpalolo, saresti proprio uno stacanovista di “Così passano le nuvole”! Come si dice? Repetita iuvant? Ricordavo la tua opinione critica sulla suddivisione in due parti del romanzo, e ho provato a correggere il tiro. Non so se ci sono riuscita, ma di sicuro ce l’ho messa tutta ! Grazie per la fiducia, sul titolo non dico più nulla, avete vinto 🙂

  5. La fretta fa i gattini ciechi?! Certi proverbi sarebbero proprio da studiare! 😀
    Per il sondaggio, io voto 1, per la conferma del titolo (anche perché c’è già una pubblicazione con l’altro e non è un nome famosissimo per cui sperare di attingere maggiormente dalle ricerche su Google 😉 )
    Metto in lista anche questo! Che se non lo leggo subito, mi viene sempre buono tutte le volte che qualcuno chiede: che libro posso leggere? Per par condicio, io fornisco solo titoli in self! 😛

    1. Beh grazie Barbara, mi spiace per la tua lista, lunghissima, ma magari puoi cominciare a leggiucchiarlo mentre fai un po’ di cyclette :=)
      Pe ril titolo io in realtà speravo di attirare qualche meteorologo, non sembrano così male 🙂

  6. Carissima Elena, complimenti per il il tuo nuovo romanzo, Così passano le nuvole 2° edizione. Non mancherò di leggerlo. Ti aspetto a Pinerolo alla libreria “volare”.
    Intanto ti faccio i miei migliori auguri per il tuo nuovo,lavoro.

  7. Cara Elena, certo che acquisterò la nuova edizione del tuo romanzo! Non dico subito, perché ho un sacco di libri tra iniziati e in lista, leggerò anche “Così passano le nuvole”. In seguito faremo anche una bella chiacchierata insieme. Sono sicura che non rimarrò delusa del libro, ma anzi, avrò tra le mani un bel lavoro curato. Lo percepisco dall’amore e dalla passione che profondi nelle tue svariate attività;)

    1. Cara Rosalia, grazie per la fiducia sono molto felice di finire nella tua lista e non vedo l’ora di parlarne con te. Io spero di non deludere le aspettative, è solo il mio romanzo d’esordio, ho ancora tanta strada da fare… Ma l’amore, la cura , la passione, quelle sì che le troverai, non ho risparmiato nulla, c’è tutta me stessa 🙂

  8. Io sono senza parole, nel senso che non me lo aspettavo.
    Il mio ruolo è stato solo quello della lettrice, il tuo quello davvero importante, non merito tanto, ma comunque grazie, sono davvero molto felice di esserti stata d’aiuto. Ammetto che non è stato un lavorone, visto che io il libro lo avevo molto apprezzato anche nella versione precedente, e si è trattato di prendere nota di poche sviste, che tiratina d’orecchi a chi doveva vederle e sanarle non ha fatto a suo tempo. Per il resto, come ti ho detto già a me titolo e copertina piacciono tantissimo, raccontano molto e sono l’abito perfetto cucito addosso, quindi sono felice per la scelta di mantenere la seconda e spero anche il primo, ma questo resterà scelta tua.
    Io per ragioni comprensibili, auguro a questo libro il meritato apprezzamento del pubblico, ma sono certa che sarai molto brava, ormai esperta come sei delle presentazioni…

    1. Sì, Nadia. Tu sei stata la persona che mi ha definitivamente convinto a tenere titolo e copertina, e a sentire i vostri pareri, sembra una scelta azzeccata! Vuol dire che procedo con la versione cartacea :=)
      Non è importante quanto sia grane il contributo che si offre, ma quanto vale. Grazie ancora, mia beta reader

  9. Complimenti, Elena per la tua pubblicazione! Si percepisce subito il tanto lavoro che c’è stato dietro questa nuova edizione, così come l’amore che ancora nutri per la storia e i personaggi. Il romanzo è senz’altro nella mia lista di letture, intanto ti dico che a me piace il titolo originale. Il secondo è allettante, ma l’impressione personale e istintiva è che non sia efficace quanto il primo.
    Sono curiosa, come mai non hai lasciato nel testo il locale effettivamente esistente e ne hai scelto uno inventato? Credevo che il realismo fosse da preferire…

    1. Rileggendo il mio post mi sono accorta che non sono stata abbastanza chiara, così ti racconto meglio . Il locale e La sua fedele descrizione sono ancora presenti nel romanzo (lo individuerai subito quando comincerai a leggere), ma ho rimosso il nome Mood, un bar libreria tra i primi aperti in città, era stata una sorta di citazione benevola, non è un’idea fantastica leggere un libro disponibile in un caffè mentre sorseggi qualcosa di caldo? Quando lo pubblicai qualcuno mi suggeri di recarmi lì per portare qualche copia da lasciare gratuitamente in lettura e magari spuntare una presentazione visto che la storia parlava del Mood. Non hai idea della delusione quando il gestore mi ricevette con stizza, non toccó nemmeno con un dito i libri che avevo portato e mi disse, con malcelato disprezzo, che non era interessato. Se ne andò prima che potessi dire bah. Non potevo più rimuoverlo, ma nella seconda edizione gli ho tolto una immeritata pubblicità. 1 voto per Così passano le nuvole, vediamo gli altri!

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