Come presentare un libro al pubblico: la dedica

Eccoci al secondo appuntamento con i video suggerimenti per presentare al meglio il vostro romanzo al pubblico.

La scorsa settimana vi ho presentato il video su “La storia interna e la storia intorno”, ovvero come cominciare a presentare la storia che raccontate nel vostro romanzo in modo originale, lo trovate a questo link.

A proposito:

Grazie di cuore! ❤

Sono un ottimo incentivo a proseguire!

Come presentare un libro al pubblico: la dedica

Come presentare un libro al pubblico: la dedica

Oggi invece analizziamo un momento altrettanto importante e troppo spesso trascurato: la dedica.

Dove dobbiamo inserirla? Cosa dobbiamo scrivere e come trovare l’ispirazione giusta per non essere scontati?

Ecco il mio secondo video su Come presentare un libro al pubblico: la dedica.

Buona visione!

Cosa contiene il video?

Come presentare un libro al pubblico: la dedica

  1. Vi insegnerò a non essere scontati
  2. Vi ricorderò quali sono le informazioni che non potete omettere e perché
  3. Vi indicherò alcuni accorgimenti organizzativi per gestire il momento della vendita del vostro romanzo al meglio
  4. Vi suggerirò come dedicare la giusta attenzione a chi, dopo aver acquistato il vostro libro, si aspetta una dedica originale da voi.

Niente più ansia al firmacopie!

Niente panico, guardate il video e la prossima volta che parteciperete a una presentazione vi assicuro che non avrete più dubbi né ansia al momento della fatidica firma delle dediche, o come si dice in gergo, il momento firmacopie.

E voi, come ve la cavate con le dediche al vostro romanzo?

Siete consapevoli che sarà uno dei momenti più importanti della vostra presentazione?


Già che c’ero ho recuperato materiale su cui stavo lavorando da tempo e ne ho fatto un book trailer per “Tecniche di oratoria. Guida all’arte di parlare in pubblico”.

Lo trovate a questo link.

Suggerimenti?

Commenti

  1. Uh, Elena, che bella novità, questa del video: trovo che sia un’evoluzione del moderno blogging. Complimenti, sei spedita e molto naturale, cose che a me mancherebbero per mettermi davanti a una telecamera. Ora mi aggiorno con il precedente video.

    Per quanto riguarda l’argomento, hai dato consigli condivisibili, soprattutto quello di evitare la formula banale: “con affetto, amicizia, simpatia”, ecc ecc, tristi. Io ho sempre ricevuto dediche carine, che mi hanno gratificato. Ecco, una dedica deve gratificare chi la riceve. Quando ho scritto le mie, ai tempi della presentazione del mio romanzo, ho avuto solo la difficoltà di formulare all’impronta una frase originale e sentita, ma grosso modo me la sono cavata.
    Mi piace anche l’idea di chiedere alla persona: “cosa ti è piaciuto, cosa ti ha colpito di più?”, mi sembra un buon modo per avere il giusto input per una buona dedica.
    Alla prossima.

    1. Ciao Marina e bentornata. Soprattutto sono felice che tu abbia superato i problemi con la pubblicazione dei commenti . Per il resto ti ringrazio per le tue parole care, non so se sia un’evoluzione ma mi andava di provare. Per quanto mi riguarda per taluni argomenti preferisco vedere un video che leggere. E poi nella pratica si mettono in atto le idee e i suggerimenti, vale per tutti ed anche per me!
      Trovare una frase originale è difficile, ma almeno differenziare all’interno di una stessa presentazione sarebbe saggio
      Preparati perché ogni tanto ne pubblicherò qualcuno… . A presto

  2. Io addirittura ho sbagliato a scrivere pasticciando no guarda sono terribile! Una scrittrice si era fatta fare un timbro carino di quelli che asciugano subito con tampone incorporato, io adoro i timbri e ne ho un sacco, anche con scritto GRAZIE che sarebbe perfetto ma col cuscinetto a parte, però forse ci penso a portarlo la prossima volta.

    1. capita, è l’agitasiun! Ma il timbro non so se mi piace come idea, non è più personale una dedica scritta a mano anche se un pò “pasticciata”?

  3. Grazie Elena per questi tuoi consigli azzeccatissimi! Quando capiterà, cercherò di ricordare le tue parole. Speriamo che l’emozione non mi faccia brutti scherzi. Non amo la mia grafia, magari finirò a scrivere banalità per di più illeggibili 😀

    1. Ciao Rosalia, ehm io mi sono soffermata sui contenuti, perché se parliamo di grafia….. . Mica per niente mi sono fatta regalare la penna d’ordinanza, nella speranza di scrivere meglio! Sono felice che ti sia utile, oggi o domani, l’importante è che sia presto

  4. Ho letto questo post e lo prendo come un incentivo: prima bisogna arrivarci, al firmacopie !
    ( Non so perchè ma gli editori non fanno la fila per pubblicarmi…)
    Comunque, ricordo con molta simpatia una chiacchierata estemporanea con Alicia Gimenes Bartlett, alla quale mi ero avvicinata con la scusa della dedica: cominciammo a parlare fitto fitto in un misto di italiano e spagnolo e non la finivamo più! Credo che sia esattamente questo che il lettore cerca, attraverso la dedica, un contatto personale con l’autore .

    1. Ciao Brunilde, saranno editori senza gusto! . Ecco, è proprio questo che intendevo. Lasciare qualcosa di personale, lasciarsi conoscere, contattare. Chi ci legge in qualche modo vuole entrare nel nostro mondo. Basta poco. Sono assolutamente d’accordo sull’augurio, a te e a tutti noi. Dai che sto video ci porterà fortuna…

  5. Utilissimo spunto di riflessione. Nonostante io abbia fatto pochissime presentazioni, mi è capitato che alcune persone mi abbiano contattata privatamente dopo che avevano acquistato il mio libro per avere una dedica. E se le si conosce poco o per nulla, come ben dici tu, si rischia di cadere nei soliti “con stima…”, “con amicizia…”, “con simpatia…”.
    Credo che puntare sulla personalizzazione sia un’ottima risorsa, non solo per togliersi dall’impaccio ma anche in prospettiva di costruzione di una base di fan.

    1. Io non avevo dato la giusta importanza alla dedica. Invece ci sono lettori che amano collezionarle e vengono alle presentazioni apposta! Così meglio accontentarli, anche per ottenere, come giustamente osservi, una sólida base di fan. Che ti seguirá per quello che scrivi e per quello che sei. Per questo tengo molto alla presentazione, è il nostro biglietto da visita…. A volte non sono esaltanti, magari c’è poca gente o è disinteressata. Ma è l’unica occasione che abbiamo per mostrare di che pasta siamo fatti

  6. All’estero vanno quasi di più gli eventi “firma copie” che né le presentazioni. Ovviamente l’autore firma solo le copie acquistate lì in loco (ehehe, non è un caso…). Penso agli eventi “firma copie” organizzati da Diana Gabaldon, ma forse nel suo caso le presentazioni sono pure inutili visto il marketing che le ruota intorno, piuttosto trasformano il panel in un lungo Q&A (Question & Answer, domande e risposte) col pubblico. A tal proposito, oggi ha annunciato che sarà al LivreParis a Marzo, la settimana dopo il nostro Tempo di Libri (perché Corbaccio non la invita in Italia?? E’ lì!!) Se riesco a incontrarla, studierò le sue dediche! 😉

    1. Brava Barbara, in missione speciale. Non sono molto addentro alle abitudini yankee, in effetti ora che mi ci fai pensare nei film vedo questi eventi firma copie. Ma sono per personaggi “costruiti” da un buon lancio, sono sostenuti da autentiche macchine da guerra commerciali . Inoltre siamo al top della valorizzazione del personaggio più che del libro, non trovi? Noi poveri tapini scrittori italiani, specie secondo poco conosciuti, dobbiamo proprio farci spazio tra la folla. E tentare di lasciare un segno se ci riusciamo. Non è semplice

  7. Ascoltato con piacere.
    Io le copie che ho firmato le ho sempre collegate al libro e alla sua dedica in prima pagina. Ho in un certo senso fatto diventare personale quella dedica generica, utilizzando il nome del lettore e il mio augurio personale.
    In effetti però non è affatto semplice e nei momenti di concitazione finale, rischia di mancare la concentrazione necessaria. In aggiunta io regalo sempre a chiunque è intervenuto un segnalibro con la medesima copertina del libro dove si trovano anche i miei riferimenti.

  8. Lo guarderò con piacere. Sono quasi precipitato nel panico quando mi hanno chiesto di firmare le copie, quando con la mia collega Morena Fanti abbiamo fatto la presentazione a ottobre. Non ci avevo pensato!

    1. In effetti Marco è successo anche a me! Si fa una presentazione, si riesce a superare la fifa, l’ansia, agitazione che sia e quando finalmente il conduttore saluta il pubblico e invita ad acquistare le copie lo scrittore si sente sollevato. Mi ricordo la mia prima volta, dissi tra me “L’ho sfangata!”. E invece… C’era ancora quell’ultimo, importantissimo scoglio. Ne ho fatto un video perché ho partecipato ad altre presentazioni e ho notato che è un momento che si trascura parecchio… Fammi poi sapere se ti è stato utile, mentore (sei tu che mi hai fatto decidere di buttarmi sui video.. , i tuoi sono proprio interessanti)

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