• Scrivere le nostre paure: la povertà
    Scrittura

    Scrivere le nostre paure: la povertà

    Vi siete mai chiesti qual è l’emozione sull’onda della quale scrivete? Amore, passione, odio, invidia, amicizia. E chissà quante altre ancora. Ma c’è qualcosa di cui scriviamo poco: la povertà. Cercando nella mia memoria qualcosa che mi raccontasse della povertà sono andata  a vuoto. Come se non parlarne allontanasse questa terribile paura della nostra società dalle nostre porte. Ma se non ne parliamo, siamo sicuri di esorcizzrla e non di fissarla ancora più a fondo nella nostra carne? Questo post parla delle nostre paure e delle remore che esse determinano nella scrittura. Comincio dalla povertà, perché è lo spettro con cui molte persone devono fare i conti, ogni giorno della loro vita, specie in questo ultimo scorcio di secolo. Scrivere le nostre paure: la povertà La povertà che fa paura Per povertà intendo una condizione non solo materiale, ma spirituale, mentale e anche economica, of course. Un’accezione ampia per significare…

  • Il luoghi della poesia
    Scrittura

    Il luoghi della poesia

    Chissà da dove viene la poesia, mi chiedo spesso. Quali siano i luoghi ove riposa e da cui trae origine. De’esserci uno spazio, sia esso fisico o dell’anima, in cui si forma il pensiero, che rimane nascosto dentro di noi per tempi lunghissimi per poi affiorare mentre la mente è distratta. Provateci voi a “creare” una poesia a comando. Potrebbe riuscirvi di infilare le rime nel modo giusto, o di trovare una parola arcaica o forbita o inusuale al punto da destare attenzione, ammirazione, stima. Ma questa non sarebbe poesia, piuttosto una composizione ben riuscita. Quando parlo di poesia parlo di un sentimento che vede la luce in modo improvviso e che si nasconde tra le pieghe della nostra esistenza. Là, dove non ce lo aspettavamo, d’improvviso nasce. La senti arrivare pian piano, si aggrappa a un’immagine, a un’emozione, a una pulsione del cuore. Può essere sofferenza o giubilo, capace…

  • Scrivo del genere umano
    Scrittura

    Scrivo del genere umano

    Questo è senz’altro un buon giorno care Volpi. Perché questo periodo di silenzio ha fatto sì che la mia testa abbia ricominciato a fantasticare e le dita ancora insicure a ripresentarsi alla tastiera. Devo pensare a completare il mio secondo romanzo, ma la stanchezza mi ha indotta a fermarmi un po’, seguendo i vostri utili consigli. Scrivere è una compulsione forte, che tengo a bada grazie a questo blog e a voi che lo leggete e su cui ogni tanto sperimento forme di espressione nuove, come un’ode, come questa Ode alla montagna. L’avevate letta? Che ne pensate? Il mio nuovo romanzo è corale, uno spazio in cui uomini e donne si contendono il centro della storia. Questa volta compaiono anche bambini tra i protagonisti. Siano i benvenuti, a portare gioia e autenticità, nel mondo come nei romanzi. Non credo nel blocco dello scrittore e dunque non mi sono preoccupata della…