Comunicazione e social

Scrivere un contenuto efficace, un passo alla volta

Indice dell’articolo

  1. Rispondere al bisogno fondamentale
  2. Il ciclo del contenuto
  3. Focalizzatevi sui contenuti più importanti
  4. Approfondire quanto già noto sull’argomento
  5. Fate ricerche e siate onesti
  6. Usate lo storytelling
  7. L’importanza di un buon titolo e dell’indice
  8. Scrivere una bozza come se non aveste aspettato altro

 

Qualche giorno fa ho avuto bisogno di scrivere un contenuto efficace.

 

Dovevo ideare una presentazione per un seminario di approfondimento su come gestire un’assemblea sindacale. Si tratta di una delle abilità principali per un sindacalista e poiché siamo di fronte a una stagione di rinnovo delle nostre rappresentanze sindacali, dopo essermi trovata più volte a sostenere e incoraggiare le persone a prendere la parola in pubblico, ho deciso di creare un’occasione per riflettere insieme su come approcciare al meglio questa importante occasione.

 

Seguendo la mia routine di definizione dei contenuti, sono riuscita in poco tempo a realizzare un impianto che mi convince e che presto potrò vedere alla prova dei fatti.

 

Così ho pensato di raccogliere la mia routine e di condividerla con voi.

 

Oggi credo che la cosa più importante nella stesura di contenuti sia l’originalità. Il web contiene tutto ciò che serve o quasi. Distinguersi è fondamentale.

 

Scrivere un contenuto efficace, un passo alla volta, è un esercizio con cui ciascuno di noi dovrà confrontarsi, prima o poi. Questa è la mia routine. Nei commenti mi farà piacere conoscere la vostra. Cominciamo!

 

 

Scrivere un contenuto efficace, un passo alla volta

Scrivere un contenuto efficace

 

Di solito l’idea di approfondire un contenuto, sia esso il post di un blog, una presentazione oppure un vero e proprio saggio, arriva mentre pensiamo ad altro.

 

Magari abbiamo appena selezionato il melone più maturo da mettere nel carrello oppure ci sovviene quando stiamo acquistando un biglietto dell’autobus, o mentre siamo in fila alle Poste per pagare l’ennesima bolletta!

 

A me le idee migliori vengono al mattino, al risveglio.

 

Dicono che la notte porti consiglio e so bene che è così, perché di solito i grovigli più intricati è la mia mente inconscia a risolverli, mentre io sto pensando ad altro, nello specifico, a fare una bella dormita  😀  !

 

Comunque arrivi l’idea per un contenuto che volete efficace, dopo averla focalizzata, vi servirà un metodo per portarne a termine la stesura.

 

Scrivere un contenuto efficace, un passo alla volta, con l’aiuto di questa routine sarà più semplice. Alcuni di questi suggerimenti potrebbero servirvi persino per completare la progettazione del vostro romanzo!

 

Cominciamo con una domanda, quella fondamentale.

 

A quali bisogni del nostro lettore vogliamo rispondere?

 

Prima di tutto, dobbiamo identificare i potenziali destinatari e conoscere bene i loro dubbi, le loro domande, i loro bisogni.

 

Qualcosa su cui insisto molto nel manuale Tecniche di Oratoria. Guida all’arte di Parlare in Pubblico, che ho scritto e pubblicato seguendo questo metodo nel 2017.

 

Per farlo possiamo porci domande come queste:

 

Quali bisogni o frustrazioni manifesta il vostro potenziale lettore?

Di che cosa ha realmente bisogno?

 

 

Per identificare i bisogni avete alcune possibilità:

 

  1. prendere spunto da un commento a un vostro articolo che ha suscitato domande o dubbi o bisogno di approfondimento
  2. una mail in cui un vostro lettore/lettrice vi ha rivolto una specifica domanda la cui risposta potrebbe essere utile a tanti (socializziamo il sapere!)
  3. un’intervista o un sondaggio specifico per conoscere l’orientamento del vostro pubblico.

 

Una volta trovata la risposta alle domande essenziali, avrete anche l’obiettivo del vostro post. Tenerla a mente sarà fondamentale, ma ne riparleremo ancora più avanti, continuate a leggere 💡 

 

 

Il ciclo del contenuto, la domanda fondamentale

 

Una buona comunicazione dev’essere di natura circolare, ovvero deve aprirsi e chiudersi sullo stesso punto.

 

Assumiamo che il punto di cui si parla sia il focus, la domanda fondamentale, ovvero il succo della questione.

 

Essa , una volta individuata, deve rappresentare l’apertura e la chiusura del nostro contributo.

 

E’ l’obiettivo della comunicazione, l’incipit e la chiusura.

 

Per queste ragioni, durante tutta la trattazione la terremo a mente perché al termine della stessa il ciclo dovrà chiudersi con una o più risposte.

 

Non importa quante risposte sarete state in grado di fare. Essenziale è che quando avrete terminato il ragionamento, vi assicuriate di aver soddisfatto il bisogno fondamentale, la domanda di fondo del vostro pubblico.

 

Nel nostro caso, come scrivere un contenuto efficace, un passo alla volta.

Per ora ne abbiamo percorsi due, ora, vediamo il terzo.

 

Focalizzatevi sugli argomenti più importanti

 

Un aspetto molto importante che dobbiamo tenere in considerazione quando prepariamo un articolo di approfondimento o una relazione è la capacità di non disperdere la nostra energia in mille, inutili, rivoli del problema.

 

Focalizzatevi sulle due o tre questioni o se preferite domande principali che avete testé definito e trovate molti modi differenti di dar loro risposta.

 

Per farlo potreste guardare al problema o al bisogno da più punti di vista.

Ciascuno di essi vi fornirà la possibilità di offrire una risposta diversa e gestirà una parte del bisogno delle persone che vi leggono o vi ascoltano.

 

Più saprete focalizzare, più il vostro contenuto sarà efficace. Lasciate perdere le comunicazioni verbose e autoreferenziali, non serve. Sapete già quanto io detesti le lungaggini e i giri di parole.

 

Dritti al punto. Ecco quello che dovete fare, soprattutto scrivendo.

 

Perché non procediamo come con la scrittura, quando ci ripetiamo di continuo less is more?

 

 

Approfondite quanto già noto sull’argomento

 

Sono dell’idea che non si inventa nulla.

 

Ciascuno di noi si ciba di contenuti scritti o approfonditi da altri cui possiamo aggiungere la nostra preziosa esperienza personale.

 

Nessuna esperienza è uguale a quella di un altro.

 

Questa è una delle affermazioni più potenti che uso quando devo incoraggiare le persone a prendere la parola in pubblico.

 

Significa che ciò che possiamo portare come contributo è assolutamente originale. Se non lo esprimeremo noi, nessun altro potrà farlo!

 

Dunque abbiamo una sorta di dovere morale di manifestarlo. Altrimenti, andrà perso. Non sarebbe un terribile peccato?

 

Tuttavia, quando affrontate la stesura di un contenuto, siate umili e saggi allo stesso tempo e verificate chi ha trattato quell’argomento prima di voi e come lo ha fatto.

 

Se il contenuto vi ha ispirato, perché contiene contenuti preziosi e non riproducibili, allora piuttosto che scopiazzare, citate l’autore o l’autrice di riferimento. Un gesto di stima che sarà di sicuro apprezzato.

 

Ah, tanto perché lo sappiate … quando scopiazzate da articoli, anche se tradotti da altre lingue, sappiate che chi vi legge se ne accorge.

 

 

Fate ricerche e siate onesti

 

In rete c’è di tutto. Ormai qualunque informazione, anche se non sempre in modo approfondito, si può trovare facilmente semplicemente digitando qualche domanda sulla stringa di ricerca del vostro motore preferito!

 

Questo comporta dei rischi, lo sappiamo.

 

Per esempio consente a chiunque di vendersi come il massimo esperto di qualche cosa, e, guardando alla nostra passione, la scrittura, ci vengono in mente molti ciaparat che campano proprio in questo modo!

 

Spesso è sufficiente un bel sito, magari ben posizionato, un linguaggio professionale, un pò di scopiazzamento qua e là e il gioco è fatto.


Eccoti l’esperto di scrittura, alimentazione, benessere, sviluppo personale e via dicendo. Ce n’è per tutti i gusti!

 

Noi ammettiamo di non dover sapere tutto. Non vi sentite già meglio?

 

Ma approfondire l’argomento, sì, è obbligatorio, è serio. Non c’è altro da aggiungere.

 

 

Usate lo storytelling

 

Ogni concetto, anche il più complicato da esprimere, può essere rappresentato da una storia.


Lo storytelling è la capacità di connettere emotivamente le persone con ciò che stiamo dicendo attraverso una storia.

 

Una storia, con tanto di ambientazione e personaggi, permette alle persone di avvicinarsi a un problema identificandosi con esso in maniera tranquilla.

 

Raccontare un fatto realmente accaduto, specie se accaduto a voi in prima persona, fa rilassare chi vi legge o chi vi ascolta, mette a proprio agio, avvicina e permette di seguire meglio ciò che volete trasmettere.

 

Riassumendo, lo storytelling:

 

  • mette a proprio agio le persone che vi leggono
  • permette loro di identificarsi con voi e con il vostro approccio alla soluzione del problema
  • rende più semplice accettare le fragilità di chi legge o ascolta, come fatti normali e non come tabù

 

 

Cercate di azzeccare il titolo e scrivete un indice dei contenuti

Il titolo esprime tutto il senso dell'opera e ne è il coronamento.
In una sola parola è contenuto realmente il contenuto di senso di tutta l'opera

Lev Semenovic Vygotskij- Pensiero e linguaggio

 

Quando siete alla fine della stesura del vostro articolo o della vostra presentazione, dovrete individuare il titolo più adatto perché il vostro contenuto sia presentato al meglio.

 

Trovare un titolo accattivante non è facile. Nel giornalismo, il titolista è un mestiere affidato a un professionista nella redazione editoriale che ha il solo compito di formulare i titoli di una testata giornalistica. Dunque non si improvvisa.

 

Seguendo l’intuizione di Vygotskij , un titolo, o un sottotitolo, vale il contenuto di un’opera.

 

Non c’è dunque solo la SEO, che pure su questa intuizione ha costruito la sua stessa esistenza, da tenere d’occhio 😉  E’ fondamentale rendere reperibili i nostri articoli in rete.

 

Ma anche rendere subito intelligibile il contenuto di ciò che scriviamo.

 

Io non sono una grande maga dei titoli, in effetti dovrei pagare un titolista 😀 

 

Ma vi giuro che faccio ogni sforzo possibile per rendere anche questo aspetto della mia comunicazione il più efficace possibile. Vale lo sforzo, se vogliamo rendere appetibile ciò che facciamo anche a chi non ci conosce.

 

Riassumendo un titolo deve suscitare:

  • interesse perché lascia immaginare la soluzione a un problema che vi attanaglia
  • L’urgenza di leggerlo subito, come se domani si autodistruggesse!
  • professionalità (se ho un problema voglio che me lo risolva qualcuno che ne capisce)
  • originalità. Non voglio sapere le cose che scrivono tutti

 

 

Non vogliamo però fermarci solo al titolo. L’indice in un articolo, specie se abbastanza corposo, è non solo utilissimo ma indispensabile a facilitare la comprensione e la ricerca della risposta alla domanda fondamentale.

 

L’indice in un testo è uno strumento essenziale per organizzare il vostro intervento/articolo in modo tale che con un rapido sguardo il lettore abbia un’idea di cosa è contenuto e qual è il vantaggio che otterrà leggendolo.

 

L’indice è la traccia che comunica a chi vi legge dove andate e da dove state partendo, una mappa. Deve essere presentata in una sequenza logica, approfondita e il più possibile esaustiva

 

 

Scrivi la bozza come se non desiderassi nient’altro

 

Una volta completata la progettazione del vostro articolo o presentazione che dir si voglia, dovete cominciare a confrontarvi con il contenuto, come se non aspettaste che questo momento.

 

Entusiasmo!

 

Ora che avete chiarito i punti essenziali della vostra comunicazione, scritta o orale, cominciate a scrivere una bozza!

 

Non temete se dovrete rivederla più e più volte, è normale. Le bozze servono a questo 😆 

 

Mentre la scrivete, tenete a mente queste sei domande da rivolgere a voi stessi:

 

  1. Ho scritto un’apertura accattivante che costringe i lettori a continuare la lettura?
  2. Ho utilizzato il linguaggio giusto per connettere chi ascolta con i miei contenuti?
  3. Ho soddisfatto i bisogni dei miei lettori?
  4. Ho usato una formattazione piacevole e chiara?
  5. Come me la sto cavando con i titoli e sottotitoli? 
  6. Ho chiuso il ciclo del post?

 

Ogni bozza va rivista più volte. Quando avete finito di ripulirla da refusi, errori, mancanze e quant’altro, allora siete pronti a partire con la vostra presentazione o con la pubblicazione del vostro articolo!

 

Ed eccoci alla fine della mia routine che abbiamo seguito passo dopo passo. Che ne pensate? Vi è piaciuta?

 

Sono curiosa di conoscere il vostro punto di vista!

Utilizzate altre metodiche per raggiungere i vostri obiettivi? Quali sono?

 

Contenuti che completano questo post

 

17 Comments

  • Barbara

    Altre metodiche? La tecnica Feynman, di cui avevo scritto su webnauta. Ovvero: chiarirsi per bene prima tutti i concetti, provare a spiegarli a un bambino (o alla nonna) e se c’è un punto che non capiscono (in genere è quello che NOI non abbiamo capito e non riusciamo a spiegare bene) tornare a svilupparlo meglio. Quindi i miei contenuti seguono questa tecnica, oppure mostrano direttamente le ricerche che faccio per comprendere meglio un dato argomento, che risulti interessante anche per i lettori.
    Spesso poi i miei articoli nascono da quello che non trovo in rete o trovo spiegato male. Vedesi quello sugli strumenti per difendersi dal plagio: sulle marche temporali ho letto delle castronerie galattiche in rete, scritte infatti da non-informatici. E allora mi sono detta: questa cosa la so, posso dare un aiuto concreto, sarà il caso di scriverci meglio. Et voilà. Record di letture. 😉
    Sui titoli, in cui anch’io impazzisco perché vorrei dare qualche titolo fantasioso ma poi Google non capisce l’ironia, ho scoperto un’analisi interessante: uno studio americano ha mostrato che i contenuti più letti in rete hanno un titolo che, per la SEO, avrebbe punteggio pari a zero. Come mai? Perché sono autori che non hanno costruito il loro pubblico in 3 giorni, ma anno dopo anno con contenuti di qualità e niente titoli farlocchi acchiappa-click. E allora a quel punto del titolo te ne freghi. 😉

    • Elena

      Ahaha mi rinfranca sapere che il titolo non è così importante visto che sono un po’ chiavica! E in effetti, concordo che sia il contenuto che conta. La tecnica con cui, ti ringrazio, hai integrato questo elenco, è utilissima. Non sempre si può utilizzare un linguaggio semplice come quello rivolto a un bambino, ma l’idea è giusta ed è importante verificarla, specie quando devi “rimbalzare” ad altri concetti che hai appena appreso. Quando invece le conoscenze sono consolidate, di solito si sente nell’esposizione e nel pathos. Quello non sbaglia mai e rivela sempre la verità delel cose che trasmettiamo, a parole o con la scrittura 😉

  • Giulia Lu Dip

    Anche a me le migliori idee vengono al mattino appena sveglia, talvolta anche poco prima del risveglio tra la veglia e il sonno, tanto che appena mi alzo dal letto le appunto sull’iPad o anche su un pezzo di carta…

  • Luz

    Già questo post è un piccolo manuale. Mi piace e lo vorrei utilizzare in una lezione di scrittura creativa a scuola. Che ne dici?
    Lo scorso lunedì mi è stato chiesto dal mio dipartimento di Lettere di realizzare il verbale dell’incontro online. Io mi ero sempre sottratta, perché trovo che un verbale abbia dei tecnicismi che non sono proprio nelle mie corde. Nello scriverlo, mi sono resa conto di stare riportando le parole che a turno venivano dette, non possedevo il “politichese” scolastico, e di certo non sarà venuto fuori un testo efficace. Ecco, come vedi tu un testo come questo? È o no un testo che va redatto in certo modo? Non posseggo questa competenza. Datemi un post, un articolo, un copione teatrale, un racconto breve come un romanzo e vi solleverò il mondo. Ma il verbale proprio no.

    • Elena

      Ciao @Luz, ne sarei onorata!!! Che io sappia è la prima volta che del mio materiale viene utilizzato in un contesto del genere, perciò la tua proposta mi fa doppiamente piacere.
      Peraltro di verbali ne scrivo a bizzeffe, se serve aiuto ci sono. Mi hai dato un’idea, di stesure di verbali non ne parla nessuno. potrebbe farlo una Volpe 😉 Il prossimo che scrivo ci ragiono su e , chissà, magari viene fuori un post. Buona serata!

  • Brunilde

    Utilizzo la preparazione, con uno schema predisposto e studiato, non solo per atti, interventi o discorsi, ma anche – spesso – per le telefonate di lavoro, in cui è importante non disperdersi e andare dritta al punto e all’obbiettivo: parlare a vanvera e perdere tempo al telefono viene facile, hai mai notato?
    Per la scrittura, sono sicuramente meno rigorosa, anche se una canovaccio con una suddivisione in parti mi è indispensabile.
    Il tuo post mi ha dato spunti e suggerimenti interessanti, ne farò tesoro!

    • Elena

      Ne sono felice, Brunilde! Il tuo lavoro richiede una precisione estrema e immagino che tu e l’andare a braccio siate quasi inconciliabili :D. Apprezzo molto la tua capacità di tenere insieme il rigore delle leggi e norme e la creatività di cui senz’altro sei dotata. Un bell’equilibrio! Quanto alle telefonate verbose, guarda io, un pò me ne vergogno, ho sviluppato un’insofferenza per le telefonate che non ti immagini. Così cerco di andare dritta al punto, ma più perché non sopporto più i giri di parole e le perdite di tempo che per strategia. Tuttavia il risultato è lo stesso. capita anche a te? Buona serata!

  • Sandra

    Quante cose interessanti che… tendo a non fare.
    A livello professionale non mi tocca mai relazionare alcunché, è successo in passato, e presi persino un premio aziendale, bei tempi, perché mi fu riconosciuto il gran lavoro svolto, ma è stato un episodio isolato. Nel blog mi appoggio un po’ troppo su “dai, tanto la Sandra ormai la si conosce, è simpatica!” che può non bastare, ovviamente. So qual è il mio obiettivo, sul titolo ci ragiono un po’, approfondisco ma fondamentalmente vado parecchio a braccio. Forse ora sto esagerando nel farmi un po’ “cazzara”, ora non ne scrivo più tanti, ma quando ho pubblicato dei post sull’editoria sono stati apprezzati per le competenze.

    • Elena

      Il tuo blog @Sandra è fresco come te e siamo abituate a seguire le tue considerazioni brillanti, anche quando sono scritte sotto nuvole grigie… Devo dirti che quando affronto un tema con continuità, anche io ormai vado a braccio. Ottieni un effetto migliore per quanto riguarda l’impatto emotivo, l’empatia con il pubblico, ma spesso dimentichi qualcosa, a volte sorvoli su qualcosa che dovrebbe essere approfondito. va valutato con attenzione quale modalità scegliere in base agli obiettivi e alla domanda fondamentale. Poi, mentre ti faccio le congratulazioni, voglio sapere che tipo di premio ti hanno dato!!!!! Muoro dalla curiosità 😀

  • newwhitebear

    scrivi poco ma in maniera intelligente. Hai fornito un canovaccio che va bene per tutto, anche per chi scrive romanzi.
    Alle domande sono seguiti gli approfondimenti, le spiegazioni, come muoversi.
    Molto interessante

    • Elena

      Ciao Gian, bentrovato. Credo che tutto dipenda dalla mia esperienza di vita e lavorativa, a forza di preparare relazioni, presentazioni, comunicazioni varie ecc. mi viene più semplice cercare di “sistematizzare” quel poco di sapere che ho accumulato e renderlo disponibile. E’ solo una traccia, ma con me funziona sempre. Dici che potrebbe servire anche per scrivere un romanzo? Ci ho pensato tanto mentre lo scrivevo e mi sono chiesta se scriverne uno, utilizzando come base questo, per avere una traccia per progettare un romanzo. Magari lo faccio. Chissà cosa ne viene fuori…

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