Il mondo con i miei occhi

Solitudine di Natale. La mia lista di libri per sconfiggerla

Mentre scrivo questo post non è ancora chiaro se potrò passare le festività con la mia famiglia: mia madre, ma soprattutto mia sorella, che abita in un comune limitrofo diverso dal mio. La solitudine di Natale rischia di essere la peggior fine di un anno già abbastanza terribile. Per questo dobbiamo fare quanto in nostro potere per sconfiggerla.

Da mesi non vedo lei e miei nipoti, i miei zii, la nostra famiglia allargata che da anni ormai si riunisce proprio a Natale, come accade a molti di noi.

Non ho mai messo in discussione le ragioni di questo distanziamento, mi sono abbastanza chiare. Natale per noi non sono mai stati i regali ma l’occasione per rivederci e dedicarci del tempo, un momento per rinsaldare la nostra sorellanza, le ragioni di un’unità familiare che nella frenesia del quotidiano rischia di perdersi.

Mia madre, come molti anziani e malati in questi giorni terribili, vive la sua solitudine da un po’ di anni e dall’inizio di questa pandemia vi è sprofondata ancora di più dentro, inesorabilmente. Un processo che ha portato con sé tracce di inevitabile depressione, smarrimento, sconforto.

Abbiamo pensato a tutto: ai ristori per evitare il dramma sociale, al vaccino, alle regole, ma non siamo stati capaci di pensare alla rete di relazione sociale che si è spezzata e che sarà il prezzo più alto, dopo le morti, della crisi sanitaria. E quello più duraturo.

La solitudine è la cifra distintiva di questo tempo. Non ha bisogno dell’aiuto di un virus per produrre i suoi effetti devastanti, perché nella nostra società la solitudine è un effetto collaterale della disuguaglianza e non c’è alcun interesse nel redimerla, se non cancellarla almeno mitigarla.

Se così non fosse oggi insieme ai ristori avremmo programmi per evitare l’abbandono scolastico (sì, abbandono, perché chiusi in casa i ragazzi stanno mollando), la depressione e l’isolamento degli anziani e dei malati, gli effetti della paura e dell’impoverimento sulle persone. Progetti per ricostruire quella rete di sostegno domiciliare sul territorio che sola può battere il virus e i suoi effetti, devastanti, sulla psiche e di conseguenza sulla tenuta sociale.

Invece pensiamo a “far ripartire i consumi” come se fosse quella la normalità. A me pare schiavismo, soggezione, manipolazione.

Ho sempre avuto paura della solitudine, lo ammetto. Per questo scrivo questo post. Oggi che non sono più sola non mi accontento di stare meglio di altri. Vorrei parlarne perché in fondo parlarne è un po’ il modo per sconfiggerla.

La solitudine di Natale

Solitudine di Natale. La mia lista di libri per sconfiggerla

Ho provato molte volte il gusto agre della solitudine, talvolta per scelta, talaltra per necessità. Il vuoto che crea dentro e fuori di te è talmente ampio che somiglia a un mare in cui non si può far altro che naufragare, lentamente, un fiato rubato alla volta.

La solitudine è terribile in ogni momento dell’anno ma mentre si avvicina questo Natale non riesco a togliermi dalla testa che questo è il tempo in cui nessuno dovrebbe sentirsi solo, il tempo in cui dovremmo fare qualcosa per batterla, la solitudine.

Invece il rischio è l’opposto. Per proteggerci staremo distanti o se staremo insieme lo faremo cercando di chiudere la porta del dolore dietro di noi. Distanti, spero anche dalla nostra imbecillitudine.

Se mi guardo intorno vedo troppe persone intente a popolare le vie della città come branchi di lupi affamati di una normalità che non riconosco. Per me non è normale fare shopping nelle vie del centro o andare a tutti i costi al ristorante, per me non è normale rivendicare l’autonomia non rispettando le regole, per me non è normale che qualcuno si senta tale solo se obbedisce alla legge del consumo, dell’acquisto, del profitto sopra la salute.

Libertà non è questo, e il prezzo di questa solitudine dell’anima è non essere più capaci di sentire cos’è veramente importante.

Certo i valori non sono gli stessi per tutti, direte, avete ragione. Bisognerà trovare un modo, una conciliazione, una strada nell’ennesimo DPCM che ci consenta di battere la solitudine che colpisce al cuore le persone più fragili. Un modo per lasciare indietro le polemiche che ci fanno apparire piccoli uomini, Sciascia direbbe ominicchi, al cospetto di altri paesi che non si sognano valzer di poltrone ma soluzioni, sostenibili e di prospettiva.

Senza un po’ di responsabilità, rispetto, condivisione, non ci sarà un altro Natale per molti di noi. Conviene mettercelo in testa.

La solitudine, compagna feroce che possiamo battere

La vedo negli occhi di mia madre, ogni giorno. Occhi come liquide voragini spente.

La percepisco tra le pareti di case troppo piccole per contenere tutto ciò che desidereremmo e troppo grandi per misurare i vuoti che rimbombano nelle stanze ora vuote in cui un tempo risuonavano voci, solo tristi ricordi.

La solitudine è una compagna feroce che azzanna alla gola e c’è solo un modo per superarla, dev’essere condivisa.

Credo avremmo dovuto fare di più, avremmo potuto fare di più. Parlo degli anziani abbandonati nelle loro case, dei bambini e degli adolescenti cui stiamo rubando il presente e il futuro, se è vero che il “salto di specie” del virus è dovuto a un cambiamento apportato all’ecosistema, portando disarmonia invece che equilibrio.

Che parola difficile, la responsabilità!

I “vecchi”. Al margine della società perché improduttivi, come qualcuno, inopinatamente, ha avuto il coraggio e l’impudenza di osservare. E’ ancora lì a svolgere il suo ruolo, indisturbato. Ormai non ci indigna più niente e se lo fa dura il tempo di un attimo.

Nessuno questo Natale 2020 dovrà sentirsi solo. Forse lo sarà fisicamente, per via dei divieti, ma se ognuno di noi ci metterà del suo, nessuno si sentirà solo. La tecnologia ci aiuterà, ma anche i balconi, le porte aperte sul pianerottolo, gli auguri distanziati in cortile. Basta poco. Un gesto straordinario contro la solitudine, così penso dobbiamo salutare questo 2020 di dolore e follia.

La solitudine di Natale: la mia lista di libri per sconfiggerla

Quando il lavoro mollerà, perché durante le feste è probabile che lo farà, e il tritacarne in cui sono infilata mi lascerà il tempo per pensare, allora è probabile che anch’io sentirò il sapore della solitudine.

Non vivo sola, ma mi mancheranno le persone più care, quelle che avresti voglia di abbracciare sempre e in questo periodo ancora di più. Chissà quando potrà accadere.

Mi sono data da fare per collezionare gli strumenti principali contro la solitudine: i libri. E ho selezionato la mia lista di libri contro la solitudine.

Ve la propongo e se volete potete integrarla con la vostra.

  • L’Arminuta Donatella Di Pietrantonio
  • La FerociaNicola Lagioia
  • Il morso della viperaAlice Basso
  • Un cuore in BretagnaSandra Faè
  • La stella neraMarco Freccero
  • I tempi non sono mai così cattiviAndre Dubus
  • Tutti gli amori imperfettiGrazia Gironella
  • Memoriale Paolo Volponi
  • Breve storia del mio silenzioGiuseppe Lupo

Ho anche intenzione di rinfrescare la mia rubrica di recensioni sul blog, Pillole d’Autore. Nuove idee e nuovi strumenti! Ma ne riparliamo l’anno prossimo!

Per ora mi fermo qui, care Volpi. Ma prima di salutarci, vi offro un mantra, ovvero il pensiero che regalo a me stessa in simili occasioni:

Accettare la solitudine richiede forza per sopportare l’uscita dal mondo e coraggio per entrare in noi stessi. Un libro è sempre un buon compagno per compiere questo viaggio

Come vedete, mi è tornata la voglia di leggere 🙂

Ora tocca a voi: avete paura della solitudine? Pensate che possa riguardarvi, durante queste festività?

A quali libri vi affiderete?

La vostra opinione ditemela qui

Postilla

Piccola anticipazione: il blog farà presto una pausa per le festività natalizie. La prossima settimana ci sarà tempo per farci gli auguri di Natale e per condividere con voi una bella sorpresa che mi ha fatto la Collana con cui uscirò nel 2021.

Perciò non dimenticate di passare di qui, prima delle Feste 😉 !

18 Comments

    • Elena

      Ciao Marco, credo nella tua scrittura. Mi basta. Ma sarò più precisa nella recensione dopo averlo letto. Goditi il debutto intanto. Un libro, specie se appena pubblicato, tiene molta compagnia

  • Sandra

    Che onore essere in questa bella lista, grazie. No, non è normale associare la parola libertà allo shopping, ne ho sentite troppe in questi giormi dopo il caos di domenica, sono proprio demoralizzata, e dopo i vecchi improduttivi, oggi è toccato a pazienza se morirà qualcuno, basta, che squallore.
    Mi chiedi sulla solitudine: guarda, sono stata una ragazza molto sola a lungo, mi hanno sempre consolato tanto i libri e i viaggi, perché ho avuto la capacità di viaggiae da sola, ma se mi guardo indietro ho sofferto tanto, poi vabbe’ sarebbe un discorso lungo; in questa situazione non mi sono mai sentita sola, perchè sono fortunata, con mio marito non mi annoio mai, ci facciamo una gran compagnia, ma gli anziani vedovi mi fanno tanta tenerezza.

    • Elena

      La vicinanza di una persona speciale ha salvaguardato anche me dallo sconforto ma questa situazione rende ancora più evidente per me il prezzo che altri pagano a causa della solitudine. Anche io sono stata sola o meglio mi sono sentita sola durante l’adolescenza e anche in altri periodi della mia vita. In qualche modo mi sento solo anche adesso che sono adulta e consapevole. Mi capita quando capisco che devo prenderne decisioni pesanti e, in quelle occasioni, si è sempre soli. L’importante è trovare la forza di affrontarla in noi stessi. I libri sono l’aiuto che abbiamo in comune ma tu mi batti sui viaggi. Non ho mai viaggiato sola. È cosa che mi mette grande tristezza, un pò come mangiare sola al ristorante. Ci vuol coraggio per battere la solitudine e l’energia per farlo. Spesso gli anziani soli non possiedono l’energia per esprimere il loro coraggio… La lista dei libri è bella anche perché ci sei dentro tu.

  • newwhitebear

    hai mille ragioni. La solitudine è come un cancro che divora le persone e le rende asociali.
    Libri? Ne ho una bella scorta da leggere ma ultimamente ho letto poco distolto da altri pensieri.

    • Elena

      Bentornato Gian da questo commento deduco che i guai con PC e cose varie sono risolti anche se sento che hanno lasciato strascichi. Anche io ho passato molti mesi di quest’anno in crisi con la lettura
      Né ho parlato e ne sono uscita (sembra una sessione dei libraisti anonimi ). Cerca i libri che ti portano fuori dalla tua zona di comfort che spesso è una dolce trappola. Un sorriso (era un pò che non lo sentivo…)

  • Brunilde

    Credo di essere una persona fortunata, condivido il mio cammino con amici e affetti importanti, molti ormai di lunga data.In condizioni normali ci si vedeva quando si poteva ( lavoro, famiglia, impegni…) adesso è decisamente ancora più problematico.
    Però, la condivisione rimane, intatta, anzi ancor più preziosa. Le amiche, in particolare, sono davvero un valore aggiunto, un vincolo di sorellanza forte. Mail, telefonate, videochiamate, qualche incontro in sicurezza: no, non mi sento sola, anzi sono molto grata di questa ricchezza.
    Si condividono problemi, dubbi, ansie. Recentemente, abbiamo passato buona parte di una notte a mandarci messaggi e a telefonare a destra e manca perchè una di noi era ricoverata e stava male, non ci siamo date pace finchè non abbiamo avuto notizie.
    Ma spesso siamo capaci di discutere per ore di solenni sciocchezze, ridendo e sorridendo, con le immagini delle videochiamate di gruppo sempre sbilenche, perchè anche la leggerezza è un’arte.
    E comunque, per me la ricetta della felicità è sempre la stessa: un libro, la mia gatta e la copertina di pile. Non mi serve altro!

    • Elena

      @Brunilde mi manca la gatta! L’ultima è scappata di casa, non un episodio che amo ricordare, è stato al paio di un abbandono. Avevo amiche che sentivo spesso fino a qualche anno fa. Il lavoro e la vita vi ha allontanato non tanto fisicamente quanto mentalmente. Ne sento alcune con costanza, siamo tutte in uno stato di bisogno ma la solitudine picchia duro. I libri sono un rifugio, il mio compagno anche. Ma non posso non pensare a chi è solo. Oggi con questa situazione tutta la sofferenza del mio mondi che già cnoscevamo mi sembra ancora più insopportabile. Le cose di cui si parla nei mass media sono ridicole e mi fanno male… Soffro per le distanze e le assenze chissà come staremo quando tutto sarà finito e tutto sarà da ricostruire. Non ci basteranno i libri, purtroppo

  • Giulia Lu Dip

    Non ho paura della solitudine, certo questo Natale sarà un po’ triste ma l’importante è che i miei cari stiano bene anche se lontani. Ho appena cominciato a leggere il romanzo di Grazia sono alle prime pagine, poi ne ho altri in lista, ho un po’ da recuperare, magari questo periodo ce la farò…

    • Elena

      Ciao Giulia credo che le ultime sulle chiusure ci diano molto tempo per coltivare le nostre letture. Io ho letto Sandra e sono all’Armimuta. Ho intenzioni serie sta volta. Grazia è sempre una sicurezza, non vedo l’ora di leggerla. Grazie per essere passata e sono contenta che tutto vada bene. Stare in salute è cosa importante. Un abbraccio

  • mattinascente

    Ci vorrebbe un pizzico di speranza, ma purtroppo non è una merce in vendita. Come dice la Madre Badessa del monastero di Viboldone (MI), Ignazia Angelini, in una bella intervista che consiglio : “La speranza si nutre di silenzio.” L’augurio per questo Natale è di ritrovare la capacità di ognuno di tornare a sognare. Grazie per le tue riflessioni e buona serata.

    • Elena

      Ciao Mattinascente, grazie a te per questo regalo di intervista che mi fa tornare a scoprire il valore fondamentale del Natale: accogliere. Anche il silenzio è utile per accogliere dentro di noi qualcosa o qualcuno e per nutrire la speranza. Eppure, in tutto questo disagio, mi sento più ottimista di te: cerchiamo di vedere la speranza nelle piccole cose e di valorizzare quanto di buone c’è. Siamo troppo spesso portati a segnalare solo ciò che non va ma io vedo anche tanta bellezza in questa tragedia che ho ben voglia di celebrare! Chissà che questo Natale non serva proprio a questo! Un caro saluto e grazie

  • Barbara

    Come cambiano le percezioni… A me sembra persino troppo affollato questo Natale! Ma non sento la presenza fisica come vera presenza, se uno vuole “esserci” un modo lo trova anche senza spostarsi di casa. Al giorno d’oggi con la tecnologia è possibile, per cui più che parlare di solitudine bisognerebbe quasi parlare di isolamento digitale…
    Vorrei passare il Natale a dormire, ci arrivo così stanca che vorrei silenzio, pensa te. E invece già lo so che sarà una carrellata di messaggi, vocali, videochiamate, probabilmente più la sera, quando riuscirò a incrociare i diversi fusi orari. Sentirmi sola no, non è possibile, nonostante il mio non sia più un Natale in famiglia da tre anni (sarebbe un pranzo pieno di ipocrisia, alla “Parenti serpenti” di Mario Monicelli, anche no).
    Per gli anziani è più difficile, ma come mi ha fatto notare una dottoressa, specializzata in geriatria, dipende molto dal carattere della persona: ci sono anziani che hanno scoperto la tecnologia con entusiasmo e ci giocano come fossero tornati bambini (ho conosciuto una quasi novantenne che mostrava le foto dei nipoti sull’ipad e lo maneggiava meglio di me!) e altri invece hanno reagito chiudendosi sempre di più, nemmeno ti rispondono al normale telefono fisso o se ti rispondono vogliono chiudere in fretta, ma sono sempre pronti a lamentarsi della poca vita sociale (ne ho un esempio in famiglia, impossibile ragionarci), dopo una certa età non sono disposti a cambiare una virgola, la lamentela è solo un modo per sentirsi vivi e ascoltati.
    La colpa della società semmai è di non avergli fornito gli strumenti adeguati a supporto: immagina ad esempio un videotelefono fisso, attaccato in rete (ah già, come stiamo messi con la distribuzione della Fibra ad ogni casa in Italia? Dovevano portarmela ad agosto, siamo a dicembre…), che con un solo bottone videochiama parenti e amici su qualsiasi piattaforma questi siano disponibili (smartphone, Skype, Messenger, Whatsapp, Twitter, Instagram a piacere). Niente configurazioni, niente sbattimenti, un click. E in fondo sarà questa la teleassistenza sanitaria di cui ci si riempie tanto (troppo) la bocca. Ma quanto ci vuole ancora?!
    Ti auguro un Natale sereno, pieno di libri e di affetto.

    • Elena

      Ciao Barbara, certo il vecchio detto “meglio soli che male accompagnati” vale sempre, mi spiace che riguardi te ma non è una novità, ci avrai fatto il callo e a questo punto, conoscendo la tua forza, lo avrai superato. Bene non sentire la solitudine, nemmeno io ho questo problema perché anche se chiusa in casa ho il mio compagno con cui per fortuna tutto funziona a meraviglia. Certo non posso non notare la sofferenza degli altri… Comunque hai ragione, non tutti percepiamo le cose nello stesso modo. Per esempio io sono felice di poter stare qualche giorno sola soletta senza rumori né persone intorno (io ho continuato praticamente a lavorare quasi come prima, con tutti i dpi e in sicurezza, e come me moltissime persone, la solitudine non hai tempo di provarla!) ma vedo molte persone, specie anziane e giovani abituati a molte relazioni. Di qualità non lo so, che a volte pur di non restare soli si cede alla quantità. Un problema che ho passato e che per fortuna non mi appartiene più. Meglio pochi ma buoni. Ti auguro un felice Natale che so già sarà pieno di sogni verde Irlanda e libri che ci racconterai. Un abbraccio digitale (sempre che ti arrivi la fibra in tempo ;D )

  • Luz

    Com’è triste il passaggio che citi: molti alunni stanno mollando a causa della didattica a distanza. Io, che insegno alle medie, l’ho fortunatamente evitata, ma non per i diversi alunni costretti a stare isolati a casa nei tempi dei vari protocolli. Uno di loro ce lo stiamo perdendo proprio. Stiamo facendo di tutto per motivarlo, sostenerlo, ma al momento non dà segnali di ripresa. Altri arrancano faticosamente, fragilissimi.
    Quanto alla solitudine, sono fortunata. Non la sento. Sarà che questa nuova casa mi mette energie nuove, sono contenta così. Mi adeguo, cercando di non avvilirmi. Non vedrò i miei cari lontani, ma mi conforta il pensiero che fra qualche mese sarà possibile.
    Leggerò anch’io tantissimo. I libri sono stati la mia immensa salvezza in questo anno.

    • Elena

      Ma sai che pensandoci hai fatto il trasloco giusto in tempo!? Almeno u po’ di campagna te la godi. La scuola non è attrezzata normalmente per sostenere gli alunni più complicati figurati adesso che le insegnanti insegnano a video spento perché hanno paura di essere screenshottate dagli alunni (successo alla classe di mia nipote, no comment). Come si può mantenere una relazione con i ragazzi senza nemmeno vederli è un teorema per me ancora da risolvere. Che devo dire, non eravamo preparati, era già sfarinato prima figurati adesso. ma c’è speranza. Ci sono molte cose positive che stanno venendo fuori e io mi attesto su quelle. I libri mi sono stati lontani per qualche mese ma sono tornati. Per fortuna. Ti auguro un sereno Natale pieno di storie e felicità. E salute , non guasta. Abbracci

  • Grazia Gironella

    Grazie di avere scelto tra gli altri il mio romanzo, Elena! Sto sentendo la solitudine, sì. Da un certo punto di vista sono avvantaggiata, perché faccio vita abbastanza ritirata anche in situazioni normali, quindi la differenza non è enorme; in realtà sul lungo termine, non viaggiando, non frequentando i miei corsi di yoga e di tai-chi, mi trovo privata dei principali contatti umani al di fuori della famiglia. Lo so, detta così sembra la lamentela della signorina Tumistufi, ma comincio ad avvertire forte il disagio. Un abbraccio. 🙂

    • Elena

      cara Grazia, ti ho sempre immaginata in mezzo alla natura che ami tanto con la tua famiglia e il tuo splendido cane e un po’ ti ho persino invidiata. Amo molto la montagna e il mare e da troppo tempo ormai non riesco a frequentarli come vorrei. Poi penso che la solitudine sia una condizione dell’anima che poco ha a che fare con le frequentazioni altre ma piuttosto con quel senso di comunità che ciascuno di noi ha in cuor suo e che in questo periodo viene meno. Per le diminuite frequentazioni ma soprattutto perché non abbiamo la sensazione di remare tutti nella stessa direzione. Ti ringrazio per la sincerità con cui commenti e denunci il tuo disagio è quello di ciascuno di noi che sente forte il bisogno di condividere e non può farlo. Se ti può consolare, siete tutte e tutti nei miei pensieri, sempre. Il tuo libro ci terrà compagnia e spero che quelli degli altri possano fare lo stesso con te. Un abbraccio e buona vigilia!

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