Chissà se avete tutti le idee chiare su come e con chi sarà il vostro Natale… Per i più fortunati di noi sarà un Natale dio basso profilo ma sempre insieme a qualche persona cara. Per altri sarà un Natale di solitudine, che rischia di essere la peggior fine di un anno già abbastanza terribile. Per questo dobbiamo fare quanto in nostro potere per sconfiggerla.
La solitudine è la cifra distintiva di questo tempo. Non ha bisogno dell’aiuto di un virus per produrre i suoi effetti devastanti, perché nella nostra società la solitudine è l’effetto collaterale della disuguaglianza e non c’è alcun interesse nel redimerla, se non cancellarla almeno mitigarla.
Cosa può fare un blog come il mio di fronte a questa condizione che attanaglia molti di voi? Provare almeno ad offrire qualche spunto di lettura e i libri per sconfiggerla!
Solitudine di Natale. I libri per sconfiggerla
Ho provato molte volte il gusto agre della solitudine, talvolta per scelta, talaltra per necessità. Il vuoto che crea dentro e fuori di te è talmente ampio che somiglia a un mare in cui non si può far altro che naufragare, lentamente, un fiato rubato alla volta.
La solitudine è terribile in ogni momento dell’anno ma Natale è il tempo in cui nessuno dovrebbe sentirsi solo, il tempo in cui dovremmo fare qualcosa per batterla, la solitudine.
La lettura è sempre stata l’ancora di salvezza nei momenti più bui in cui la solitudine ha bussato alla mia porta. Le storie, non necessariamente a lieto fine, sono la miglior cura per un’anima spenta. Spenta come gli occhi che incontriamo per strada troppo spesso,
Liquide voragini spente.
Regalatevi un libro, il vostro miglior compagno contro la solitudine
La prima cosa da fare per evitare un triste Natale è farci un regalo. Cosa c’è di più bello che passare una bella ora, come ho fatto io, in una libreria e ispezionare ogni anfratto alla ricerca di qualche titolo che attiri la nostra attenzione e che abbia il sapore del regalo, tutto per noi?
E’ così che ho selezionato la mia lista di libri contro la solitudine.
Eccola, e vi spiego anche il perché.
La lista di libri per Natale
L’Arminuta – Donatella Di Pietrantonio. Un romanzo che ci riporta alla solitudine dell’infanzia e dell’adolescenza che tutti abbiamo imparato a sconfiggere. Una storia che ci aiuta a riscoprire il valore di una “storica” amicizia e che può farci fare quella telefonata che non facciamo da tempo.
La Ferocia – Nicola Lagioia. Un romanzo crudo, essenziale, che ho recensito in questo articolo, che fa riflettere su come la ricchezza e l’agio non siano viatici di felicità e che la solitudine può raggiungere davvero chiunque di noi. E fare molto male.
Il morso della vipera – Alice Basso. Un giallo leggero, quasi casalingo. Per riscoprire la bellezza degli incontri fortuiti e di come sia importante lasciarsi andare alla vita.
I tempi non sono mai così cattivi – Andre Dubus. Un titolo, una finestra verso la speranza. Un romanzo sul delicato rapporto tra maschile e femminile “. Vi lascio una citazione che mi pare molto bella. Se volete saperne di più, ho recensito questo romanzo a questo link.
Era più di questo. Era l'ingresso nel mondo dell'età adulta, nella foresta profonda dell'essere donne, e non importa se molti oggi, donne e anche uomini, sostengono ci sia poca differenza fra i due sessi; la verità è che gli uomini possono farsi strada in quella foresta solo seguendo sentieri precisi, mentre le donne li possono sorvolare come uccelli
Breve storia del mio silenzio – Giuseppe Lupo. Quanto può escludere l’incapacità di profferire parola? Quanta storia di ognuno di noi in questo romanzo che ci fa tornare indietro nel tempo, al nostro bambino interiore di molti anni fa…
Il profumo – Patrick Suskind. Un romanzo che scuote le nostre viscere, che ci guida nella maniacale evoluzione del protagonista attraverso un profumo, quello che non possiede, quello che per avere è disposto a fare di tutto. Per pensare ai rischi di una solitudine spinta che può condurre alla pazzia, ma anche per godere dell’eccellente poetica di questo autore.
Che ne pensate di questa lista? Ne avete una tutta vostra?
Se volete dare un’occhiata alle altre recensioni del blog, questo è il link per le mie Pillole d’Autore. Prima di salutarci, vi offro una riflessione:
Accettare la solitudine richiede forza per sopportare l’uscita dal mondo e coraggio per entrare in noi stessi. Un libro è sempre un buon compagno per compiere questo viaggio
A quali libri vi affiderete per trascorrere serenamente le festività natalizie?
La vostra opinione ditemela qui




Grazie di avere scelto tra gli altri il mio romanzo, Elena! Sto sentendo la solitudine, sì. Da un certo punto di vista sono avvantaggiata, perché faccio vita abbastanza ritirata anche in situazioni normali, quindi la differenza non è enorme; in realtà sul lungo termine, non viaggiando, non frequentando i miei corsi di yoga e di tai-chi, mi trovo privata dei principali contatti umani al di fuori della famiglia. Lo so, detta così sembra la lamentela della signorina Tumistufi, ma comincio ad avvertire forte il disagio. Un abbraccio. :)
cara Grazia, ti ho sempre immaginata in mezzo alla natura che ami tanto con la tua famiglia e il tuo splendido cane e un po’ ti ho persino invidiata. Amo molto la montagna e il mare e da troppo tempo ormai non riesco a frequentarli come vorrei. Poi penso che la solitudine sia una condizione dell’anima che poco ha a che fare con le frequentazioni altre ma piuttosto con quel senso di comunità che ciascuno di noi ha in cuor suo e che in questo periodo viene meno. Per le diminuite frequentazioni ma soprattutto perché non abbiamo la sensazione di remare tutti nella stessa direzione. Ti ringrazio per la sincerità con cui commenti e denunci il tuo disagio è quello di ciascuno di noi che sente forte il bisogno di condividere e non può farlo. Se ti può consolare, siete tutte e tutti nei miei pensieri, sempre. Il tuo libro ci terrà compagnia e spero che quelli degli altri possano fare lo stesso con te. Un abbraccio e buona vigilia!
Com’è triste il passaggio che citi: molti alunni stanno mollando a causa della didattica a distanza. Io, che insegno alle medie, l’ho fortunatamente evitata, ma non per i diversi alunni costretti a stare isolati a casa nei tempi dei vari protocolli. Uno di loro ce lo stiamo perdendo proprio. Stiamo facendo di tutto per motivarlo, sostenerlo, ma al momento non dà segnali di ripresa. Altri arrancano faticosamente, fragilissimi.
Quanto alla solitudine, sono fortunata. Non la sento. Sarà che questa nuova casa mi mette energie nuove, sono contenta così. Mi adeguo, cercando di non avvilirmi. Non vedrò i miei cari lontani, ma mi conforta il pensiero che fra qualche mese sarà possibile.
Leggerò anch’io tantissimo. I libri sono stati la mia immensa salvezza in questo anno.
Ma sai che pensandoci hai fatto il trasloco giusto in tempo!? Almeno u po’ di campagna te la godi. La scuola non è attrezzata normalmente per sostenere gli alunni più complicati figurati adesso che le insegnanti insegnano a video spento perché hanno paura di essere screenshottate dagli alunni (successo alla classe di mia nipote, no comment). Come si può mantenere una relazione con i ragazzi senza nemmeno vederli è un teorema per me ancora da risolvere. Che devo dire, non eravamo preparati, era già sfarinato prima figurati adesso. ma c’è speranza. Ci sono molte cose positive che stanno venendo fuori e io mi attesto su quelle. I libri mi sono stati lontani per qualche mese ma sono tornati. Per fortuna. Ti auguro un sereno Natale pieno di storie e felicità. E salute , non guasta. Abbracci
Come cambiano le percezioni… A me sembra persino troppo affollato questo Natale! Ma non sento la presenza fisica come vera presenza, se uno vuole “esserci” un modo lo trova anche senza spostarsi di casa. Al giorno d’oggi con la tecnologia è possibile, per cui più che parlare di solitudine bisognerebbe quasi parlare di isolamento digitale…
Vorrei passare il Natale a dormire, ci arrivo così stanca che vorrei silenzio, pensa te. E invece già lo so che sarà una carrellata di messaggi, vocali, videochiamate, probabilmente più la sera, quando riuscirò a incrociare i diversi fusi orari. Sentirmi sola no, non è possibile, nonostante il mio non sia più un Natale in famiglia da tre anni (sarebbe un pranzo pieno di ipocrisia, alla “Parenti serpenti” di Mario Monicelli, anche no).
Per gli anziani è più difficile, ma come mi ha fatto notare una dottoressa, specializzata in geriatria, dipende molto dal carattere della persona: ci sono anziani che hanno scoperto la tecnologia con entusiasmo e ci giocano come fossero tornati bambini (ho conosciuto una quasi novantenne che mostrava le foto dei nipoti sull’ipad e lo maneggiava meglio di me!) e altri invece hanno reagito chiudendosi sempre di più, nemmeno ti rispondono al normale telefono fisso o se ti rispondono vogliono chiudere in fretta, ma sono sempre pronti a lamentarsi della poca vita sociale (ne ho un esempio in famiglia, impossibile ragionarci), dopo una certa età non sono disposti a cambiare una virgola, la lamentela è solo un modo per sentirsi vivi e ascoltati.
La colpa della società semmai è di non avergli fornito gli strumenti adeguati a supporto: immagina ad esempio un videotelefono fisso, attaccato in rete (ah già, come stiamo messi con la distribuzione della Fibra ad ogni casa in Italia? Dovevano portarmela ad agosto, siamo a dicembre…), che con un solo bottone videochiama parenti e amici su qualsiasi piattaforma questi siano disponibili (smartphone, Skype, Messenger, Whatsapp, Twitter, Instagram a piacere). Niente configurazioni, niente sbattimenti, un click. E in fondo sarà questa la teleassistenza sanitaria di cui ci si riempie tanto (troppo) la bocca. Ma quanto ci vuole ancora?!
Ti auguro un Natale sereno, pieno di libri e di affetto.
Ciao Barbara, certo il vecchio detto “meglio soli che male accompagnati” vale sempre, mi spiace che riguardi te ma non è una novità, ci avrai fatto il callo e a questo punto, conoscendo la tua forza, lo avrai superato. Bene non sentire la solitudine, nemmeno io ho questo problema perché anche se chiusa in casa ho il mio compagno con cui per fortuna tutto funziona a meraviglia. Certo non posso non notare la sofferenza degli altri… Comunque hai ragione, non tutti percepiamo le cose nello stesso modo. Per esempio io sono felice di poter stare qualche giorno sola soletta senza rumori né persone intorno (io ho continuato praticamente a lavorare quasi come prima, con tutti i dpi e in sicurezza, e come me moltissime persone, la solitudine non hai tempo di provarla!) ma vedo molte persone, specie anziane e giovani abituati a molte relazioni. Di qualità non lo so, che a volte pur di non restare soli si cede alla quantità. Un problema che ho passato e che per fortuna non mi appartiene più. Meglio pochi ma buoni. Ti auguro un felice Natale che so già sarà pieno di sogni verde Irlanda e libri che ci racconterai. Un abbraccio digitale (sempre che ti arrivi la fibra in tempo ;D )
Ci vorrebbe un pizzico di speranza, ma purtroppo non è una merce in vendita. Come dice la Madre Badessa del monastero di Viboldone (MI), Ignazia Angelini, in una bella intervista che consiglio : “La speranza si nutre di silenzio.” L’augurio per questo Natale è di ritrovare la capacità di ognuno di tornare a sognare. Grazie per le tue riflessioni e buona serata.
Ciao Mattinascente, grazie a te per questo regalo di intervista che mi fa tornare a scoprire il valore fondamentale del Natale: accogliere. Anche il silenzio è utile per accogliere dentro di noi qualcosa o qualcuno e per nutrire la speranza. Eppure, in tutto questo disagio, mi sento più ottimista di te: cerchiamo di vedere la speranza nelle piccole cose e di valorizzare quanto di buone c’è. Siamo troppo spesso portati a segnalare solo ciò che non va ma io vedo anche tanta bellezza in questa tragedia che ho ben voglia di celebrare! Chissà che questo Natale non serva proprio a questo! Un caro saluto e grazie
Non ho paura della solitudine, certo questo Natale sarà un po’ triste ma l’importante è che i miei cari stiano bene anche se lontani. Ho appena cominciato a leggere il romanzo di Grazia sono alle prime pagine, poi ne ho altri in lista, ho un po’ da recuperare, magari questo periodo ce la farò…
Ciao Giulia credo che le ultime sulle chiusure ci diano molto tempo per coltivare le nostre letture. Io ho letto Sandra e sono all’Armimuta. Ho intenzioni serie sta volta. Grazia è sempre una sicurezza, non vedo l’ora di leggerla. Grazie per essere passata e sono contenta che tutto vada bene. Stare in salute è cosa importante. Un abbraccio