• Disconnessa. In un attimo tutto cambia
    Comunicazione e social

    Disconnessa. In un attimo tutto cambia e torna la calma

    Disconnessa. In un attimo tutto cambia. E’ incredibile, ma è proprio così. Facciamo un passo indietro. È noto a tutti voi che io abbia passato una settimana complicata. Se rileggo l’ultimo post sul blog ancora non posso crederci di aver pubblicato una cosa del genere eppure l’ho fatto, si vede che ne avevo bisogno. Oppure che avevo davvero la confusione installata nella testa. Ho pensato di cancellarlo… Ma tra qualche tempo, quando rileggerò questo post, ricorderò quel momento e mi ricorderò una cosa che di tanto in tanto dimentico: che sono perfettamente umana.  Per la cronaca, dopo la caduta ho attivato le risorse cui attingo in questi momenti. Camminate, lettura, meditazione. Nel week end non ho fatto altro. Inoltre ho sperimentato qualcosa che da tempo non conoscevo. Disconnessa. In un attimo tutto cambia Una disconnessione da tutto assolutamente non programmata né programmabile. Colpa di un guasto tecnico. Così ho capito…

  • Una rete per discutere, una rete per governare
    Comunicazione e social

    Una rete per discutere, una rete per governare

    Una rete per discutere Da anni insisto sulla necessità di partecipare attivamente al progresso della società. Lo faccio perché credo nella cittadinanza attiva, nella responsabilità, nella necessità di non lasciare ad altri che agiscono nell’ombra il diritto di coartare comportamenti, azioni, idee, persino pensieri e sentimenti. Chi crea la paura per poi governarla, ne ho parlato in questo articolo. Credo di agire questa scelta anche nella mia scrittura (lo testimoniano le storie e i romanzi che scrivo), nella mia vita da sportiva, nel blog. Lo considero un atto di coerenza, anche se mi rendo conto che lo strumento cambia il modo in cui fai e dici le cose. Ma i contenuti restano gli stessi. Ho scelto perché ne sentivo il bisogno. Forme di comunicazione le più differenziate possibili nell’intento di raggiungere i molti, per accontentarsi di qualcuno in più di quanti ne avrei contattati con il metodo tradizionale del dialogo…

  • Comunicazione e social

    Bye bye social

    Me lo sentivo che sarebbe finita così. Sono approdata su Facebook dieci anni dopo la sua messa on line, quando ho pubblicato Così passano le nuvole. Non avevo un blog a quei tempi e per un’autrice sconosciuta come me, Facebook sembrava l’unica chance. Di tutti coloro che nel tempo hanno saputo del mio romanzo, credo nemmeno una decina lo abbiano acquistato perché pubblicizzato o conosciuto su FB. Non ne sono sicura, non ho alcun modo “scientifico” per dimostrarlo, ma a istinto direi che la proiezione corrisponde alla realtà. Quando si pubblica il primo romanzo non si è molto disponibili ad accettare l’idea che anche se tutti sanno che hai scritto, non è detto che ti acquistino. Se poi non hai il coraggio di promuoverlo, perché un po’ ti “geni”, come si dice in piemontese, e giustamente decidi di non martellare con inutili post promozionali, è ancora più complicato. Così due…

  • E' utile promuovere contenuti su Facebook?
    Comunicazione e social

    E’ utile promuovere contenuti su Facebook?

      E’ utile promuovere contenuti su Facebook? io lo sostengo da sempre: promuovere contenuti su Facebook è una gran perdita di tempo. Gli utenti di Facebook di solito non leggono ciò che si condivide tramite altre piattaforme e la percentuale di coloro che cliccano e passano più di trenta secondi su un articolo che rinvia a un blog è davvero minima.   E’ utile promuovere contenuti su Facebook?   La verità è che le interazioni, a meno che non si tratti di siti autorevolissimi che producono contenuti altamente interessanti e originali, stanno a zero quando si prova a mettere sulla propria pagina Facebook qualcosa che rappresenta una propria idea o riflessione, come quelle che facciamo nei nostri blog.   Leggi anche: Ho messo il blog su una pagina Facebook (ma non sono sicura di aver fatto bene)   Non sto sostenendo che Facebook non serva per condividere contenuti, quello che…

  • Realtà virtuale e reale. La pia illusione di farle coincidere
    Comunicazione e social

    Realtà virtuale e reale. La pia illusione di farle coincidere

    Ricordate il Manifesto della comunicazione non ostile? Un documento che si può sottoscrivere liberamente e che mette in fila tutte le buone pratiche per costruire una comunicazione non ostile nel nostro quotidiano, sia che si tratti di rete e di social che di vita reale. Sostiene che la realtà virtuale debba coincidere con quella reale per realizzare una comunicazione positiva. In buona sostanza la raccomandazione, condivisibile, è la seguente: Siate tanto coerenti in rete come lo siete nella vita reale Ma siamo sicuri che sia sufficiente? In fondo, stiamo parlando di maschere e le maschere, per chi decide di indossarle, servono proprio a questo, ad assumere un’altra identità. Nel nostro caso un‘identità social, che ci colloca in una realtà virtuale di cui spesso conosciamo molto poco e controlliamo ancora meno. Realtà virtuale e reale. La pia illusione di farle coincidere   Una delle più importanti affermazioni contenute nel Manifesto della comunicazione…

  • La mia generazione deve smettere di tacere
    Comunicazione e social

    La mia generazione deve smettere di tacere

    Quasi un mese fa pubblicavo su questo blog l’articolo Che fine ha fatto la mia generazione? Avevo cominciato a scriverlo quasi per gioco, un giorno in cui mi ero stancata di vedere teste bianche nell’ennesimo posto di potere. Bianche e maschili, per la precisione. Ricordo che avevo pensato e ripensato più volte se pubblicarlo o meno, perché mi sembrava una riflessione del tutto personale che non ero certa avrebbe riscontrato la sintonia di altri. E invece. Che fine ha fatto la mia generazione? è stato il secondo articolo più letto nel 2016. Niente male 🙂 Questa volta torno sull’argomento con una mia storia personale come traccia. Parla dell’annosa tensione tra due opposte reazioni a ciò che ci circonda e non ci piace: ribellarsi o mugugnare?