• Diario della quarantena
    Scrittura

    Diario della quarantena: chi lo sta tenendo?

      Mia madre sta reggendo l’urto dell’isolamento alla grande. Non so come sia stato possibile, ma tutti i cedimenti avuti prima dello scoppiare dell’epidemia sono svaniti nel nulla e lei è tornata quella di sempre. Una donna forte, volitiva, indomabile. Questo non mi solleva dale preoccupazioni per la sua malattia che è ancora presente, abbiamo solo interrotto le visite, perché gli ospedali sono chiusi ai pazienti non in emergenza. Di certo però mi aiuta ad andare avanti più serena in questa valle di paura e dolore. Se di serenità si può parlare. Ma sì che si puo’, anzi, si deve. In una delle nostre quotidiane conversazioni telefoniche (ci sentiamo due volte al giorno, la mattina e la sera, prima di cena)  talvolta arricchite da divertentissime video chiamate (mia madre riesce sempre a inquadrarsi la fronte o il soffitto, ma va bene così) ecco che se ne viene fuori con un…

  • Andrà tutto bene
    Comunicazione e social

    Andrà tutto bene

      Andrà tutto bene. Lo ripeto spesso in questi giorni e se anche lo scordassi, ci sono le lenzuola arcobaleno disegnate dai bambini e appese ai balconi a ricordarmelo. Per fortuna ce n’è una anche davanti a casa mia. Andrà tutto bene. Ne sono certa, così come sono certa che quando tutto sarà finito avremo imparato più di qualcasa da questa emergenza. L’unico dubbio è essere all’altezza di utilizzare questa consocenza per farne qualciosa di buono, in un futuro che spero non sia troppo lontano. Di sicuro abbiamo imparato neglio qualcosa che sapevamo gia:   che la vita è appesa a un filo sottile che può spezzarsi in qualunque momento Perciò viviamo pienamente. E basta   Anche se è più facile dirlo che farlo, in questo preciso momento. Ho eliminato le visite a mia madre, che se ne sta sigillata in casa da dieci giorni, ed esco solo per andare…

  • Il Coronavirus non ci renda ciechi
    Comunicazione e social

    Il Coronavirus non ci renda ciechi

    Il mondo si divide in ciechi, vedenti e coloro che pur vedendo sono ciechi   Avevo previsto un post per oggi di tutt’altra natura. Uscirà venerdì, con la regolare programmazione del blog. Ma non potevo ignorare il fatto che da oggi siamo tutti in zona di contenimento e, aggiungo io, meno male. I comportamenti individuali responsabili su cui nei giorni precedenti si è tentato di fare affidamento, non ad oggi sono pervenuti. Anzi.   Il Coronavirus non ci renda ciechi   Questo provvedimento era scontato. Abbiamo assistito a ogni forma di violazione delle prescrizioni, delle indicazioni,  mettendo a rischio la salute e sicurezza propria, dei propri cari e delle perosne intorno a noi. Questa crisi ha rivelato ancora una volta i tratti meno pregevoli della natura umana: la nostra ossessione per il proprio interesse, l’idea di  sentirsi sempre e comunque fuori dal cesto, di poter soprassedere alle regole comuni, perché…

  • Comunicazione e social,  Il mondo con i miei occhi

    Migranti: creare la paura per dominarla

    Un Anello per domarli, un Anello per trovarli, Un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli. J. R. R. Tolkien da Il signore degli anelli Nella narrativa la paura ha sempre avuto uno spazio molto importante, non solo nei fantasy o nella letteratura horror, ma anche nei romanzi apocalittici, nei thriller o noir. Anche la fantascienza ha dato il suo contributo alla consacrazione della paura come elemento intrinseco della storia. Pensate ai numerosi film o romanzi sulle epidemie. Non si sa come difendersi e si finisce per farlo combattendo l’uno contro l’altro, per l’ultimo cibo rimasto nel supermercato o per occupare l’ultimo posto disponibile sul treno della salvezza. Uno contro l’altro, piuttosto che uniti contro contro la paura. Ricordate Cecità, la Pillola d’Autore dedicata a José Saramago? Il primo effetto della paura indotta è il senso di isolamento, generato da individui che hanno i tratti somatici dello sconosciuto, di chi vive nell’ombra,…

  • Storie libri e racconti

    Il passeggero #attentatofobico

     Avete mai incontrato un passeggero #attentatofobico? Prendete un treno o un aereo di questi tempi e avrete modo di riconoscerlo subito. E’ un cittadino informato, legge molti giornali e ha la timeline di Twitter sempre sotto il naso. Guarda i tiggì (di quelli dove la cronaca nera passa per i primi 20 dei 25 minuti di notizie) e generalmente ha un’età intorno ai 30-40 anni. Elegante e ben vestito, spesso lo riconosci perché ha occhi da gatto impaurito, del genere Gatto con Gli Stivali, avete presente? Non mi dite che vi riconoscete  😳 ? Che fa il passeggero attentatofobico quando sale sul treno Entra con fare circospetto nel suo scompartimento, scrutando uno ad uno gli altri passeggeri. Dei raggi ics se ne fa un baffo, lui si fida solo del suo naso imperlato. Se può, evita scrupolosamente posti accanto a barbe troppo lunghe o abiti troppo abbondanti. Il passeggero #attentatofobico sa che non fa affatto freddo…