Tutto quello che devi sapere per diventare istruttore di vela FIV

Alzi la mano chi di voi non ha mai incrociato un corso di vela.

Al lago, al mare, ovunque ci sia uno specchio d’acqua nascono realtà che hanno l’obiettivo di avviare giovani e non più alla conoscenza e alla pratica della vela.

Ed è un bene, perché la vela è un buon modo per tenere corpo e mente in allenamento, passare una giornata all’aperto in mezzo alla natura e imparare ad apprezzare il silenzio, cosa rara e sempre più preziosa nelle nostre vite quotidianamente concitate.

La vela vi piace, d’accordo, la praticate da tempo, insomma ve la cavate, ma non avete mai pensato di poterla insegnare a qualcuno oppure ci avete pensato ma non sapete da che parte voltarvi.

E se la passione per la vela diventasse anche una professione?

Se vi siete fatti domande come questa almeno una volta, questo articolo fa per voi!

Leggetelo e rifletteteci sopra il giusto, ma non troppo però, perché i corsi per Istruttore di I livello della XV Zona stanno per iniziare!

So andare in barca dunque so anche insegnare

Eh no amico mio, non funziona così.

Forse a te sembrerebbe, ma essere capaci di trasmettere conoscenze, tecniche il complesso dei valori che ispirano lo sport della vela, richiede una preparazione ad hoc che devi seguire per conseguire il brevetto di Istruttore FIV.

Il brevetto ti consentirà di accompagnare i tuoi allievi ed atleti nelle competizioni che la Federazione organizza (unico ente riconosciuto) e magari, se sarai fortunato e anche bravo, formare atleti che poi ti daranno la soddisfazione di diventare bravi regatanti e magari anche campioni.

Dunque per insegnare le tecniche della vela occorre frequentare un corso apposito, dove imparerai ad insegnare.

Eh sì, nota bene, non ti insegneranno ad andare in barca, quello dovrai saperlo fare di tuo.

Le selezioni per partecipare al corso: dove e quando

La FIV organizza, Zona per Zona, le selezioni per essere ammessi al corso di Istruttore di I livello per le specialità derive, altura, tavole e Kyte surf.

Per quanto riguarda la XV Zona FIV (Piemonte, Valle d’Aosta e Lombardia) sono previste per il week end del 2/3 marzo 2019 a Dervio, in provincia di Lecco.

Un pool di esperti lavorerà con te per capire se hai le caratteristiche giuste e le conoscenze per andare avanti e cominciare il corso per Istruttore di I livello.

L’obiettivo del corso infatti non è imparare ad andare in barca, conoscenza che si dà per acquisita e che si valuterà a Dervio, ma imparare ad insegnare e a istruire altri in questa direzione.

Che fai, prendi l’occasione al volo?

Requisiti  minimi, obiettivi e caratteristiche del corso

Nella nuova Normativa Corsi di Formazione 2019 trovate tutte le informazioni che vi servono.

Scaricala a questo link.

Se hai i requisiti e tanta forza di volontà, allora preparati a risalire le sponde del Lario per raggiungere Dongo, dove dal 1 al 6 aprile 2019 si terrà il primo modulo di formazione per diventare Istruttore di I livello di Derive, Tavole, Kiteboard e YeM (yatch e monotipi – altura). Dormirai in loco, tipo caserma 😉

Altri corsi in preparazione

Come ogni anno presto si terrà il corso ADIAiuto Didattico Istruttore, (nessuna idea di cosa significhi? Comincia leggendo questo post).

Segui il sito della XV Zona FIV per avere aggiornamenti in merito.

Professione vela, siamo all’anno zero?

Non vi anticipo nulla in merito alla quantità di lavoro e serietà con cui la Federvela avvia a questa professione i suoi tecnici, Istruttori compresi.

Ve ne accorgerete sul campo.

Desidero solo che coloro che sono capitati su questo sito a leggere questo articolo anche solo per curiosità, conoscano la serietà con cui la preparazione degli Istruttori è seguita e impartita.

Quando assistiamo a una lezione di vela, derive, tavole o kite non fa differenza, siamo affascinati da quello che vediamo e spesso, non avendo conoscenze, non siamo in grado di valutarlo, ne rimaniamo affascinati e basta.

Non ci chiediamo mai quali percorsi di formazione abbiano seguito gli istruttori, sappiamo che hanno fatto pratica, si vede che sono a loro agio sulla barca, ma non sappiamo nulla di loro.

Dovremmo chiedercelo però.

Ad esempio dovremmo sapere se conoscono le norme di sicurezza e le applicano, se fanno corsi di aggiornamento, se hanno un “titolo” riconosciuto, se banalmente sono improvvisati o sono inseriti in un contesto o in una organizzazione che verifica periodicamente la loro preparazione.

La FIV lo fa.

Affidare i vostri ragazzi a persone preparate è troppo importante.

Informatevi sulle loro credenziali. Pretendete serietà e professionalità.

Purtroppo quando si tratta di sport, specie di alcuni sport, parlare di professionisti è complicato. Un lavoro spesso non riconosciuto e giustamente remunerato, eppure svolto con tanta di quella passione…

Il lavoro ha una sua dignità, anche quando lo esercitiamo il sabato o la domenica, dopo aver passato tutta la settimana a fare in modo che nel week end tutto funzioni per il meglio.

Le professioni sportive non fanno eccezione.

A garanzia di chi le pratica, ma anche degli sportivi che si avvalgono di esse per seguire il sogno di volare a pelo d’acqua con la propria barca a vela.

 Buon vento aspiranti istruttori!



Commenti

  1. Sto ficcanasando…
    Sono curiosa. Amo il mare e l’idea di imparare ad andare a vela l’ho sempre avuta, ma semplicemente non mi sono mai organizzata, non ho avuto l’occasione di. Colpa anche della subacquea, una passionaccia che mi ha monopolizzato per anni. e che ancora oggi continua. E così, ogni volta che mi capita di stare in barca a vela, mi sento inutile, e l’unica forma di aiuto che posso dare è… stare fuori dai piedi di chi manovra.
    Nella prossima vita, scuola di vela: assolutamente!

    1. Ciao Brunilde, ma che prossima vita! Prossima gita a bordo! Invece di stare in disparte puoi sempre chiedere di poter compiere qualche semplice manovra, così per prendere la mano. Vela e subacquea vanno d’accordissimo. E in certe zone del sud del mondo ti divertiresti tantissimo! 😉
      Grazie per essere passata a curiosare e buon vento!

  2. letto con curiosità e ho apprezzato l’anima vincente delle tue parole. Non so andare a vela, nè penso di cominciare – non ho più l’età 😀 – ma è uno sport affascinante,

    1. Tieni conto che navigare a vela è uno sport senza tempo e senza età . Comunque ti ringrazio per aver apprezzato questo spin off velico del blog. Ci ho pensato pensato tanto se introdurre o meno questo argomento, devo dire che non sono pentita. Una delle ragioni che ho ho lettrici e lettori fantastici… Buon vento!

    1. In primo luogo, sei un tesoro. Secondo, guarda che tra un pò tornerò a circolare in queste zone che la stagione ricomincia. Se ti trovi da quelle parti comincia a schedulare il nostro incontro

  3. Il nuovo codice della nautica prevede l’istituzione di ciò che chiedi. Istituzione dell’albo presso il MIT, riconoscimento della figura professionale ecc ecc. E’ stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale in questi giorni e entrera in vigore il 13 febbraio. Per decreto attuativo bisognerà aspettare 60 giorni. Su tutte le riviste del settore trovi i commenti. Ma ci siamo! Qua il Link alla legge
    http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2018/01/29/18G00018/SG

    1. Bene Paolo, grazie per questo aggiornamento in tempo reale! Magari ci scrivo sopra un post, quando e se la normativa sarà applicata. mi interessa il come, in effetti

      1. Ciao, le indicazioni che ti ha dato Paolo sulla figura professionale sono state inserite anche nella Normativa Formazione Istruttori 2018.

        1. Buona sera Alessandro e benvenuto nel blog! Come scrivevo poc’anzi, la parte relativa all’introduzione della figura di istruttore di vela prevista dalla nuova e attesissima normativa da diporto sarà applicata solo in seguito alla pubblicazione del decreto attuativo dal regolamento. Il governo ha tempo 6 mesi e fino ad allora quanto contenuto nel codice resterà per così dire “sospeso”. Al momento sappiamo che ci sarà una sorta albo, che la qualifica sarà valida 6 anni e poi dovrà essere rinnovata, e altre cose. Ma nulla sappiamo di quale soggetto sarà deputato a rilasciare un brevetto ne come trattare il periodo transitorio o come verranno considerati gli istruttori oggi in attività. Naturalmente io ritengo che debba prevalere la garanzia fornita dalla Federazione, ma per qualunque giudizio suggerisco di attendere appunto il decreto attuativo. Nel mio articolo, scritto un anno fa e aggiornato solo nella prima parte relativa al bando, per le motivazioni su espresse, intendevo sollevare in primis la questione della professionalità e la piena equiparazione del ruolo con una professione riconosciuta al pari di altri lavori (assicurazione sanitaria e salute e sicurezza, trattamento previdenziale, ecc). In fondo sono una sindacalista, e ogni tanto percorro i tempi 🙂 a presto e grazie per il tuo contributo

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