Parliamo di linea di arrivo

Parliamo di linea di arrivo

Marinai della rubrica Passione Vela, eccomi di ritorno a voi, dopo un lungo silenzio.

Il blog come potete vedere ha continuato a generare discussioni e scambi tra noi, ma la rubrica di cui parlo oggi è ferma da un po’.

La ragione è che ero ferma anche io con le barche a vela!

Non mi piace parlare di cose che non vivo direttamente, così ho atteso di tornare in pista per ricominciare il filo del discorso con voi, Volpi appassionate di barche a vela e di mare.

Le ragioni della mia assenza sono due: il cambio di lavoro, che ho raccontato qui, e la scrittura del mio nuovo romanzo, di cui non faccio altro che parlare, in un modo o nell’altro, nel blog, come i lettori affezionati ben sanno 😀 

Riparte la stagione da UdR

Di recente ho ricominciato la mia attività di Ufficiale di Regata, partecipando a una Zonale Laser a Dervio, un paio di settimane fa.

L’occasione di una boa di arrivo che ha “camminato” per tutto il tempo della regata e che è stata ricalata per ben 5 volte dall’assistenza prima che fosse collocata nell’esatta posizione richiesta dal Comitato di regata, diventa il pretesto per parlare di una linea importante quanto quella di partenza.

La linea di arrivo. Vediamo perché.

Parliamo di arrivi

Ogni regata è l’occasione per riprendere, approfondire, fissare concetti detti e ridetti non solo dai nostri tutor ma anche da colleghi più “anziani” di noi.

Questa volta mi concentro sulla linea di arrivo.

C’è un adagio molto di moda tra gli Ufficiali di regata:

La partenza si puo’ rifare, ma l’arrivo no. Le barche infatti arrivano solo una volta

Può sembrare banale, ma non lo è.

Anche se la massima tensione della regata si scarica negli ultimi minuti prima della partenza e subito dopo, quando i leader della flotta tentano di conquistarsi le prime posizioni e si candidano a governare la classifica della regata, il momento più delicato è proprio l’arrivo.

Non solo per la necessità di segnare nell’esatto ordine di arrivo tutte le barche così come tagliano il traguardo, ma anche perché ricostruire una classifica se si sono perse le barche in arrivo è molto complesso e di sicuro non edificante.

Se dovesse per qualche ragione saltare l’arrivo, salterebbe la classifica e senza classifica non abbiamo nessuna prova.

Come si fa una classifica? Leggi qui

Per questo occorre portare analoga attenzione alla linea di arrivo, importante tanto quanto la partenza.

Le cose da fare

In primo luogo, dobbiamo individuare una linea di lunghezza non eccessiva per evitare di disperdere le barche lungo l’arrivo, rendendo più complicato la rilevazione dei numeri velici o dello scafo.

La dotazione dell’UdR in questo caso sarà un registratore vocale, un foglio arrivi (compreso uno del tipo antipioggia) matite e penne a volontà, occhiali o binocolo, a seconda delle necessità. 😆 

Vuoi conoscere la dotazione minima per un Ufficiale di regata?

Leggi qui

La linea di arrivo di solito è ortogonale all’ultima boa da girare ed è identificata da una bandiera blu issata sulla barca arrivi e di solito una boa in allineamento.

Okkio dunque a dove vi posizionate per prendere gli arrivi 😉 

Dunque dovrebbe essere il più possibile dritta in relazione ad essa in modo da garantire alle barche di arrivare con il vento desiderato e indicato dal percorso.

Specie per le barche con gennaker o spi, questo non è affatto un dettaglio.

Un altro elemento da tenere bene in considerazione è l’abilità del posaboe.

Il mestiere del posaboe

Un’eventuale spedamento durante la fase di raggiungimento dell’ultima boa può compromettere la regata.

Dunque assicurarsi che l’assistenza sia in grado di effettuare il riposizionamento della boa scappata e che abbia  a bordo l’attrezzatura necesaria.

Inoltre, a bordo l’assistenza dovrà avere una bandiera Mike che va issata immediatamente all’ordine dell’ufficiale di regata.

Tentativi di agganciare la boa o di tenerla su in modi differente, specie se sta “camminando”, non fanno altro che aumentare la tensione e la situazione critica e rischiano di impedire al regatante la legittima visuale della linea di arrivo in tempo per definire la propria tattica in arrivo.

La barca arrivi è a tutti gli effetti parte della barca Comitato, anche quando da essa differente.

Ci sono linee di arrivo che scorrono a poppa della barca Comitato con le bandiere per la partenza, e linee che sono definite ad hoc in un’altra area della regata.

In ogni caso sulla barca Comitato Arrivi è tanto utile quanto in taluni casi necessario avere la dotazione delle bandiere completa.

In particolare non dimentichiamo mai, oltre alla M (Mike) la S (Sierra), la bandiera che individua la riduzione del percorso, come da Regola 32 del Regolamento di Regata.

Non sarà issata sulla barca arrivi, ma sulla barca assistenza o da altra nìbarca deputata alla “copertura” di quella determinata zona della regata, in allineamento con la boa che il Presidente del Comitato ha stabilito essere il nuovo arrivo.

Se la linea di arrivo, ovunque sia, è caratterizzata da una visibilità non ottimale o il numero delle barche o la loro capacità o meno di “sgranarsi” durante la regata dovesse mettere a rischio la rilevazione degli arrivi, non abbiate timore di richiedere un supporto.

Se possibile si individueranno due UdR per prendere nota per iscritto e vocalmente attraverso un registratore degli arrivi, oppure una buona idea è chiamare una barca che faccia da contro arrivi.

Da un altro punto di vista ciò che da sopravvento non è visibile, da sottovento può esserlo e viceversa 😎 

Se non abbiamo a disposizione tanta abbondanza, facciamo con chi abbiamo!

Meglio che abbia una vista acuta, naturalmente 😉 

In tutti i modi, individuare le barche in arrivo qualche metro prima di tagliare la linea di solito aiuta.

Il primo anno da Nazionale

Il 2019 inizia con una responsabilità in più: la “medaglia” da Ufficiale di Regata Nazionale, tale solo se la si conquista sul campo.

Ho ancora molto da imparare in un ambiente piuttosto chiuso e per di più come Ufficiale donna! Vedi l’intervista a Roberta Righetti su questo blog .

Non ho un giudizio eccellente sul mio esame (anche se ho preso distinto, come vi ho raccontato qui) . Fa parte del mio carattere. Pretendo molto da me stessa e anche dagli altri e spesso vedo solo ciò che ancora non so.

Il classico bicchiere mezzo vuoto insomma.

Ma se mi chiamano dai circoli e dalla FIV per le regate, significa che qualcosa di buono l’ho lasciato.

Cominciamo quindi con fiducia un altro anno di lavoro volontario, ma fatto con l’impegno che merita questo nostro magnifico sport.

E voi, come avete passato questo inizio anno? Avete ancora la barca a terra o siete già in pista da un pò?

Ci vediamo sui campi di regata, marinai!

Commenti

    1. Grazie Gianpaolo, mi preme molto parlare un linguaggio comprensibile e mai troppo tecnico. Mi pare avvicini di più e in ogni caso non saprei fare di meglio

  1. Direi proprio che sono in pista, cara Elena! Navigo su più regate e se un arrivo è ben visibile, gli altri sono ancora lontani.
    La strada verso Dervio è stata colpita dall’ennesima frana a Lierna! Il che ha incasinato il traffico già intenso in questo ponte. Noi non siamo andati, un po’ perchè il 26 si è lavorato, un po’ perchè con questo ritorno dell’inverno la casa ancora non è stata aperta.
    A presto, chissà se quest’anno riusciamo a beccarci sul lago.

    1. Un arrivo in avvicinamento è tanta roba cara @Sandra! Brava, per il tuo entusiasmo, la tua simpatia e la tua forza. Quest’anno dobbiamo incontrarci al lago, a tutti i costi

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