La vela riparte in sicurezza
Passione vela

4 maggio, come la vela riparte in sicurezza per battere il Covid19

 

Finalmente il momento è arrivato anche per la vela.

4 maggio, come la vela riparte in sicurezza? 

Abbiamo provato a rispondere a questa domanda, perché tanta è la voglia dei nostri atleti di tornare a navigare.

La situazione purtroppo non è ancora sotto controllo per dare il via libera, così dobbiamo rimandare a tempi migliori le nostre prime uscite in barca a vela.

Muoversi nella complicata selva dei provvedimenti potrebbe risultare difficile, per questo ho pensato di fare il punto dei primi giorni di ripartenza per vedere chi, come e da quando si può praticare il nostro sport e a quali condizioni.

Cominciamo con il messaggio che il Presidente di Federvela, Francesco Ettorre, ha lanciato martedì 5 maggio con una videoconferenza in streaming aperta a tutti.

Se ve la siete persa, potete rivederla qui:

 

4 maggio, la vela riparte in sicurezza

 

Ettorre, nella preziosa intervista rilasciata di fronte a decine di giornalisti accreditati, chiarisce alcuni punti essenziali:

➡ secondo i codici Ateco del DPCM del 26 aprile 2020 (testo qui) i Circoli velici, non rientrando nelle attività concesse, devono restare chiusi, salvo precise discipline più estensive emanate dalle Regioni, ad esempio Sicilia e Sardegna. Sono 750 i club affiliati alla FIV che al momento sono per la maggior parte chiusi

➡ la ripresa al momento riguarda gli atleti coinvolti nell’agonismo, sarà emanata una specifica lista. 

➡ A nessuno, nemmeno questi atleti, al momento è consentito lo spostamento da Regione a Regione

➡ Difficile fare una previsione su competizioni potrebbe riguardare il mese di luglio inoltrato, ma è ancora da definire e soprattutto occorre rivedere le regole per le manifestazioni e la logistica anche a terra

➡ Per l’altura c’è il limite dell’impossibilità del distanziamento. Si attenderà la fine di maggio per avere ulteriori indicazioni su questa attività

➡ Cambierà anche il progetto Scuola vela, che sarà presentato la prossima settimana.

 

La FIV ha stanziato risorse per sostenere i Circoli in questa fase complicata.

Ma Ettorre parla al Governo dicendo che il mondo dello sport deve essere sostenuto in questa fase, soprattutto per compensare le mancate entrate commerciali legate alle attività sportive.

E rilascia un documento utile per ripartire in sicurezza.

Ecco di che si tratta.

 

La vela riparte in sicurezza: il Protocollo della FIV

 

Come per tutte le altre discipline e attività, il DPCM del 26 aprile ha stabilito che anche nel nostro sport può riprendere l’attività di allenamento degli atleti di interesse federale presso i Circoli affiliati alla FIV, ferme restando le differenti autorizzazioni delle singole Regioni e delle ordinanze delle Capitanerie di Porto.

Come ogni altra attività, anche la nostra Federazione ha predisposto un primo Protocollo per la sicurezza di tutti gli sportivi della vela valido fino al 17 maggio e passibile di ulteriori aggiornamenti.

Trovate il Protocollo FIV e gli allegati a questo link.

Un documento che mette la Federazione e i suoi circoli nelle condizioni di prepararsi al meglio alla ripresa delle attività che tutti noi auspichiamo avvenga presto.

Lavoriamo perché il contagio da Covid 19 possa ritenersi sconfitto o almeno sotto controllo nel più breve tempo possibile e nel frattempo progettiamo 🙂 

 

 

Il protocollo ha una precisa finalità:

 

Regimentare e normare la pratica dello sport velico nei suoi diversi aspetti, e per quanto possibile, disciplinare l’organizzazione dell’attività sportiva all’interno delle basi nautiche delle Società e Associazioni affiliate, nell’ambito del piano nazionale che disciplina la ripresa delle attività sospese, secondo un programma articolato, che contempera la tutela della salute e le esigenze del ritorno ad una situazione di normalità.

 

Sono 22 pagine da leggere con attenzione e cura, da parte dei Circoli affiliati, dagli atleti e da tutti gli operatori, compresi gli Ufficiali di Regata.

Comprende norme per regolare l’informazione su tutti gli aspetti di gestione del Covid19, indicazioni cogenti per Circoli e atleti, modalità di accesso alle basi nautiche quando questo sarà reso possibile dai decreti o ordinanze, e tutti gli accorgimenti da attuare per garantire la sicurezza di questa nostra pratica sportiva.

 

Nei prossimi giorni saranno indicati gli elenchi degli atleti di livello nazionale che potranno riprendere gli allenamenti secondo le regole del Protocollo, e in stretta relazione con le indicazioni della Task Force e del Governo, seguiranno le altre tipologie di atleti.

 

Quanto alla vela amatoriale o all’uso individuale della propria imbarcazione, le Regioni hanno fatto esplicita richiesta alla Task Force per dettagliare meglio le condizioni dell’utilizzo.

Ma se le strutture sono chiuse per legge, è chiaro che l’accesso ad esse da parte dei soci debba essere rimandato.

Anche perché la sanificazione e la disponibilità delle più elementari indicazioni di igiene sono da programmare e garantire ai fini del contenimento del contagio.

Una nota dell’Assessore allo Sport del Piemonte, anche su sollecitazione della nostra Federazione, ha chiesto al Ministro dello Sport delucidazioni in merito alla possibilità di praticare attività sportive amatoriali individuali come la vela, ferme restando le indicazioni del DPCM, anche a livello amatoriale.

Occorre dunque attendere.

 

La ratio della gente di mare è sempre la stessa: per noi il motto “Ognuno protegge tutti” è un mantra quotidiano in barca e non ci sono dubbi che tutte e tutti noi sapremo rispettare le indicazioni e gli altri e attendere ancora un pò per poter frequentare liberamente i nostri specchi d’acqua.

Come si legge nel Protocollo

 

Solo attraverso un’assunzione di gesti e comportamenti che siano improntati alla massima responsabilità individuale e collettiva si potrà ridurre il rischio di infezione e agevolare nel tempo il pieno ritorno alla normalità

Lo studio del Politecnico di Torino

 

Dalla mia città è partita nel mese scorso un’iniziativa che ha avuto un notevole impatto sulle decisioni del Governo sulla Fase 2, anche per lo sport.

“Ognuno protegge tutti” è lo slogan scelto dal Politecnico di Torino  per ripartire.

Lo ha lanciato attraverso uno specifico documento, “Lo sport riparte in sicurezza”, che trovate a questo link, in cui inserisce tutte le indicazioni per far ripartire le discipline sportive affiliate al CONI.

Esattamente come accade per l’Inail con l’elenco Ateco (attività economiche), questo studio serve per certificare i diversi fattori di rischio delle 387 discipline sportive facenti capo al CONI e al Comitato Italiano Paralimpico, fornendo indicazioni e azioni di mitigazione che possano accompagnare la ripresa dell’attività agonistica in virtù delle specificità proprie di ciascuna disciplina.

La novità per noi è che la vela è tra le discipline esplicitamente prese in considerazione dallo studio nel beta testing relativo all’applicazione delle buone prassi per alcune discipline, olimpiche e paralimpiche, caratterizzate da un basso rischio di contagio.

Le altre sono il basket, la pallavolo la corsa , il tennis, il tiro con l’arco, la scherma e il judo.

Insomma, qualcosa comincia a muoversi. E a far muovere il decisore politico.

 

Cosa dice il Ministero sulla ripresa sportiva

 

Il 3 maggio u.s. l’Ufficio Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha emanato le Linee Guida contenenti le modalità di svolgimento degli allenamenti per gli sport individuali.

 

 

Un documento articolato che in premessa recita:

 

Il presente documento è volto a consentire la graduale ripresa delle attività sportive, nel rispetto di prioritarie esigenze di tutela della salute connesse al rischio di diffusione da Covid-19, in attuazione del suddetto DPCM che autorizza le sessioni di allenamento degli atleti di discipline sportive individuali, professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal CONI, dal CIP e dalle rispettive
Federazioni, in vista della loro partecipazione ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali ed internazionali.


Allo stato, tali allenamenti sono possibili nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, a porte chiuse, per gli atleti di discipline sportive individuali, previo adeguamento alle presenti linee guida.

 

Dunque gli amanti della vela possono cominciare a immaginare un rientro sui campi da regata.

Quando, lo vedremo. Dipende anche da ciascuno di noi.

 

Il virus non fa sconti, non facciamogli sconti.

Rispettiamo le regole e vedrete cari marinai, andrà tutto bene.

 

 

7 Comments

  • Sandra

    Ognuno protegge tutti è bellissimo ed è uno slogan perfetto per il periodo, nonché a quanto vedo un vero stile di vita tra voi marinai.

    • Elena

      A dire la verità cara @Sandra lo slogan è stato coniato dal Politecnico di Torino per uno studio che ha riguardato le possibili condizioni di ripresa in sicurezza per molte attività compreso lo sport (e la vela). E’ stata una felice intuizione che è poi stata parzialmente accolta anche a livello nazionale. Sembra però un mantra difficile da diffondere, in una società in cui l’individualismo prevale e l’altro non esiste. Ma bisogna insistere… Buona giornata!

  • newwhitebear

    è un periodo un po’ confuso per lo sport in generale. Per la vela che in certi casi non è individuale la prudenza è un fattore necessario per procedere senza problemi.

    • Elena

      In realtà la vela è stata considerata sport a basso o nullo rischio. Questo perché, fatta eccezione per l’altura, dove sulle barche ci sono equipaggi da cinque componenti in su, la maggior parte delle barche è singolo o doppio. Il tema più che la pratica in acqua è l’accesso e l’utilizzo degli spazi a terra. Lì assembramenti, sanificazione ecc sono fondamentali e per ripartire con le regate questo sarà l’aspetto più problematico. Proprio per questo stanno predisponendo delle linee guida per la ripresa dell’attività sportiva. Per ora solo allenamenti e solo atleti di interezze nazionale o internazionale. Ma non potranno utilizzare spogliatoi e bagni se non a certe condizioni… Insomma, c’è da lavorarci sopra. Certo hai ragione: per lo sport come per altri settori questo è un momento davvero complicato.

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