Un compleanno un po’ particolare, il mio cinquantasettesimo. In mezzo a uno sciopero generale, con tanto di marcia di dieci chilometri in compagnia di altre centomila persone (che meraviglia, tutto per Gaza!) e un’influenza che mi ha messo al tappeto, per tutto il weekend.
Per fortuna quest’anno ho deciso — per la prima volta — di fermarmi il giorno del mio compleanno. Il 6 ottobre ho preso un giorno di ferie, un lunedì speciale. Il mio.
Cielo caldo, prato e libertà
L’idea era semplice eppure così speciale. Direi quasi rivoluzionaria nella sua semplicità: un giorno tutto per me. O meglio, per noi due, da passare tra cielo , prati e libertà.
Che idea magnifica un pic nic per il mio compleanno, in 57 anni non ci avevo mai pensato!
Niente telefoni, niente riunioni, niente “solo un minuto che ti devo dire una cosa importante”.
Solo un prato, un cestino da picnic, un cielo generoso e caldo, e quella leggerezza che avevo dimenticato da un po’. Libertà.
Intorno, il silenzio rotto solo dal canto di qualche uccellino (loro sì, sempre puntuali al lavoro, ma senza l’ansia da performance), qualche risata con il mio compagno, un cielo terso e tranquillo. E io, lì, distesa su una coperta con l’unico cruccio di allontanare qualche formichina, a godermi il lusso di non dover correre, né spiegare, né decidere niente.
Una giornata di libertà assoluta.
Senza nessun rimpianto. Né per ciò che non ho fatto, né per ciò che non ho potuto fare.
Solo una calma piena, di quelle che ti fanno dire che sì, forse a cinquantasette anni hai imparato la lezione più importante: che prendersi tempo per sé non è egoismo, è respiro.
Auguri a me
E allora tanti auguri a me.
Alla donna che sciopera, marcia, si ammala, ma alla fine — quando serve — sa anche fermarsi.
Che ha le ginocchia sbucciate ma è ancora capace di toccare il cielo con un dito, specie quando è così azzurro
Che ha preso mille cantonate e mille volte le ha superate andando avanti verso l’obiettivo scelto
Che sa accendersi come una fiamma quando c’è una ingiustizia e poi scaldare tutti con il suo fuoco
Che non smette mai di essere in cammino, anche quando si ferma, adagiandosi su un prato, senza bicchieri scintillanti, andando al succo di ciò che è veramente importante.
Che belli questi cinquantasette anni!
Sono felice di poterli ancora condividere con le amiche e gli amici del blog.




Tantissimi auguri Elena! Sia pure in ritardo. Il tuo post e di conseguenza gli auguri mi sono sfuggiti perché ho avuto dieci giorni assai complicati tra visite, interventi chirurgici e cambio di caldaia.
Comunque hai fatto benissimo prenderti un giorno tutto per te. Sono i piccoli ma grandi piaceri della vita e si vive una volta sola.
Un abbraccio grande
Grazie mille caro Gian. Sei molto caro, specie tenendo conto di quanto ti sta accadendo. Ti abbraccio forte
Buon compleanno Elena! È giusto prendersi un giorno di pausa almeno il giorno del compleanno, è sacrosanto, quindi hai fatto benissimo, peccato per l’influenza e quindi doppi auguri, spero che nel frattempo tu ti sia rimessa
Si cara Giulia, una pausa è necessaria e stavolta ho scelto il momento giusto. Un picnic romantico è stato il topo per festeggiare 57 anni tutto sommato ben vissuti e sereni. Per quanto riguarda l’influenza, ci sono ancora dentro. E’ una specie di incubo che spero finirà presto. Non so se il vaccino avrebbe fatto qualche miracolo, ma non voglio escluderlo. Valutatelo. Grazie mille
Tanti auguri, Elena! Che bello festeggiare questi anni con tante consapevolezze nuove. Un abbraccio forte. :)
Cara Grazia, grazie a te per gli auguri! Ricambio l’abbraccio e attendo sempre buone nuove da te e dalla tua scrittura
I nostri compleanni sono distanti di pochissimi giorni ma di tantissimi anni…ahimè!!!
Andando avanti però sembra che sia accaduto a entrambe proprio quello che tu descrivi molto bene: fare pace con se stessi, apprezzare sempre di più ciò che ha davvero valore.
Quindi, ancora auguri e avanti tutta, con entusiasmi e fiammate, il resto non conta.
Il pic nic è una grande idea, non ci avevo pensato.
Il mio complenno più insolito fu quello di un paio di anni fa: il clima impazzito regalava giornate estive, ero in costume con le gambe nell’acqua in spiaggia, a Milano Marittima, incredibile!
Cara Brunilde, i tuoi viaggi sono tutti memorabili, figuriamoci quelli ottobrini! In ritardo (sono giorni da incubo per me) faccio i miei più cari auguri anche a te qui, che sei sempre presente e con cui condivido la tensione per la giustizia, tipica della bilancia. Per quanto mi riguarda, anno dopo anno, la consapevolezza aumenta e sto sempre un pochino meglio. Non c’è dunque alcun prezzo da pagare con gli anni che passano, ma, anzi, molto da guadagnare. Mi sembra tanta tanta roba