Combattere la paura del fallimento
Comunicazione e social

Combattere la paura del fallimento

Quante volte vi siete trovati di fronte a un possibile fallimento e non siete riusciti in tempo a tirarvene fuori?


Dietro all’aborto della maggioranza delle idee che non raggiungono mai la fase della programmazione e della realizzazione pratica, c’è la paura delle critiche

Pensa e arricchisci te stesso, Napoleon Hill

 

6 cose da fare per combattere la paura del fallimento

È il momento del video 🙂

Tutti i suggerimenti che ho imparato per pianificare il successo ed evitare i fallimenti (e tutto ciò che portano con sé!)

Siete pronti per questo nuovo tutorial?

Come sempre, commenti qui o su YouTube!

Buona visione!

 

16 Comments

  • Barbara

    “Gli uomini riescono sempre a ottenere qualche risultato. Le persone che hanno il massimo successo nella nostra cultura non sono quelle che non falliscono, ma semplicemente coloro i quali sanno che, se tentano di ottenere qualcosa e non riescono ad averla, hanno comunque avuto un’esperienza istruttiva: utilizzano ciò che hanno appreso e tentano un’altra strada, intraprendono nuove azioni, ottengono nuovi risultati.” Anthony Robbins
    Quindi non esistono i fallimenti, esistono i risultati. E se un risultato non è in linea con quello che ci aspettavamo, va semplicemente analizzato e va modificata la strategia, in un continuo lavoro di apprendimento.
    Che è anche la differenza tra il muoversi per obiettivi (singoli) o il lavorare su sistemi continui, di cui avevo scritto tempo fa. (…la mia attuale strategia prevede un cambio di lavoro entro l’anno, e che non diventi pure un cambio di nazione, dato che mi arrivano più offerte dall’estero)
    E in quanto alle critiche, soprattutto da parte di quelli che non fanno, vale il vecchio detto della nonna: “I piatti li rompe chi li lava.” (se non li lavi, di sicuro non li rompi…) 😉
    Nel gruppo MPC, ci sono molti peakers che dopo aver iniziato il percorso di salute (dieta e sport), con i primi benefici visibili, anche solo nell’umore, si trovano a fronteggiare parenti e amici ostili al loro cambiamento. E’ un cambiamento assolutamente positivo (non parliamo di muscoli pompati all’eccesso, parliamo di persone con seri problemi di sovrappeso che cambiando le proprie abitudine riducono i rischi, dall’infarto alle fratture), ma quel loro cambiamento è la dimostrazione che cambiare è possibile, basta volerlo, ed è malvisto da chi cambiare non vuole, perché non vuole mettere in discussione le proprie abitudini. Il difficile è che se non allontanano quelle persone negative, o non ne limitano gli effetti, rischiano di ricadere nella quotidianità precedente e perdere i risultati conseguiti.

    • Elena

      L’esempio che porti delle peakers Barbara è calzante: quando cambiamo le persone che hanno a che fare con noi devono cambiare anch’esse o lasciarci andare. I comportamenti virtuosi sono spesso visti come tradimenti, perché rinunciamo a comportamenti sbagliati he impattano sulle scelte degli altri. Se smetti di abbuffarti di pizza, con chi condividerò questa mania?
      Perciò quando cambiamo dobbiamo metterlo in conto. Anche nel lavoro. Cambiare è difficile, perché siamo affezionati alle abitudini e alle nostre zone di comfort. Quando prendiamo il coraggio a due mani, la nostra vita diventa più ricca. Per riconsocerlo abbiamo solo bisogno di tempo. In bocca al lupo per il tuo nuovo percorso !

  • Calogero

    Ragionamento condivisibile in toto, difficile scegliere un punto che sia meno pratico degli altri.
    Una pianificazione attenta, compatibile con gli impegni quotidiani e a lunga gittata, il coraggio di non scrivere solo per il famigerato custode chiamato Cassetto, la determinazione nel perseguire l’obiettivo, una giusta e necessaria selezione (che non è snobbismo) prediligendo amicizie positive a discapito e dispetto dei disfattisti strategici e rosiconi per vocazione, l’acquiszione di una mentalita congrua sono il minimo sindacale (ah ah) per non partire con l’ombra del fallimento proiettata su di sé.
    Che sia sempre in agguato non significa che si parta sconfitti, solo che bisogna lottare per dissolvere l’ombra nell’abbagliante luce del successo.

    • Elena

      Ciao Calogero, come sei pessimista! Il fallimento come un corvo nero sulle spalle . Non penso la mia lista sia esaustiva. In effetti quando è che falliamo? Quando rinunciamo e non andiamo fino in fondo. I 6 punti servono a questo :progettare il successo delle nostre azioni senza arrenderci. Minimo sindacale dunque per prevenire, hai detto bene. Attenzione però : una luce proietta sempre qualche ombra, da qualche parte…

  • Banaudi Nadia

    Commento numero uno, che bello il tuo colore di capelli, numero due che bello il tuo angolo creativo (bravo Carlos), numero tre passo parola a qualcuno che deve tatuarsi il tuo video in fronte. Come al solito arrivi al punto e colpisci, avevo bisogno anche io di una bella rinfrescata, ora vado a mantenere il mio obiettivo. Sempre preziosa.

    • Elena

      Vedi Nadia che ti penso sempre ❤️? Allora grazie per il gradimento sul colore e sul mio angolino creativo (riferirò al maestro che l’ha disegnato e realizzato ).

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