A piedi nudi sull'erba
Crescita personale,  Speaker's Corner

A piedi nudi sull’erba

C’ è un rito che compio ad ogni inizio di primavera. Catartico, liberatorio, gioioso: camminare a piedi nudi sull’erba mi dà gioia profonda e un senso di libertà rinvigorente di cui ho molto bisogno dopo il freddo, non solo atmosferico, dell’inverno.

Se non l’avete mai compiuto, vi suggerisco di affrettarvi a provare. Basta trovare un campo di margherite come il mio, o di Veronica, con i suoi fiori azzurrini che sanno tanto di mistica allegria, e togliervi calze e scarpe. Camminare a piedi nudi sull’erba fa volare la fantasia.

A piedi nudi sull’erba

Di solito in primavera mi occupo della mia salute fisica: comincio la cura del limone, con piccoli e semplici gesti quotidiani che ho raccontato in questo articolo del blog, o, come accadeva negli anni passati, pratico la pulizia del fegato (il cui iter vi racconto qui), una pratica di origine ayurvedica molto profonda e molto benefica, almeno per me.

Provare per credere!

Quest’anno però avevo bisogno di rinascere sul piano del rapporto con il mio corpo. Da qualche tempo infatti le mie giornate di relax si sono ridotte drasticamente per le ragioni che conoscete. Soltanto in queste ultime settimane sto riscoprendo il valore del tempo per me e così uso il metodo che conosco meglio per tornare a sentire il mio corpo: uso lo sport.

Una camminata, una corsa, la vela; cose che ho sempre praticato, ma non so voi io ogni tanto voglio provare qualcosa di nuovo. E’ così che è nata la passione per l’ebike. Non solo ciclismo tradizionale, ma, tenetevi forte, mountain bike!

Così scopro la bellezza delle colline e dei sentieri ripidi e rocciosi intorno al mio paesello che con la mia ebike, usata ma assolutamente prestante e piacevolissima, setaccio senza temere nulla sulla mia strada. Tanto, c’è il motore elettrico! Sperimentare le varie tecniche di salita e discesa in mountain bike è meraviglioso e mi regala la sensazione di essere tornata bambina.

Nei fine settimana mi dedico a questa nuova passione sportiva e poi, quando rientro a casa, non vedo l’ora di levarmi le scarpe, le calze, e finalmente camminare a piedi nudi sull’erba. Un piacere immenso che mi ritempra e mi rinfranca per tutta la settimana.

I benefici della camminata a piedi nudi sull’erba

A piedi nudi percepisco meglio la natura del terreno su cui cammino. Esamino e faccio caso a ogni asperità per evitare di inciampare e noto fiori e arbusti che altrimenti non noterei. Sono più attenta, concentrata. E vedo cose che non avrei mai visto.

Camminare sull’erba mi fa sentire connessa con la natura, la mia principale fonte di ricarica, per questo cammino volentieri quando il sole illumina il cielo e porta la sua luce ovunque, ma allo stesso modo attendo con fiducia la pioggia per provare questa esperienza anche sul terreno bagnato. Scopro in questo modo un’altra forma di gioia che mi permette di uscire dal torpore invernale, sfidando le convenzioni e le convinzioni.

Quando posso, vista la temperatura più mite, cammino a piedi nudi anche in casa, superando l’impatto di un pavimento ancora troppo freddo per questo tipo di esperimenti primaverili. La mia circolazione ne beneficia e anche il grounding.

Camminare a piedi nudi sull’erba è un gesto semplice e potente che mi restituisce la voglia di andare avanti e affrontare le insidie che pure mi attendono. Di coltivare i miei obiettivi, tornare in forma dopo mesi di consolazione nel cibo e di tempi rubati al mio equilibrio, al mio radicamento, al mio riposo, fisico e mentale. L’esigenza di vedere le cose sotto una luce differente.

Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è intorno a noi, come la Lamium purpureum, che nasce per offrirmi i suoi servigi da anni e io la scopro soltanto adesso, mentre evito di calpestarla per timore che somigli alla sua parente più stretta, l’ortica!

Sensazioni che mi fanno sentire pronta per ciò che deve accadere. La primavera è un po’ così, è la stagione in cui sai che tutto si deve compiere.

Qualunque sarà il mio destino lo affronterò con i piedi per terra e un po’ di fantasia. Anzi, a piedi nudi sull’erba.


Avete l’abitudine di camminare a piedi nudi?

Quali sono i vostri riti per l’inizio della primavera?


Raccontatevi nei commenti qui sotto. E buon inizio di Primavera a tutte e tutti!

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11 Commenti
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Luz
1 anno fa

Da quando ho un giardino mi capita di farlo. Eh sì, molto piacevole! Peccato che ci si infilino i gatti e lascino qualche ricordino ogni tanto, ci ho rovinato un paio di scarpe da ginnastica. Cerco rimedi per un eventuale repellente. XD

Giulia Lu Mancini
1 anno fa

Finalmente arrivo a commentare, vorrei provare a fare la cura del limone, finora mi sono sempre accontentata di bere ogni mattina un bicchiere di acqua con un po’ di limone spremuto. Tra l’altro avrei bisogno anche di fare la disintossicazione del fegato che ultimamente mi sta dando problemi.
I piedi nudi sull’erba, come idea é molto bella, ma devo averlo fatto solo poche volte, mi capita di farlo quando in estate vado nella piscina in collina dove vado di solito che è circondata da un bellissimo prato, non mi viene invece di farlo in un prato cittadino, mi prendono le stesse paure di Marina. Per il resto mi piace camminare a piedi nudi in casa dove ho il parquet, ma mi limito alla camera da letto.

Brunilde
Brunilde
1 anno fa

Questa mattina mi sono trovata in auto prima sotto la pioggia poi nel bel mezzo di una grandinata, con le palline di ghiaccio che mi rimbalzavano sul parabrezza: faccio fatica a pensarmi a piedi nudi sull’erba! Però ogni tanto lo faccio, ho un fazzoletto di prato che mi serve come personale antistress, ma anche il pavimento di casa mi consente di camminare scalza a contatto con il legno, materiale naturale.
Il contatto con la natura e con le sensazioni più semplici del nostro corpo ci consente di riequilibrarci e recuperare energie:approfittiamone!

newwhitebear
newwhitebear
1 anno fa

Qualche volta ma datate. Nel mio giardino l’erba cresce a ciuffi, anche se semino di frequente.
Bella serata Elena

Grazia Gironella
1 anno fa

I piedi nudi per me sono sempre stati impensabili, perché nella pianta dei piedi non ho nemmeno il minimo strato di ciccia sotto la pelle, perciò non riesco nemmeno a camminare sui sassolini tondi senza ululare. Da quando ho approfondito l’idea dell'”earthing” grazie a un libro, però, ho un tappetino apposito sotto la scrivania, e non appena la temperatura lo permette mi metto su una sedia in giardino con i piedi sul prato. L’alternativa sarebbe camminare su percorsi controllati, senza vetri o oggetti appuntiti. So che in Trentino ce ne sono parecchi.

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