Crescita personale

Dialogare con l’incertezza

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Conoscere non è arrivare a una verità assolutamente certa, ma dialogare con l'incertezza

Edgar Morin

Mentre preparo l’esame conclusivo del Master in Coaching Evolutivo, questa frase, oggetto di una citazione da parte di un testo di studio, si fa spazio nella mia mente e da allora lo occupa stabilmente.

Sarà che in questo periodo ricco di novità, belle e meno belle, l’incertezza è tutto ciò con cui vivo, ogni giorno, sarà che la tensione verso la conoscenza e la verità delle cose mi accompagna come una inquietudine sempre, dialogare con l’incertezza è una sorta di mantra. E ora so chi ringraziare per questa felice quanto potente intuizione: il novantanovenne Edgar Morin!

Dialogare con l’incertezza

Dialogare con l'incertezza

Dialogare con l’incertezza è un percorso di apprendimento alla vita. Significa accettare ciò che accade nel momento stesso in cui accade, senza farsi trascinare da previsioni catastrofiche o da esiti immaginati come clamorosamente ottimali. Essere presenti in ciò che c’è, goderselo appieno.

La mia a volte estenuante ricerca della verità alla luce di questa consapevolezza vira verso un terreno più accogliente: quello dell’accettazione, del permettermi di essere. Una sensazione di libertà molto piacevole, chissà se la sentite anche voi.

Rinuncio così a quella perfezione intellettuale che mi ha sfiancata e mi godo un certo senso di orgoglio per ciò che ho realizzato nella mia vita nel mio lavoro. Anche se non è perfetto, mi appartiene. E non voglio trascurarlo.

Passo camminando su questa vita accompagnata da tante persone, alcune più importante di altre. Le ho scelte tutte con piena coscienza e non voglio trascurarle. Non voglio dimenticarle.

Insomma, sono in navigazione. e anche se non so sempre da dove arriverà il vento, so che sono in grado di attenderlo per affrontarlo. Sono preparata a farlo. Aspettando la raffica giusta.

Nuove priorità

C’è del buono in questo momento così arzigogolato: le priorità si sono automaticamente riposizionate, togliendo a me lo sforzo di scegliere.

La vita mi ha collocato dove era necessario che fossi e mi ha “sollevato” da dove non ero necessaria, o, perlomeno, dove io credevo di esserlo ma non lo ero affatto.

Questo cambio di paradigma non ha richiesto né sofferenze né lunghe elucubrazioni, ma è risultato naturale., come se fosse da sempre scritto proprio così, proprio per questo momento. Vi è mai capitato?

Così mi scopro capace di badare alle nuove esigenze familiari, ma anche di non gettare al vento il lungo investimento fatto su di me per partecipare, positivamente, al Master per diventare Coach evolutivo e lo sforzo, durato quattro anni, per far uscire Càscara.

Il lancio di Càscara

Ci siamo. Mentre ho appena inviato l’ultima bozza in attesa del visto si stampi, la copertina è pronta, la quarta, scritta, quasi buona la prima.

La classica foto per il lancio della copertina più la quarta è in preparazione, qualche incertezza sul font da usare per il titolo ma il rosso, colore cui sono affezionata, a tutto fondo.

Non vedo l’ora di mostrarvela, care Volpi, a costo di dovervela mandare prima del prossimo martedì via mail attraverso la Newsletter del blog.

A proposito, sei già iscritta/o al blog? Se la risposta è no, corri subito a farlo cliccando qui!

Pronta, strappata prima ancora che il visto si stampi sia partito, la prima presentazione. Opera di Catia della Piloa Libreria, che mi ha strappato con entusiasmo travolgente la data: 22 giugno , la prima uscita pubblica di Càscara a Torino. Per chi desidera partecipare, contattatemi in privato o lasciate un commento qui sotto.

Bello sentire ancora quella vibrazione lungo tutta la schiena. Voglia di superare anche attraverso un appuntamento come questo, in sicurezza, la lunga astinenza da contatti e socialità. Era ora, accidenti, ci voleva Càscara a portarmi fuori!

Obiettivo evolutivo: l’esame per diventare una coach!

Questo fine settimana mi devo tappare in casa per superare l’esame abilitante alla professione di coach. Una nuova avventura di cui vi parlerò da oggi in poi anche nel blog, una professionalità che “sento nelle mani” e che stimola la parte di me che sogna di cambiare il mondo aiutando le persone a raggiungere i propri obiettivi evolutivi.

Lavorare sulla parte migliore delle persone è stimolante e può dare impulso a quel cambiamento di cui sento il bisogno e che passa dall’impegno e dalla realizzazione positiva di sé che è compito di ciascuno di noi.

Tutto ciò che deve accadere accadrà, ciò che deve essere sarà.

Dialogando con l’incertezza. Un passo alla volta, talvolta di lato. Ma sempre in direzione di me stessa.

Ma voi intanto incrociate le dita per me!


E voi care Volpi, come vi sentite in relazione all’incertezza? Vi stimola, vi spaventa, o…

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Barbara
5 anni fa

“Quant’è bella giovinezza,
che si fugge tuttavia!
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza…”

Ora, le prime due strofe io le salto sempre, perché come ha sempre detto mio padre, anche ben dopo i 70 anni, “io sono giovine, son gli altri che son veci” :D
Le altre due invece sono quelle che invoco durante i momenti di sconforto sul futuro. Pur pianificando tutto quel che è possibile (è il mio lavoro analizzare e pianificare), l’incertezza è omnipresente fin da quando ero piccola. L’incertezza sugli umori dei grandi, l’incertezza sul compito in classe, l’incertezza dell’amore, l’incertezza sulla direzione degli studi, l’incertezza sul lavoro (dal co.co.co. al “ristrutturato” articolo 18, ai ROL volati via in un soffio…), l’incertezza di salute mia e quella degli affetti vicini. Ma se vivi pensando sempre all’incertezza, non vivi più. Meglio essere lieti oggi di quel che c’è, domani vedremo.
Quindi, l’esame l’avrai già fatto e sarà andato alla grande, lo so. Cascara è in arrivo e che sia a giugno o a settembre cambia poco, dopo ben 4 anni di lavoro, adesso è solo un battito di ciglia appena. E se fate una presentazione doppia te e Sandra, vedete di mandarci in onda lo streaming per noi incollati alla scrivania! Una bella diretta Facebook su Le Volpi e una in contemporanea su Instagram da Sandra, che manco per il Euro2020 sono così organizzati. Se fa, se fa, dai. ;)

Grazia Gironella
5 anni fa

Sto bene, e al tempo stesso sono un po’ stranita. Mi lascio trasportare, vediamo dove arriverò. I tre respiri in effetti servono in molte occasioni, tutte interessanti. Parlando di respiro, in questo periodo ho iniziato a correre un po’ e sto facendo osservazioni molto utili per me, che con un passato da asmatica non mi sono mai veramente liberata dal panico da carenza di ossigeno (che spesso è soltanto psicologica). Insomma, comincio a capire qualcosa della corsa un po’ tardino, ma con tanta soddisfazione. Buona serata anche a te!

Grazia Gironella
5 anni fa

All’incertezza che si manifesta oppongo subito una forte resistenza, soprattutto nel primo momento. Dopo accetto, perché devo, e scopro così che c’è spazio per vivere anche le esperienze che non sceglierei mai. La prima reazione però è pessima. Devo imparare a fare tre respiri profondi prima di pronunciare una parola o compiere un gesto, o rischio di fare dei danni.

Marina
5 anni fa

E allora incrocio le dita.
Bei traguardi, ottimi risultati. Mi piace sentire ottimismo nell’aria, freschezza, sorrisi, trepidazione.
In bocca al lupo per tutto, Elena.

Luz
5 anni fa

Io solo immagino che significhi stare per conquistare tutte queste mete per cui hai lavorato tanto, e allo stesso tempo raggiungere quella consapevolezza che l’esperienza e la maturità ti stanno donando. Vorrei tanto trovarmi a Torino quel 22!! Se fossi stata nei paraggi, sarebbe possibile. Il giorno prima compio i 50 anni, purtroppo un lunedì così anonimo… :( Ma recupererò. Intanto goditi questo momento, questo conto alla rovescia molto bello già in sé. Un abbraccio…

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