Chiunque scriva è sottoposto al giudizio degli altri. A volte si tratta di giudizi costruttivi, a volte si ha l’impressione che siano costruiti per demolire chi li riceve, spinti da chissà quale rivalità o invidia.
Il punto non è sperare di non ricevere mai critiche o peggio sprofondare nella disperazione quando ne riceviamo una.
Ma saper riconoscere le critiche positive da quelle negative che hanno il solo scopo di farci arretrare.
Approfondimento: Gestire le critiche
Come molti di voi, anch’io mi sono dovuta confrontare con alcune recensioni negative di mie pubblicazioni. Alcune lo erano solo lievemente, altre erano lapidarie e lasciatemi dire, parecchio cattive. Vi è mai capitato?
Mi sono interrogata su quali di queste critiche potevano offrirmi un contributo e quali dovevo mettere immediatamente nel dimenticatoio.
Ne è venuto fuori una sorta di identikit che vi proprongo in questo post. Buona lettura!
Per incassare le critiche bisogna saper accettare i complimenti
Prima di entrare nel merito, faccio una piccola premessa: quando offriamo il nostro lavoro al giudizio del pubblico dobbiamo essere capaci di reggere la loro reazione, sia quando è positiva che quando è negativa.
Un certo equilibrio aiuta e ricercarlo non è semplice. Personalmente sono di indole schiva, non amo apparire e sono la tipa che quando qualcuno le fa un complmento diventa rossa come un peperone e cerca di cambiare argomento.
Ma quel palco lo devo calpestare spesso e ho imparato a farci l’abitudine.
Quello che a mio avviso aiuta è migliorare la fiducia in se stessi. Si può raggiungere questo obiettivo anche anche attraverso la scrittura, come ho provato ad argomentare in questo articolo.
Per superare quell’imbarazzo di cui vi ho parlato significa diventare sempre più consapevole del valore del nostro lavoro, un punto irrinunciabile se vogliamo promuoverlo e fare in modo che sia apprezzato anche dagli altri.
Sembra strano cominciare un post dedicato alle recensioni negative parlando di quelle positive, eppure mi pareva necessario: se non sappiamo quanto vale il nostro lavoro e non riusciamo a concederci la giusta gioia e riconoscenza quando riceviamo una recensione positiva, allora non possiamo sperare di reggere una stroncatura.
Quando reagire a una pessima recensione
Dopo questa breve premessa, possiamo venire al dunque.
Mai e poi mai reagire subito a una critica
Quando riceviamo una stroncatura, ovvero una totale bocciatura del nostro lavoro (esempio: una stellina su Amazon :-x ) dobbiamo a mio avviso fare un’operazione molto semplice: leggerla, rileggerla e poi metterla da parte per qualche giorno.
Passata la buriana, saremo pronti a riconoscere le parti che stonano (di solito ce ne sono tante) da quelle che invece risuonano. L’obiettivo è quello di cavare da ogni rogna che la vita ci assegna qualcosa di buono e per farlo bisogna prendere le giuste distanze.
Chi è l’autore della critica?
Anche questo passaggio è fondamentale. Difficilmente sarà il vostro migliore amico (di solito non agiscono con cattiveria con noi) ma potrebbe essere una perosna che stimate, la cui scrittura vi affascina, oppure qualcuno che ha semplicemente letto il vostro romanzo e l’ha trovato davvero orribile e ha sentito il bisogno di dirvelo, senza veli. O forse qualcuno che aveva bisogno di togliersi qualche sassolino dalla scarpa.
Non possiamo avere la stessa reazione con figure tanto diverse.
Con il lettore deluso dovremmo avere un atteggiamento comprensivo. Ha acquistato il vostro libro, si è affidato alla vostra storia e l’ha deluso. Ci sta. La cosa che dobbiamo fare è domandarci il perché è rimasto deluso.
Ora, se il tizio in questione legge solo gialli e voi avete scritto un romanzo rosa, beh, è molto difficile che se ne innamori, visto che probabilmente non apprezza il genere. A questa critica dovreste rispondere con leggerezza, senza farvi troppi pensieri.
Come se aveste incontrato un tipo figo al bar che non vi ha fatto scattare la scintilla. Capita e si va oltre ;-)
Se invece è uno scrittore, un professionista o qualcuno che stimate dovreste considerare che la stroncatura a volte è fatta per scuotervi da un possibile torpore.
Selezionate i temi oggetto di critica, come vedremo dopo, e state ad ascoltare. Prendete ciò che vi serve e il resto, come al solito, lasciatelo andare.
Suddividete le osservazioni in parti distinte
Spesso una critica o una stroncatura non è tutta negativa. Capita che tra le sue pieghe si scovino anche valutazioni positive, perché leggere non è mai un’esperienza completamente orribile, sarebbe impossibile, non credete?
Dunque suddividete la stroncatura in parti distinte e valutatele punto per punto.
Vale anche per gli aspetti negativi. Alcuni saranno utili a migliorarvi in futuro, altri sono frutto della frustrazione di chi scrive che spesso non dipende nemmeno da noi ma da una rabbia o dall’invidia o da qualche altra cosa di voi che disturba l’interlocutore.
Cnsiderate che portare a termine un romanzo è cosa che in molti amerebbero fare, ma in pochi ci riescono. Voi siete tra questi. Non solo, avete persino pubblicato. Quanto rosicano!
Pensate al senso di frustrazione, al dolore, all’invidia e a tutto il resto. Se riconoscete questi sentimenti, siate pazienti con chi li esprime. Sta peggio di voi.
Scrivere è dura per tutti e non tutti sanno accettare questa verità.
Quando non considerare una recensione negativa
Quando l’autore si nasconde nell’anonimato.
La trovo la cosa più scorretta che si possa fare. Si può dire ciò che si pensa. anche in modo brutale, ma con rispetto per la persona e con dignità.
Dietro la viltà non si nasconde niente. Né il buono né il cattivo. Semplicemente non è.
Premiate quella critica con la vostra totale indifferenza.
Ha senso reagire a una pessima recensione?
Dipende.
Le critiche sono qualcosa di molto prezioso per chiunque, specie per uno scrittore. Scriviamo perché altri ci leggano e la loro opinione è molto importante.
Ma la critica deve essere in qualche modo riconducibile a un dato di verità. Tutto ciò che riguarda un’opinione, un gusto, una valutazione oggettiva che oggettiva non è diventa naturalmente accoglibile se rispetta alcune regole di base.
Ma offendere il lavoro degli altri.
Credo nell’universo e sto attenta ai segnali che mando. Tutti dovremmo fare lo stesso.
Mi auguro che non dobbiate mai avere a che fare con delle critiche tanto distruttive, ma se dovesse capitare avete una traccia da cui partire.
Vi convince?
E voi , come reagite alle stroncature (se ne avete ricevuta qualcuna)?
Fatemelo sapere come sempre commentando qui sotto. Buona giornata, care Volpi!




Riguardo al problema (che diventa tale perché di fatto chi scrive si sottopone al giudizio altrui) mi divido: da una parte cerco di essere razionale e dirmi che mettersi in gioco significa per forza andare incontro anche al rischio di una stroncatura, dall’altra immagino che ci si debba sentire veramente male.
In fondo, nel tuo post hai spiegato bene l’atteggiamento che si dovrebbe avere dinanzi a certe cose, diciamo imparando a distinguere fra chi recensisce chi realmente lo fa con l’idea di essere costruttivo e non semplicemente per offendere o ferire. Mi dico per ora che fa parte del gioco, ma se dovesse capitare a me… spero di non morirne. :)
Ciao Luz, intanto mi scuso per il tremendo ritardo con cui ripondo a questo tuo commento. Hai perfettamente ragione, scrivere e lasciarsi leggere è mettersi in goco, dunque accettare le critiche è un atteggiamento che conviene tenere sin da subito. Quando si tratta di stroncatura però la cosa cambia, almeno è cambiata per me. Mi sono scoperta sensibile e in qualche modo vulnerabile. Trovarsi una troncatura cattiva sul tuo profilo Amazon o Goodreads non è bello. non è come su Facebook dove volendo puoi cancellarlo (ma io non lo faccio mai, a meno che non compaiano insulti o oscenità) lì resta ed è ddifficile replicare. Io l’ho fatto a mio modo, ma ti assicuro che c’è voluto un poò per digerirlo… :D
Un pò come la bagna cauda della nonna :D
La settimana prossima esce il romanzo d’esordio del “mio amico” Pseudonimo (ma ti prego di non chiedere nulla perché è troppo riservato, lo faresti fuggire a gambe levate). Ricevere qualche recensione, di qualunque tipo, sarebbe già un traguardo. Pseudonimo si augura comunque di non ricevere critiche del tipo “Ciarlatano di uno scribacchino, mi hai rubato i soldi”, la qual cosa ferirebbe la sua innata sensibilità spingendolo a verificare l’autenticità della stroncatura (non si sfugge ai segugi di Pseudonimo).
Conoscendolo, posso asserire che a una recensione negativa di quelle vere, non avente lo scopo di fare concorrenza sleale, risponderebbe abbassando il capo e di corsa a cercare di migliorarsi; a una recensione negativa fittizia, fatta da gente disonesta, invece risponderebbe direttamente allo pseudo lettore, scoprendo le sue carte (dietro la tua falsa identità, Presunto Lettore Deluso, si cela tal Collega Disonesto, un amico/parente di tal Collega Disonesto…), sbugiardandolo per bene e facendo le opportune segnalazioni a chi di dovere, e magari ricambierebbe anche il favore.
Bisogna sempre andare a fondo alle questioni, quando puzzano di marcio.
Calogero mi piace il tuo modo di prendere la cosa, andare a fondo! Sei meglio di Maigret! Dici che non devo domandare nulla ma bisogna che tu dica a Pseudonimo che se vuole vendere il romanzo che ha scritto dovrà pur parlarne! Non posso nemmeno proporti un’intervista sotto copertura perché qui le ho fatte tutte in esplicito e dunque ci sgamerebbero subito! Allora aspettiamo l’uscita, auguriamo a Pseudonimo di ottenere molte recensioni positive e anche qualche dritta perché mi sembra abbastanza intelligente da prenderle e farne tesoro.
Sul resto, vedi risposte ai commenti di Barbara e Maria Teresa. Io sono una babba, ma loro invece sono sveglissime e mi hanno aiutato molto a dipanare un pezzo di matassa! :)
Il giorno che Pseudonimo dovesse decidere di uscire dall’anonimato nevicherà col solleone :(
Nel frattempo ringrazia per l’augurio e i complimenti :)
Ho letto i commenti. Sarebbe il caso che ogni autore si prendesse la briga di stanare gli infiltrati e che Amazon cominciasse a bandirli, per sua stessa credibilità. Se si cominciasse a querelarli forse la prassi della falsa recensione diminuirebbe fino a estinguersi; ma chi è che ha voglia di imbarcarsi in lunghi, fastidiosi e dispendiosi procedimenti giudiziari per questioni di principio…
Concordo con te e Maria Teresa sul fatto che le critiche (soprattutto quelle spietate e gratuite) arrivino da colleghi o aspiranti tali, che magari pubblicano scritti che occupano nicchie editoriali differenti da quelle in cui si collocano le opere che provano a minare, e dunque non rappresentano neppure una concorrenza, solo che non hanno un intelletto abbastanza sviluppato da rendersi conto che stanno solo perdendo tempo… o magari la loro, come fa notare Maria Teresa, e solo invidia pura.
Sta (o sto) Margareth York di Milano non mi e nuova/o. Purtroppo proprio non ricordo in quale ambito mi ci sono imbattuto. Ricordo però di aver pensato che l’accostamento ‘nome straniero – origine italiana’ fosse quantomeno poco azzeccato. Mah.
Il mistero si infittisce… Chi si nasconde dietro un nome straniero di origine italiana? E perché acquistare il libro su una piattaforma e commentare su un’altra? Proseguono i segugi nel seguire la pista delle stroncature seriali mentre Amazon si interroga come proteggere la sua reputazione. Opinioni non verificate = opinioni non affidabili…
Siccome sono un gatto curioso, sono andata in cerca della stellina… :D
Quel cliente Amazon lì è una donna, scrive parecchie recensioni di libri, per lo più due alla volta.
La maggior parte, direi l’80%, non sono acquisti verificati su Amazon, ma dato che sono quasi tutti romanzi solo in self publishing Amazon, questa persona sta nascondendo volutamente il suo account. In alcuni casi ha scritto sulla recensione che “leggere l’estratto è stato sufficiente a farmi capire di non comprarlo”, e capisci l’onestà di questa signora.
Questo cosa mi fa pensare? Se sei convinto della tua recesione, non hai timore di mostrare il tuo nome. A meno che tu non sia del “settore”: un’altra autrice, un’altra blogger, una editor di cui hai rifiutato la collaborazione, chi lo sa. Come dicevo in un mio articolo sulle recensioni false, i veri lettori a.non sono offensivi b.non si nascondono.
Oramai però è notorio che Amazon ha un problema di recensioni false e scambi di recensioni quanto decenni fa Ebay aveva problemi con i feedback di ritorsione e le finte compravendite per aumentare i feedback di scambio. Anche i lettori lo sanno e mi è capitato spesso di sentirli dire che se c’è almeno una recensione negativa lo prendono in considerazione, se non c’è e sono tutte recensioni elevate (5 stelle all’unisono) sono solo recensioni di favore. ;)
Ciao Barbara, hai fatto bene a cercare, Ne avevo già parlato in un altro post e non volevo linkarla perché a mio avviso non merita attenzione. Io avrei scommesso su un uomo, l’ho appena scritto a Maria Teresa, ma che dire, adoro le scommesse :D
Certamente è qualcuno del nostro giro, questa è l’impressione che mi sono fatta. Nel mio caso trovo peraltro masochismo assoluto leggere e acquistare due volte un romanzo che già la prima ti aveva deluso. Ci sta, ma che ne so, leggi Topolino, non ti flagellare oltre. Quando alle recensioni anonime queste sì mi fanno incavolare. Ho scritto ad Amazon per sollecitare a intervenire su questa in particolare , perché sull’anonimato la penso come te e inoltre, per una piattaforma autorevole come Amazon, credo che sia una diminutio non da poco. Non sapevo che l’80% fossero anonime o non certificati come acquisti, in questi numeri sta la credibilità della piattaforma da questo punto di vista. Ma vale lo stesso per altre come Goodreads. Come anch’io ho già avuto modo di scrivere in proposito, le recensioni su Amazon devono diventare pienamente inaffidabili, perché anch’io ragiono come i tuoi lettori e cerco di difendermi come posso dalle recensioni fasulle. L’acquisto verificato certifica che il giudizio sia su quanto letto, non su un’estratto, ma su questo tema Amazon è sordo e ciò non va a suo favore…
In definitiva è molto difficile proteggere il proprio lavoro da critiche ingiuste perché false e tendenziose, ma siamo in ballo e dobbiamo ballare. E se qualcuno ha qualcosa da dire, meglio farlo qui, dove gli pare, ma farlo in pulito. Le Volpi sono tutte così, trasparenti e tolleranti. Ma non sciocche ;)
Scusa, intendevo che le recensioni di quel cliente Amazon lì sono per l’80% acquisti non verificati (non che in generale su tutta la piattaforma l’80% delle recensioni non siano verificate, quello è un dato difficile da sapere). E proprio per quello che penso l’utente abbia un altro account, col quale acquista effettivamente gli ebook. Poi però usa l’anonimo per commentare. Vero è che a volte io acquisto su Kobo-Mondadori perché mi mandano gli sconti, poi però soprattutto per dare una mano ai nostri amici autori cerco di lasciare la recensione su Amazon, essendo lo store più usato per gli ebook.
Dico che è una donna perché su una recensione le è scappato un ” sono rimastA insoddisfattA” ;)
Ed in effetti anch’io come Maria Teresa ho la sensazione che questi utenti arrivino da Goodreads…
Amazon non ha mai avuto gran problemi di recensioni lapidarie. Finché Goodreads non ha iniziato a perdere valore rispetto ad Amazon, ed ora si stanno spostando lì.
Scusa tu Barbara, avevo frainteso, hai fatto bene a chiarire. Sul resto sei una segugio d’eccezione, l’hai sgamata la signora che si cela dietro uno pseudonimo. Per quanto riguarda Margaret la foto sul suo profilo e le sue letture ci portano verso un universo femminile ché conosco ma che in effetti mi è distante. Quanto a Goodreads, giusto perché oggi capisco poco, ho inteso bene che si tratta di una piattaforma in riduzione di utenti e importanza a tutto vantaggio di Amazon? A parte che a me non cambia molto, non la frequentavo prima non la frequento ora. Mi basta il blog e tutto il resto
Cara Elena, come sempre poni un argomento interessante su cui conversare. Cosa fare in caso di critiche? Posso risponderti con la mia esperienza personale perché in generale non so cosa consigliare, siamo così diversi gli uni dagli altri. La critica mi trasformava in una ragazzina suscettibile quando ero agli esordi e scrivevo su una piattaforma nazionale piuttosto famosa. La regola là dentro era non lodare sperticatamente l’autore, se mai sommergerlo di critiche per aiutarlo a crescere. Immagina, un gioco al massacro. Mi è servito eccome. Ricordo ancora quanto mi ferì la stroncatura ( forse a causa della coda di paglia?), di un racconto che credevo un capolavoro. I primi giorni non risposi neanche per evitare qualche parolaccia. Quando mi calmai, ringraziai a testa bassa.
Oggi sono abbastanza consapevole che quello che scrivo sia dignitoso, quindi le critiche circostanziate non mi feriscono più, anzi le recepisco come un consiglio da cui ripartire per il futuro. Non conosco però la critica cattiva, quella fatta per invidia o gelosia. In quel caso, sono sicura, ne sarei profondamente addolorata.
Ma sai che l’idea del sito “liberi tutti con le stroncature” è molto interessante? Insomma, sei sulla stessa barca degli altri e intanto non ci sono filtri nel dire davvero ciò che sia pensa. Sulla carta l’idea è buonanotte ma vedo che lo stesso qualche ferita la genera. Incontriamo tutte qualche cattivello o cattivella che deve sfogarsi, magari non tutti. Ti no auguro di risparmiarti in futuro questo tipo di esperienza. Per quanto siamo capaci di prendere le distanze, riesce sempre a ferirci temporaneamente. Io penso sempre che il danno maggiore lo subisca chi la compie , non chi la riceve
Trovo l’atteggiamento che hai tenuto molto efficace, hai colto esattamente quello che volevo dire @Nadia. Le critiche fatte per ferire possono raggiungere il ooro scopo ma se non parole, passano. Ma credo che al di là del “dolo”, convenga capire il senso di ciò che ci stanno dicendo, perché anche una cattiveria parte sempre da una osservazione che piò essere oggettiva per l apersona che la fa. Almeno così io credo. Sempre per tentare di cavare il meglio da ogni brutta faccenda e poi, non curarci di loro :)
Buona giornata scevra da critiche mia cara