Presentare un libro al pubblico – Come gestire le critiche

Ed eccoci al terzo appuntamento della serie di video dedicati a “Come presentare un libro al pubblico“, Suggerimenti utili a durante una presentazione pubblica.

In questo video ci concentreremo su un aspetto che è capitato a chiunque durante una presentazione, e che in genere, diciamo la verità, non ci fa affatto piacere.

Sto parlando delle osservazioni o critiche che arrivano da parte della platea che ci ascolta.

Reagire in modo positivo ad esse è fondamentale per trasformarle in un’occasione di crescita personale e di approfondimento dei vostri limiti ma anche delle potenzialità inespresse.

Certo, il modo in cui reagite ha molto a che fare con la fiducia in se stessi, potete leggere questo articolo in cui tratto l’argomento, potrebbe esservi utile.

Torniamo a noi.

Mettiamo il caso della presentazione del nostro ultimo romanzo: il moderatore ha letto il nostro lavoro (e se non lo ha letto, maschera molto bene), la sala è mezza piena (per piena intendo 20, massimo trenta persone, salvo rari casi, è il pubblico che dovete aspettarvi),  e voi siete in piena forma. Insomma, tutto va per il meglio.

Fino a quando… non si alza una manina e comincia a criticare aspramente il vostro lavoro. A chi di noi non è già capitato?

Presentare un libro al pubblico - Come gestire le critiche

Ebbene, che cosa fare in occasioni come queste? Come gestire le critiche al nostro lavoro?

In questo video vi offro alcuni suggerimenti, come al solito molto pratici, per gestire le obiezioni al vostro romanzo. Ma penso possano esservi utili in generale nelle vostre relazioni. Poi mi direte.

Gestire le critiche, il video

Cosa contiene il video?

Presentare un libro al pubblico: gestire le critiche

  1. Cos’è una critica
  2. Da chi proviene
  3. Come reagire senza alzare il livello di tensione
  4. Alcuni accorgimenti pratici per reagire nel modo giusto
  5. Come utilizzare la critica per migliorare la vostra presentazione

E voi, volete raccontare come reagite alle critiche? Vi innervosite? Le lasciate andare? O entrate nel merito?

Fatemi conoscere le vostre esigenze per migliorare sempre di più i video che sto preparando  🙄

E se vi siete persi gli altri video, li trovate QUI e QUI!

Commenti

  1. Ciao Elena, Ho potuto recuperare solo oggi il tuo video ed è stato un piacere ascoltarti, come sempre del resto. Hai affrontato questo argomento delicato con molta saggezza, senz’altro i tuoi consigli possono tornare utili al riguardo non solo in occasione di presentazioni ma anche nella vita. Come reagisco alle critiche? Beh, io tendo a essere polemica per la mia natura, quindi conoscendo questo mio lato, quando mi trovo di fronte a una critica tendo a fare tutto l’opposto di ciò che farei istintivamente (cioè contrattaccare), riconoscendo che questo modo di procedere sarebbe una mossa sbagliata. Ciò mi permette da una parte di avere il tempo di riflettere (in fondo è un modo per prendere un respiro anche questo), dall’altra però non mi fa affrontare in modo diretto la questione. Reagire nel modo giusto alle critiche probabilmente è qualcosa che dobbiamo imparare tutti, anche perché come autori ci sarà sempre qualcuno che avrò qualcosa da ridire, come hai ben sottolineato tu. Una sfida per tutti, secondo me.

    1. Ciao Maria Teresa, come stai innanzitutto? Grazie per aver visto e apprezzato il mio video (domani ce ne sarà un altro ). Io per come ti conosco non avrei mai pensato che tu fossi una persona polemica. Non l’ho notato sul tuo blog, né in altri,questa autodichiarazione è una vera sorpresa! Sai trovare il giusto equilibrio tra reazione e ritirata non è semplice, come sai bene. Quello che a me non interessa è comunicare con chi eleva una critica e affrontare le ragioni. Spesso capita di farmi avanti per chiarire, pur con garbo, e ottenere dall’altro lato la fuga. Sostenere una discussione non è da tutti…. Non trovi?

      1. Sto benino, il peggio è alle spalle ma mi è rimasta una stanchezza enorme! Grazie ^^
        Sì, in effetti maschero bene la mia vena polemica, o meglio la tengo a freno proprio perché la conosco. Il primo istinto è sempre quello di reagire, ma è giusto quello che dici, bisogna trovare un equilibrio perché neanche ritirarsi è la soluzione. Comunicare può essere la chiave, hai detto bene. Se poi di fronte alla tua disponibilità a chiarire arriva la fuda, beh, è evidente che l’intento era solo quello di rompere le uova nel paniere ^
        ^

  2. Anche questo video è molto interessante, e tu sei come sempre molto piacevole da ascoltare. Durante la presentazione la carica emotiva è spesso alta, si è concentrati sul comunicare il meglio di sé e della propria opera, e non si è preparati a critiche impreviste, a meno che il libro non tratti temi controversi, nel qual caso probabilmente si è già riflettuto a monte su come affrontarle.

    1. Sei sempre prodiga di complimenti! Grazie, ora devo individuare nuovi argomenti, se vuoi suggerire ascolto molto volentieri! Le critiche più difficili da affrontare sono quelle che non ti aspetti perché toccano tasti che mai e poi mai penseresti di rimettere in discussione… Son i momenti più difficili ma anche più arricchenti (se non ti parte l’embolo e uccidi qualcuno )

  3. No, alle presentazioni non mi è mai capitato che qualcuno alzasse la mano per criticare. Che le persone più grandi sono le più umili è molto molto molto vero. Molto interessante la faccenda del respiro e di parlare in maniera più calma, pacata.

    1. Già, è che le persone davvero grandi sono poche. Ma quando le incontri, è piuttosto facile riconoscerle … Se non ricevi critiche, allora le tue presentazioni sono perfette!

  4. Devo dire che, per fortuna, non mi è capitato il seminar killer nelle presentazioni fatte per il romanzo, ma la statistica è davvero irrisoria, visto che la mia esperienza si ferma lì. Semmai ho dovuto approfondire qualcosa che non era stata afferrata nel modo giusto, ma non era una critica, più un chiarimento necessario.
    Nella vita, in genere, reagisco bene alle critiche, almeno non do mai a vedere cosa esse mi smuovono dentro; solo se toccano corde “intoccabili”, allora il mio tono non è più tanto conciliante. Sono eccezioni, però: resto una persona mite e so vedere la bontà di una critica rispetto alla provocazione fine a se stessa.

    1. Seminar killer mi piace . Non ce ne sono tanti in giro, ma quando ne becchi uno…. Ora resteremo con la curiosità di conoscere cosa sono le cose “intoccabili” per Marina…

  5. ottimo video e assai interessante. Le critiche? Ci sono e non si possono scansare. Come reagisco? Se sono giuste. Lo ammetto pubblicamente, credo che serva per disinnescare la critica stessa. Se insiste, lascio perdere. Se le ritengo pretestuose. Dapprima ringrazio, poi ringrazio ancora e chiudo il discorso. Perché? Reagire si crea solo un contraddittorio a due e si perde tempo.

    1. Ciao Giampaolo, ammettere le critiche in pubblico richiede una buona dose di fiducia in se stessi e di autorevolezza. Spesso dipende da chi ti trovi di fronte e non sempre Sono persone intelligenti. Alcune scambiano l’ammissione per debolezza… Ma questo in effetti riguarda e interroga loro, ma occorre tenerne conto. In fondo anche accettare le critiche indica un percorso di crescita personale. Quando ero una ragazzina, facevo molta più fatica…

  6. “In ogni conflitto le manovre regolari portano allo scontro, e quelle imprevedibili alla vittoria” Sun Tzu, L’arte della guerra (perché mi è venuto in mente L’arte della guerra in merito ad una critica negativa?! 😀 )
    Ottimo video, completo, hai detto tutto. Posso solo aggiungere che le critiche ci sono anche sul lavoro e quel respiro serve, serve, eccome se serve!
    Beh… anche a casa serve! 😀

    1. Respirare serve ovunque . Già, mentre lo giravo mi veniva in mente che stavo parlando di una presentazione ma che il discorso vale per molti altri aspetti della nostra vita… Ti è venuto in mente l’arte della guerra perché sei una stratega Nata. Sai che è il libro che metto in mano alla mia protagonista di Così passano le nuvole, alle prese con i mille sotterfugi del mondo del lavoro? Dunque siamo in sintonia, cara peacker

  7. Le critiche in genere mi rendono insicura, le patisco e tendo a chiudermi. Questo almeno a caldo. A mente fredda invece riesco a trovare sempre una parte di verità che mi sprona a rivedere il mio modo di procedere. Grazie Elena per i suggerimenti riguardo alla presentazione, un momento che in questo momento mi spaventa. Spero nel caso di critiche di non trovarmi impreparata e di reagire come consigli 😉

    1. Ti spaventa perché tra poco ti tocca . E meno male! Il problema è proprio la reazione a caldo perché le persone intelligenti riconoscono un contributo quando è utile. Li per li potrebbe solo scocciare e basta. Se ci sentiamo in questo modo l’idea di prendere tempo, con in respiro, con un escamotage qualunque, ci dà fiato e ci consente di riflettere sul che dire. Il brutto è quando ammutoliamo… Sarebbe meglio evitare…

  8. Le critiche, lo ammetto, sono fastidiose, specie se arrivano da chi non ha letto il libro e soprattutto ha compreso male il discorso o utilizzato il tempo della presentazione per un monologo di altro genere (leggi mettersi in luce).
    Però a volte, se opportunamente contrastate offrono spunti interessanti per aprire altri discorsi. Serve come dici calma e capacità dialettica. Il respiro, la risata, il sorriso, o una dose di pazienza inesauribile possono venire in soccorso. Io di solito tendo a guardare negli occhi la persona che mi parla e sorriderle, davanti al pubblico credo che l’atteggiamento rigido e ostile non sia consigliabile, ma anzi controproducente, quindi meglio usare all’opposto uno sereno e disponibile, isolando il critico nel suo porsi in maniera arrogante.

    1. Eh sì Nadia, anche io sono dell’avviso che la dolcezza paga sempre. Ti confesso però che sono molto meno paziente con chi critica senza aver ascoltato o letto. Magari per mettersi in luce, magari per denigrarti. Allora mi trova… Essere dolci non significa essere delle mammolette

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