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Matrimonio pronti via

Sono le 8. In paese un venditore di limoni urla la freschezza della sua merce, il sole è già alto in cielo e noi siamo svegli da una mezz’oretta, a scambiarci impressioni su questi due giorni di vigilia e sulle persone incontrate.

Valguarnera Caropepe (già da noi soprannominata Cacio e pepe) è una piccola cittadina della provincia di Enna, una porzione di Sicilia i cui agglomerati urbani si accucciano sui colli a guardare la piana gialla di grano già tagliato e qualche ulivo e persino viti, altissime.

Giro da sola per le ultime commissioni e gli sguardi li sento tutti addosso.

Una straniera in paese. Sono convinta che tutti sanno già da dove vengo e perché.

L’importanza del cognome

The importance of being Earnest, scriveva Oscar Wilde, per stanare la forma della società vittoriana che disattende la sostanza.

Qui il cognome conta. La tintoria non ha segnato Elena come ho detto, ma ha voluto sapere il mio cognome.”Elena è un nome straniero, lo usano spesso i rumeni”

“Che cosa intende per straniera” ho chiesto, e lui mi ha estorto il cognome, senza rispondere .

“Di Ferro ce ne sono in Sicilia”.

Ecco, l’importanza di avere un cognome familiare. E la camicia e i pantaloni saranno pronti in tempo, almeno così ha prontamente promesso.

Il bello di ieri è stato il mare. Basta prendere l’auto e andare verso sud, e qualunque spiaggia si scelga la distesa solitaria di sabbia ti accoglie.

Con la brezza di mare in faccia e le onde che ti riconducono a terra, respiri lo spazio di fronte a te che ti porta l’Africa.

Con un cappello di paglia e un pareo mi godo il primo bagno in mare della stagione. Infinito.

Rido da sola per la felicità, tanto nessuno mi vede. E gioco con le onde come non facevo da bambina, terrorizzata dall’acqua e dall’infinitezza del mare. Ora mi affascina e mi rapisce, senza darmi tregua.

Solo gli impegni familiari mi possono distogliere da questa meraviglia di spiaggia da cui si vedono Licata e Gela, simbolo dello sfruttamento del sud, con le sue cimiere spente e un futuro bio ancora da costruire.

La nostra Africa è qui. E vogliamo dimenticarlo.

La famiglia ci attende

Me lo ha ricordato una vecchia amica di Mirko, lo sposo, e Deborah, sua sorella e testimone.

Sono qui in rappresentanza della famiglia. Impossibile per mia sorella muoversi in quattro in questo periodo dell’anno, tantomeno per mia madre, che non ha mai viaggiato in vita sua. Figuriamoci se posso portarla al caldo a ottant’anni suonati!

Così ci siamo io e Carlos.

Io, nipote quasi figlia e Carlos, pienamente parte della famiglia da più di dieci anni.

E il bailamme. Tutto è previsto ma nulla è davvero organizzato, praticamente una tragedia.

Ho scoperto solo ieri sera prima di andare a letto che oggi alle 14 parteciperò a uno shooting pre-matrimoniale (matrimonio previsto ore 17) perché qui le foto ricordo le fanno anche i familiari.

Così la cofana la sistemo stamattina. Ecco la sala d’attesa di Franco, parrucchiere in Valguarnera.

In mente ho di farmi i capelli raccolti, ma non ho ancora parlato con lui, che bacia e coccola le sue clienti, come un vecchio amico.

A Torino vivo di orari e organizzazione. Qui tutto è approssimativo.

Per me un bel problema o una grande opportunità.

Vedremo.

Vi saluto con la foto della spiaggia di ieri.

Non è magnifica?

Matrimonio pronti via

Torno lì con il cuore. Oggi giornatona, fatemi gli in bocca al lupo!

Baci


Volete sapere com’è finita?
Leggete il mio reportage sul blog: Viaggio in Sicilia

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Calogero
Calogero
4 anni fa

‘Elena tra i garrapipàni’ sarebbe già un buon titolo per un romanzo di qualsivoglia genere 😀
Ma davvero sei stata nelle vicinanze del mio paese d’origine?
Ti do un suggerimento: la prossima volta che vai in Sicilia evita l’entroterra e punta direttamente verso la costa. La vera Sicilia la trovi a bordospiaggia. Non hai bisogno di itinerari, ti basta circumnavigare.

Calogero
Calogero
Rispondi  Elena
4 anni fa

Di’ la verità: le mie origini le avevi intuite (buon nome non mente) 😉
Mi auguro avrai fatto il pieno di arancine e granita.

P.S.: in effetti in Sicilia con il tuo cognome puoi mimetizzarti benissimo.

Luz
4 anni fa

Eh, conosco assai bene quelle realtà tutta approssimazione. Il sud è un micromondo a sé, chi ci è nato e vissuto per un buon tratto può ricordarne qualche caratteristica. Quando ci torno, quelle tre volte all’anno, non mi ritrovo per nulla in quella mentalità, non più. Però quella Sicilia, in ogni suo dove, è bella.
Facci sapere com’è andata! 🙂

Luz
Rispondi  Elena
4 anni fa

Sono calabrese di padre siciliano. Emigrata in Lazio 22 anni fa. Ci sono cose del sud che difenderò per sempre. Un pregio, per esempio, è quello dell’essere molti meridionali persone “di cuore”, persone che, se fai qualcosa di significativo, non lo dimenticano mai. Del tutto all’opposto i romani, o la maggior parte di essi, che virano spesso verso l’opportunismo. Ecco, io mi porto dentro le mie radici ritrovando in tante scelte che faccio alcune delle cose migliori del sud. Una cosa che detesto è il vizio di fare spallucce ai problemi, il “tanto che ci possiamo fare?”, cosa che letteralmente distrugge il sud.

mattinascente
4 anni fa

Adoro la Sicilia!!! Vedrai che ti tornerà in mente nelle lunghe e fredde giornate invernali del nord … Buona giornata.

Brunilde
Brunilde
4 anni fa

Curiosità scimmiesca di conoscere i dettagli delle nozze e il perchè della delusione.
L’ultimo matrimonio a cui ho partecipato, primaversa scorsa, è stato bellissimo e molto raffinato, in una città che amo molto, indovina quale?…Torino!

newwhitebear
4 anni fa

leggo e commento a orario di matrimonio. Spero che tutto sia filato liscio. Della Sicilia ho un vecchissimo ricordo, di Siracusa pero. Bello il mare.

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