Sono ore di pioggia incessante, che ancora una volta ha messo in ginocchio città e paesi, seminando terrore e morte.
Scrivo al riparo della mia casetta di campagna, e là fuori, sotto il pesco, c’è la panchina che abbiamo costruito con il legno antico della casa vecchia. Un legno che sa di mani, di fatica e di tempo che insegna.
Ha le gambe storte e la schiena ricurva, ma non si stanca mai di accogliere qualcuno. La pioggia l’ha resa più bella: sulla sua seduta i petali rosa del pesco si sono adagiati, scossi dal vento forte, uno dopo l’altro, come pensieri leggeri.
Le margherite del prato che si stende ai suoi piedi si stanno ripiegando su se stesse, come se volessero proteggersi, o forse solo riposare un momento, stanche di tanta acqua.
Tutto sembra fragile e tenero nello stesso tempo. Di che altro ho bisogno?
Di pace e serenità per tuttə. Di una Pasqua che regali un attimo di respiro a chi è sotto le bombe. E magari anche qualcosa di più: la fine delle guerre.
Una Pasqua con troppe ferite intorno, e troppi gesti plateali che sembrano troppo poco autentici.
Guerre, alluvioni, esodi: sono notizie che pesano sul cuore. Sento mancare la leggerezza, la forza. Mai la speranza.
Per questo oggi i miei auguri sono tutti per voi, care Volpi.
Sotto il pesco, Buona Pasqua!
A chi ha perso qualcuno, o qualcosa, e continua a vivere nonostante tutto, con dignità, in silenzio.
A chi si sveglia stanca, a chi dorme poco e male, a chi soffre restrizioni ma prova lo stesso a preparare con amore una colazione, un gesto, un pensiero da donare, perché non vuole smettere di amare.
Auguri a chi cammina sul ghiaccio – quello vero e quello simbolico di tutte le Volpi – scegliendo di restare umanə.
A chi ha cura della bellezza, quella interiore, che a volte ti sembra inutile, che pensi che nessuno la noti, e invece no. Si vede. Perché è come una luce che ti porti dentro, e che continui a rinnovare con i tuoi gesti, i tuoi pensieri, le tue parole.
Auguri anche a chi alla bellezza esteriore ha sacrificato tutto. Che tanto, prima o poi, sfiorisce anche quella. Come il mio pesco. E poi che farai, quando ti sarai persa?
Auguri a chi sceglie di restare sé stessa, imperfetta, vigorosa, autentica.
Auguri di ritrovarci nuove. Di non lasciarci indurire dalla vita e dalle sue curve, talvolta entusiasmanti, talvolta troppo pericolose.
Auguri di poter tenere sempre aperta la porta del cuore. Di essere in grado di prenderci cura, se non della nostra speranza, almeno di quella degli altri. Che anche questa è una forma di amore.
Auguri, allora. A modo nostro. Con i vetri umidi di pioggia.
Sotto il pesco sfiorito, che presto mi regalerà i suoi frutti.
Buona Pasqua, care Volpi!




Ciao Elena. Grazie per questo tuo bellissimo messaggio pieno di speranza. E io la speranza la vedo in quella tua panchina fatta di un legno antico e saggio pronta ad accogliere chi è stanco di avere tanto orrore intorno a sé e cerca rifugio sotto a un pesco che ora è flagellato dalla pioggia ma che domani darà la vita a splendidi frutti. Spero, come dice Marina, che Papa Francesco possa fare da lassù quei miracoli che con tanta forza ha chiesto quaggiù a uomini di buona volontà.. Buona Pasqua a te cara Elena.
Buona Pasqua cara Paola. Quei petali caduti in fondo accompagnano la morte di un grandissimo punto di riferimento. Di un uomo, un testimone di Cristo. Grazie cara
… e buona Pasquetta, anche in questo giorno in cui c’è il sole ma il mondo è in lutto per la morte di Papa Francesco. Spero che adesso, da lassù, possa intercedere direttamente e ottenere la pace per la quale ha pregato tanto e noi con lui.
Le tue parole formano una bellissima preghiera. Auguri, cara Elena.
Cara marina, ho scritto queste parole senza nemmeno lontanamente sospettare come le condizioni del nostro caro papa fossero aggravate. Sono ancora scioccata, lo riconosco. La sua morte , se pur inevitabile, ha lasciato sgomento il mondo. Ora non c’è più nessuno che possa rappresentare un punto di riferimento, un freno a questa follia. Lo amavamo molto. Sono giorni tristi
Auguri in ritardo per la Pasqua ma in tempo per la Pasquetta che sia una risurrezione della bontà e della pace ancora troppo lontana.
Perdonami tanto Giulia, sono in terribile ritardo io nel ringraziarti e nel ricamiare gli auguri di Buona Pasquetta Quest’anno abbiamo fatto un nuovo esperimento: la Pasquetta dei vicini! Eravamo non tutti, ma chissà, il prossimo anno andrà meglio. A te com’è andata? Un abbraccio
Anche quest’anno la Santa Pasqua è insanguinata da guerre, morti e diluvi universali.
Grazie per le tue parole Elena.
Auguro a te e al tuo compagno una serena Pasqua.
Grazie Gian, ricambiamo di cuore, auguri a voi. Che cessino presto questi conflitti
Grazie per le tue bellissime parole. E’ un augurio che ricambio e che spero si realizzi per tutti.
Allora che sia una Pasqua di speranza! Grazie e Buona Pasqua @Brunilde