Certe volte faccio cose stupide
Il mondo con i miei occhi

Certe volte faccio cose stupide

Ci pensavo l’altro giorno in treno.

A volte faccio cose stupide, cose che se ci pensassi un po’ sopra, o facessi lavorare la mente razionale, probabilmente non farei.

Le cose stupide sono frutto dell’istinto, di attimi di lucidità o di follia se volete che ci allontanano o ci avvicinanno inaspettatamente a qualcuno o qualcosa.

E sono vere. Anche se fuori dagli schemi.

Ci pensavo, durante un viaggio estenuante, e un pò mi vergognavo di essere naif al punto da fare cose inappropriate, di cui peraltro non mi pento.

Come il primo bacio della mia vita da cui sono fuggita per paura e per uno strano odore di muschio che mi allontanava da qualcosa che avevo desiderato tanto.

Era una splendida notte di primavera e io avevo desiderato tanto quel momento di intimità con il mio lui di allora. Ma qualcosa non andava. E mi sono tirata indietro.

Oppure comprare un regalo a una persona che non c’è più, almeno non con la testa, e sperare che si ricordi di te solo per quel semplice gesto.

Per poi piangere a dirotto, di nascosto, perché non essere riconosciuti pensavo facesse meno male e perché perdere qualcuno avendolo accanto dev’essere un dolore terribile.

Soffrire inutilmente per decisioni che altri avrebbero dovuto prendere già da tempo e che non hanno preso perché difficili, impopolari, ed essere certa che agirle sia giusto, anche se il mondo preferisce opacità a nettezza.

Oppure fare 70 km in più per raccogliere un chilo di zucchine trombette e scoprire una volta raggiunta casa di aver dimenticato le chiavi.

E rimediare grazie alla vicina che ti presta una scala e ti aiuta ad arrampicarti a casa tua per raccogliere il bottino che poi regali per intero a tua madre e a tua sorella, che almeno loro sono in 4 e se lo godono.

Cose stupide, o forse no.

Cose che mi fanno sentire speciale.

Come passare un’ora in un posto magnifico con le mani giunte, questo, e fregartene di chi hai intorno mentre mediti e pensi a te stessa e al mondo che stai  costruendo.

E scoprire che non ti importa dei giudizi di chi ti osserva, o di quelli che nascono dentro di te.

Che quando sei te stessa va bene così e tanto, non puoi fare diversamente.

E allora sapete che c’è?

Ben vengano le cose stupide che faccio.

Mi avvicinano alla parte intima di me stessa, quella che voglio essere e a cui voglio bene, così com’è.

Vi auguro tante cose stupide che vi facciano sentire davvero felici.

18 Comments

  • Patricia Moll

    Di cose stupide ne faccio tane io… tipo arrabbiarmi per cose che non meritano la pena o darmi da fare er persone che non meritano nulla.
    Tutto sommato però anche da queste cose stupide si può ricavare qualcosa che ci fa stare meglio (dopo un po’ di tempo). Si impara a diventare u,n briciolino egoisti anche se non si può parlare di vero e proprio egoismo perchè “chi nasce tondo non diventa mai quadrato” 🙂 e può sempre ricascare nell’errore

  • Calogero

    Capisco bene cosa intendi, Elena.
    Il fatto è che sull’onda emotiva del momento le idee più becere sembrano trovate geniali.
    A differenza di te però, ho sempre modo di pentirmene amaramente.

    • Giulia Lu Dip

      Sapessi quante cose stupide faccio io, ma sono poi quelle che mi fanno sentire bene o semplicemente me stessa. Per fortuna è quasi finito il tempo in cui (quasi perché qualcosa è rimasto) mi preoccupavo del giudizio altrui, oggi se ho voglia di fare una cosa stupida la faccio e basta.

  • newwhitebear

    in primo luogo il nuovo look mi piace molto. Più semplice e funzionale del vecchio. Veniamo adesso al tema del post. La stupidità di certe azioni.
    Sei sicura che siano stupidità? Ad esempio quel primo bacio negato, forse è stato meglio così, perché probabilmente quel lui non faceva per te. Anzi ne sono sicuro.
    L’istinto non inganna, va solo governato. Spesso prendere una decisione d’istinto è molto migliore di ragionarci sopra, perché nascono mille dubbi e si finisce per prendere la decisione sbagliata.
    Non è sempre così, ma funziona quasi sempre.

    • Elena

      La semplicità paga sempre! Quanto al bacio che ho descritto, non so dirti. So solo che rimane sempre il dubbio di come sarebbe stato. Ho imparato a non rinunciare più ai desideri se sono “puliti”. Detesto i rimpianti e amo la spontaneità che, anche per questo, ho imparato a. Però grazie per le tue parole, mi hanno fatto bene

  • Sandra

    Aspetta, aspetta, non avevo cliccato il luogo mistico. L’abbazia di Piona io la conosco bene, è stupenda, si sono sposati i miei cugini negli anni 90 e pure i miei genitori (quindi io c’era visto che mia mamma era incinta), ci sono poi tornata qualche anno fa con l’orso in un giorno di forte vento, trovandola assai suggestiva.

  • Marina

    Cose stupide si fanno per amore, per amicizia, cose stupide si fanno davanti a uno specchio, dentro la testa dove restano nascoste, ma ti portano a sorridere e la gente si chiede perché? E già è apparentemente stupido ridere da soli, se ci pensi. Però è vero, sono cose che fanno stare bene, perché qualche volta la leggerezza è necessaria e salva dai pesi che la quotidianità ci carica addosso.

    • Elena

      Pensa cara Marina come siamo ridotti: se qualcuno ci sorprende a ridere o sorridere ci prende per matte. Se invece beve un mohito nudo al papete lo fanno ministro. Polemiche a parte, voglio compiere atti ingenui ma veri. Una piccola ribellione quotidiana al grigiore in cui talvolta sento di vivere. Con buona pace dei giudicanti e tanto amore per noi stesse. Ti abbraccio

  • digito ergo sum

    per quel poco che ne so io (ciò che ho messo nel paniere delle esperienze) essere naif porta una pausa al mondo, una nota intonata in un palcoscenico su cui stridono i rumori di chi accorda gli strumenti. e poi, sempre in mai ambol opinion, “Soffrire inutilmente per decisioni che altri avrebbero dovuto prendere già da tempo e che non hanno preso perché difficili, impopolari, ed essere certa che agirle sia giusto, anche se il mondo preferisce opacità a nettezza”, qui dentro c’è un mondo profondissimo che non si esaurisce nella frase stessa. quando manca il coraggio manca tutto, il coraggio è la parte visibile di un aisberg imponentissimo. manca la capacità di farsi carico, manca il fiiling con sé stessi, non c’è quell’apertura mentale necessaria a comprendere, apprezzare e accettare il contesto e le sue diramazioni. non ho pretesa di chiamare tutto questo “stupidità” o “ottusità”, so solo che, poi, non si sentono i gusti e non si riconoscono i sapori. alla fine, al netto degli eventi che non abbiamo causato noi, laif is a steit of maind

    • Elena

      Benvenut* nel blog, @digitoergosum. Mi piace la sottolineatura che hai fatto del coraggio, una virtù che spesso non mi riconosco e di cui si parla poco in questo scorcio di secolo. Perché? Perché forse il coraggio richiede la capacità di avere un punto di vista forte ed essere disponibili a portarlo avanti, con fatica. Molto più semplice esprimere opinioni, magari dietro una tastiera. Il coraggio richiede una forte convinzione, una credenza, una fiducia che spesso non abbiamo in noi stessi. Forse un tema da approfondire. Grazie per il tuo contributo e per la visita. PS: trovo molto interessante l’uso che fai del linguaggio. Dissacrante. Bisogna conoscere la lingua a menadito per storpiarla in questo modo.

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