Ci pensavo l’altro giorno in treno.
A volte faccio cose stupide, cose che se ci pensassi un po’ sopra, o facessi lavorare la mente razionale, probabilmente non farei.
Le cose stupide sono frutto dell’istinto, di attimi di lucidità o di follia se volete che ci allontanano o ci avvicinanno inaspettatamente a qualcuno o qualcosa.
E sono vere. Anche se fuori dagli schemi.
Ci pensavo, durante un viaggio estenuante, e un pò mi vergognavo di essere naif al punto da fare cose inappropriate, di cui peraltro non mi pento.
Come il primo bacio della mia vita da cui sono fuggita per paura e per uno strano odore di muschio che mi allontanava da qualcosa che avevo desiderato tanto.
Era una splendida notte di primavera e io avevo desiderato tanto quel momento di intimità con il mio lui di allora. Ma qualcosa non andava. E mi sono tirata indietro.
Oppure comprare un regalo a una persona che non c’è più, almeno non con la testa, e sperare che si ricordi di te solo per quel semplice gesto.
Per poi piangere a dirotto, di nascosto, perché non essere riconosciuti pensavo facesse meno male e perché perdere qualcuno avendolo accanto dev’essere un dolore terribile.
Soffrire inutilmente per decisioni che altri avrebbero dovuto prendere già da tempo e che non hanno preso perché difficili, impopolari, ed essere certa che agirle sia giusto, anche se il mondo preferisce opacità a nettezza.
Oppure fare 70 km in più per raccogliere un chilo di zucchine trombette e scoprire una volta raggiunta casa di aver dimenticato le chiavi.
E rimediare grazie alla vicina che ti presta una scala e ti aiuta ad arrampicarti a casa tua per raccogliere il bottino che poi regali per intero a tua madre e a tua sorella, che almeno loro sono in 4 e se lo godono.
Cose stupide, o forse no.
Cose che mi fanno sentire speciale.
Come passare un’ora in un posto magnifico con le mani giunte, questo, e fregartene di chi hai intorno mentre mediti e pensi a te stessa e al mondo che stai costruendo.
E scoprire che non ti importa dei giudizi di chi ti osserva, o di quelli che nascono dentro di te.
Che quando sei te stessa va bene così e tanto, non puoi fare diversamente.
E allora sapete che c’è?
Ben vengano le cose stupide che faccio.
Mi avvicinano alla parte intima di me stessa, quella che voglio essere e a cui voglio bene, così com’è.
Vi auguro tante cose stupide che vi facciano sentire davvero felici.




bene bene Nadia, così possiedi lo strumento per la rimozione delle cose stupide ;)! Ottimo, così non dobbiamo rimuginarci sopra tutto il tempo e possiamo godere solo della leggerezza che sentiamo mentre le compiamo. Insomma, si prende solo il bello. Impulso? Ogni tanto vale la pena di lasciarlo fare…
Il tuo è un ottimo augurio, di cui ti ringrazio. Con le mie cose stupide ho un rapporto un po’ conflittuale; a volte le accetto e le amo, a volte invece vorrei sentirmi meno spesso fuori dal coro. Resto comunque del parere che tutto ha diritto di essere, se non fa soffrire nessuno. Prenderò il tuo post come incoraggiamento a essere me stessa senza paura. :)
Si Grazia, lo stesso incoraggiamento che voglio per me. Essere noi stesse, con orgoglio e una punta di allegria
Quel che per qualcuno è ritenuto “stupido”, per altri è ritenuto “saggio”… Quindi ben vengano i momenti di “diversamente saggio”!!! Grazie per avermi fatto conoscere un posto così bello e buona settimana.
Sono sicura che l’Abbazia di Piona ti piacerebbe. Se passi di lì non perdertela! Buona settimana anche a te
Faccio cose stupide e ho delle pessime idee. Ma dipende da chi osserva, mica da me!
Per alcuni infatti scrivere racconti è una cosa stupida e aprire un blog è una pessima idea. Per altri saltare per un’ora per uno scatto di me immersa nel cielo (la foto che ti piace tanto) è una cosa stupida e partecipare alla Color Run dove ti lanciano tonnellate di colore in polvere è una pessima idea.
Anche dare le dimissioni è una cosa stupida e cambiare lavoro dopo i 40 anni una pessima idea.
…ma che ne sanno loro della nostra soddisfazione? Non sarà che sono solo invidiosi della nostra capacità di abbandonarci alle cose stupide e alle pessime idee? (che poi danno risultati grandiosi) ;)
Questo commento cara Barbara mi fa pensare a una svolta davvero positiva nella tua vita lavorativa e di questo sono molto contenta. Svoltare dopo i quarant’anni è più difficile ma è un buon esercizio di coraggio e determinazione (ma per una Peaker, è normale ;) )
Le persone che stanno nei limiti che altri disegnano per loro sono spesso inclini a giudicare stupide o pessime le idee innovative e “libere” degli altri. Ma è un problema loro. Noi birichine siamo felici e appagate. E persino fiere delle nostre cose stupide che ci fanno sentire vive. Abbracci e in bocca al lupo da tutte le Volpi per la tua nuova vita!
Di cose stupide ne faccio tane io… tipo arrabbiarmi per cose che non meritano la pena o darmi da fare er persone che non meritano nulla.
Tutto sommato però anche da queste cose stupide si può ricavare qualcosa che ci fa stare meglio (dopo un po’ di tempo). Si impara a diventare u,n briciolino egoisti anche se non si può parlare di vero e proprio egoismo perchè “chi nasce tondo non diventa mai quadrato” :) e può sempre ricascare nell’errore
Cara Patricia, il discorso sull’egoismo meriterebbe una lunga riflessione a parte. Comunque credo di aver compreso ciò di cui parli. Di sforzi e gesti che somigliano a dei regali fatti alle persone sbagliate. In questo caso non si tratta di stupidità ma di generosità mal riposte. La sofferenza che ne deriva in fondo è utile a imparate come e per chi spendere la nostra energia e il nostro affetto. Ma conserva questa rotondità e lascia agli altri la tristezza di pensare solo a sé stessi. Bentornata anche a te cara