Avete mai pensato di creare un gruppo di lettura?
Leggere lo stesso libro e poi ritrovarsi per commentarlo, magari davanti a un te con biscotti a casa di un’amica o nella vostra libreria preferita?
Decidere di esplorare il mondo narrativo di un’autrice o un autore e organizzarsi per farlo, un romanzo alla votla, magari assegnando a ciascuno un titolo?
Questo e molto altro si può chiedere a un gruppo di lettura. Ma come si può creare un gruppo di lettura?
Ecco tutto ciò che dovete e che non dovete fare se volete che il vostro gruppo di lettura dui più a lungo del mio.
Creare un gruppo di lettura e mantenerlo
I gruppi di lettura sono una cosa da settecento, il secolo in cui la lettura di gruppo ha conosciuto le sue prime esperienze.
Vedremo più avanti una breve storia dei gruppi di lettura, giusto per prendere spunto da Moliére :)
Perché creare un gruppo di lettura oggi?
Nella mia vita di lettrice, l’idea di partecipare a un gruppo di lettura condivisa aveva fatto capolino più volte.
Dopo l’illuminazione avevo sempre lasciato stare, soprattutto perché i miei tempi di lettura variano molto a seconda del periodo in cui mi trovo, e ho sempre pensato che questo potesse danneggiare il gruppo stesso, rallentandone i ritmi.
La verità è che non mi si era mai presentata nessuna occasione.
A Torino sono molte le librerie o altri luoghi in cui si può parlare di libri, ma non mi è mai capitato di inciampare in qualcuno che mi chiedesse esplicitamente di far parte di un gruppo di letture condivise. Inertia dolens!
Come accade per tutte le idee che affiorano alla mia mente, metterle in pratica è solo questione di tempo.
La colpa è di Daniel Pennac e del suo “Storia di un corpo“, che in più di una pagina suscitava in me sentimenti contrastanti. Bisognava parlarne con qualcuno, ma con chi?
E’ così che ho deciso: fondare un gruppo di lettura!
Che ci vuole?
Cose da fare per creare un gruppo di lettura
- decidere dove incontrarvi. Oggi la scelta è tra il baretto all’angolo del quartiere, la vostra libreria preferita, o la videoconferenza on line. Dipende da dove risiedono i partecipanti, ma questo ventaglio di possibilità aiuta
- contattare i potenziali partecipanti. Quanti ne inviterete dipende dalla scelta precedente e anche dalla vostra rete di relazioni. Avete preso in considerazione l’idea di usare i social network per lanciare la vostra proposta?
- definire un giorno e un’ora per incontrarvi. Con che cadenza? In settimana, nel week end? Di pomeriggio, la sera? Come immaginate, queste regole di ingaggio sono fondamentali nel selezionare i partecipanti. Perciò parlatene prima di trovarvi con gli appuntamento andati a vuoto
- quali letture sono ammesse? Volete un gruppo di lettura crime, horror, romantic, mainstream, grandi classici, ultime novità? Quali sono i titoli ammessi? Farete a turno per le decisioni? Queste informazioni sono utili a chi vorrebbe aggregarsi per capire se i suoi interessi possono trovare corrispondenza
- chi decide cosa? Con che alternanza?
- quanto tempo vi date per ogni titolo? Se qualcuno non lo rispetta, come vi regolerete?
- che cosa volete farne delle considerazioni che il gruppo fa circa un determinato romanzo? Se avete un blog potete darne conto in un post (era il mio obiettivo), altrimenti potete fondare un gruppo Facebook o usare quelle emozioni per invitare altri alla lettura. C’è così tanto bisogno di incentivi!
Letture condivise, quante scoperte!
La prima cosa che vi capiterà di imparare è la possibilità di uscire dalla vostra zona di comfort della lettura.
Leggiamo sempre un certo tipo di letteratura e non è detto che sia un limite. Ma spesso in questo universo ci troviamo così bene che non ne usciamo più. Una bella scoperta, specie se favorita da un amico, vale molto di più che una bella abitudine.
I rischi di un gruppo di lettura che portano all’abbandono
Il principale rischio da cui dovete guardarvi è il disimpegno vostro e dei vostri compagni di viaggio.
Stare dietro a ritmi e impegni, come quelli che tra le regole del gruppo vi siete dati, è la difficoltà più grande per chi come noi deve vivere per lavorare. Altra cosa se avete molto tempo libero.
Ma anche in quel caso, tenete d’occhio queste altre trappole che possono minare la longevità del vostro gruppo.
Come ad esempio la scelta dei titoli e la censura delle opinioni.
Una cosa che va chiarita sin da subito infatti è che ogni opinione è ben accetta e sarà accolta come un nuovo punto di vista.
Se cominciate con questo sì, questo no, avete già ucciso uno dei principali obiettivi di un gruppo di lettura: il confronto.
Fate in modo che chi aderisce al vostro gruppo lo faccia perché è interessato, non perché vuole farvi un favore. Gesto carino, ma che non porta a nulla.
Cosa c’entra Moliére con i gruppi di lettura?

La Lecture De Moliére – Jean François de Troy
1728
Date un’occhiata a questo dipinto di Jean François de Troy dal titolo La Lecture De Moliere. Un olio su tela in cui un gruppo di donne borghesi, comodamente sdraiate sui divani sono abbigliate secondo lo stile rococò del tempo, tutto cocche, nastrini, fronzoli, pizzi, fiori finti. Stravaganti, vero?
Osservate come ascoltano e con quale curiosità e un pizzico di ironia l’uomo al centro che legge, chissà, Le preziose ridicole o Il misantropo?
Facendo i conti con la scarsa e disuguale alfabetizzazione tra le classi, la lettura nel settecento come ancor di più nei secoli precedenti, è un vezzo o meglio una opportunità riservata a pochi. I famosi cabinets de lecture, subscription libraries, circulating libraries, Leihbibliotheken che dir si voglia, nascono proprio nel XVIII e XIX secolo in Francia, Inghilterra e Germania, ed ebbero una discreta diffusione tra le classi borghesi del tempo.
I cabinets erano luoghi in cui i soci, in cambio di una piccola quota, potevano leggere articoli, giornali, pamphlet, opere letterarie antiche e moderne a disposizione di tutti. Ma anche i salotti letterari che il pittore dipinge sono altrettanti luoghi in cui la circolazione del sapere ha luogo, sebbene in contesti alquanto ristretti, come abbiamo visto.
Anche in Italia ci fu una certa diffusione di questi antesignani dei nostri gruppi di lettura, sebbene meno pervasiva che altrove. Si ha notizia di un gruppo di lettura che ebbe vita proprio in quel periodo nella città di Firenze, ma siamo già nel 1819, epoca in cui i mercanti come il ginevrino Giovan Pietro Vieusseux, suo animatore, cominciano a perseguire obiettivi di accreditamento sociale sostenuti da forti propositi, sia culturali che politici.
Curiosità, quel gabinetto Viesseux esiste ancora oggi, sebbene in altra forma. E’ diventato un Ente morale riconosciuto dal Comune di Firenze e nei suoi archivi risiedono ancora le informazioni relative ai partecipanti di allora!
Oggi questa funzione di luogo “privato”, selezionato per lo scambio di letture, è svolta anche dalle nostre biblioteche civiche. Quanti bei ricordi delle aule studio in biblioteca, usate per scambiarci le letture e le idee, che allora come oggi fervono nei luoghi della conoscenza?
E pensate che di questi gruppi di lettura sono in alcuni casi conservati tutti i registri di letture e coloro che le hanno effettuate! quale inestimabile ricchezza per ricostruire la storia dei lettori e delle lettrici del nostro paese, dell’Europa!
Tutti con una promessa, mai violata: essere occasioni di confronto aperto e di conoscenza, anche di testi poco o per niente diffusi, religiosi, magici, politici di qualquneu natura.
Spazi condivisi in cui la circolazione delle idee ha preso forma. Spazi di profondo valore che viene proprio al voglia di far tornare a vivere, anche noi che oggi abbiamo a disposizione ciò che nel settecento era appena in fase di avvio: l’affermarsi delle grandi innovazioni tecniche e tecnologiche per la produzione e diffusione del libro, come la rilegatura e la stampa, in modo massivo e pre industriale.
Il gruppo di lettura dunque viene da una lunga e gloriosa storia. Bello farne parte.
Cosa ne pensate dei gruppi di lettura? Avete mai provato a costituirne uno tutto vostro? Com’è andata?



Leggo in ritrado la tua risposta perché WP non mi informa più. Peccato.
La vita eroica di Anobii è terminata grosso modo circa sette o otto anni fa. Il tempo vola e adesso, credo ma non sono sicuro, sia nell’orbita anche lui di Amazon. Dico questo perché sono passato dopo molti anni, quanto vola il tempo, è ho trovato la mia libreria aggiornata con le ultime letture fatte e commentate su Amazon. Quindi…
Goodreads in pratica non l’ho mai frequentato anche perché caricare la vecchia libreria di Anobii manualmente non mi piace né ho il tempo. Ho aperta la pagina dell’autore ma mi sono fermato lì.
Gruppo di lettura con vista fisica e non virtuale? È possibile a condizione di trovare altre tre o quattro persone nella tua città disposte a trovarsi periodicamente insieme. Cosa possibile in una città grande come Torino ma difficilissimo per Ferrara. Altro inghippo del salotto letterario, sarebbe più propriamente vero, è che dopo l’entusiasmo iniziale possono capitare mille accidenti e il gruppo fatalmente si sfalda. È capitato nel virtuale, credo che sia più facile nel reale.
Certo discutere e d ascoltare persone in carne e ossa è più stimolante che affidarsi a chat o altro. È vero che esiste skype, zoom e altre diavolerie del genere ma è un reale fittizio.
Eh hai ragione caro Gian, il rischio è cominciare bene e finire sfaldati. Spero che accada il più tardi possibile, vorrei scoprire qualche autore nuovo prima! Amazon sta mangiando tutto. Fa quasi impressione… Come mai non segnala più WordPress? Sarà un problema Transitorio? Comunque nessun problema è sempre un piacere sentirti. Buona serata
Oh che gioia per me l’aver suscitato interesse attorno al romanzo con la mia recensione! Grazie per aver colto la mia passione nel descriverlo e per la citazione qui. Sono curiosa di scoprire come concepirete questo romanzo nel vostro promettente gruppo di lettura.
Io ho partecipato ad alcuni gruppi di lettura, anche lettura a due (come è capitato a me e Marina Guarneri, leggendo La macchia umana) e la maggior parte delle volte è stata una bella esperienza. Al momento ho interrotto l’abitudine perché di gruppi ce ne sono a bizzeffe proprio online, e come tu scrivi se ne possono costituire tanti proprio perché la comunicazione è veloce e possibile sempre. Però… Mi sono accorta che è come se una commento, un intervento, cadessero nel vuoto, non fossero letti realmente. Io magari ho scritto con passione e volontà di partecipare in modo costruttivo, mi sono letta pazientemente tutti i commenti altrui, ma poi mi rendevo conto che non c’era vero confronto. Dovevi spendere un botto di tempo a scrivere e non c’era quello che invece ti permette un incontro vis à vis, dove puoi veramente esporre le tue idee e confrontarle, ascoltare quelle altrui. Insomma, sarà che forse a 50 anni si comincia a sentire una certa stanchezza verso i social, ma per me è molto meglio scrivere una recensione sul blog e raccogliere i commenti altrui, qualche spunto, ecc. Seguire delle tappe e poi vedersi liquidati senza realmente leggere quello che scrive, grazie no, almeno questa è stata la mia ultima esperienza di lettura di gruppo a distanza. Ben diverso sarebbe, come hai fatto tu, essere in un gruppo ristretto, massimo una decina di persone, tutte veramente motivate e cortesi.
Ciao Luz, sto finendo “Il profumo” ma voglio centellinare le pagine fino all’ultima! Ti dirò, senz’altro, ma non prima di aver condiviso la mia opinione con il mio gruppo di lettura! Sono d’accordo con te, i confronti sui testi in presenza hanno un altro sapore. E poi, detesto le chat, e ci sto meno possibile. Trovo che in questo ultimo scorcio di mesi siano anche peggiorate, se possibile. Ognuno scrive tutto ciò che passa per la testa senza minimamente rifletterci su. Con conseguenze immaginabili. Per gruppi on line intendevo e intendo video chiamate di gruppo con gli strumenti che la pandemia ci ha abituato ad utilizzare, per fare confronti a distanza ma sempre dal vivo. Se Grazia Gironella si aggrega, come ha ipotizzato, saremo 6. Dovremo fare per forza riunioni on line e almeno garantirci l’attenzione che le persone meritano quando esprimono opinioni. Il mordi e fuggi o la finta condivisione social, in effetti, non mi interessa per niente. Sono molto emozionata per la prima discussione, e chissà come proseguirà! VI tengo aggiornate siul blog ;) Buona domenica
La possibilità di mettere in comune con altri lettori tutto ciò che esce da una lettura è preziosa. Il vostro gruppo è già… chiuso? Perché sennò ci farei un pensierino…
Cara Grazia, è aperto! Abbiamo 4 torinesi e un napoletano. L’idea era di vederci per il tè ma faremo anche video. Stiamo leggendo Suskind! Fammi sapere, sono sicura che farebbe piacere a tutti
Ho finito da poco ” Di chi è la colpa ” di Alessandro Piperno, e adesso sono immersa in Crossroads di Jonathan Franzen, appena uscito.
Il mio amore per Franzen è messo a dura prova da centinaia di pagine di narrazione non facile…resisto poi ti dirò!
Allora sei la seconda in una settimana che mi parla di Franzen con entusiasmo. Mi sa che devo provvedere. Sembra che tu lo conosca bene, quando ti va accetto suggerimenti da cui cominciare a conoscere questo autore ☺️
Ho fatto parte di un gruppo di lettura diverso tempo fa (si risale al 2006 o 2007 se non sbaglio) avevamo seguito tutti un corso di scrittura creativa e la maestra ci aveva chiesto se volevamo creare un gruppo di lettura. Siamo andati avanti circa un anno, sceglievamo il libro, lo lèggevamo e poi ci ritrovavamo a casa di qualcuno per commentarlo. È stata un esperienza interessante soprattutto perché eravamo tutti diversi di carattere e di età, era anche un’impresa trovare l’accordo sul libro da leggere. Poi ci siamo dispersi nelle incombenze della vita. Forse un gruppo on line può durare di più perché manca l’impegno di trovarsi fisicamente.
Ammetto che, nel momento attuale che sto vivendo, non potrei far parte di un gruppo di lettura, ho pochissimo tempo (tra lavoro, vita e tentativi di scrittura) e sento l’esigenza di leggere solo quello che mi va, nella lettura seguo molto il mio istinto.
Ciao Giulia, in effetti la cosa difficile è scegliere il libro via via da leggere e sperare che sia per noi accattivante. Credo che frequentare un gruppo di lettura sia una scelta in discussione continua. Bisogna capire come e se le esigenze di un componente si abbinano a quelle degli altri. Per ora la mia esigenza è opposta alla tua : voglio scoprire nuovi mondi e usare il mio tempo libero per farlo. Fino a quando non torna la voglia pazza di scrivere, al momento momento assopita. A quella non si riesce a resistere, come tu sai bene ☺️