L’ultimo articolo sul blog dedicato al Parco degli Angeli ha avuto molto successo e ha portato nuove lettrici e nuovi lettori. Me ne rallegro sinceramente: è sempre una gioia accogliere visite nuove, e mi rende felice sapere di aver contribuito a far conoscere un luogo così speciale.
Per chi se lo fosse perso, lo trovate qui.
Una mattinata d’estate e un pesco che insegna la vita
Sto scrivendo in una mattinata di frescura inattesa, arrivata dopo qualche goccia di pioggia. Non ho un tema preciso in mente: voglio semplicemente lasciarmi andare al flusso di coscienza, in questo scorcio d’estate che è nel pieno della sua forza e che mi sta regalando momenti di autentica serenità.
L’albero di pesche tabacchiere è stracolmo di doni. Ieri sera mi sono seduta sulla panchina che abbiamo messo proprio lì sotto, e ho osservato i suoi rami forti, e nodosi. Reggono un numero impressionante di pesche ancora da maturare, sopravvissute alla famigerata bolla – una malattia che rende le foglie rossastre e aggrovigliate su sé stesse. Inutile dire che è una vera iattura, da cui ci siamo liberati grazie a un rimedio inusuale ma efficacissimo: acqua e Chanteclair!
Saranno le pesche più pulite del mondo.
Respirare, sentire l’aria fresca. Forse è il corpo, più della mente, a sapere quando stiamo davvero vivendo.
Curare la casa, il giardino, il tempo, è un modo di dare senso alla vita, non solo di “occupare” il nostro spazio. Ha senso se lo facciamo ora.
Passerò l’estate qui, e ne sono strafelice. Non ho ancora deciso quando andare in ferie, ma so che cercherò di godermi ogni giorno, ogni ora possibile. Sono sempre più consapevole della caducità dell’esistenza, e voglio abbracciare le cose belle che ho intorno, proprio adesso.
Mai rinviare la vita
Troppe volte ho sentito dire: “Quando sarò in pensione farò questo e quello”. E confesso di averlo pensato anch’io, di tanto in tanto.
Nel frattempo stiamo ristrutturando una casa che aveva grossi problemi strutturali. I tempi si sono inevitabilmente allungati, ma il risultato sta venendo bene, e vederla cambiare – lentamente, settimana dopo settimana – mi regala un senso di immanenza che mi mancava da tempo.
È un investimento. Non solo economico, ma esistenziale. Lo stiamo facendo per la nostra vita.
A volte il senso più profondo delle cose non sta nell’averle raggiunte, ma nel cammino verso di esse. È nel “non ancora abitabile” che impariamo ad abitare noi stessi.
Che senso avrebbe viverla solo “quando sarà finita”? Non è molto meglio godere di ogni fatica quotidiana, di ogni passo, mentre rimettiamo tutto in sesto?
Osservare. Anche questo fa parte della bellezza. Proprio come il pesco, la cui evoluzione seguo giorno dopo giorno, anche la nuova casa segue una dinamica simile. Non poterla ancora abitare mi insegna a vivere ogni singolo istante. Ogni piccolo cambiamento. Ogni brandello di realtà da assaporare adesso, con tutta la forza, l’entusiasmo, l’energia che possiedo.
Se impariamo a non rinviare la vita, possiamo finalmente goderne appieno il senso.
Forse dovremmo smettere di pensare al tempo come a una clessidra che ci sfugge, e iniziare a viverlo come un maestro che ci insegna a riconoscere ciò che conta davvero.
Cosa state rimandando, sperando che un giorno vi sia più favorevole?




Mi rivedo molto in quello che scrivi: per anni ho pensato “quando avrò tempo…”, e intanto la vita scorreva. Ora sto provando a godermi ogni piccola cosa, proprio come fai tu col tuo pesco.
E mi sembra un’ottima scoperta! Benvenuta e grazie per il contributo!
Questo è un aspetto della vita che mi sta particolarmente a cuore dagli ultimi anni. I 50 donano una visione differente della vita in sé (o forse sottraggono quell’incanto che ci rende illusi di una presunta eternità delle cose) e il rimandare diventa un peso enorme. Intanto per il tempo che si assottiglia, ma anche perché la ricerca di senso, in età matura, per alcuni è un lavoro su di sé enorme.
Io sto rimandando alcune cose e come te ho vissuto questa meraviglia che è la ristrutturazione di una casa, un organismo che si trasforma e ti dona nuove energie. Purtroppo, la perdita di mia madre ha segnato un momento che doveva essere bello, tutto in discesa, invece è stato un travaglio e oggi lei è la grande assente. Questa casa, bella e rinnovata, sarebbe stato bellissimo viverla con lei. Il non potere è un limite enorme, costringe e ripensare, comprendi che troppe cose ti porti dietro da un passato lontano, molte irrisolte. Oggi vivo una fase in cui mi devo letteralmente ricostruire seguendo una logica diversa, da donna di mezza età. Il prossimo anno poi mio marito andrà in pensione e dovrò ripensare alla nostra vita in altri modi, speriamo di realizzare tutto il bello che ci prefiggiamo.
Una donna di mezza età, non avevo mai pensato a me stessa in questo modo. Da un lato sento che il tempo sfugge, le settimane bruciano letteralmente il tempo che mi sembra scorra tra le dita, come la sabbia della clessidra. Dall’altro mi pare di vivere già da moltissimo tempo… E’ che ho ancora tante cose da realizzare, ma non sono quelle che credevo di volere fino a qualche anno fa. Ecco la differenza. Si ristrutturano le priorità e i desideri. Poi ci sono le cose che accadono d’improvviso che ti fanno capire che non si può davvero fare i conti senza l’oste… che decide i nostri tempi e le presenze. La casa che sto ristrutturando (e che va per le lunghe)l’avevo acquistata per ospitare mia madre. Ora penso a come possiamo goderla al meglio io e il mio compagno… Questo è tutto ciò che ho in questo momento ed è davvero molto
Ho smesso di rimandare, cerco di vivere giorno per giorno, proprio perché se dovessi aspettare la pensione per fare ciò che desidero rischierei di arrivarci morta, insomma ho dei progetti per il futuro, ma nel frattempo vivo nel presente. È una consapevolezza a cui sono arrivata con fatica nel corso degli anni, un po’ come è successo con l’accettazione di sè. Buon proseguimento di estate sotto il pesco e in serenità
Molto saggia la mia amica giallista. Uu abbraccio e buona estate di serenità e riposo anche a te. E perché no, anche di allegria e cose nuove
Arrivata alla tenera età non credo di chiedere molto di più di goderci, io e mia moglie, giorno dopo giorno serenità e tranquillità.
Fai bene a goderti la vita finché si è nel pieno delle forze.
Bello che siate assieme in questa circostanza. Vi abbraccio calorosamente entrambi
Davvero acqua e Chanteclair funziona contro la bolla del pesco? Credevo che i peschi non potessero rinunciare alla loro cara bolla, se non con veleni su veleni. Aspettare, perché? No, sono già alla fase della vita in cui ci si accorge che, alla festa, non c’è il cameriere che passa con il vassoio… Meglio andare a cercare il buffet, ovunque sia, e conquistare il prosecco e i tramezzini. Ora. ;)
Si funziona davvero, è praticamente biologico! Stiamo sperimentando tutta una serie di rimedi che non hanno niente a che vedere con la chimica. L’anno scorso ho acquistato una polvere di roccia (Carlos mi guardava attonito quando l’ho selezionata) che ora diluiamo e usiamo contro pidocchi e altre amene creature mangerecce. Poi c’è il bicarbonato per le formiche e l’olio di neem per le zanzare e per allontanare insetti fastidiosi dalle piante. Insomma, qui altro che biologico!
Vedo che anche tu sei tra quelle che il buffet lo vanno a cercare… Dovrò guardarmi le spalle alla prossima festa! :D