Il parco degli angeli
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Il parco degli angeli

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Succede, a volte, in una domenica qualunque. Quando finalmente l’aria si fa più fresca e la bicicletta torna a sembrare una buona idea.
Pedalando per i bricchi della Rolle incontriamo una vicina che ci racconta di un posto, poco distante, vicino a Roppolo.
Una donna – una famiglia, ci dice – ha deciso di trasformare un piccolo appezzamento di terra in un luogo che ha chiamato Parco degli Angeli.

Ammetto che, al solo sentire il nome, ho pensato subito a certe storie un po’ new age, un po’ pagane, che a volte mi fanno alzare le sopracciglia.
Ma siccome le sorprese, anche quelle che non sembrano parlare la mia lingua, meritano almeno di essere guardate negli occhi, abbiamo deciso di deviare il percorso.

Ci siamo ritrovati così, in sella, sotto il castello di Roppolo, lungo la via Francigena – quella stessa via che tante camminatrici e camminatori attraversano da queste parti, specialmente dopo che il mondo si è fermato per la pandemia.

E lì, davvero, si è aperto un piccolo spazio verde e colmo di fiori e di piante da frutto.

Il parco degli angeli, una nuova tappa sulla Via Francigena

Curato con un amore così evidente che lo percepisci subito, appena ci metti piede. Fiori, alberi da frutto, sentieri morbidi e cartelli ovunque, mai invadenti.

Qui volano gli angeli di coloro che un tempo calpestarono la terra                                                                 oggi guardiani celesti della bellezza dell'eternità

La nota all’ingresso racconta la visione: è uno spazio per chi non c’è più, per chi è diventato angelo, nella sensibilità di Chiara – la donna che ha creato tutto questo.

Non è un luogo religioso, né cerimoniale. È qualcosa di diverso. Appena entri, se lasci che il chiacchiericcio del mondo resti fuori, ti sembra davvero di essere entrata in un luogo sospeso.
Un giardino delle fate, un angolo di magia gentile.

Le frasi appese, che a volte sembrano cliché, lì dentro suonano vere. Forse sono io, proprio in quel momento, ad avere bisogno di quelle parole. Frasi già ascoltate mille volte che pure non deludono.

Più o meno a metà del parco c’è un braciere con il fuoco sempre acceso. Lì puoi lasciare andare qualcosa – un pensiero, una persona, una paura, semplicemente scrivendola su un pezzo di carta.

C’è una parola da scrivere, non ho bisogno di pensarci nemmeno un instante. Da quanto tempo ho voglia di liberarmi dalla rabbia che porto dentro. Scrivo a caratteri cubitali il peso che mi porto dietro da troppo tempo e lo osservo bruciare, così in fretta che mi soprende.

Ci vuole davvero così poco per lasciare andare?

E poi, la sorpresa. In fondo al prato c’è un telefono del vento: una vecchia cornetta, una sedia, e un cartello che dice solo: Ti stavo aspettando.

Lì mi sono seduta.

Vi giuro che se mi avessero detto “andiamo in un posto dove puoi parlare con chi non c’è più”, forse non ci sarei andata.
E invece, trovandolo per caso, come un incontro sussurrato dall’universo, mi sono lasciata toccare. Mi è sembrato un invito a fare pace. Con chi non c’è più, me soprattutto, con me stessa.

Un gesto minuscolo e potente che mi andava di raccontarvi.

Perché di spazi così – silenziosi, premurosi, leggeri – ne ho, ne abbiamo bisogno.

Spazi in cui non si fa solo memoria, ma si trova tregua.
Spazi in cui ci si può sedere e tornare a respirare. Spazi lungo la strada del cuore.

Gli angeli, forse, non hanno le ali.
Forse sono quei pensieri che tornano, quei ricordi che non fanno più male,
quelle parole che ci raggiungono al momento giusto, dette da bocche invisibili.
Gli angeli – se esistono – sono le cose che ci rimettono insieme, senza far rumore.

Il Parco degli Angeli si trova a Roppolo, lungo la via Francigena. Sulla mappa si trova qui.

Qual è stato l’ultimo posto in cui vi siete sentite in ascolto profondo, in pace, o semplicemente più vicini a qualcuno che pensavate perduto o a voi stesse? Credete nell’esistenza degli angeli?

Un tempo scrissi anche di streghe…qui e qui

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paola sposito
1 anno fa

Volevo scrivere: o il suo perdono per alcuni miei atteggiamenti ‘nervosi’. Scusa

Giulia Mancini
Giulia Mancini
1 anno fa

Sembra proprio un posto abitato dagli angeli, non sono sicura di crederci ma mi piace pensare che ogni tanto arrivi un angelo sulla nostra strada a salvarci o mostrarci la via. Sono fuori Bologna e poco collegata, per questo ti leggo solo ora, un abbraccio

paola sposito
1 anno fa

Ciao Elena. Non posso fare altro che ringraziarti, ancora una volta, per avermi fatto conoscere un luogo di cui avrei sicuramente ignorato l’esistenza per tutta la vita. Attraverso il tuo racconto mi sembra di percepire un luogo magico in cui regnano silenzio e una grande pace oltre che una frescura magnifica. Ho curiosato nella rete ma non ho trovato nulla circa questo luogo: probabilmente una scelta dei proprietari? Quanto alla presenza del braciere in cui lasciare andare paure e preoccupazioni e del ‘telefono del vento’ per parlare con qualcuno che non c’è più, mi sono sembrate due ‘invenzioni’ straordinarie create dalla proprietaria Chiara allo scopo di alleviare le sofferenze del visitatore. Il telefono, in particolare, mi ha fatto pensare al libro ‘Finché il caffè è caldo’ dove la ricerca della persona a cui non siamo riusciti a comunicare i nostri sentimenti è affidata ad una tazzina di caffè. Quanto alle tue domande: no, non credo negli angeli e mi sento vicina a mio padre ogni volta che salgo in alta quota e lì, più vicina al cielo, gli rivolgo un pensiero di affetto.

paola sposito
Rispondi  Elena
1 anno fa

Si anche per me i ricordi più cari di mio padre sono legati alla montagna, alle lunghe camminate in alta quota, cosa che lui adorava fare e che indirizzava la scelta delle nostre vacanze estive da bambine. A dieci anni dalla sua morte ho capito la ragione di tanti suoi comportamenti legati al periodo della malattia. Non so dirti se sarei stata capace di sedermi accanto a quel telefono e usarlo per chiedere a mio padre spiegazioni o il suo perdono di alcuni miei atteggiamenti ‘nervosi’: ma forse già solo sedersi accanto a quel telefono mi avrebbe dato il coraggio di affrontare i miei blocchi. Chi lo sa? Bisognerebbe averlo sperimentato di persona. In effetti quel libro regala emozioni forti e intense. Grazie Elena.

Sandra
Sandra
1 anno fa

Che posticino delizioso, anche l’accostamento di colori è molto accattivante.
Sono sempre scoperte piacevoli quelle che ci inducono a rallentare e tornarci, soprattutto per noi cittadine.
PS. Avevo commentato anche il post sul referendum

Chiara
Chiara
1 anno fa

Ciao Elena. Sono Chiara, la donna che, su ispirazione angelica, ha scelto di creare e donare questo Parco ai Pellegrini del cuore. Il mio Parco degli Angeli è un viaggio molto intimo con la nostra vera essenza, con le nostre radici, con la nostra Anima: Grazie per averne saputo cogliere tutte le vibrazioni. Ti abbraccio

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