Una Pasqua di speranza
Il mondo con i miei occhi

Che Pasqua sarà?

Nuvole basse e pioggerellina sottile. Più che primavera sembra il ritorno dell’autunno, con neve pesante sui pendii e un cappotto che non vuole smettere di servire. Che Pasqua sarà per me, per noi, care Volpi?

Mi aspettano tre giorni di riposo e non sono poca cosa di questi tempi, intendendo goderli al meglio. Un’altra Pasqua nel nido. Una consuetudine, ormai!

Come sempre sarà la campagna a ridarmi tono ed energia e a permettermi di focalizzarmi sui miei obiettivi.

Quante volte perdiamo di vista le cose importanti per inseguirne altre, più urgenti, più “necessarie”, ma anche meno nutrienti.

Che Pasqua sarà, dunque?

Anche se le piogge previste mi costringeranno a cambiare la nostra consuetudine di grigliare un po’ di carne sul fuoco vivo, sarà una Pasqua tranquilla, in casa. Per noi ormai le feste sono questo e ci sta bene così.

Ho fatto la spesa in una catena di distribuzione alimentare cooperativa perché ha mostrato di rispettare i lavoratori e le loro organizzazioni sindacali firmando un contratto collettivo nazionale che prevede miglioramenti per i congedi parentali e per le donne vittime di violenza, nonché un aumento salariale che permette di recuperare il potere d’acquisto. Qui ulteriori approfondimenti sulle ragioni dello sciopero.

Sarà dunque una Pasqua con una bella sorpresa per le lavoratrici e i lavoratori del commercio e della distribuzione cooperativa ma non per quelli degli Iper Mercati.

Federdistribuzione non ha firmato il contratto, vuole abbassare ancora il costo del lavoro peggiorando le condizioni delle persone. C’è qualcosa che potete fare: segnalate come consumatori il vostro dissenso a questa scelta facendo la spesa altrove. È un messaggio che, oltre allo sciopero previsto per oggi, di solito viene ascoltato meglio.

Consumo etico

Per ogni festa ormai serve una maggiore consapevolezza per un consumo etico. Sappiamo bene qual è la propaganda consumistica verso alcuni cibi e preparazioni, agnello, uova al cioccolato e colombe, carissime, che sostituiscono i significati di una festa che è soprattutto religiosa, indipendentemente da chi e come la si celebri in ogni famiglia.

Non appariranno sulla nostra tavola pasquale i cibi dell’occasione, fatta eccezione per ciò che si può preparare in casa e che fa parte della tradizione. Ho visto tante pastiere appena sfornate e anche io sto preparando la mia mitica pasta e fagioli. In più mi concedo qualche peccato di gola che mi fa tornare bambina. Uno per tutte? Ho acquistato un bicchiere piccolo di Nutella, è il primo e sarà anche l’ultimo dell’anno ma che festa sarebbe senza un piccolo cedimento?

Una Pasqua tra tensioni e guerre

La verità è che questi tre giorni di stop dal vortice quotidiano mi fanno osservare con più attenzione quello che sta accadendo, dentro e fuori di me.

Un tempo di riposo che ha un senso per molti anche spirituale e religioso, diventa occasione di verifica su ciò che è rimasto in sospeso e che va chiuso, per il mio bene.

Così prima di staccare ho fatto tre scelte che imprimono una svolta alla mia vita. Sono tre questioni che mi tormentavano da tempo tra opzioni disponibili e finalmente ho deciso di metterci mano e di scrivere la parola fine.

Ciò che le accomuna è la volontà di lasciarsi supportare per gestire una transizione che è lunga e dolorosa e che ancora risente delle conseguenze di un lutto non completamente elaborato. Insomma, riparto da me. Scegliere di affrontare le cose e di farsi supportare è stata per me una quasi liberazione.

Sarebbe utile che anche altri procedessero a chiudere una serie di conflitti in corso da troppo tempo, in un modo o nell’altro. Alludo a ciò che accade con la guerra in Ucraina e a Gaza dove si sta facendo una inaccettabile strage di civili, bambini e donne.

Difficile per me una Pasqua serena fino in fondo con questa angoscia nel cuore. Ho la sensazione che l’Italia e l’Europa stiano scivolando lentamente dentro una guerra senza confini, una guerra diretta, che porterebbe ancora più dolore e disperazione.

Sono d’accordo con l’appello del Papa: non solo mistificato ma respinto perché unico appello saggio e profondamente vero. La guerra va fermata e per farlo qualcuno deve fare il primo passo.

Come accompagnare questo generale cessate il fuoco? Sarebbe compito della diplomazia europea e statunitense credo, ma la crisi dei sistemi democratici si accompagna alla crisi diplomatica e all’incapacità di fungere da reali mediatori. Il Governo della destra non aiuta. La loro storia, ancora tristemente viva nei nostri cuori e nella nostra memoria, testimonia questo terribile rischio a cui stiamo andando incontro.

Sarà una Pasqua con i fiori di pesco quasi sfioriti e le margherite piegate dal peso della pioggia, la Veronica che ancora colora il mio prato e il canto degli uccelli che in città non si ode più.

E soprattutto sarà una Pasqua in cui mi aspetto che qualcosa rinasca. Una Pasqua di speranza.


Come sarà la vostra Pasqua, care Volpi?

Comunque sia, vi raggiungano i miei auguri più sinceri.

6 Comments

  • newwhitebear

    Non è una Pasqua serena perché l’orizzonte è nero e come hai scritto stiamo scivolando dentro una guerra non voluta. Non è una guerra locale ma generalizzata e sarà difficile restarne fuori. Spero che il mio sia solo pessimismo. Comunque la parole PACE è sinonimo di vinti e vincitori mentre dovrebbe essere un sedersi attorno al tavolo per risolvere le questioni con civiltà e umanità. Ma questo sarà possibile? Ne dubito molto. La voglia di rivincita o di dominare il mondo è più forte della ragione. Ma speriamo che il mio sia solo pessimismo fuori luogo.
    Buona Pasqua Elena

    • Elena

      Simo tutti un po’ pessimisti caro Gian, come potrebbe essere altrimenti? Come sempre le guerre sono utili a qualcuno che non le subisce. Speravo davvero che il Ramadan potesse sbloccare la guerra a Gaza ma mi sbagliavo. In Ucraina ormai è questione di tempo: senza le armi USA non possono farcela. Questa spirale si può interrompere. Non bastano frasi ad effetto, peccato essere nelle mani di questi inetti che non riescono a proteggere nemmeno Ilaria dai loro “amici”. Buona Pasquetta, speriamo ti porti un po’ di calore

  • Grazia Gironella

    Una Pasqua di speranza ci serve davvero. Dopo la presentazione di “La strada che non scegli” a Sarajevo, sto leggendo “Maschere per un massacro” di Rumiz, sulla guerra di Bosnia. Ahimé. Guerre lontane, guerre vicine, nel tempo e nella spazio. Ci serve luce, o ancora meglio Luce. Buona Pasqua, Elena. <3

    • Elena

      Grazia non ci hai nulla di questa bella esperienza a Sarajevo! Daje! Sblocca sto blog :D. Anche a te una Pasquetta di Luce e tanti baci

  • Giulia Mancini

    Una pasqua con l’angoscia nel cuore, con i venti di guerra addosso, mi sembra evidente che dagli orrori delle guerre del secolo scorso non abbiamo imparato nulla, anzi non sembrano finire mai. Qui a Bologna il tempo è variabile, con diversi sprazzi di sole, io ne approfitto per un po’ di riposo e un giro nei dintorni.
    Buona Pasqua e Pasquetta cara.

    • Elena

      Possibile che la storia non insegni nulla? Siamo alla crisi della democrazia liberale che ha garantito la pace per decenni? Varrebbe la pena farci un post. Intanto ti abbraccio e auguro anche a te una Buona Pasquetta (qui speriamo almeno fino alle 6 tregua di pioggia! Fuoco in preparazione! 😉

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