Trono di Spade, la rivincita delle donne
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Trono di Spade, la rivincita delle donne

Trono di Spade, la rivincita delle donne

È appena uscito l’ultimo episodio della stagione finale de Il Trono di Spade (qui la versione del sito originale e qui il sito italiano), la fortunata serie fantasy che ha tenuto incollati alla saga milioni di spettatori.

Quando esce questo articolo ho appena visto l’ultima puntata ma tranquilli, non vi spoilero nulla.

Il fatto è che già ne sento la mancanza. Al punto che mi è venuta voglia di parlarvene sul blog.

Trono di Spade, la rivincita delle donne? Esatto!

Ciò che alla fine mi ha colpito di più e proprio il ruolo delle donne, nel bene o nel male, che prevale in termini di importanza per la storia dei personaggi e la narrazione, rispetto a quello dei protagonisti maschili.

Un messaggio implicito? Può darsi.

Ma qui le figure femminili tradizionali non hanno alcuno spazio: le donne del Trono di Spade sono forti, spietate, intelligenti e sanguinarie.

E soprattutto, mandano avanti la storia.

Al contrario degli uomini. Spesso deboli, cattivi ma stupidi, innamorati ma vittime dei sentimenti.

Chapeua alla narrazione che mette al centro il femminile come chiave di volta per ogni soluzione della storia.

Trono di Spade: personaggi femminili “minori” che preferisco

Osha

Cominciamo dai personaggi che non sono più tra noi. Ricordate Osha, Bruta scappata al di qua della Barriera, protettrice di Bran (personaggio chiave per l’esistenza stessa del mondo de Il Trono di Spade) e strega del popolo?

È lei a portare nel mondo degli uomini la paura. Lei ad avvistare le ombre bianche e sempre lei svela per prima il mistero che ci terrà inchiodati fino all’ottava serie: al di là della Barriera non c’è posto per i vivi.

Lei lo sa bene perché suo marito torna e tenta di sbranarla. 🙄 

Nella prima stagione avevamo già in mano la soluzione di tutto, compreso il metodo per uccidere i non morti.

E per mano di una semplice Bruta, sporca, trasandata, impregnata di credenze popolari.

Cosa ne ricavo, come scrittrice?

Quanto sia importante avere chiara in testa la storia prima di cominciare a racccontarla.

Olenna Tyrell

Soprannominata Lady delle Spine, Olenna è uno dei personaggi più amati della serie. Donna Alpha, nemica naturale di Cersei Lannister che disprezza ma con cui non ha esitato ad allearsi.

Impersonifica la scaltrezza e la capacità manipolatoria. Nonostante in teoria sia suo figlio a regnare, è lei a tirare le fila di casa Tyrell.

Olenna costruisce le trame più segrete e al momento giusto capisce la brutale cattiveria di Cersei. Ma non può sconfiggerla.

Perisno la sua morte è per lei occasione di un ultimo messaggio di sfregio alla mortale nemica: è lei ad aver ucciso il figlio di Cercei.

Quando si dice l’importanza dei colpi di scena e la capacità di tirar fuori qualcosa che ribalta la situazione esistente

Ygritte

Chi non ha amato la Bruta dai capelli rossi che ha rapito il cuore di John Stark?

Ygritte è bella e impossibile, e appare quando i Bruti non erano ancora alleati dei buoni e pensavamo che fossero loro “il problema ” oltre la barriera.

Lei è la chiave che consente a John Snow di costruire un’alleanza con i Bruti per sconfiggere gli estranei che nel frattempo sono comparsi alle soglie della Barriera.

Iconica la scena del loro amplesso, in una grotta termale. L’idillio però finisce in fretta.

D’altra parte l’amore in questa serie non è un valore più alto dell’onore proprio e della propria famiglia.

Pensate alla prima notte d’amore di Brianne con Jaime Lannister, il fratello belloccio e incestuoso di Cercei che perde la testa per la guerriera che nominerà cavaliere fuori dalle regole e per amore.

Ma dura poco, giusto lo spazio di una puntata.

Curiosità: l’amore di John con la Bruta scocca davvero: nella vita si sono fidanzati e tra poco pare si sposeranno.

Quando si dice che la realtà supera la fantasia

 

Le mie protagoniste preferite

Arya Stark

Lo dichiaro subito, così non ci sono problemi. Arya Stark è la mia protagonista preferita.

Bambina indifesa ma con le idee molto chiare già nella prima serie, qunado è costretta ad assostere alla morte tragica di suo padre e evitare la sua per mano del terribile Re Jeoffrey, figlio di tanta madre Cersei, Arya è il personaggio chiave della storia.

Qui gli autori hanno fatto un vero capolavoro: trasformare una bambina indifesa nella più efferata e coraggiosa assassina di tutto il Trono.

Profetiche le parole della sacerdotessa del culto di R’Hllor, Melisandre,  altro personaggio notevole, che le dice “Chiuderai molti occhi” e che inoltre nell’ultima serie le indicherà il suo compito.

Anche lei ha un ruolo determinante nella grande battaglia contro gli estranei: accende il fuoco delle spade e quello della trincea che respinge, seppur momentaneamente, i non morti.

ma torniamo alla nostra Arya: è lei che uccide il Re dei Non Morti con un gesto da manuale.

Dopo un’epica battaglia in cui tutto è perduto, dove nemmeno i draghi con il loro fuoco possono farcela, lei si scaglia con coraggio e uccide il cattivone.

Grande.

Non sono l’unica a considerarla una grande protagonista. Guardate cosa ne pensa Stephen King:

 

Poi va a morire in mezzo al nulla, come gli esquimesi.

E la piccola Stark, come diventa una guerriera?

Qui gli autori si inventano una lunga sotto storia, quasi uno spin off, in cui Arya diventa seguace degli Uomini senza Volto dove impara non solo l’arte di sopravvivere, con l’aiuto di un’altra orfanella come lei, ma anche a diventare qualcun altro.

Cosa che le sarà molto utile nella vita e soprattutto alla finalità della storia.

Per me è senza dubbio l’eronia del Trono di Spade.

Meno spietata e subdola della sorella Sansa, che trova la forza di far sbranare il suo terribile marito dai suoi cani.

La morte, un’eredità di famiglia.

Splendido il rapporto ambivalente tra Arya e il suo carceriere/scudiere, il Mastino. Lei lo lascia morire, lui sopravvive. Ma non perde la stima e l’affetto per lei.

E dopo l’eroica azione che ha salvato l’umanità, invece di goderne gli allori Arya se ne va senza salutare raggiungendo il Mastino errante.

Di nuovo insieme. Della stessa pasta. Ma alla fine lui la caccerà via. Ultimo gesto dell’amore che può avere forme molto diverse.

Ci ricorda l’importanza di saper costruire legami familiari e affettivi credibili nell’intreccio della storia.

Daeneris Targaryen

Come fa una piccola bionda a tenere stretto a sé lo scettro del Trono di Spade?

Daeneris – Deni per l’amato John, soprannome ridicolo e per niente necessario – è infatti la più agguerrita e imprevedibile tra i pretendenti al trono.

Ha conquistato intere genie, ricevuto il battesimo del fuoco nel vero senso della parola, madre di tre draghi di cui uno passato al nemico, talvolta spietata spesso umana e capace di valorizzare i suoi fedeli collaboratori.

Ha messo insieme un esercito e sconfitto i non morti.

Poi si fa prendere la mano e perde la tramontana.

Non si fa, cara Deani, un rimprovero in realtà che rivolgo agli autori.

Deaneris è un personaggio interessante perché su di lei si ricoagulano alcuni stereotipi di genere riguardo al potere: lei non è giudicata all’altezza del Trono da molti suoi sudditi.

Viene il dubbio che per poi essere conseguente con questo refrain che ci ha accompagnato negli ultimi episodi gli autori l’abbiamo mandata a massacrare Aprrodo del Re.

Comunque sia, si trova al centro dei conflitti che sotto traccia affiorano nella storia tra le figure femminili.

Sono ben tre quelle che se lo contendono, se si fa eccezione per Yara Greyjoy, che sparisce dopo un lungo periodo di prigionia: Sansa, Cercei e Deanaeris.

Vedete che le donne in questa stagione sono al centro di ogni intreccio?

La Madre dei Draghi è la più forte di tutte. Sapete perché? Usa la forza e la violenza, come fa un condottiero, senza perdere la sua femminilità. Una dote rara che la rende molto affascinante.

E che si sia scoperto che John è suo nipote non ha sconvolto né loro né i loro familiari.

D’altra parte l’incesto è una delle cose che funziona di più in una lunga serie televisiva. E qui non si fanno economie da questo punto di vista 😀

Attenzione a non esagerare con le trovate d’effetto. Alla lunga repetita non iuvant

Cercei Lannister

Ed eccola qui la più cattiva di tutte, la più temuta, la più spietata: Cercei.

Non vi è una sola stagione in cui lei non sia protagonista. Che sia lei il vero fulcro, sebbene negativo, attorno a cui gira tutto il mondo de il Trono?

Spietata persino con i fratelli: uno, il più bello, sottomesso all’inverosimile nonostante Brianne, che pende dalle sue labbra, l’altro, Tyrion, che si emancipa in tempo, solo per sottomettersi a una regina che sia più alla sua “altezza”.

La storia ci fa pensare che abbia amato almeno i suoi figli, ma qualche volta il dubbio mi è venuto: non sarà stata la loro legittima pretesa al trono a interessarle tanto?

Il peggio lo raggiunge quando non si allea con gli uomini contro i non morti, risparmiando le forze per sferrare l’attacco finale al nord e a Denaeris.

Ma la storia ci dice che questi calcoli non funzionano mai. La forza non prevale mai sulla ragione e sull’umanità. Almeno non nei film a lieto fine.

Giunti alla fine di questa lunga e spero divertente disanima, diciamo che mi aspetto un finale a lieto fine.

Le saghe finiscono sempre nel migliore dei modi. I cattivi muoiono e i buoni prevalgono.

Altrimenti, perché attendere tanto, se non per la giusta ricompensa?

La parola a voi, care Volpi.

Qual è il vostro personaggio femminile preferito?

Considerazioni finali e insegnamenti per uno srittore

La bellezza di questa serie sta nella storia, nell’intreccio, nella combinazione di tecniche letterarie arci note eseguite con grande maestria.

Cosa possiamo imparare noi scrittori da George R.R. Martin, autore di cinque volumi sulla saga de Il Trono che poi la serie televisiva ha proseguito per i fatti propri, con una squadra di autori altrettanto validi?

Nei suoi cinque libri (il sesto sembra in uscita) ha costruito un mondo credibile, con una storyline precisa e inequivocabile, in cui anche geograficamente possiamo facilmente riconoscerci,  un po’ come con i lavori eccelsi di Tolkien.

In questo mondo in cui ci si contende il Trono di Spade, i personaggi si muovono con profili psicologici credibili e identità molto ben qualificate.

Un altra considerazione è che non esiste storia senza che qualcosa di importante muoia per far nascere qualcosa che non avevamo previsto.

Né esiste una storia in cui i colpi di scena non la facciano da padrone.

Qui la chiave per far procedere la storia e tenere agganciato il lettore/spettatore, è la capacità di procedere nella storia con nuovi avvenimenti che innescano nuovi conflitti con una periodicità molto stretta.

E l’amore?

Un aspetto apparentemente secondario a mio avviso, anche se ovviamente è presente, come potrebbe non esserlo. Nemmeno un fantasy può farne a meno!

Il sesso invece la fa da padrone. Brutale, incestuoso, proibito, alterno e infecondo.

Ma vogliamo mettere i complimenti di Stephen?

Autori del Trono di Spade

 

Forse tutto questo è proprio ciò che la gente vuole leggere.

E allora torniamo alla domanda che ci ponevamo qualche giorno fa, in merito alle aspettative degli altri.

Che ne pensate?

Aspetto i vostri commenti.

10 Comments

  • Luz

    Trovo tre commenti qui e tutti di persone che non hanno mai visto GOT. Ma com’è possibile? Orbene, può esserlo perché io stessa l’ho scoperto solo alla fine della sesta stagione, dietro insistenza di chi mi garantiva che mi sarebbe piaciuto da matti e così è stato.
    Chi non lo ha visto né mai lo vedrà si perde una delle cose migliori credo dell’ultimo ventennio, e sono una persona molto esigente.
    Ciò detto, ancora stordita dal finalone, e immagino anche tu, sto preparandomi a un grande post su questa immensa meravigliosa storia. I ruoli femminili sono effettivamente splendidi. Ma ne scriverò abbondantemente.

    • Elena

      Ciao Luz, confesso anch’io la mia delusione dopo la pubblicazione del mio post. Pensavo di trovare molto più interesse, visto quanto la saga mi è piaciuta (la seguo sin dalla prima puntata e se avessi il tempo la rivedrei tutta!).
      Il finalone mi ha delusa, ma d’altra parte come si chiude una storia tanto bella? Qualunque finale risulterebbe inadeguato, proprio perché è un finale … La trasformazione dei personaggi ai fini della chiusura mi è sembrata un tantino rapida. A parte questo (e la disfatta del nostro John dopo la fine delle riprese 🙂 ) fantastica. Meno male che sei arrivata tu, Luz!!!

  • Barbara

    Non mi ha mai incuriosito GoT (ormai questo acronimo è conosciuto anche da chi non segue la serie 😉 ), se non da quando seguo Outlander. Più di una volta sono finite a contendersi i premi per le serie tv fantasy in America, ha vinto sempre GoT (beh, HBO, che produce GoT, è più importante di Starz, che produce Outlander). George R.R. Martin ha più volte espresso la sua stima per Diana Gabaldon e i suoi libri. Non ultimo, Sam Heughan, l’attore che interpreta Jamie Fraser in Outlander, ha svelato di aver provato per 7 volte ad entrare nel cast di GoT (non si sa per quali ruoli), prima di ricevere la parte in Outlander (e noi Outlander fans siamo fortunati per questo! 😀 ) Insomma, oramai è andata, ma sono indecisa se buttarmi sui libri di Martin o passarmi tre settimane di tunnel a vedere tutte le puntate di tutte le stagioni…

    • Elena

      Guardati le puntate tutte di seguito. Ti piaceranno. Sei avessi tempo lo farei, è davvero una grande saga, ricca e mai scontata. La prossima influenza mi ci butto .

  • newwhitebear

    letto con attenzione fine alla fine. Ottimo lavoro ma non ho mai visto nessuna puntata di tutte le serie, anche se ne avrei la possibilità. La Tv non mi entusiasma per nulla, tanto meno le serie TV.

  • Banaudi Nadia

    Mai visto una puntata e mai credo ne vedrò. Altre serie ho notato che fanno spuntare e morire altrettanto velocemente i personaggi al ritmo della nascita dei funghi, a uso e consumo di una narrazione veloce e avvincente che a me stanca. Questi intrecci corrono troppo e non mi si addicono. Detto questo quando le serie sono troppo lunghe mi piacciono ancora meno, ma per il fatto che manchi l’amore e abbondi il sesso, che tuttto sia lecito pur di “conquistare” mi pare la brutta copia della realtà(e non sono una puritzna in tal senso) Io mi chiedo cosa attragga tanto… Scusa se stavolta sono voce fuori dal coro,anche se ben venga il ruolo preponderante delle donne.

    • Elena

      Nessun problema Nadia, capisco i pregiudizi sulle serie TV ma qui siamo di fronte a una storia completamente diversa non solo per come è stata scritta e sviluppata maggiormente per la capacità di tenerci incollati per tutte le otto serie ai suoi personaggi e alle battaglie che ingaggiavano
      Un grande affresco. Se ti capita butta un occhio. Abbracci

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