La Ballata di Borgo San Paolo
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La ballata di Borgo San Paolo

Quando ho chiesto a Michele Paolino di presentare il mio romanzo di esordio, nell’evento festa bellissimo di cui vi ho parlato in questo post, non avrei mai pensato che un giorno, anzi una sera, avrei vissuto la stessa emozionante esperienza con lui ma dall’altro lato della barricata.

È successo la scorsa settimana, durante una partecipata serata di presentazione del suo primo romanzo giallo, La ballata di Borgo San Paolo, Edizioni del Capricorno.

Michele è un amico, conosciuto molti anni fa quando militavamo in partiti diversi ma riconoscevamo l’un l’altro un valore che nella differenza sta a cuore a entrambi: la voglia di costruire un mondo migliore, più giusto, inclusivo, sostenibile.

Dopo la mia esperienza di amministratore pubblico non ci siamo persi di vista, come invece è accaduto con molti altri.

Le nostre vite hanno passato alterne fortune e quella che all’inizio era stima e simpatia reciproca si è gradualmente tramutata in amicizia.

Di quelle che conti sulla punta delle dita, che in politica è difficile avere amici.

Lo ha scritto nella bellissima dedica che conservo nella mia copia del suo romanzo

A Elena, con cui condivido la passione per la scrittura e il desiderio di costruire un mondo più giusto.

Non necesssariamente in quest’ordine.

Ti voglio bene

La ballata di Borgo San Paolo

Il titolo originale non mi aveva convinto. Faceva riferimento all’odio e decisamente stonava con quanto di lui avevo conosciuto durante la nostra frequentazione.

Mi pareva che dal suo racconto, tinto di giallo ma senza caricare, emergesse piuttosto la voglia di raccontare uno spazio, un’esperienza, una storia collettiva di un Borgo, il Borgo San Paolo, che a mio avviso è il vero protagonista di questo giallo piacevolissimo scritto molto bene e con un taglio a tratti giornalistico che non guasta.

C’è una tenerezza in questo romanzo che andava rappresentata, anche da un titolo.

Ha deciso di cambiarlo. Così sento questo testo anche un po’ mio, e non vedevo l’ora di poterne parlare bene in un momento pubblico di presentazione.

La trama

La Ballata di Borgo San Paolo è la storia di una serie di omicidi in un borgo operaio della mia città, Torino, in cui un ispettore alla soglia della pensione, stanco e con una vita personale che è rotolata via, si imbatte in cadaveri con le dita mozzate coadiuvato da quattro più uno moschettieri del Borgo che intralciano (o favoriscono, a seconda dei punti di vista) le sue indagini.

L’intreccio ruota intorno a internet e al mondo dei social, tema che ho percorso più volte in questo blog, e al problema oggi davvero gigantesco degli haters on line, i così detti leoni da tastiera, e del revenge porn, oggi un reato penale che riguarda l’odiosa e tristemente diffusa pratica di vendicarsi dell’ex partner diffondendo, spesso via internet, materiale pornografico che lo ritrae.

Tra le strade e la storia del quartiere (che vi rapirà, anche se non siete di Torino) i protagonisti di questo romanzo si daranno un bel daffare per scoprire l’assassino, che noi già conosciamo a pagina 73, un particolare che ha destato in me qualche perplessità.

La storia invece è convincente e il finale delicato e struggente.

Ecco la mia Pillola d’Autore, ovvero, per chi non segue questo blog, l’incipit del romanzo letto da me!

Buon ascolto!

L’incipit de “La Ballata di Borgo San Paolo” letto da me

Dove trovare il romanzo

Nella vostra libreria preferita, se siete di Torino presso la Libreria Belgravia lo trovate di sicuro, oppure on line sul sito dell’Editore.

Per i più pigri, c’è sempre Amazon!

Altre Pillole d’Autore

Se vi è piaciuta l’idea di questa Pillola, cliccate sul tag Pillole d’Autore nell’area in fondo al blog!

 

Allora, vi ha incuriosito questo romanzo giallo?

Leggereste una storia che parla del quartiere in cui siete nat*?

Ditemelo qui

13 Comments

  • Barbara

    Mi pare che il giallo ambientato nei quartieri delle grandi città italiane o nei piccoli borghi, diciamo dove c’è un microcosmo a sé, stia ottenendo parecchio interesse. Penso ai Delitti del BarLume di Marco Malvaldi ambientato in una cittadina toscana o alla squadra speciale minestrina in brodo di Roberto Centazzo che opera nella periferia di Genova. Trovo che siano gustosi proprio perché potrebbero essere i nostri vicini di casa (anche l’assassino purtroppo!) Non c’è bisogno della solita New York!
    …molto bella anche la storia della vostra amicizia. Quelle lì, che nascono così, avverse diciamo, sono quelle che durano di più. 😉

    • Elena

      Credo Barbara che sia talmente di moda il giallo per così dire urbano che l’editore glielo abbia chiesto su ordinazione! Senza dubbio l’identificazione con i luoghi e le vicende genera una vicinanza che salda il lettore alla storia. Un’ottima scelta in ottica di marketing che, se scritto bene, da anche i suoi frutti. Chissà se durerà l’amicizia, per ora posso solo dire che un amico sarebbe passato a commentare sul blog!!! Pigrone!!!

  • Giulia Lu Dip

    Mi incuriosisce molto questo romanzo, io amo i thriller e quelli ambientati in Italia sono tra i miei preferiti

  • Sandra

    La Chiesa in copertina, S. Paolo immagino, da una prima occhaita mi pareva la nostra S. Maria delle Grazie, soprattutto per il sagrato davanti. La tua presentazione è accattivante e la tengo preziosa, io certo che leggerei un romanzo ambientato nel mio quartiere d’origine, anzi l’ho già fatto perchè ho un’amica anche lei giallista che pubblica proprio romanzi così.

    • Elena

      La chiesa è San Bernardino, la parrocchia simbolo del Borgo. Sono rimasta colpita dalla scelta poi mi sono ricordata le origini culturali e religiose dell’autore e ho capito che ci sono luoghi che sono così importanti per ciascuno di noi che non solo non riusciamo a dimenticarli, ma vogliamo che restino fissamente legati a noi. Il giallo sta diventando un genere molto gettonato. Mi piacerebbe scriverne uno, ma il solo pensiero mi fa venire i brividi… Però mi piacerebbe inventare l’assassino, quello si…

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