Il lato femminile

Avere la carne viva addosso

Il 6 ottobre scorso ho compiuto 54 anni.

Ho perso l’abitudine di festeggiare il mio compleanno per due ragioni: la prima è che le forme di intrattenimento che mi hanno accompagnata per molto tempo (uscite serali con amici con annessi bagordi vari) non fanno più per me e non ho ancora trovato una valida alternativa, se non quella di stare con le persone che amo in modo semplice.

La seconda è che in questi ultimi due anni il contesto in cui viviamo è così drammaticamente folle e inusitato che l’idea di festeggiare proprio non mi tange. Dopo la pandemia ora la guerra. C’è così tanta sofferenza che a volte mi sento sopraffatta.

Ma forse, dovrei festeggiare proprio per impedire che ciò accada.

Questo 54° compleanno poi è stato più triste del solito. I miei programmi a basso impatto sono stati messi sotto sopra da qualcosa con cui non siamo ancora riusciti a fare i conti definitivamente: il Covid.

Io sto bene, tranquille Volpi, ma Carlos no.

Proprio giovedì, dopo tre giorni passati con il suo amico di sempre venuto a Torino dalla Germania per passare un po’di tempo con lui, lo ha accompagnato alla stazione con l’idea di raggiungermi a Torino per fare festa insieme.

Ma non stava bene e con grande senso di responsabilità si è fermato in campagna e ha fatto un tampone. Positivo.

Ragazzi non c’è da scherzare con il Covid, non è affatto un’influenza come le altre! Non eravamo mai stati infettati e purtroppo, statisticamente doveva accadere. Ma che botta.

Il malore è molto serio. Scherzando dice che se lo avessi preso io sarei finita all’ospedale. Vuol dire che è davvero forte, perché di solito sono io quella che regge meglio le influenze in famiglia.

I sintomi sono noti, il più doloroso però è la forte infiammazione alla gola, come avere la carne viva, dice. Impressionante, non riesce nemmeno a deglutire.

Nonostante le tre dosi, è fuori combattimento. Avranno evitato il peggio? Mi piace pensarlo.

Che brutto non potersi prendere cura di qualcuno! Penso a tutti coloro che stanno male o che sono stati male con il Covid e che sono soli, senza nessuno che li possa sostenere in questi momenti così difficili. Li saluto con affetto, non posso fare altro se non ciò che ho già fatto: tentare di raggiungere l’immunità di gregge, vaccinandomi.

Comunque non mi lamento.

A pranzo sono andata in centro con il mio fratello acquisito per il consueto festeggiamento alimentare del 6 ottobre. Di solito scegliamo Piazza Vittorio, ma questa volta abbiamo optato per Piazza Carlo Alberto e non ci siamo pentiti. Un pranzo sobrio, qualcosa è davvero cambiato rescendo :).

Ma non ero tranquilla e così, dopo un tampone al volo, sono riuscita a passare due ore con la mia mamma.

Eccoci, in una Piazza Vittorio semi vuota in uno degli ultimi pomeriggi d’autunno con temperature accettabili. Oggi piove a dirotto a Torino. Da qualche giorno non fa altro.

Avere la carne viva addosso

La mia mamma ha scelto di esserci nonostante cammini con fatica. Tra qualche passo e una sosta, abbiamo raggiunto un bar dove ci siamo raccontate le ultime novità davanti a una tazza di cioccolata calda con panna per lei (mia madre è una golosona, l’avreste mai detto :D ) e una bocca di leone per me.

Il caffè è quello in cui, appena adolescente, trascorrevo almeno un pomeriggio a settimana in compagnia di coccole come queste. E’ ancora lì, immutato. Ci credereste? Sono passati quarant’anni!

Certe sicurezze fanno proprio bene al cuore :)

La sera del mio compleanno, saltata la cena romantica, me la sono cavata con un prosecco in frigo e qualche stuzzichino per aperitivare. Alla fine, è un buon modo per celebrarsi e celebrare.

La verità è che mi ha fatto bene questa giornata fatta così: mi ha regalato un tempo in solitudine che ho utilizzato per fare un piccolo bilancio i cui contenuti ho pubblicato di getto sul mio profilo Facebook.

E’ stato come avere la carne viva addosso. Ma questa volta non faceva male, come la gola di Carlos, anzi. Serviva per farmi percepire tutta la vita che sento dentro di me, nelle persone che ho intorno e nelle cose che faccio, e che il tempo non è in grado di offuscare, anzi.

Ecco una sintesi di quel pensiero:

Ho smesso di tentare di fregare il tempo, eppure non ha vinto. Ho vinto io. 
Mi sento pienamente me stessa, anche con qualche filo bianco di troppo tra i capelli e rughe profonde sul viso e sull'anima.

Ho vinto perché so che 54 è un numero magnifico, ma è solo un numero, che per me arriva nella stagione dell'autunno, quando le foglie secche cadono, il sole stanco perde un poco del suo calore e io sono capace di tenere accanto a me ciò che è vivo e lasciare andare ciò che non è più.

Ho vinto perché ho imparato che la felicità arriva e resta se si è capaci di condividerla con gli altri. 
Se puoi amare ed essere amata così come sei. ❤️

Ora sì che posso dire di aver trovato una nuova formula per celebrare il giorno del mio compleanno: fissare ciò che imparo per tenerlo con me, per sempre.

Grazie per essere ancora qui dopo tutti questi anni, care Volpi. Da voi ho appreso molto. Mi avete tenuto compagnia.

Mi piace pensare che in qualche modo sia riuscita a fare altrettanto.

Per ora è tutto. Ci leggiamo martedì prossimo Volpi. La festa per me durerà ancora qualche giorno. Almeno fino a quando Carlos guarisce ;)

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22 Comments

  • Luz

    Leggo adesso questo tuo post, perché ottobre è stato un mese frenetico con il debutto a metà mese.
    I miei auguri sono in forte ritardo dunque. Sei solita fare bilanci quotidiani e qui ne fai uno che riguarda il tuo essere arrivata da qualche parte, il che è importante. Varcata la soglia dei 50, anche per me è normale fissare le cose, diventa la consuetudine. Mi fa piacere che tu abbia trascorso quel pomeriggio con la tua tenerissima mamma. Che piacere avrei nel poterlo fare con la mia…
    Leggo nei commenti che poi Carlos è guarito, meno male. Sì, il Covid è terribile. Per me, in gennaio, fu una tremenda laringite e faringite, tosse secca notturna, insonnia, raffreddore potente, difficoltà a respirare regolarmente. Altro che influenza come tutte le altre.
    E siamo qui, Elena. Un abbraccio.

    • Elena

      Un abbraccio Luz. I tuoi auguri sonó così calorosi che è come se fossero giunti a cavallo di una lingua di fuoco che non fa male. Un abbraccio forte e ancoraggio complimenti

  • Giulia Lu Mancini

    Cara Elena, mi dispiace per il Covid, auguro che Carlos si rimetta presto, nonostante la “carne viva” addosso, rende molto il senso. Arrivo solo ora perché dal mio iPad non riuscivo a visualizzare il tuo post, pensavo fosse un problema del tuo blog, invece collegandomi dal portatile compare normalmente. Ed eccomi qui, nonostante tutto buon compleanno, è importante festeggiare anche se con toni più tranquilli. Che bella la tua mamma, giusto concederle qualche golosità, che festa è sennò.
    Giornate così danno una grande consapevolezza, ritrovarsi con se stessi e “sentirsi pienamente se stessi” è molto importante. Un abbraccio.
    P.s. Devo ancora scoprire cosa succede al mio iPad

    • Elena

      Cara Giulia, ti ho appena scritto in provato perché anche io ho problemi di accesso al tuo blog!!! No, non è rappresaglia, sono i fantasmi che ci vogliono dividere ma noi resisteremo!!! :D

  • Grazia Gironella

    Ho sempre usato l’espressione proprio nel senso di non disperare. Ho scoperto le sue origini solo pochi mesi fa. ;)

  • Grazia Gironella

    Anche a me piace molto festeggiare il compleanno pensando a quello che ho imparato da poco. C’è sempre qualcosa di buono nel sacchetto regalo! Tanti auguri di veloce ripresa a Carlos, e di serena continuazione (si dice?) alla tua mamma. Boia chi molla, dice qualcuno, ma non so perché ho l’impressione che non sia nelle tue corde… traducilo in un corrispondente di tuo gusto. XD Tanti, tanti auguri! <3

    • Elena

      No eh Grazia, niente apologie, meglio per me è mai disperare. Infatti Carlos è negativo e finalmente siamo di nuovo insieme. Oggi ho pensato che tra cinque anni arrivo a 60. Insomma, meglio non farci caso e vivere il presente!

  • Sandra

    Sai, alla fine pochissime persone mi hanno chiesto del blog, segno che non manca poi così tanto alla mia community. Io ero stanca, in fase di cambiamento, ho spostato su Instagram alcuni pensieri e mi va bene così. Felice di averti strappato un sorriso, merce rara di sti tempi se non sforzandosi di avere fiducia.

    • Elena

      Le community sono molto labili dal vivo figuriamoci sul web! Se facessi la stessa scelta avrei gli stessi risultati. Va bene così. Buona giornata e buona transizione Sandra

  • Sandra

    No, era solo che mi suona bene 9, ultimo numero con una sola cifra. Grazie per gli auguri al marito, abbiamo festeggiato assai bene. Il mio blog è fermo perché non ho nessuna voglia di usare energie per sistemare la policy.

  • Franco Gabotti

    (Rileggendomi mi trovo un po’ impegnativo nel fare gli auguri, ma poi penso che l’hai voluto tu titolando niente meno che “carne viva addosso”… quindi invio così com’è)
    Perciò sicuramente auguri a te Elena e a Carlos, auguri diversi ma impacchettati strettamente insieme, non potrebbe essere altrimenti. Invecchiare leggeri, secondo me, è essere dentro e fuori da noi stessi, (già, ancora una volta …) e far guidare il corpo dal proprio spirito; ma invecchiando via via essere sempre più fuori che dentro e passare dal difficile affare di accettare il mondo all’esserlo. Provo a fare un esempio. Il giorno del tuo compleanno all’età di 83 anni se ne andava Phil Read, pilota motociclistico degli anni 60 e 70 e per me, appassionato e allora agonista a mia volta, un mentore di quegli anni. Molte cose, me compreso, nel tempo sono cambiate ma non posso fare a meno di pensare a Read come ad un vero e simpatico gentleman, oltre che un gran manico dallo stile composto, sette volte campione mondiale su motociclette di tutte le marche e vincitore di un terzo delle gare alle quali ha partecipato. Quindi una persona che in qualche modo mi è stato di riferimento e materiale da costruzione per la mia personalità, quando ancora avevo tutti gli stimoli dell’età per rincorrere sfide e affermazioni, emozioni e adrenalina indossando una tuta di pelle.
    Una certa retorica mi spingerebbe a dire che, ahi ahi, se ne è andato un altro pezzo di quel magico mondo e anche pezzo di me, dopo Sheene, Hailwood, Saarinen, Nieto ecc ma anche altri tra artisti, intellettuali e quanti ho amato in ambiti molto diversi. Invece vorrei che l’ultimo mio pezzo che rimarrà un giorno, sappia allora ricongiungersi a tutto ciò che, nel tempo, si sarà già spiritualmente trasferito altrove, semplicemente sfumando senza drammi.

    • Elena

      “essere sempre più fuori che dentro e passare dal difficile affare di accettare il mondo all’esserlo.” Questa frase @Franco vale una meditazione lunga una vita. Grazie di cuore per gli auguri e per le tue condivisioni, non facili ma certamente ricche. Un abbraccio

  • newwhitebear

    Auguri Elena! Mi dispiace per Carlos, perché non avete potuto festeggiare insieme.
    Mi sembri meno battagliera del solito e più solitaria come se tu avessi accettato con rassegnazione il tuo stato. Giusto essere consapevoli che il tempo scorre e noi accumuliamo anni ma ci si deve sentire giovani all’interno.
    Un grande abbraccio

    • Elena

      Ciao Gian, può darsi che sia un po’ ammaccata. Ma è solo un periodo transitorio . Grazie per gli auguri, in effetti mi sento giovane dentro, anzi no. Da giovane non ero così consapevole…

  • Sandra

    Auguri in ritardo, so che sei di ottobre perché lo è anche mio marito e che sei del 1968 come me, ma non riesco mai a ricordare il giorno preciso.
    Confermo: a Torino domenica era proprio brutto tempo.
    Ci sono consapevolezze belle, pensieri profondi che arrivano proprio con l’età e 54, la cui somma è 9 è proprio un bel numero.
    In quanto al covid io settimana scorsa ho fatto la 4° dose. No, non è un’influenza, poi chiaramente si può prendere in varie forme, ma in effetti ho smesso di discutere con chi dopo quasi tre anni e centinaia di migliaia di morte ancora minimizza, a 54 anni capirai bene che non ho tempo né voglia di sprecare risorse con gente così.

    • Elena

      Grazie Sandra per gli auguri. Cone ho scritto la fase di festeggiamenti è ancora aperta, perché Carlos è ancora positivo e non riusciamo a festeggiare, più che altro a questo punto la salute ritrovata. Hai fatto un calcolo che non avevo immaginato : il numero 9 significa qualcosa di particolare per te?
      Intanto faccio gli auguri a Orso. Ma il tuo blog? Buona giornata

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