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Basta buoni propositi!

Finalmente il 2022 è finito e il nuovo anno comincia all’insegna di un lento recupero dallo stress e dalle difficoltà che hanno caratterizzato l’anno appena trascorso e che mi hanno, lo ammetto, un po’ fiaccata.

Mi sorprende la capacità che ho di reagire e trovare sempre qualcosa di positivo anche nei frangenti più difficili. Di questa resilienza ho raccontato nel post Tutte le crisi insegnano qualcosa, che ha suscitato una bella discussione nella sezione commenti (li trovate qui) permettendoci di confrontare punti di vista molto differenti. Grazie per la vostra generosità nell’esprimervi!

Le diverse opinioni hanno messo in evidenza come il peso di questi anni difficili abbia gravato su ciascuna di noi in modi e con reazioni molto differenti. Chissà quando potremo tirare le somme e dirci fuori da questa continua condizione di emergenza sanitaria!

In queste settimane non ho focalizzato obiettivi o parole chiave per il 2023; è stata una scelta.

Mi sono concentrata su un sano e approfondito bilancio di ciò che è stato e, soprattutto, di ciò che sono stata io.

Come posso utilizzare tutte le esperienze fatte, quelle entusiasmanti e quelle un po’ meno, per continuare il mio cammino sempre più forte e determinata?

Ecco la domanda di questi giorni di fine anno e di nuovi inizi. Ce n’è abbastanza per occupare un bel po’ di tempo e di pensieri!

Dunque vi avviso: sono in vena di anticonformismo blogghistico.

Basta con i buoni propositi per il post di inizio anno! Vi propongo invece un’immagine potente che ha illuminato le mie ultime settimane, dense e gravide di pensieri.

Eccola.

Basta buoni propositi, siate come la palla nella corrente

Lo zen e l’arte della spada è uno degli scritti di Takuan Sôhô cui sono molto legata.

Torno al maestro per regalarvi un’immagine che considero rappresentativa di ciò che più mi preme in questo preciso momento: liberare la mente da tutto ciò che non serve.

Lancia una palla nella corrente e non si fermerà

Su questo breve ma profondissimo insegnamento ho meditato a lungo e la spiegazione del maestro risuona limpida dentro di me: l’aforisma significa infatti cavalcare le onde senza mai sostare a lungo in un medesimo luogo o pensiero.

Ne ho ricavato l’idea che occorra essere attenti a non trasformare i buoni propositi o, se preferite, i nostri obiettivi positivi in scogli su cui la nostra esistenza si fissa fino ad arenarsi.

Come una palla nella corrente

Takuan Sôhô, 1573, fu monaco Zen, ma anche calligrafo, pittore, poeta, maestro dell’arte del giardinaggio e del the e, forse, persino inventore della salamoia che porta il suo nome. I suoi scritti sono prodigiosi, fonte di ispirazione per il popolo, non solo giapponese, fino ai giorni nostri. Consigliere per il ricco e per il povero, fu maestro d’arte della spada dello Shogun e dell’Imperatore.

Pochi istanti prima della sua morte, scrisse l’ideogramma cinese yume (sogno) e poi morì.

Nella corrente, fino al mare

La vita somiglia a un viaggio per mare: un conto è mantenere la rotta, un altro è pensare di poter definire tutto il percorso senza tenere conto del vento o del mare, delle barche che possiamo incontrare o dei relitti od ostacoli che ci costringono a cambiare direzione.

Quest’anno sulla carta di navigazione segno il punto verso cui andare, senza esagerare con le miglia: portare fino in fondo ciò che mi sono impegnata a fare.

Come lo raggiungerò sarà il compito quotidiano del tattico al tavolo del carteggio.

Consulterò le previsioni meteo, osserverò il cielo e l’orizzonte, verificherò le condizioni della barca e dell’equipaggio, comprese le mie! e traccerò la rotta fino al prossimo porto.

In attesa di arrivare in fondo al 2023 e anche oltre.

Si può procedere senza buoni propositi o obiettivi cogenti?

Quest’anno ho scelto di abbandonare una delle abitudini del blog, i buoni propositi, come ho anticipato in un commento al post di Luz intitolato Focalizzazione, proprio mentre stavo scrivendo questo post.

Che cosa accadrà al blog (e a me stessa)? Lo vedremo, intanto

resterò nel flusso di ciò che accade e mi accade.

Estendere riflessioni, impegni, obiettivi, per quanto autentici, oltre il momento in cui li percepiamo come veri, mi pare quasi un atto di presunzione.

Permette alla mente di prevaricare e sostiene la pretesa di indirizzare ciò che ci accade, quando il lavoro più importante da fare è proprio smettere di farlo!


Prima di lasciarci, questa volta ho tre domande per voi:

  • Abbiamo davvero bisogno di fissare un obiettivo o di individuare qualche buon proposito per andare avanti?
  • E se accettassimo che il divenire di tutte le cose sia come un torrente in cui ciò che non ha spigolature o rigidità può fluire?
  • Godremo appieno della vita, senza i vincoli imposti dalla mente?

Domande su cui, come sempre, sono curiosa di sapere cosa ne pensate.

Intanto mi attrezzo: questo 2023 voglio viverlo tutto d’un fiato.

E se foste curiosi di rileggere il primo post del 2022, tanto per capire cosa è cambiato, eccolo.

Non mi resta che aspettare i vostri commenti e augurarvi un magico, nuovo inizio, care Volpi!

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Luz
1 anno fa

Comprendo, e mi piace la metafora della palla di vetro che va nella corrente e la segue. Eppure nelle tue parole c’è il riferimento a obiettivi, perché secondo me, soprattutto se siamo tendenzialmente persone riflessive, è inevitabile averne.
Grazie per la citazione del mio articolo! Come scrivevo, non ho mai fatto un post di “obiettivi”, in quasi otto anni è stata la prima volta. E non è un caso che questa esigenza sia arrivata solo adesso. Prima ero esattamente come quella boccia di vetro, ora la metafora per me è cambiata, mi vedo come un nocchiero con la barra a dritta, pronto anche ad affrontare tempeste, come tu scrivi. Queste matafore nautiche sono adorabili. Al mio laboratorio teatrale per i ragazzi sono la “capitana” e loro sono la mia “ciurma”. 🙂

Grazia Gironella
Grazia Gironella
1 anno fa

In effetti potrei smettere di dire che mi sento in sintonia con te… due o tre volte sono più che sufficienti. XD

franco gabotti
franco gabotti
1 anno fa

Che argomento complesso quello di questo inizio di anno! Elena!
Mi appassiona la scienza, quella che indaga sulle origini dell’Universo, sulle supernove, le galassie e i buchi neri. Pensare di avere una direzione verso la quale indirizzare le proprie aspirazioni per i prossimi dodici mesi certo fa parte di un moto relativo, perciò occorre porre bene il punto di osservazione, l’origine delle coordinate, guardare una prospettiva, ridurre tutto ad una soggettiva.
Porsi degli obbiettivi rimane sempre una cosa saggia, indispensabile per chi è giovane e deve combattere per perseguirli. Anche questo infine fa parte della Natura.
Una palla nella corrente invece chiama in causa le affascinanti leggi sui fluidi ma andrà ineluttabilmente verso valle perdendo la possibilità di approdare oppure si fermerà quando si sarà incagliata. Non so, da vecchio sono lento e ci devo pensare.

Brunilde
Brunilde
1 anno fa

Non faccio più buoni popositi, tanto so che non li manterrò.
E’ un’immagine potente quella del torrrente, in cui tutto confluisce in un continuo divenire. La associo a quella dell’acqua che scorre, trascinando con sè impurità e detriti, che poi si depositano lasciandola trasparente.
Lasciar andare, imparare a far sedimentare i detriti per avere la visione più chiara, liberandoci di tutto ciò che è inutile zavorra, questo è prezioso..
Auguro a te e a tutte le volpi un felice anno nuovo!

Marina
1 anno fa

Io non mi prefiggo nulla ormai da anni e lo dico perché non sono portata per i progetti, i target, no, non fanno per me: io seguo la vita per come mi si presenta, accetto le sfide che mi tocca affrontare, non so precostituirmi sogni o desideri, a dirla tutta mi sembra anche inutile. Dunque rispondo che decisamente no, non abbiamo bisogno di formulare obiettivi per andare avanti. Continuare a essere carichi e tentare di non disperdere energie, questo sì, mi sembra un proposito utile. Ed è quello che auguro anche a te, non solo per il 2023 appena entrato, ma per ogni anno che avremo la grazia di essere qui. 🙂

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