Il mondo con i miei occhi

Cominciamo bene

 

Ben ritrovate care Volpi e Buon 2022!

Spero abbiate passato buone feste e che tutto sia andato esattamente come lo avevate immaginato. Quanto a me, cominciamo bene! Le vacanze natalizie sono state sotto tono ma non per questo meno piacevoli.

Natale con la famiglia di mia sorella, nipoti inclusi, mia madre, la sua badante evitando per l’ennesima volta spiacevoli e pericolosi contagi. Bene.

Capodanno invece da soli, in mezzo ai nostri bricchi, a sparare qualche luce accanto alla già famosa Panchina di Viverone, installata da qualche giorno e subito diventata meta di mandrie di turisti della mezz’ora all’aria aperta che si affollano per ammirarne le fattezze. In effetti, è ben bellina.

Cominciamo bene

Il tutto in una notte stellata da brividi di emozione e temperature da affaccio di primavera.

Come dice il Flecchia, creatura semi mitologica abitante la borgata in cui ho passato le festività, 99 anni appena compiuti e una volontà e lucidità invidiabili, sarà una primavera fredda e piovosa.

Tanto vale godersi quel che c’è adesso, che poi chissà cosa ci aspetta.

Per parte mia, questo 2022 ho tutte le intenzioni di cominciarlo bene.

Cominciamo bene

Cominciamo bene con la terza dose di vaccino nei primi giorni dell’anno nuovo. Un buon auspicio per chi ha scelto, come me, di proteggere sé stessa e gli altri intorno a noi.

L’Hub della Lavazza in cui ho fatto la prima e la seconda dose però è solo il felice ricordo di un sistema sanitario che può fare sinergia con il privato in modo eccellente quando c’è un’emergenza. Peccato averlo smantellato prima dell’autunno, forse un pelino troppo presto.

La mia terza dose, non senza un filo di apprensione, l’ho ricevuta presso il nuovo Hub vaccinale di Torino nord, presso l’Arsenale della Pace, un vecchio arsenale di guerra trasformato dal lavoro gratuito di moltissime persone in uno spazio di pace e accoglienza che noi torinesi conosciamo perché è la sede del Sermig (Servizio Missionario Giovani) fondato nel 1964 da un’intuizione di Ernesto Olivero e di sua moglie, come si legge sulla pagina Facebook ufficiale.

Non una vera e propria infrastruttura laica, ma perlomeno la location fa ben sperare in una positiva soluzione di questa quarta ondata pandemica.

La sensazione che mi lascia quest’esperienza non è sul piano fisico; un po’ di dolore al braccio e una certa fiacchezza sono comprese nel prezzo. Piuttosto si tratta di una traccia per così dire emozionale.

L’Hub pareva un posto di frontiera, una specie di retrovia, per stare nella metafora del luogo, in cui opera personale medico e paramedico stanco e avvilito da movimenti ripetitivi e turni massacranti (mentre mi bucherellava l’infermiera rispondeva alle domande di un supervisore che chiedeva se lei e il medico di servizio nel mio box erano lì dal turno della mattina. Ha risposto con un semplice cenno del capo di sì. Erano già le tre del pomeriggio!).

Alla barriera di accesso un alpino volontario, a occhio ultraottantenne, che avrei voluto avere come nonno, alle prese con una macchinetta per misurare la temperatura che maneggiava con forzata disinvoltura.

All’accoglienza personale con la mascherina abbassata, sì, avete capito bene, abbassata, che quando qualcuno gli ha fatto notare che doveva indossarla, come tutti gli altri, ha reagito malamente, con trattenuta aggressività. Sono sicura fosse stato un altro contesto non avrebbe tentato di giustificarsi con disprezzo ma sarebbe passato alle vie di fatto, come si usa ormai fare troppo spesso, e non solo da queste parti.

Mi sono domandata se i camici sgualciti, i sorrisi ostentati, la gentilezza dovuta e ostentata non fossero un cliché cui ormai da troppo tempo tutti noi ci adeguiamo.

Facile dire che deve finire questa pandemia, stiamo tutti lavorando per fare in modo che accada, quasi tutti.

Mi domando piuttosto come uscirà il sistema sanitario pubblico da questa terribile esperienza, se mai ne uscirà. E come ne usciremo noi.

Insomma, cominciamo bene.

Torna il blog con la sua consueta programmazione

Lasciavo un mese fa questo blog in silenzio, dopo aver fatto i conti con ciò che ho imparato nel 2021, una riflessione che mi ha guidata in questo periodo di silenzio e lontananza da quasi tutto.

Restare sola con me stessa e il mio compagno mi ha regalato ulteriori, nuove, consapevolezze.

Da un periodo di riposo dal blog si esce sempre rinvigorite. Basta restare all’erta e cogliere i cambiamenti, anche piccoli, che accadono quando finalmente ti permetti di non fare nulla di quanto è stato stabilito e godere di ogni singolo momento per com’è e per cosa ti va di farlo diventare.

Così con oggi riprede la consueta programmazione con un nuovo articolo. Così sarà ogni martedì.

Ho bucato l’obiettivo che mi ero data per l’anno scorso, ovvero raggiungere i centomila visitatori nel 2021. L’ho bucato per poco, eh, sicché posso essere contenta lo stesso, anche perché al di là di tutto il risultato di un blog fatto interamente da me, senza aiuti né supporti che offre contenuti che in tutta evidenza piacciono per più di sei anni non è cosa da poco.

Insomma, grazie! Spero di avervi con me anche nel 2022.

Qualcosa di nuovo nella lettura

Grande benedizione che aspettavo da tempo: è tornata la voglia di leggere, nel modo cui sono più affezionata, ovvero affamata di conoscenza, lasciandomi trasportare in una specie di effetto domino che collega ogni lettura a un’altra per il tramite di indizi sparsi qua e là nel libro.

Così ho finalmente preso in mano Sottomissione, di Michel Houellbecq, di cui avevo recensito Estensione del dominio della lotta su questo blog, e l’ho trovato straordinario.

Incredibile come l’avessi acquistato quasi per disperazione, dopo averne sentito tanto parlare e spesso male, a dir la verità, e che ora, dopo averlo terminato, senta una certa gratitudine per la scrittura che Houellbecq ci ha regalato, quasi priva di intreccio e interamente fondata sull’evoluzione o involuzione del personaggio principale.

Ne parlerò, sto già preparando una recensione più approfondita. Intanto date un’occhiata alla mia rubrica delle recensioni, Pillole d’Autore.

E’ grazie all’effetto domino inerito da Houellebecq che ho scoperto joris-Karl Huysmans, naturalista della scuola di Zola, e un mondo narrativo che sta parlando direttamente alla mia scrittura.

Eccola la mia lettura d’ispirazione, di approfondimento, di ampliamento della conoscenza. Di sicuro quest’anno sarà questo tipo di libri, romanzi compresi, a caratterizzare i miei acquisti e le mie letture.

Non so se compilerò una lista di libri letti durante l’anno, d’altra parte non l’ho mai fatto e sembra che sia rimasta una delle poche blogger che non ne compila una!

Stavo proprio decidendo di cominciare a tenere il conto visto che partiamo bene quest’anno, ma poi la debacle dell’ultimo baluardo di blogger no list (il blog di Maria Teresa Steri) mi ha convinta a tenere duro 😀

Vediamo se dura.

Cominciamo bene anche con la scrittura

Dopo l’uscita di Càscara (ancora non sai di che parla Càscara? Leggi qui!), nel giugno dell’anno scorso, ho ricominciato a scrivere.

Sono due le storie abbozzate, delle quali ho già una quarantina di pagine a testa, forse anche di più.

Sono molto diverse e trattano temi a me cari. La solitudine e l’individualismo l’una, il rapporto con la madre l’altra. Personaggio maschile per il primo, femminile per il secondo, con tratti di biografia romanzata con innesti.

Dopo molto scrivere però ora sono ferma.

Sto facendo alcune interessanti riflessioni sulla mia scrittura e soprattutto mi sto domandando a quale tipo di autrice desidero somigliare: cercare una bella storia o cercare di andare a fondo? Sono forse due elementi in contraddizione?

Serve a me oggi parlare di ciò che sta accadendo? Qualcuno lo sta facendo? Non intendo solo la pandemia, ma qualcosa che vi riguardi, ora?

Temo proprio che questo dubbio attraverserà l’anno della mia scrittura.

E voi, come avete passato le feste? Che tipo di anno si preannuncia per voi?


Se è un nodo a tenerti fermo in porto, scioglilo. Apri le vele e naviga in mare aperto. Ascolta la voce della tua anima e sii finalmente cio’ che desideri essere 


Buon 2022, ben ritrovate e bentornate sul blog, care Volpi!

15 Comments

  • Marco

    Hai scritto “bricchi”? Ma non è ligure? 😉
    Huysmans l’ho letto in “Zaino in spalla” (deludente), e “Controcorrente” (magnifico). Una scrittura spettacolare (in Controcorrente).

    • Elena

      Ho scritto bricchi perché lo usiamo sempre anche noi! In fondo Liguria e Piemonte sono vicinissime! Sono molto contenta di aver scoperto attraverso un altro autore Huysmans di cui ho acquistato A ritroso semplicemente perché Houellebecq ne parla di continuo e in effetti c’è un legame con la sua storia. Ma la bibliografia di questo autore è molto vasta, terrò presente conto dei tuoi suggerimenti. Grazie e ancora tanti cari auguri

  • Brunilde

    Prendo nota delle tue letture, la mia booklist è pronta a prendere spunti!
    Quest’anno, riguardando l’elenco dei libri letti, ho preso atto di una quantità inferiore, ma di una qualità superiore. Diciamo che essere selettivi, anche nelle letture, è una scelta che intendo portare avanti, con convinzione.
    In questa mia vita piuttosto ritirata, causa situazione generale, lettura e scrittura hanno uno spazio ancora maggiore, Sono confusa e arrabbiata per l’informazione sensazionalistica e affatto corretta che ci viene propinata dai giornali e dai social circa la pandemia e la nuova variante, descritta come ” tsunami di contagi ” o ” inizio della fine”, e ancora si legge” compromessa la ripresa economica, affossato il paese ” ma anche ” finalmente la luce in fondo al tunnel. ”
    Diligentemente, sono andata a fare la terza dose, anch’io in un Hub vaccinale aziendale, presso la Bonfiglioli riduttori, una bella realtà imprenditoriale nell’interland bolognese, trovando cortesia ed efficienza. Credo che sarà indispensabile ripensare al Servizio sanitario nazionale, dal numero chiuso a medicina al trattamento economico degli operatori, tutti, dall’inserviente al primario, se vorremo essere un paese più civile e più equo.

    • Elena

      Carissima, mente ti leggo escono i dati dei decessi di oggi, 259. Spaventoso. Hai ragione su sanità e scarsità di informazione resta il fatto che pur in un quadro non sempre chiaro la situazione sia critica anche per la difficoltà di tenere aperti i servizi essenziali. Vedremo domani cosa decidono. Intanto la lettura offre sponde di leggerezza e di cambiamento di cornice che sono preziose in momenti come questi. Molti come me hanno letto meno nel 2021. Nel 2022 sento che sarà differente e che non disperderò le energetici con libri che non mi ispirano / convincono / piacciono. Leggere è libertà, intendo esercitata. Buon anno anche a te

  • Giulia Lu Mancini

    Complimenti per i tuoi centomila visitatori e buon anno! Riguardo alle letture nel 2021 ho letto più del solito, ma non era un obiettivo che mi ero posta, è capitato, chissà se è dipeso dalla chiusura dei primi mesi del 2021 o forse dal maggior numero di notti insonni…
    Io ho passato un Natale tranquillo con sorelle e nipoti in Puglia e con una certa ansia perché con l’andamento dei contagi temevo di non riuscire a ripartire e tornare a Bologna (ero in treno). Il capodanno è stato piacevole in compagnia del mio compagno e il 3 gennaio sono tornata al lavoro. Per il 2022 non so cosa aspettarmi, sono scaramanticamente cauta.

    • Elena

      Ciao Giulia, io ho una sensazione piuttosto forte sul 2022. Penso che per me ci saranno grandi cambiamenti. Vedremo. Bello che tu sia riuscita a rifare il pieno di Puglia senza problemi ‘logistici’. Io devo andare un week end a Roma per lavoro e sono un pò in crisi. Non viaggio da due anni

  • Luz

    Io sono stata fra le blogger dell’elenco dei libri, ma è stata la primissima volta. Era anche un modo per ricordare tutti i post/recensione e segnalarli per qualcuno che se li era persi. Chiariamo!! XD Questo tuo 2022 nasce sotto i migliori auspici e sono felice per te. Mi piace anche l’idea di trovare un nuovo modo di narrare. Buon anno, cara Elena!

    • Elena

      Cara Luz ma tu puoi tutto! E poi hai fatto bene a celebrare questa nuova vena artistica che trova sfoga nelle tue ottime recensioni! Un abbraccio e tanti tanti auguri a te

  • Franco

    Ciao. Ho (abbiamo) cominciato bene, in compagnia di una coppia più giovane di noi e dei loro bimbi. Stupendi, ci hanno adottati come terza coppia di nonni, quelli meno convenzionali.
    Scrivo e leggo anche per documentarmi sul tema del mio secondo romanzo. Sta prendendo forma e forse rispecchia troppo il mio pensiero politicamente scorretto: so già che nasce senza prospettive e forse va bene così. Ho anche scritto un racconto breve che fa parlare in prima persona una telecamera di sorveglianza. Mia moglie infermiera lavora al centro vaccinale di Borgosesia e stasera è arrivata a casa come al solito stremata per la fila di utenti over cinquanta alla prima dose. Bene. Ciao.

    • Elena

      Ciao Franco, ottimo inizio, tra amici e con la persona cara. Mi fa piacere sapere che anche per te il 2022 comincia con qualche nuova idea per la tua scrittura. Accoglila senza pregiudizi! Mi sento di dare a tua moglie e attraverso di lei a tutte le infermiere e gli infermieri e il personale medico del centro vaccinale un grande abbraccio per il lavoro pesante e preziosissimo che svolgono ogni giorno. E’ sicuramente a buon fine. Senza vaccino non so dove saremmo. Un abbraccio e bentornato

  • Grazia Gironella

    Centomila lettori sono un numero… stratosferico! Complimenti per il risultato ben meritato. Alla mia terza dose ho trovato il personale paramedico stanco ma gentile, la responsabile dello hub invece pronta a sbottare con rabbia a ogni richiesta. Forse le persone che lavorano in prima linea anche in condizioni normali fanno fronte meglio a situazioni come questa, mentre chi prima se ne stava in un ufficio carino e tranquillo – niente di male, beninteso – ora che è stato sbalzato nella realtà della pandemia ne risente un po’. Eh bè, può capitare. Sono felice che tu sia così viva e vivace. Sarà un grande 2022. 🙂

    • Elena

      Cara Grazia, l’entusiasmo iniziale è già piegato da qualche piccolo intoppo familiare ma tengo duro. Sono felice di ritrovarti, ogni anno per me sapervi qui è un regalo enorme. Grazie e tanti baci

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