Che bella Storia, il Salone del Libro di Torino!
Scrittura

Che bella Storia, il Salone del Libro di Torino!

Che bella Storia, il Salone del Libro di Torino!

Era la primavera del 1987. Angelo Pezzana, un libraio visionario, dalla sua libreria internazionale Luxemburg, nella splendida cornice di Piazza Carignano, ha un’idea.

Radicale, eletto Consigliere Regionale, Presidente dell’Associazione Italia-Israele.

Ha letto che  a Managua, nel luglio del 1987, si terrà il primo festival Internazional del Libro.

Una bella Storia, deve aver pensato, perché non la portiamo a Torino?

Che bella Storia, il Salone del Libro di Torino!

Pezzana ha in mente di diffondere i libri ovunque in città: nei negozi, nelle strade, nelle centinaia di associazioni che popolano il bosco culturale di Torino.

Ma sa che per fare un Festival, quello che poi si chiamerà Salone del Libro (forse per giocare con l’altro Salone di Torino, quello dell’auto) c’è bisogno di uno spazio adeguato e di tante, tante risorse.

Come ci racconta Roberto Moisio nel suo libro Un romanzo di carta: storia del Salone del Libro di Torino , Pezzana pensa a Torino Esposizioni, guarda caso location di tanti Salone dell’Automobile.

Lo fa lasciandosi guidare dal fiuto per gli affari di Guido Accornero, altro papà del Salone, che si occupa di acquisizioni e di operazioni finanziarie, ma che ha a cuore la cultura.

È lui infatti a tirare fuori dai guai la Einaudi, allora in fallimento.

“È un’idea fantastica” dice il maturo Accornero, per poi chiosare “Lo facciamo senz’altro”.

Accornero fa un “giro per le banche”, “sente il Piemonte”, insomma mette in moto energie che Pezzana non immagina nemmeno.
E il miracolo si compie.

Manca solo il logo.

Ci penserà Armando Testa, disegnatore, grafico, cartonista, ai tempi d’oro il suo gruppo a Torino portava prestigio e tanto lavoro.

Un logo che ha funzionato, perchè ancora oggi è il tratto distintivo del Salone.

Così Pezzana vede materializzarsi il suo sogno: la prima edizione del Salone del libro, a Torino Esposizioni, vede la partecipazione di oltre cinquecento espositori e centomila visitatori.

Uno straordinario successo in un paese dove si leggono pochi libri e se ne comprano anche meno.

Come è possibile?

Perché il Salone del Libro è vissuto da noi torinesi come un patromonio inalienabile che abbiamo difeso compatti da ogni tentativo di scippo, l’ultimo da parte dei cugini milanesi.

E oggi siamo alla XXXII edizione! Il programma a questo link!

La nuova logistica, il Salone ancora più accessibile

La residenza di maggio del Salone è sempre al Lingotto, padiglioni 1, 2 e 3.

Ma da quest’anno è accessibile anche l’area dell’OVAL, in cui ci saranno i big, e uno dei tre ingressi al Salone (potremo dire addio alle code) porta direttamete dal binario 9 della Stazione Lingotto all’ingresso delle biglietterie.

Mica come l’anno scorso! Ve l’ho raccontato qui il mio Salone 2018.

Quer pasticciaccio brutto che poteva mettere a rischio il Salone

Anche se la questione è risolta, voglio condividere con voi quanto è succeso nei giorni precedenti l’inaugurazione, in merito alla presenza della casa editrice Altaforte al Salone.

Il collettivo WuMing denuncia cinque giorni prima dell’inaugurazione, la prvesenza di una casa editrice fascista al Salone.

In un comunicato articolato, WuMing motiva le ragioni della scelta di non partecipare al Salone.

Leggo le loro dichiarazioni (puoi trovarle qui) e mi convinco che hanno ragione.

Milito nella CGIL e in particolare nel sindacato che organizza autori e cultura a Torino e in Piemonte, la SLC CGIL.

Così mi muovo per dire la nostra in un comunicato stampa e poi in un articolo sul blog Il Futuro è che vi invito a leggere a questo link.

Dopo molte discussioni, oggi tiriamo tutti un sospiro di sollievo.

Grazie alla decisione del Comune di Torino e della Regione Piemonte, di denunciare Altaforte per apologia del fascismo e in seguito di rescindere il contratto con loro, oggi possiamo pensare al Salone come un luogo libero dalla propaganda fascista che ahimè oggi è tornata alla ribalta.

E così ieri è stato il giorno di Halina Birenbaum, scrittrice di 90 anni sopravvissuta ad Auschwitz.

Fino a mercoledì sera minacciava la sua assenza all’importante appuntamento del Lingotto perché impossibilitata a condividere spazi con coloro che inneggiano al regime che l’ha imprigionata, torturata, deportata e quasi uccisa, insieme a molte altre.

Poi il Comune e la Regione hanno fatto la scelta giusta.  E lei oggi ha tenuto un’eccellente lezione al Salone.

Le parole pronunciate da Halina sono quelle che oggi voglio ricordare:

La libertà di espressione va garantita. Ma prima c’è il dovere di dire la verità. Sempre. Il male non si può giustificare

Così alla fine il Salone è ripartito con lo stesso entusiasmo di sempre.

Ma questa faccenda lascerà qualche traccia?

Cosa pensate della libertà di pensiero nel nostro Paese? E nella scrittura?

Fate un salto al Salone o saltate il giro?

 

24 Comments

  • Barbara

    Niente Salone per me quest’anno, il mio salvadanaio è stato investito nel viaggio per la Scozia prima e purtroppo la data del Salone coincide con la Pink Run di Padova, evento a me caro (tanto che me la sono fatta da sola e sotto la pioggia). Sono contenta di sentire che l’hanno allargato di dimensioni (era davvero brutto quel tendone esterno l’anno scorso, con gli ultimi sfortunati espositori) e migliorato i servizi (la storia dei bagni, per me grave; le file all’entrata o al bar le posso capire, la confusione per i corridoi stretti tra gli spazi espositivi anche, ma per i bagni ci sono dei regolamenti che calcolano l’affollamento). Sono convinta che le migliorie hanno avuto anche un impatto positivo sulla godibilità degli stand e delle conferenze. Magari l’anno prossimo ci torno, chi lo sa. Purtroppo in un giorno non riesco e quindi devo prevedere il weekend e il pernotto.
    Sulla libertà di pensiero… condivido la spiegazione di Zero Calcare “La banalità del nazi: questa non è una partita a bocce. 10 banalità che renderebbero più igienico il dibattito sui nazisti.” su l’Espresso dello scorso anno. Lo diceva già allora e non è cambiato niente. Potete leggere il fumetto qui: https://imgur.com/gallery/1vZ3m?fbclid=IwAR2ryRPresvftYdV3C0SJ_TnbBsUAUqChjRMh7NoOH8_RZGXmVcK8lSqmAc

    • Elena

      Il tendone dell’anno scorso, specie con la pioggia è stato un vero disastro! Ti aspettiamo per un week end a Torino il prossimo anno così ci si va direttamente insieme (a patto che l’una trattenga la carta di credito dell’altra )

  • Giulia Lu Dip

    Purtroppo io non sono mai andata al Salone del libro di Torino, mi piacerebbe ma organizzare una trasferta a Torino diventa per me troppo complicato tra lavoro e impegni familiari. Chissà in futuro, mai dire mai.

    • Elena

      Eh sì, frequentare questi appuntamenti richiede energie e risorse. Ormai con lo streaming e i social si può restare aggiornati comunque. Ma nulla è paragonabile al frastuono e alla confusione tra gli stand dove si respira aria buona, anche se si è al chiuso! E poi, un giro a Torino merita sempre, è una bella città sai?

  • Calogero

    Bisognava far passare la questione sotto silenzio. In questo modo si sono puntati i riflettori sui fascio-leghisti, i quali ne hanno subito tratto beneficio (basti pensare che quella porcheria di libro ha subito venduto 6000 copie).

    Il salone del libro per me rimane un miraggio anche quest’anno. Troppe cose da fare e troppo poco tempo libero da impiegare per fare molte a altre cose. Sto facendo l’anno sabbatico al contrario. Te che ce l’hai a portata di mano, goditelo più che puoi anche per me, Elena 🙂

    • Elena

      Mah, io penso che abbiamo fatto bene a parlare. Avrà anche venduto 6000 copie ma non ha avuto la risonanza che avrebbe avuto a uno stand centralissimo con presentazione del libro e magari ospitata del #felpapig . Quanto al tempo, quello scappa a tutti mannaggia! Ma almeno riusciamo a fare ciò che ci piace!

  • Banaudi Nadia

    Interessante il tuo articolo e anche l’altro linkato in cui esprimi perfettamente idee condivisibili che innanzi tutto sono piene di buon senso. Interessante scoprire come tutto è nato e si è trasformato anno dopo anno. Ricordo ancora l’emozione quando ho messo piede per la prima volta in quel mondo immenso che è il Salone del libro, un’emozione unica e impossibile da paragonare. Più di chi per la prima volta vede il mare, più di un bambino al parco divertimenti. Io anche quest’anno salto ma non per motivi snob, ci andrei anzi molto volentieri a fare incetta di libri, ad ascoltare presentazioni, a incontrare amici blogger. In quella grande bagarre tutto assume un valore speciale ed è inutile denigrarla è una grande vetrina.

    • Elena

      Ciao Nadia, allora siamo in due a godercelo da casa! Io ero una ragazza e lavoravo allo stand del Centro Piemontese di studi africani presso cuore avevo preparato la laurea. Ora se non ridi ti dico il primo libro che ho portato a casa : il testo di Bahai Ullah. Verde come le foglie. Devo aver avuto un delirium mistico di cuori fortunatamente non ricordo nulla

  • newwhitebear

    Al salone non verrò ma il comunicato dei WuMing l’ho diffuso nel suo piccolorunilde, esiste una tramite il collettivo de iQuindici, di cui faccio parte.
    Concordo con Brunilde. Esiste una legge, anzi due, una del 1952 e una del 1993, oltre a esssere un articolo della nostra Costituzione ma tutti sembrano avere il terroe di ricordare il ventennio e fingono di non vedere o sentire.
    Sono per la libertà di espressione, quando questa esprime un’opinione non in contrasto con le leggi. Se queste sono sbagliate si cambiano ma non si ignorano.

    • Elena

      Mi pare un’ottima definizione di libertà, Gian. In questi giorni in molti hanno parlato di censura facendo riferimento proprio alla libertà di pensiero. Proprio quella che se oggi il fascismo non fosse fuori legge, non avremmo. Riflettere gente. E studiare. Non fa mai male

  • Sandra

    Andrò al Salone domenica e non vedo l’ora!
    Sono curiosissima riguardo la nuova zona Oval, hanno anche parlato di corridoi più larghi tra gli stand. Ho in mente due editori dove fare scorta e mi lascerò stupire da altro, o almeno spero. Sarà una festa che sa ripetersi ogni anno per chi, come me, se ne frega delle critiche sterili “c’è fila al bagno!” o altro. Le polemiche serie quelle no, quelle mi importano eccome, ci sono ogni anno ma quella di quest’anno le batte tutte. Sono felice della decisione presa, stamattina ho sentito il discorso di Nicola Lagioia. Questi tremendi rigurgiti vanno stoppati, come dice giustamente Brunilde, basterebbe applicare la legge.
    Da milanese figurati che ho persino mal sopportato la diatriba campanilistica, il Salone è di Torino e ho trovato assurdo che Milano volesse scipparglielo, infatti si è visto come è finita.

    • Elena

      Ti adotto subito come torinese doc, cara Sandra. E buon salone domani (nel giorno dell’incubo, auguri!). Fai il solito bottino e trova ispirazione. E quando ti va ci racconterai la tua esperienza. Ps : vai sulla passerella del Lingotto! Mi intrippa l’idea al punto che ci andrei solo per quello!

    • Barbara

      Critiche sterili “c’è la fila al bagno!” no Sandra. C’era chi stava male in quella fila l’anno scorso. Spero che quest’anno la situazione fosse migliorata, ma l’anno scorso nell’orario di punta era un delirio. Pochi bagni, poco segnalati, gente che stava male. Eh!

  • Brunilde

    Cara Elena, come ben sai esiste una legge del nostro Stato che punisce chi ” pubblicamente esalta principi esponenti fatti o metodi del fascismo, ovvero le sue finalità antidemocratiche”.
    Per quale motivo questa legge è sempre rimasta pressochè inapplicata, anche a fronte di episodi inequivocabili?
    Posso anche capire: si è preferito minimizzare, declassando i vari episodi a goliardate nostalgiche e innocue, per mantenere la pace sociale e non fomentare scontri.
    Ora però, stante la situaazione, non mi pare più il caso di lasciare inapplicata la norma che punisce l’apologia di fascismo, e che non ha nulla a che fare con la libertà di espressione.
    Per fortuna Comune di Torino e Regione Piemonte hanno denunciato.
    Spero sia solo l’inizio, e confido in condanne nette, da confermarsi in ogni grado di giudizio.
    Suggerisco nuovamente a tutti la lettura di “M figlio del secolo” di Scurati: una lettura sconvolgente, molto utilie a coloro che affermano che il fascismo ha fatto anche cose buone.
    Godetevi il Salone, Voi che potrete partecipare!

    .

    • Elena

      Ho fatto un giro in rete per capire come sono andate a finire un paio di denunce di questo tenore : male, gli imputati sono stati assolti. Di sicuro tu ne sai di più Tristemente c’è una sorta di sottovalutazione nei confronti di questi rigurgiti che mi spaventa. Poi penso a tutti coloro che sono consapevoli e che rappresentano lo zoccolo duro della democrazia. Io sono orgogliosa delle istituzioni che rappresentano la mia città e la mia regione. Hanno fatto la cosa giusta, mi auguro che ovunque succeda lo stesso. Non credo che quest’anno andrò al Salone. L’anno scorso ci ho passato ogni giorno e sta volta salto il turno (a meno di cambiamenti dell’ultima ora). Ma lo difendo, perché è l’immagine stessa di Torino, cara Brunilde

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