Dopo aver raccontato un episodio piuttosto istruttivo qui: Che pasticcio il self publishing” , ho deciso di approfondire l’argomento.
Sempre più autori scelgono il self publishing per pubblicare i propri libri. Ma spesso non sanno quale piattaforma scegliere.
Negli anni ho pubblicato con due servizi molto diffusi: StreetLib e Youcanprint.
In questo articolo racconto la mia esperienza diretta, con i pro e i contro che ho incontrato pubblicando sia ebook sia libri cartacei.
Spero di aiutarvi a fare con più consapevolezza la vostra prossima scelta di pubblicazione.
Youcanprint o StreetLib? La mia esperienza con il self publishing
Ci sono sostanzialmente tre tipologie di autori che approdano al self:
- quelli delusi dall’editoria tradizionale
- quelli che non ricevono risposte dall’editoria tradizionale e ripiegano sul self
- quelli che scelgono il self scientemente, perché lo ritengono uno strumento utile e flessibile per promuovere e far conoscere il proprio romanzo al pubblico
A qualunque dei queste tre tipologie di self publisher apparteniate, dovete sapere che una pubblicazione non è mai per sempre.
Soprattutto chi si autopubblica, deve mantenere un’attenzione al prodotto libro costante e continua ed essere in sintonia con la piattaforma scelta, per conoscerne le evoluzioni e i cambiamenti, che negli ultimi anni sono stati davvero molto significativi.
D’altra parte c’era da aspettarselo: il self publishing ha incrementato i suoi utenti e lo sviluppo del print on demand, sempre più integrato nella filiera distributiva, permette di produrre piccoli stock utili anche per titoli a bassa rotazione o di ristampare just in time il titolo richiesto dalla libreria, senza sprechi o costose giacenze.
Il self e il problema della qualità
“Con il self-publishing la selezione non avviene più a monte ma a valle del processo produttivo. Fa sì che le cose più interessanti emergano grazie alle scelte degli utenti”.
Lorenzo Fabbri di ilmiolibro.it
A parte i dubbi circa un’affermazione di questa natura, il self publishing come ogni cosa può essere uno strumento per il bene come per il male. Mi spiego meglio.
Da un lato l’auto pubblicazione rappresenta un’occasione per ogni autrice/autore di farsi conoscere e apprezzare, sottoponendosi alle severe logiche del mercato.
Lo fa senza filtri iniziali, dighe o spocchiose risposte delle CE, anche in caso di esordiente.
Dall’altro lato il fenomeno del self publishing permette l’incremento spropositato di titoli, generando una sorta di dumping qualitativo dell’offerta di narrativa. Il rischio è la saturazione del mercato.
In un paese in cui ci sono più scrittori che lettori, l’inflazione di titoli non aiuta.
Da questo dilemma a mio avviso non se ne esce. Il self publishing agisce nel mercato, permette di collocare un prodotto senza che il consumatore possa prima valutarlo e dunque assume il rischio della scatola chiusa, senza possedere alcuna arma per difendersi ex post.
Con un prezzo abbordabile, specie per il formato ebook, il self è una possibilità vera che nella peggiore delle ipotesi finisce nel cestino dopo le prime dieci pagine (quante volte vi è capitato? A me molte).
Direte che ciò vale per ogni libro che non sia stato pubblicato da una Casa Editrice di un certo livello in grado di effettuare una selezione qualitativa a monte.
Oppure per ogni libro in generale che non incontri il gusto di chi lo legge.
Ma non concordo. Qui non stiamo parlando di una storia che piace o non piace, ma della tecnica narrativa e della conoscenza della lingua in cui si pretende di scrivere. Su questo è difficile transigere. Non siete forse d’accordo?
Perché ho scelto il self publishing
Ciò che avvicina un esordiente al self è a mio avviso il prezzo.
Le promozioni che le piattaforme realizzano sono spesso legate a un’aspettativa di incremento delle vendite di prodotti che languono negli spazi virtuali delle librerie o meglio degli store on line.
Avete mai visto un romanzo di successo venduto a 2,99 euro?
Ebbene, un esordiente può farlo, in autonomia, per spingere chi non lo/la conosce all’acquisto.
Questo meccanismo cambia la prospettiva e il rapporto tra l’autore e il suo manoscritto, che è a tutti gli effetti un prodotto che viene collocato sul mercato e promozionato nel migliore dei modi, seguendo le regole del marketing valide per qualsiasi altro prodotto.
Senza la qualità non c’è sostenibilità. Ma anche l’estetica, la copertina, il logo, fanno la loro parte.
Una volta valutati i pro e i contro e definito a quale delle tre tipologie iniziali di self publisher appartenete, deciderete a quale piattaforma affidarvi.
Youcanprint o StreetLib: quale scegliere?
Non esiste una risposta valida per tutti. Dipende da cosa cercate: pubblicare un ebook, stampare un libro cartaceo o avere assistenza nella distribuzione.
Vediamo che differenze ci sono tra Youcanprint e StreetLib. E poi decidete.
StreetLib: la mia esperienza
E’ la prima piattaforma cui mi sono rivolta, nel lontano 2014.
Si chiamava Narcissus, ed era appena nata. Poi nel tempo è diventata prima Simplicissimus Book Farm e poi StreetLib.
Il cambio di nome dà l’idea dell’evoluzione di un prodotto affidabile per quanto riguarda il formato digitale, ma non altrettanto per quanto riguarda il cartaceo, come ha giustamente osservato Marco in questo commento sull’articolo precedente.
All’inizio mi sono trovata bene: una volta superate le difficoltà di impaginazione e creazione della copertina, ai tempi molto farraginose almeno per quanto ho sperimentato io, le cose hanno funzionato piuttosto bene.
Le copie cartacee sono di buona qualità e ad oggi è l’unico self che io conosca a proporre carta color crema e di grammatura e ruvidezza analoghe a quelle dei libri delle grandi case editrici.
Quando prendete un libo in mano, sono dettagli di cui ci si accorge subito.
Su StreetLib i guadagni sono ahimè rendicontati con un certo ritardo, ma sono rendicontati e di solito non sfugge niente. Inoltre non ho registrato nessun problema all’acquisto del libro da parte dei futuri lettori, specie in formato ebook, e la consegna così come i pagamenti sono stati precisi e dettagliati.
La bacheca a disposizione dell’autore invece mi piace poco. La trovo meno fruibile di altre, perché poco intuitiva. Ma si tratta di un gusto personale suppongo.
Il prodotto ebook generato da StreetLib mi sembra buono, anche se i layout preformattati sono a mio avviso poco moderni e risentono un pò della storia che questa piattaforma ha.
Un ulteriore vantaggio che contraddistingue questa piattaforma è la possibilità di proteggere l’opera pubblicata dalla diffusione non autorizzata per mezzo del watermark e di altri dispositivi di cui potete prendere nota in questo articolo.
Io ho scelto di utilizzare il watermark, ma non sono in grado di dire se abbia davvero funzionato. Posso testimoniare però di non aver mai ricevuto segnalazioni di frodi. Diciamo che se mi hanno piratata non me ne sono mai accorta :-D
Il libro è disponibile dovunque e non ho mai ricevuto lamentele di nessun tipo (con un blog, prima o poi qualche utente scontento ti scova e ti segnala, se è necessario).
L’impaginazione e la copertina, nonostante la qualità comparata con gli altri self publisher sia buona, risentono del fatto che la piattaforma è obsoleta e non è particolarmente generosa nell’aiutare gli autori, anzi.
Riuscire a progettare la copertina, inserire la piccola foto nella quarta, la biografia, la sinossi, bilanciare l’immagine e tutto il resto, non è affatto semplice né appunto intuitivo.
Ma ciò che a me è risultato antipatico è il fatto che alla fine di questo estenuante lavoro, una volta scaricata la copertina nel suo sviluppo completo in formato pdf (prima, quarta, dorso, anche questo non facilissimo da realizzare) e inviata alla piattaforma, sono cominciati i problemi: quasi mai è nel formato corretto voluto dalla piattaforma!
E qui comincia l’incubo perché se non sei un grafico esperto e hai poca dimestichezza con pixel dimensioni delle foto, programmi adeguati per realizzare le modifiche, la cosa si fa complicata.
Puoi pagare, certo, ma è un’altra cosa.
Il problema più grosso per quanto mi riguarda è che dalla bacheca personale si possono gestire tutti gli e-book da ogni punto di vista (copertina, contenuto, sinossi, foto, ecc).
Ma per il cartaceo questa opzione non è possibile. Devi rivolgerti alla piattaforma. Così i tempi di lavorazione si allungano e non sempre sono compatibili con i tuoi desideri.
Quindi se decidi di pubblicare con una piattaforma parti per tempo. In fondo per fare un buon lavoro bisogna avere pazienza…
Armati di santa pazienza e se qualcosa non ti torna, procedi a botta e risposta via mail fino a quando non hai risolto tutti i problemi e finalmente la nuova versione può essere rilasciata.
In ultimo, una raccomandazione:
non fate l’errore che ho fatto io
Una volta segnalato e autorizzato il cambiamento, non dimenticatevi del problema ma datevi almeno un mese di tempo per verificare con costanza che il cambiamento sia stato effettuato.
Io mi ero dimenticata del problema e ne è venuto fuori un bel pasticcio!
Conclusioni?
Il cartaceo con Streetlib non andrebbe mai pubblicato
StreetLib: pro e contro
Pro
- buona distribuzione ebook
- qualità della carta per il cartaceo
- sistema di protezione con watermark
Contro
- gestione del cartaceo complicata
- piattaforma poco intuitiva
- modifiche lente
Youcanprint: cosa ho apprezzato
Dopo la prova di StreetLib, sull’onda di una suggestione di un amico che aveva pubblicato con Youcanprint, provo questa piattaforma.
Youcanprint non è solo una piattaforma per l’autopubblicazione: nel tempo ha sviluppato una serie di servizi a corredo dell’attività di print on demand o pubblicazione in self che dir si voglia, come ad esempio un blog con molte risorse utili per gli scrittori.
A differenza di StreetLib infatti la pagina per la gestione degli ordini, dell’impaginazione e della rendicontazione è molto più chiara e dettagliata.
Io ho pubblicato con loro Tecniche di oratoria. Guida all’arte di parlare in pubblico e il prodotto finito, parlo del cartaceo in particolare, è di mio gradimento. Peraltro ha venduto benissimo ;-)
Il giudizio positivo vale sia per la qualità della carta, esattamente come l’ho chiesta e come la immaginavo, che per la qualità della copertina, lucida e di grammatura perfetta.
Una copertina che ho creato da me, come vi ho raccontato qui e che mi piace davvero molto :-)
Youcanprint ha sulla sua bacheca non solo i rendiconti delle vendite dei libri con loro pubblicati, ma i libri in lavorazione, quelli già pubblicati, la mappa delle librerie in cui si possono acquistare, la distribuzione.
Inoltre come casa editrice è presente nelle fiere mettendo a disposizione il logo per i suoi autori.
E’ stata anche al Salone del Libro di Torino, una vetrina importante, specie per i nuovi autori.
Bisogna dire che Youcanprint è una piattaforma di pubblicazione che ha dei costi più elevati di StreetLib.
Per esempio, per la ripubblicazione di Così passano le nuvole, che voglio appunto togliere da StreetLib almeno in cartaceo, Youcanprint mi ha chiesto 70 euro, comprensive di una copia di verifica.
Non le ho pagate perché non avevo ancora ritirato tutte le royalties di Tecniche di Oratoria e dunque me le hanno scalate. Anche questa è una buona opportunità.
Ma cosa comprende questa cifra?
Impaginazione ed elaborazione della copertina (che io manterrei nella forma che già conoscete perché la trovo efficace e in ogni caso non desidero cambiarla).
Tutto sommato, mi pare una cifra considerevole. Il risultato potete vederlo da voi, a me pare delizioso :)
Anche con questa piattaforma è l’autrice a decidere il prezzo di copertina, quali store ammettere per la distribuzione, quale copertina utilizzare.
La piattaforma offre una serie innumerevole di servizi a corredo della pubblicazione. Va da sé che i costi aumentano. Se qualcuno di voi li ha utilizzati più diffusamente, può offrire nei commenti qui sotto la sua opinione.
Youcanprint: pro e contro
Pro
- piattaforma chiara e intuitiva
- buona qualità di stampa
- assistenza più completa
Contro
- costi più elevati
- alcuni servizi sono a pagamento
Le principali differenze tra StreetLib e Youcanprint
Dunque concludendo, se sei un autore in self che non ama scervellarsi per pubblicare, YCP è una buona soluzione. Offre assistenza completa, e permette persino di omettere il marchio YCP sulla copertina (io l’ho fatto perché proprio non mi piace).
StreetLib è invece una soluzione economica e pratica per pubblicare in formato digitale. Se volete solo fare una prova e non volete pubblicare in cartaceo, allora StreetLib fa per voi.
In entrambi i casi occorre avere pazienza, tempo e voglia di tanto in tanto di andare a vedere come stanno i nostri libri.
Il self publishing non è per tutti: chi lo sceglie sceglie di vigilare sul proprio romanzo in tutte le fasi della lavorazione, persino nel post vendita.
Self publishing: quello che ho imparato
Eccoci alla fine di questo post. Dopo questo excursus sull’esperienza di self publisher possiamo tirare una riga e rispondere alla promessa iniziale e vedere insieme quali sono i pro e i contro.
Se non abbiamo alcuna confidenza con gli strumenti informatici e digitali allora il self non fa per noi. Affidarsi costa troppo e a quel punto meglio lavorare alla cura del nostro romanzo e trovare una casa editrice, anche piccola, che possa pubblicarvi, magari in digitale.
Analogamente, se siamo troppo pigri e vogliamo dimenticarci del nostro romanzo una volta pubblicato, meglio rivolgersi a una casa editrice tradizionale, che almeno pubblicherà il vostro libro in un determinato formato una volta per tutte e senza sorprese.
Ma, pensateci bene. Davvero volete dimenticarvi del vostro romanzo? Se appartenete a questo tipo di autori, ovvero chi vuole togliersi la soddisfazione di pubblicare per tenerne una copia in salotto da mostrare agli amici, allora una cosa vale l’altra.
Forse non è una storia quella che avete scritto, ma un’auto celebrazione.
Non temete, farà la sua ottima figura sullo scaffale senza prendersi la briga di chiamarlo libro.
Se invece pensiamo che la nostra storia valga la pena di essere letta, ogni sforzo che possiamo compiere va nella giusta direzione.
Se non vogliamo avere problemi di gestione dei file e di copertine da inventare, allora dobbiamo trovare qualcuno che lo faccia per noi.
Quanto a distribuzione, le piattaforme self possono far arrivare il tuo libro ovunque, anche all’estero, come farebbe una casa editrice tradizionale. Il tema è un altro.
Se non sei disponibile a prenderti cura del libro anche molto tempo dopo la pubblicazione, se non hai intenzione di promuoverlo in tutte le forme e i modi che oggi i social network mettono a disposizione, devi sapere una cosa: nemmeno le case editrici tradizionali ti si fileranno.
A meno che tu non sia un nome famoso, anche se non per le tua abilità letterarie, nessuno investe su qualcuno che non è disposto a investire su se stesso.
Non si vende a tavolino. Si vende se il passaparola funziona, se le chiavi o i #tag sono quelli giusti, se il tema è attualizzabile, se le persone ne parlano bene.
Se hai scritto qualcosa di cui potresti vergognarti, allora o il self non fa per te o è la scrittura a non fare per te.
Considera questa opzione, è molto meglio scoprirlo per tempo. Eviterai di deludere te stesso e i tuoi lettori.
Non dimenticare poi che la rete ha una memoria infinita. Perciò prima di pubblicare, in self o con una CE, pensaci bene.
Potrebbe essere il tuo trampolino di lancio oppure la tua sciagura.
E voi care Volpi, siete per il self o per la vecchia, cara casa editrice tradizionale? Fatemi sapere le vostre opinioni nei commenti qui sotto :)





Beh, nel mio caso è stata una scelta voluta quella di muoverci indipendentemente dalle CE tradizionali, che offrivano poco controllo sull’opera in se, dalla copertina a revisioni fantasiosie basate su “conoscenza del mercato”. Avendo tutti gli strumenti a disposizione, da quelli informatici alle robuste skill grafiche, io e mio figlio (più lui di me) abbiamo scelto YoucanPrint ed onestamente ci staimo trovando benissimo. Seguendo le loro Masterclass si è creata una community fidelizzata al brand (e si, scrivere alla fine è un vero lavoro) ed i miei saggi scientifici ed i romanzi di mio figlio stanno andando davvero bene. Certo, come per la musica, senza un “tour” fatto di eventi il libro resta li, anche se spesso arrivano proventi da vendite su Feltrinelli, Amazon, Mondadori ecc, ma il grosso lo si fa girando.
Devo dire che la mia esperienza, personalissima e che non fa statistica, è nettamente positiva. Non so se mai passeremo ad un Editore Tradizionale, deve valerne davvero la pena.
Ciao Franco, grazie per la tua testimonianza. Sono elice che i vostri libri vadano bene, mi pare di capire che abbiate conoscenze e competenze molto oltre la media degli scrittori, ma studiando si arriva (quasi) dappertutto, lo testimonia questo blog, che è self made. Per quanto mi riguarda Youcanprint è molto trasparente e preciso. Forse un po’ ossessivo nella comunicazione. Ho ricevuto più colte richieste di modificare questo articolo. Le trovo inaccettabili.
Ho trovato questo racconto della tua esperienza molto interessante e utile. È raro leggere opinioni così sincere e dettagliate che aiutano davvero a capire cosa aspettarsi dal self publishing. Mi piace come hai evidenziato sia i punti di forza sia le difficoltà, senza tralasciare l’importanza di prendersi cura del proprio libro anche dopo la pubblicazione. Personalmente, credo che confrontare le piattaforme in modo chiaro come hai fatto sia fondamentale per chi vuole avvicinarsi a questo mondo con consapevolezza e voglia di fare bene. Grazie per aver condiviso!
Grazie a te per aver apprezzato e commentato! In fondo, le nostre esperienze servono proprio a questo, condividere ciò che ha funzionato e ciò che invece non è andato per il verso giusto… Buon self publishing!
Grazie per la tua doppia recensione. Sto per pubblicare il mio primo manuale e, dopo molte ricerche, ho deciso di provare con YCP. Personalmente ho più competenze informatiche che da scrittore, ma finora i miei “correttori di bozze” sono rimasti soddisfatti di quanto hanno letto. Speriamo bene!
Caro David, un manuale richiede una buona conoscenza della questione tecnica di cui si occupa ma anche di una buona scrittura. So che ogni piattaforma offre servizi di questo tipo, ma tu che hai già i tuoi correttori di bozze (perché le virgolette?) e per di più soddisfatti, non hai bisogno d’altro per spiccare il volo. In bocca al vento
Ho 78 anni e scrivo da quando, nel 2013 andai in pensione. Ho scritto in totale nove libri, su argomenti diversi e preferibilmente, sui “Favolosi anni ’60” da me vissuti e rimasti nell’immaginario collettivo degli italiani, sulla mia città, Augusta e sul Val di Noto, la parte sud-est della meravigliosa Sicilia. Ho trattato la vita in campagna, il covid, etc.——-Fino al 2022, ho fatto stampare i miei libri ad una ottima tipografia di Pachino, con carta 140 patinata lucida, copertina con alette, finitura con cucitura ed esclusivamente in formato A4, in quanto libri contenenti parecchie foto.
****E ALLORA? Allora, il mio commercialista, digiuno di editoria, nella selva e nella confusione della stessa, mi fece vendere rilasciando una ricevuta da madre-figlia e pagando le tasse regolarmente.
****PASSA IL TEMPO e avendo lasciato il mio commercialista per motivi non attinenti i libri, mi rivolgo ad altro commercialista, che CON GRANDE ONESTA’ INTELLETTUALE, mi disse che era digiuno del tutto. Era dicembre e mi disse di tornarlo a trovare dopo l’epifania.
RISULTATO? Lo ritrovai come un prof di editoria. <<<>>>>
IL PROBLEMA? era che in tal senso, oltre a pagare le tasse, dovevo pagare circa 5.000,00 euro anno di contributi inps, cosa che mi tagliava totalmente le gambe. Si potrebbe fare solo se sei impiagato per conto terzi e l’azienda ti versa già i contributi.
AVEVO nel tempo avuto contatti con piattaforme, ma ho trovato di tutto e non dico altro e ho provato con editori locali, che su un libro del prezzo di copertina di 25 euro mi davano una royalt di 2 euro a libro, con l’esclusiva e un contratto di 5 anni. COSE E PAZZI.
HO TRATTATO due, tre volte e fatto solamente stampare 200 copie di un mio libro a YCP e provato a trattare su alcune modifiche al loro contratto tipo. NOOOOOOOO non se pote.
CIRCA 10 GIORNI FA , andato nel sito YCP per rileggere il contratto che avevo trovato sempre MOLTO SBILANCIATO DALLA LORO PARTE e ho trovato il nome di una consociata, con circa altre 20 pagine di contratto. MAHHHHHHHHHHHHHHHHH
Sono le ore 13,56 di giovedì 05 dic 2024 e alle 14,30 ho un appuntamento telefonico con una ragazza del team YCP.
COME ANDRA’? COSA FARO’ ? —————-NUN O SACCIU (NON LO SO)
CHI VIVRA’ VEDRA’———————VI FARO’ SAPERE. Un saluto dal Gabbiano.
Ciao “Gabbiano”. Com’è finita?
Semplicemente per dirti che trovo quello che scrivi “perfetto”.
Grazie anche per aiutarci a riordinare le idee.
P.S.: Ho pubblicato con YCP e devo dire di essermi trovato bene.
Saluti e Buon Lavoro!
MAX
Ti ringrazio @Max! Di YCP apprezzo soprattutto la trasparenza e la precisione per quanto riguarda le vendite. Non so se hai letto un mio più recente post su KDP. Ho fatto anche questa prova e non mi pare malvagio. Conosci il metodo di pubblicazione esclusiva di Amazon?
Toh! Un anno dopo scopro che anche io ho inserito un commento. E chi lo ricordava! Che ne penso? Provo a non pensarci. Non riesco a rappresentarmi e ad accettare la lettura di uno scritto più o meno corposo su un aggeggino mobile: panacea mulitimediale dell’epoca. Trovare poi chi promuove in digitale i titoli disponibili di un editore (anche se piccolissimo) nei due formati ePub e .pdf, è dare la caccia ai fantasmi, non con l’aspersorio o l’aglio ma con una rete da pesca.
Ci sono autori che pubblicano in self quasi solo in digitale. Io sono d’accordo con te, promuoverlo è difficilissimo. Penso vadano meglio i social da questo punto di vista… Bentornato, anche se una volta all’anno è un piacere ricevere tue :)