Come tenere la rabbia lontano da noi e vivere meglio
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Come tenere la rabbia lontano da noi e vivere meglio

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L’altro giorno ho assistito a una scena come ce ne sono tante.

Una persona su un autobus riceve uno scossone involontario da un altro passeggero, mentre quest’ultimo si avvicina alle porte per scendere.

La persona urtata, una signora più o meno della mia età, incurante del luogo in cui si trova, comincia a insultarlo, con voce sempre più forte.

Il mal capitato non si volta, e la scena comincia a degenerare e a creare un certo imbarazzo.

Potete immaginare: chi sostiene la donna con le solite frasi fatte sull’educazione, chi la ignora, chi si sposta, chi continua a farsi gli affari propri.

Un bambino, ascolta.

La donna, ormai sempre più irrimediabilmente irritata, comincia a strattonare l’uomo e a prenderlo a male parole.

L’uomo non capisce e non reagisce e se ne va verso l’uscita.

Solo allora si accorge che qualcuno ha un problema con lui, perché  un altro passeggero, in una lingua a me incomprensibile, gli spiega qualcosa.

L’uomo si volta, non sa se arrabbiarsi o sorridere. Alla sua fermata scende scusandosi con la signora  nella sua lingua, la quale, nel frattempo, lo ha coperto di insulti (quelli sì li ho capiti) con la bava alla bocca.

Potete immaginare com’è finita.

Stretta al mio mancorrente guardo il volto della donna. Era sfigurato dalla rabbia.

Non ho provato rancore, solo tanta tenerezza.

Per lei, per l’uomo alla porta dell’uscita, per tutti coloro che hanno scaricato la loro rabbia e per noi che abbiamo assistito.

Bastava un po’ di calma e fiducia e nulla sarebbe accaduto.

 

La rabbia ci deforma, dentro

 

La rabbia si accumula dentro di noi giorno dopo giorno e ci deforma, senza che nemmeno ce ne rendiamo conto.

Si annida tra le nostre convinzioni più profonde, si manifesta nei modi meno civili possibili e di tanto in tanto esplode, difficilmente verso l’oggetto che quella rabbia, chissà quando, ha scatenato.

Ce la portiamo dentro, per ore, giorni, mesi. A volte anni.

Sono tracce di ferite che non guariscono mai, cicatrici che restano per sempre, digestioni che saltano inesorabilmente e stomaci che dolgono, senza darci tregua.

A volte la rabbia può prendere la forma di meningi che premono, di parole che non riusciamo a controllare, di espressioni e di occhi fuori dalle orbite che non vorremmo vedere.

 

E spesso esprime cattiveria

 

La rabbia, mi fa paura perché produce e nasconde la cattiveria.

Una cattiveria che è dentro ciascuno di noi, lo sappiamo bene, anche se non vogliamo ammetterlo.

Sta a noi non tanto nasconderla quanto comprenderla, scoprirla e poi gettarla via, lontano, il più possibile.

La rabbia inoltre puo’ danneggiare irrimediabilmente la nostra scrittura.

Ne abbiamo già parlato sul blog, ricordate?  Date un’occhiata a questo articolo, contiene un simpatico video!

Ecco qui il link al canale YouTube del blog :)

Se arriva al cuore, la rabbia è come una cancrena.

Dobbiamo sconfiggerla.

Ma come?

 

Come tenere la rabbia lontano da noi e vivere meglio

 

Non dobbiamo sottovalutare la potenza distruttrice della rabbia.

Le parole possono trasformarsi in azioni e le azioni in violenza distruttiva.

Non possiamo eliminare la rabbia e la cattiveria dal mondo, anche se ci impgnassimo ogni giorno a farlo.

Ma possiamo curare la malattia offrendo sorrisi contro il disagio che incontriamo, magari proprio su un autobus pubblico.

Dobbiamo fare di tutto per cancellarla da noi stessi.

La rabbia è una spirale maligna.

Più si deposita nelle nostre viscere più incrementa il suo potere su di noi. E se prende il sopravvento, la rabbia tira fuori la cattiveria che abbiamo accumulato in risposta alle negatività di tutta una vita.

C’è una storia dentro l’angolo cupo del nostro cuore in cui risiede la cattiveria, e si nutre dell’alimento che può sostenerla: la rabbia.

 

  • Affermare le proprie ragioni

 

Talvolta la rabbia dipende dal non sentirci riconosciuti.

Puo’ trattarsi di opinioni, gesti incompresi, porzioni di creatività ignorate (quanta rabbia quando non danno importanza alla vostra passione, la scrittura!)

Il modo più semplice per arrabbiarsi è sentirsi ignorati, incompresi, come la signora dell’autobus dell’altro giorno, specie quando abbiamo tutte le ragioni.

Capita, eccome!

In questo caso, la rabbia danneggia la nostra capacità di giudizio.

Se abbiamo ragione su qualcosa, non c’è alcuna necessità di affermarla con la violenza, anzi.

Spesso un comportamento aggressivo ci fa passare dalla ragione al torto.

Se siete nel giusto, non dovete arrabbiarvi. Il tempo vi darà ragione.

Se invece siete nel torto, allora non avete alcun diritto di arrabbiarvi.

Comunque vadano le cose, arrabbiarvi non servirà a niente, perché non produce soluzioni.

Fa soltanto del male, in primo luogo a voi stessi.

 

  • Coltivare la pazienza

 

Il contrario della rabbia è l’amore.

La pazienza, intesa anche come capacità di “sentire” le cose intensamente, disporsi a comprendere gli altri e tollerare tempi e comportamenti differenti,

Tutto questo è amore.

Essere pazienti con la vostra famiglia è amore.

Essere pazienti con il vostro prossimo è rispetto.

Essere pazienti con voi stessi è fiducia.

La pazienza richiede fede. Ovvero fiducia in voi stessi e negli altri.

La fiducia combatte la rabbia e rende meno aggressivi.

Provate ad avere fiducia, e la rabbia passerà.

 

  • Non rimuginare sul passato

 

Ho scoperto questo importante concetto da quando pratico lo yoga e studio le discipline orientali.

Credetemi, sono ormai molti anni eppure questa semplice e potente evidenza non è ancora radicata in me stessa.

Sono ancora alla ricerca, ma non mi arrendo. Arrendersi ci rende più soggetti alla rabbia nei confronti di noi stesse, perché ci porta a giudicarci severamente.

Se nel passato qualcosa vi ha fatto soffrire talmente tanto da essere impossibile dimenticarlo, ecco che la rabbia di quella ferita antica tornerà di continuo a tormentarvi sotto differenti forme e emozioni.

Perciò, non rivangate il passato, specie se vi ha regalato sofferenza e lacrime amare.

Allo stesso modo, evitate di proiettare nel futuro le vostre emozioni, i vostri progetti, le vostre buone itenzioni.

Il futuro non esiste.

Non puo’ contenere nulla di cio’ che siete e soprattutto puo’ generare angoscia, paura, sentimenti che possono offrire una sponda alla reazione della rabbia.

Piuttosto pensate al vostro presente, che è l’unica cosa che avete e di cui dovete occuparvi.

Vivete il momento presente con un sorriso.

Tutto il resto sarà dimenticato, rabbia compresa.

 

  • Trasformare i problemi in opportunità

 

Quante volte avete sentito questa affermazione. Ebbene, è proprio così, anche se non è certo un processo automatico, dobbiamo sceglierlo.

Torniamo a quell’episodio iniziale dell’autobus: se la signora avesse capito sin da subito che l’uomo  che l’ha urtata non se ne è accorto e che non poteva capire le sue lamentele trasversali perché incapace di comprendere la sua lingua, avrebbe reagito nello stesso modo?

Si sarebbe poi sentita così dispiaciuta e in imbarazzo da cercare, per tutto il resto del viaggio, di giustificare quel suo stupido gesto nei controndti degli altri passeggeri, creandole ansia e manifestando la sua incapacità di perdonarsi?

Non credo.

Sapeste quante volte mi è capitato qualcosa di simile, è normale!

Se solo potessimo cogliere questi momenti come delle specie di esercizi in classe…

Esercizi che possiamo azzeccare tutti per bene o fallire, miseramente.

Ma se portiamo con noi non i sentimenti di rabbia provati ma il ricordo delle cose accadute e il punto di vista di chi abbiamo raggiunto con la nostra rabbia e le sue manifestazioni, potremo rivederli, revisionarli.

Una sorta di compito di riparazione a casa!

Non è meraviglioso? Certo, se comprendiamo l’errore possiamo evitarlo. Magari non con quella stessa persona, ma con qualcun altro.

Al mondo ciascuno di noi ha un torto da recuperare. Pensate alla vita come a un circolo virtuoso.

E donate la vostra consapevolezza e il vostro esercizio di riparazione alla prossima persona che incontrare e che ne avrà bisogno.

Il mondo si cambia con i piccoli gesti. Non è forse così?

Tenere la rabbia lontano da noi è la chiave per vivere meglio

E ricordate che

 

Non tutte le cose belle sono anche buone per noi.

Ma tutte le cose buone per noi sono belle. Anzi bellissime.

Non perdetele di vista

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Rebecca Eriksson
6 anni fa

Sicuramente, ma l’ira la vedo come uno scoppio violento, una pentola a pressione che ha accumulato tanto vapore da far saltare la valvola di sicurezza.
Una volta era capitato anche a me un attacco di rabbia, ma la persona a cui l’ho rivolta mi ha detto due parole che in quel momento ed in quel contesto mi hanno spiazzato ed ammutolito portandomi a riflettere su cosa effettivamente stavo facendo.
Se allora reagii con lo smarrimento verso l’inaspettato, oggi a quella scena ci rido e se succede ancora di trovarmi in quel contesto un po’ irritata ci penso due volte se effettivamente sia rabbia giustificata o meno.
Ma onestamente non trovo mai giustificazione per la rabbia pura.

Rebecca Eriksson
6 anni fa

Facciamo le cose con passione e che lo vogliamo o no anche rabbia ed odio sono passioni. Ho conosciuto persone irose e riflettendo sulle tue parole effettivamente potevano essere persone incapaci di esprimersi.
Trattenerla dentro è un danno, farla uscire pure… bisogna trovare il giusto modo sfogarla.

Barbara
6 anni fa

Sono attorniata da persone arrabbiate, ma c’è rabbia e rabbia, occorre distinguere in base allo scatenante. C’è rabbia da incomprensione, come dice Luz, e quella la capisco eccome. La mia tarda adolescenza è stata rabbiosa e, ora lo so, era dovuta alla rabbia dei miei genitori, che ancora oggi mi fanno danno. C’è la rabbia indotta dai farmaci, che inducono come effetto collaterale un periodo di visioni negative e scatti per qualsiasi inezia. Penso nel caso di noi donne da una cura a base di ormoni, quando la dose è massiccia, il cambiamento è palpabile.
C’è la rabbia anche da depressione, dove la persona sfoga sul più debole tutte le proprie frustrazioni (e questo credo sia il caso della signora). Non credo si possa eliminare del tutto la rabbia (che ha pure un valore positivo, non ci fa accettare tutto passivamente, pensa alla rabbia dei fridays for future). Però si può modellarla, e tenersi lontano dalle persone rabbiose.

Elisabetta
6 anni fa

La rabbia oltretutto non serve alcunché. Le persone non sono disposte a “cambiare” per qualcuno, si fanno le proprie ragioni ed esprimono le proprie opinioni solo con arroganza e cattiveria. E se non lo fanno in questo modo semplicemente non dicono nulla, ignorano. Ognuno dovrebbe farsi solo un bell’esame di coscienza, e capire che cambiare non lo si fa per accontentare gli altri ma per correggere sé stessi e per affrontare, nel caso ricapiti, un’altra situazione simile. Si tratta di imparare.

Giulia Lu Dip
Giulia Lu Dip
6 anni fa

Dominare la rabbia è importante perché ciò che può derivare può portare a conseguenze di cui potremmo pentirci per tutta la vita. Penso a quelle reazioni violente con irrimediabili conseguenze, ma anche quando ciò non accade qualcuno ricorderà sempre il nostro volto deformato dalla rabbia e cancellerà tutto il resto.

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