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Decluttering social

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Avevo già sentito parlare di decluttering a proposito di armadi pieni di abiti vecchi da riciclare e di indumenti ancora belli ma che per via di taglie o gusti modificati non utilizzo più.

Forse però vi sembrerà strano che io utilizzi lo stesso termine per parlare di profili social ma mi sembrava adeguata a descrivere ciò che mi è capitato nei giorni scorsi e che ha avuto effetti importanti sui miei profili social.

Si potrebbe dire che dalle mie parti sia passato il vento del cambiamento, ed è proprio così.

Ho deciso di fare decluttering con i miei profili social. E ho scoperto che di alcuni avrei potuto fare a meno da molto, moltissimo tempo.

Curiose di sapere quali?

Leggete tutto il post!

Da dove è nata l’esigenza di fare decluttering social?

In effetti, per me non è una novità: ogni due anni circa comincio a pensare di chiudere qualche profilo. Mi dedico ad approfondire l’utilizzo di qualche piattaforma a detrimento di altre oppure scelgo di abbandonare, tralasciare, i profili che mi richiederebbero energie ulteriori di cui non sono provvista.

Posso permettermelo, perché i miei profili social sono essenzialmente legati al loisir e non a un’esigenza impellente di natura professionale.

Tuttavia è buona cosa prima di tagliare qualche ponte analizzare bene dove, come e se tagliare. Così ho fatto con i miei profili sociale. Prima di eseguire il decluttering, ho analizzato il mio modo di utilizzare in particolare alcune piattaforme e la mia attenzione si è concentrata su Linkedin, Instagram e X.

Dunque be tre social sotto analisi, che mi hanno portato a tre differenti soluzioni. Ognuna risponde all’esigenza di fare decluttering, ovvero di rimuovere ciò che non è necessario dalle mie giornate già abbastanza cariche. Significa che a un certo punto ho percepito che stessero consumando le mie energie in modo non efficiente, da qui l’idea di eliminarli/riconfigurarli, il passo è ben breve.

Li esamino uno per uno. Se c’è qualche profilo social che ti interessa più degli altri, clicca sul link qui sotto e vai subito al social che ti interessa.

Vediamo come ho gestito il decluttering di questi tre social network.

1 Linkedin

2 Instagram

3 X

E’ il social network d’eccellenza per le relazioni professionali. L’ho aperto qualche anno fa sull’onda di un’emozione legata a un doppio Master che avevo appena terminato e che volevo valorizzare.

Linkedin contiene le tracce del mio percorso lavorativo, formativo, esperienziale e naturalmente professionale, una sorta di curriculum in aggiornamento continuo che mi ha fatto conoscere realtà professionali interessanti e stimolanti e incontrare amici altrettanto accattivanti.

Ma c’è un ma.

Non sono una libera professionista, dunque non ho bisogno di costruire reti ampie per promuovere il mio lavoro e garantirmi clienti. Né ho la necessità di promuovere la mia attività o di cercare un nuovo lavoro, magari più stimolante del mio.

Insomma, non sono l’utilizzatrice ideale di Linkedin!

Sono una semplice lavoratrice dipendente, soddisfatta del proprio lavoro che ha un alto contenuto valoriale in linea con la mia storia. Non svolgo attività autonoma né ho da promuovere qualcosa che non sia l’attività della mia organizzazione. Ma sono su Linkedin come individuo, non come organizzazione, dunque la cosa non può marciare.

Dunque ho scelto.

Ero su Linkedin, ma oggi ho fatto la scelta di sospendere il mio profilo, semplicemente perché non avevo il coraggio di cancellarlo.

Il risultato è che non è più visibile al pubblico, come potrete facilmente verificare.

Posso ripristinarlo quando voglio, non c’è dubbio, e questo mi rassicura.

Chissà, magari un giorno questa piattaforma per l’incontro tra la domanda e l’offerta professionale tornerà di mio interesse. Fino ad allora, decluttering, pulizie di autunno inoltrato, o qualunque altra metafora svegliate. Fino ad allora, togliamo, che alleggerire è meglio.

Morto un papa se ne duplica un altro! Qui il decluttering ha funzionato al contrario. Ma voglio assolutamente giustificare le mie apparentemente incoerenti azioni :)

Come sapete fino ad ora ho posseduto un unico profilo Instagram in cui pubblicavo ogni tipo di informazioni e aggiornamenti. Da quelli legati al mio lavoro sindacale (foto di iniziative, manifestazioni, e così via) a quelle relative alla mia vita privata e alle mie passioni, tra cui questo blog e i suoi aggiornamenti (che potete ricevere comodamente via mail se vi iscrivete a questo link).

Ma anche gli aggiornamenti del mio canale YouTube, le mie letture, la mia parte creativa legata alla scrittura e alla comunicazione.

Troppo. Troppo caos comunicativo. Così mi sono detta: agiamo!

Visto che Instagram permette di avere più account gestibili in modo molto semplice dalla stessa applicazione, ho creato un uovo profilo che vi presento qui di seguito, chiedendovi con tutto il cuore di seguirmi, mettere un like ai miei primi post, insomma, sostenere i suoi primi vagiti! (clicca sulla foto per accedere)

Profilo Instagram Volpi Narranti

Più che di decluettering si è trattato di una pulizia di fine autunno, spinta da un obiettivo chiaro.

Preferisco tenere distinte la mia attività professionale e le mie passioni piuttosto che continuare a mischiarle. Nella mia persona si coniugano perfettamente.

In pubblico invece penso sia utile selezionare i temi e proporli a persone anche molto diverse, perché ciò che condivido su un profilo piuttosto che sull’altro può interessare pubblici davvero molto differenti. Mi pare inutile sovrapporli rendendo tutto più confuso.

Uno dei principi cardini della comunicazione è infatti la chiarezza e la semplicità. Fare chiarezza sullo spazio che cerchiamo di condividere e sui temi che vogliamo in quello spazio abbiano cittadinanza, mi pare una cosa legittima e in qualche modo dovuta.

Voi come la pensate?

Avete mai sentito l’esigenza di separare, attraverso i social , la vostra vita professionale dal resto?

La discussione se uscire o meno da X è come sappiamo all’ordine del giorno. Partita come reazione alle esternazioni inaccettabili di Musk, che di X è il proprietario, oggi è diventato un cruccio che interroga molti e che porta altrettante persone a fare la scelta definitiva: uscire dalla piattaforma del mostro Musk.

Mi pare un segno dei tempi.

Sono su X , il vecchio Twitter, da più di dieci anni. In realtà non ci sono mai entrata davvero in quei suoi meccanismi a spirale per cui più commenti, pubblichi e retwitti più hai audience- In poche parole, sono estranea alle sue regole più nascoste. Dunque lo conosco poco, lo uso poco, lo apprezzo poco.

Quando è diventato X ho provato un moto di fastidio: perché mai cambiare nome a un fenomeno che è diventato davvero pervasivo?

Perché cambiare il nome significa riappropriarsi di uno spazio, come la Cultura ci insegna, uno spazio che serviva alla propaganda populista che ha vinto le elezioni negli Stati Uniti.

Questa operazione sa molto di supremazia, di prevaricazione, addirittura di violenza.

Comprendo coloro che, non condividendolo, hanno deciso di compiere l’atto definitivo, la sconfessione della piattaforma, l’uscita, l’abbandono della stessa. Ma non intendo imitarli.

Non credo che sia una strategia efficace. A parte che molti hanno dichiarato in questo periodo di voler uscire da Twitter, segno che ciò che è successo li ha colti di sorpresa, giacché Twitter non esiste più dal 2023, sostituito appunto da X.

Come se restassimo legati a un ricordo, senza valutare in modo corretto ciò che è oggi la realtà.

X come molte altre piattaforme è piena di fake news, di manipolazioni tese a orientare il voto e dunque a suggestionare la democrazia.

Ma apprezzo la discussione che ogni messaggio scatena. Mi da un senso di libertà poter apprezzare il pensiero di politici o persone che ammiro o considero meritevoli di attenzione così come altri per cui provo distanza, persino ribrezzo. Opinioni che, a causa del mainstream, non appaiono sui giornali ma che sono utili, interessanti, per certi versi necessarie.

Su X seguo le discussioni e mi interesso di ciò che accade anche accedendo a punti di vista molto distanti dai miei. Per me è un momento di arricchimento, quando ho tempo e voglia di leggere e ascoltare cosa ha da dirmi.
Un valore, la diversità.

Per questo non ne sono uscita, sebbene il mio contributo sia davvero minimo. Resta un fatto: ha senso protestare abbandonando il gioco?

Sapendo che ogni altra piattaforma è in realtà in mano ad altri mega manipolatori di informazioni dotati di ingenti e incommensurabili risorse?

Qual sostanza ci attendiamo che cambi dopo un gesto di questa natura?

Sono domande cui io non ho saputo rispondere, invito chi ha fatto la scelta di uscirne a cimentarsi con queste risposte.

Sapreste convincermi della bontà del contrario? Come la pensate sulla permanenza su X?


Siamo alla fine di questa riflessione e mi sento di domandarvi: avete mai pensato di fare decluttering con i vostri profili social? Quali avete tagliato e quali avete salvato?

Sono curiosa di scoprirlo nei commenti al questo post!

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paola sposito
1 anno fa

Ciao Elena. Qualche settimana fa ho cancellato i doppi profili che avevo sia su Facebook che su Instagram. Servivano per pubblicare gli aggiornamenti delle pubblicazioni sul mio blog, avevano come titolo uno pseudonimo ed erano scarsamente seguiti. Sui profili con il mio nome e cognome invece pubblicavo notizie sui miei allenamenti e gare di trail running più qualche foto di escursioni in montagna. Ma essendo giunta ultimamente alla determinazione di non rendere pubblica la mia sfera personale anche questo profilo languiva di contenuti. E allora ho cancellato i due profili con lo pseudonimo ed ho conservato quelli con il mio nome e cognome. Non escludo che in futuro io possa rimuovere un account e concentrarmi sull’altro anche se tra Facebook ed Instagram non saprei quale eliminare e quale salvare.
Ovviamente sono già stata sul tuo nuovo profilo Volpi Narranti ed ho guardato i suoi primi post.

Marina Guarneri
1 anno fa

Io sono a posto così, intendo dire che non ho bisogno di fare decluttering sociale visto che frequento (poco) e aggiorno solo il mio profilo Facebook. Non ho un profilo Instagram, non uno su Linkedin (che nel mio caso non avrebbe senso) e il mio account Twitter giace lì, abbandonato ormai da anni (se non mi cancello è solo perché chatto con un gruppo di amici lettori). Capisco poco il fuggi fuggi di molti dalla piattaforma di Musk, non mi pare efficace il dissenso manifestato in questo modo e solo adesso, quando forse era più giustificato tagliare la corda nel momento in cui il social ha cambiato nome in mano sua. Musk mi mette i brividi, intendiamoci, non è una persona che mi piace, anzi, tutto il contrario, però, ribadisco, mi pare inutile tutto questo fumo che, tra l’altro, ancora una volta non fa che puntare i riflettori su du lui. E comunque, in generale, noto che prima ero più presente anche su Facebook, sto cominciando a sentire meno l’impulso di frequentarlo… Forse è un bene, non lo so, ancora.

Luz
1 anno fa

Capisco, perché è un’esigenza che coglie anche me. Per esempio scorrevo giorni fa l’elenco di “amici” su Facebook e di molti neppure mi ricordo. Ecco, lì dovrò fare un repulisti. Riguardo a Instagram (ho followato :) sto agendo al contrario. Ho bisogno di numeri, di più gente legata all’ambito dei libri, perché vorrei arrivare a pubblicare il romanzo entro il 2025. Magari resterà un’utopia, ma ci provo, voglio provarci realmente, e quando sarà il momento devo avere visibilità, può servire a diffondere.
Linkedin mai avuto, essendo un profilo legato alla professione indipendente non ne ho mai sentito l’esigenza (vendo il prodotto teatro, ma dentro la mia associazione, non sono poi freelance); su Twitter o X mai stata, non mi ha mai attirata.
Capisco quelli che stanno cancellando il proprio profilo su X, è un’azione con un senso visto che il tizio a quanto pare ha trasformato in negativo l’ambiente.

Grazia Gironella
1 anno fa

(“Volpi narranti”, molto carino!)

Grazia Gironella
1 anno fa

Non mi pongo domande sui miei profili social, mi limito a ignorarli! XD No, non è proprio vero: semplicemente posto i link ai video di Reflections of Life di cui curo i sottotitoli in italiano, senza sapere, né voler sapere se il messaggio arriva da qualche parte o piomba nell’etere e lì resta a vagare per l’eternità. Questo perché l’utilità di questi video è enorme, a mio parere; per me sono un corso di vita, che mi aiuta a diventare un essere umano migliore, quindi non voglio negare quel piccolo clic di possibile condivisione. Per il resto, decluttering già eseguito. :)

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