Aumentare le visite al blog. Consigli pratici per blogger ~ Volpi
Comunicare, secondo me

Aumentare le visite al blog. Consigli pratici per blogger

Questo 2020 si sta chiudendo con bilanci terribili ma per fortuna anche con una ricca sorpresa. Non siamo ancora alla fine dell’anno e già misuro il raddoppio dei lettori e delle lettrici dell’anno scorso.

Solo nel mese di novembre ho toccato la vetta delle 10mila visualizzazioni. Un blog in crescita, nonostante il periodaccio. Un risultato per me straordinario del tutto inatteso che, inutile dirlo, mi fa molto molto piacere.

Guardando indietro mi rendo conto che aumentare le visite al blog è stato un percorso lungo cinque anni. Ora che ne vedo i frutti non mi basta osservarli, vorrei condividerli con voi. Da qui il motivo di questo corposo articolo.

Non so se sia stato merito della costanza con cui pubblico gli articoli, o dei contenuti che propongo. Forse si è trattato del miglioramento della rintracciabilità degli articoli sul web, grazie a una cura più attenta della SEO, ottenuta peraltro con grande fatica, è noto che questo non è certo il mio campo d’azione professionale.

Quello che ho imparato è quanto sia difficile far vivere la propria voce su un web che ormai è affollatissimo. Autenticità e originalità sono le due qualità fondamentali. In poche parole, anche su un blog occorre essere se stessi.

 

Come aumentare le visite al blog

 

Prima di addentrarci nel merito dei consigli che sono il frutto di questa esperienza, desidero fare una premessa: se volete aumentare le visite, non pensate al vostro blog come a un oggetto senza vita.

Il blog non è fisso, muta. Talvolta rallenta o si ferma, talaltra riparte a spinta. Flette, si trasforma, e magari prende una china che quasi devi rincorrerlo.

Tutto ciò significa che quanto avete stabilito all’inizio del vostro percorso potrebbe essere differente da ciò che avrete di fronte dopo un po’ di tempo.

Non preoccupatevene. Affrontiamo continue fasi di cambiamento e il blog in fondo è una palestra di vita.

Indice dei contenuti

  1. Da dove sono partita. Gli inizi del blog
  2. La consistenza, compagna fedele del blogger
  3. Definite obiettivi e strategia
  4. Conoscere il vostro pubblico, ma scrivere come se foste voi a leggere
  5. Rivedete le regole di ingaggio al vostro blog
  6. Qualità dei contenuti, la chiave per incrementare i numeri del blog
  7. Costruite e poi nutrite la rete di lettori intorno al vostro blog
  8. Domate i motori di ricerca
Aumentare le visite al blog. Consigli pratici
Voglio la luna! Ma so che per raggiungerla devo fare uno scalino alla volta

Da dove sono partita. Gli inizi del blog

Quando ho aperto questo blog era il 18 aprile 2015. A quei tempi non ero affatto preoccupata di incrementare i numeri del blog, pensavo solo a scrivere. E fortunatamente è stato cos’ anche dopo.

Il primo articolo, Guardare al futuro, si presentava in rete come un pulcino spaventato che aveva appena rotto il suo uovo. Ricordo bene che il primo giorno furono dieci le visite e le letture al blog, non sapevo se esserne grata o delusa.

Continuai a cercare suggerimenti di altri blogger su come progredire e, soprattutto, su come far tornare quelle dieci coraggiose persone a leggere il prossimo articolo, magari portandosi dietro qualcuno dei loro amici.

Trovai articoli incoraggianti, addirittura entusiasmanti, di blogger che sostenevano che con qualche piccola tips erano diventati specie di “guru” della blogosfera.

Non ci ho messo molto a realizzare che in rete l’immaginazione corre veloce e ho continuato sulla mia strada, più o meno zoppicando.

Il 2015 si chiuse con più di 14 mila visualizzazioni e 42 articoli pubblicati. Pochi per cominciare a creare una comunità, il mio vero intento.

Accadde nel 2017, dopo un anno e mezzo di duro lavoro. Le visualizzazioni non erano cresciute di molto, ma avevo già una bella comunità di Volpi che mi seguiva.

Per comunità intendo sia chi legge abitualmente il blog, ma soprattutto chi commenta gli articoli, ovvero chi si prende un po’ di tempo per esprimere il suo apprezzamento o la sua critica sui temi che hai deciso di affrontare. Il commento è un gesto che apprezzo molto. Ognuno per me è prezioso.

Il 2018 fu senza dubbio l’anno della svolta. In allora misuravo 26.500 visualizzazioni, 12.836 visitatori, 102 articoli pubblicati (meno che nel 2016 e 2017) e più di duemila commenti. Partivo da cifre molto più piccole e ricordo bene, fu una sorpresa.

Non mi sono mai fatta domande del tipo “quali sono gli articoli che convertono” oppure “quali sono gli argomenti top trend su cui scrivere“. Non mi sono mai nemmeno preoccupata delle conseguenze delle mie opinioni. 

Un blog personale serve per trasmettere le proprie idee. Possono suscitare consensi o dissensi, l’importante è che non suscitino indifferenza.

La consistenza, compagna fedele del blogger

La prima regola di un blogger è stabilire e mantenere il patto con i propri lettori. Non importa se pubblicate dieci volte a settimana o una soltanto, l’importante è che nell’assumere un impegno siate certi di poterlo mantenere nel tempo.

Curare un blog è stabilire delle relazioni. In una relazione la cosa importante è ciò che in inglese si definisce consistency e che in italiano potremmo tradurre con coerenza, persistenza.

Significa rispettare la regola non scritta che sta dietro a ogni blog, ovvero scrivo e scriverò di questi temi per tutto il tempo che sarò in rete, con responsabilità. Per avere un pubblico occorre conquistare la sua fiducia. Non è cosa semplice, di questi tempi.

Dipende da voi. A differenza di altre relazioni, in cui se non chiamo io puoi chiamare tu e se non chiama nessuno allora vuol dire quasi sempre che è finita, in rete è il blogger che ha in mano il flusso di comunicazione. Se lo interrompete sarà vostra la responsabilità della rottura.

La consistenza è un pregio che richiede pazienza, tempo e abnegazione, come qualunque altro impegno che si rispetti.

Perciò, prima di mettervi a trafficare con i vari CMS per aprire un blog, domandatevi se avete voglia di superare tutta la fatica, talvolta la stanchezza, che di tanto in tanto vi prenderà, perché scrivere un blog è soprattutto impegnarsi con gli altri.

Le persone serie coltivano le relazioni

C’è un’altra ragione per cui la consistenza è un valore assoluto per un blogger: i motori di ricerca sanno riconoscerla.

Ci ho messo tre anni per rendere il mio sito contattabile indipendentemente dalle condivisioni che facevo io stessa sui social (non so perché ma le persone che ti leggono, anche se ti apprezzano, sono sempre molto restie a condividere…) o in seguito alle sollecitazioni ricevute dai miei lettori dalle iscrizioni con i feed o dalla newsletter del blog.

Poi è successo. E mi ha insegnato proprio questo:

Datevi tempo. La consistenza e la costanza pagano. Dunque non demordete. Scrivete scrivete scrivete

Che poi alla fine è un po’ come in ogni amicizia: se non la coltivi, si inaridisce e … muore.

Definite obiettivi e strategia

Abbiamo detto che il blogger deve essere sempre presente, coerente con il suo percorso, stabile come una montagna. Il suo blog deve essere una sicurezza per i suoi lettori.

 

Che effetto vi farebbe cliccare un giorno su www.elenaferro.it e scoprire che l’ultimo articolo risale a mesi prima? Bruttino, non è vero?

 

A meno che non sia chiara e disponibile la ragione dell’assenza, ricordatevi di onorare l’impegno che avete assunto quando siete arrivati in rete. Significa che dovete pubblicare anche se non avete niente da dire? Certo che no. Semplicemente, ditelo ai vostri lettori. Capiranno. Con me l’hanno fatto molte volte…

 

Di solito vi troverete a fare i conti con il tempo che potrete/vorrete mettere a disposizione del blog e definire uno o più giorni alla settimana in cui pubblicare, con costanza, i vostri contenuti.

 

Personalmente non riesco più a pubblicare due volte a settimana. Prima dell’estate ho comunicato la riduzione dei post a un giorno alla settimana, il martedì. Perché il martedì? Di solito scrivo nel week end e ho il tempo di far uscire un pezzo ben revisionato, ma ogni giorno è buono, l’importante è che diventi il vostro giorno.

 

Basta tutto ciò per avere una strategia per il blog?

 

Vediamo la definizione di strategia, presa dalla Treccani:

 

Strategia è l’arte di regolare e coordinare le varie opzioni che abbiamo disponibili per raggiungere il nostro obiettivo finale.

 

Una strategia per un blog è la capacità di regolare e coordinare le varie opzioni che abbiamo disponibili per raggiungere l’obiettivo, ovvero la diffusione delle nostre opinioni o dei servizi che offriamo attraverso il nostro blog.

 

Poiché il blog è vivo, anche la strategia può e deve cambiare per accompagnare la vitalità e le evoluzioni del vostro blog. Cambiano i temi, cambia l’impostazione, il layout, a volte persino il tono di voce.

 

Per quanto mi riguarda, ho cambiato strategia almeno un paio di volte. Ho persino fatto esperimenti di duplicazione del blog, rovinosamente naufragati.

Ma va bene lo stesso: anche dagli errori si può imparare qualche importante lezione!

 

Ma c’è una cosa che è rimasta la stessa: il focus, il terreno su cui corrono le Volpi sul blog, non è mai cambiato. Continuo a parlare delle mie passioni, scrittura e comunicazione, anche se il modo in cui lo faccio di sicuro ha subito qualche cambiamento.

 

Un’ultima cosa: avere una strategia è importante. Ma non è detto che dobbiate conoscerla perfettamente all’apertura del blog. 

 

Anche qui, datevi tempo e pazienza.

 

 

Conoscere il vostro pubblico, ma scrivere come se foste voi a leggere

 

Mano a mano che pubblicherete, intorno a voi si costruirà una piccola comunità di lettori che chiameremo il vostro pubblico.

 

Ci vorrà tempo, ma prima o poi arriveranno e con il tempo si consolideranno.

 

Avrete dopo qualche anno l’esatta percezione di chi segue il vostro blog e perché. Non solo dai commenti, ma dalle mail che riceverete e dal riscontro sociale che il blog ha nel vostro contesto di vita, personale e lavorativa o sui vostri profili social.

 

Sì, molte persone vi leggono, anche se non ve lo dicono. Alcune lo fanno solo per potervi criticare, ma la maggior parte ameranno ciò che scrivete, anche se non sempre ve lo diranno.

 

Scoprirete tutto ciò nei modi più diversi e, fatemi dire, piacevoli e spiacevoli, esattamente come accadrebbe nella vita. 

 

Ma di una cosa dovete essere pienamente consapevoli: tanti o pochi i vostri lettori sono lì per ascoltare voi e voi soltanto. Per questo dovete pubblicare contenuti originali e non scopiazzare qua e là.

 

Una volta identificato il vostro pubblico, siglate il patto non scritto di cui abbiamo parlato. Ma scrivete come se foste voi a leggere.

Cioè scrivete esattamente come sentite le cose, senza schermarvi o peggio omologarvi al pensiero comune. 

 

Nemmeno cercate a tutti i costi la distinzione. Personalmente non amo le polemiche e mi allontano dai blog che le conducono, anche se con una certa maestria. Non mi piace essere manipolata e sul blog non voglio manipolare nessuno.

 

Se ancora non lo avete fatto, domandatevi:

 

  • Chi sono le persone che mi seguono?
  • Hanno interessi comuni?
  • Appartengono ad un genere particolare?
  • Cosa si aspettano da me?
  • Di cosa hanno bisogno?

 

Rispondere a queste domande vi aiuterà a capire meglio come stringere quel patto con il vostro lettore.

 

Scrivere per se stessi non significa che dobbiate tenere un diario della vostra vita on line.

 

A meno che non abbiate deciso, quando avete definito la strategia, che il vostro blog è il vostro diario on line (e può starci, se siete un personaggio abbastanza famoso da valere la pena di seguire oppure se state conducendo un percorso il cui iter può interessare altre persone, che ne sono una strana dieta a base di foglie di ortica o cose del genere 😀 ), procurate di scrivere contenuti universali che abbiano nella vostra esperienza personale il loro radicamento.

 

Ultima cosa, ma altrettanto importante: scegliete il vostro tono di voce, quello che nel tempo cercheranno in rete per affidarsi e fidarsi di voi.

 

Non certo perché avete sempre ragione, ma perché ciò di cui parlate ha una caratteristica fondamentale: non è copiato da nessuna parte, è autentico ed è parte integrante della vostra esperienza di vita.

 

Nel bene o nel male, è ciò che siamo che possiamo trasmettere davvero.

 

 

Rivedete le regole di ingaggio al vostro blog

Avete una strategia e se siete stati capaci di costruire la fiducia, ora avete un pubblico. Ma resterà sempre lo stesso?

 

Parlo della mia esperienza, ma credo di poter affermare con buona approssimazione che di sicuro non resterà per sempre lo stesso pubblico che avete conosciuto agli inizi o perlomeno non tutto.

 

Le ragioni sono semplici: nemmeno voi siete gli stessi di quando avete cominciato.

 

Prendete me: il mio obiettivo iniziale era promuovere il mio romanzo, Così passano le nuvole. Nuova edizione

 

Ha funzionato per quanto, qualche mese? Forse nemmeno.

 

Mi sono resa conto subito che dovevo parlare di altro, perché quel tema, com’è oggi per me ampiamente scontato ma non lo era allora, ha perso quasi subito il suo grip e non riusciva più a tenere il filo narrativo del blog che nel frattempo aveva subito il fascino di temi ben più interessanti e fecondi 🙂

 

Potrebbe anche capitare che il vostro obiettivo iniziale non sia più per voi di alcuna ispirazione, non riesca più a nutrire né voi né i vostri lettori.

 

Per quello dovrete modificarlo e rivedere le regole di ingaggio del blog nei confronti dei vostri lettori.

 

Quando è il momento di aggiornare le regole di ingaggio del blog? Possiamo rendercene conto da due fattori:

 

  • non abbiamo più interesse o ispirazione per i nostri post e tutto è più faticoso.
  • le persone non ci seguono o lo fanno con fatica (non commentano, ad esempio) o non lo fanno proprio

 

Vi siete mai trovati in una situazione come questa? Se la risposta è affermativa, allora è il momento di modificare il vostro obiettivo-blog.

 

Il romanzo non è più il focus principale del blog? Bene. Se la voglia di scrivere c’è ancora, allora identificate i nuovi obiettivi, ovvero i temi del blog, ciò di cui volete scrivere e fatelo.

 

Avvisate i vostri lettori. Magari apprezzeranno e vi seguiranno, magari no. Ma in ogni caso avranno il diritto di conoscere il cambiamento e, se possibile, anche le motivazioni.

 

Quando ho chiuso il blog Velaleggera ho spiegato a lungo sia le motivazioni che mi avevano spinta ad aprirlo sia quelle che mi avevano spinta a chiuderlo.

 

Ho perso molti lettori, ma nessuno si è sentito bruscamente “buttato fuori” da uno spazio che ha amato e frequentato per tutto il tempo in cui è stato aperto.

 

Dunque di tanto in tanto rivedete l’obiettivo principale e, se necessario, cambiate la mappa del vostro blog per fare spazio ai vostri nuovi interessi.

 

Non cancellate per carità i vecchi articoli, ma domandatevi se e come possono transitare in una nuova visione del rapporto tra voi e i vostri lettori.

 

Significa che dovete riscriverli? Sì, alcuni dovrete riscriverli, altri resteranno lì a testimoniare cose siete state. 

 

 

Qualità dei contenuti, la chiave per incrementare i numeri del blog

Ho da poco pubblicato sul blog un articolo denso di suggerimenti per scrivere un contenuto di qualità che significa sostanzialmente scrivere in modo efficace. Vi rimando a quell’approfondimento e per vostra comodità metto qui il link all’articolo.

 

La scrittura creativa ha bisogno di molto nutrimento, in questo blog mi sono occupata spesso di questo, perciò vi rimando agli articoli nella categoria “Scrittura creativa” che trovate nei widget di destra del blog.

 

Ce n’è uno cui potreste dare un’occhiata subito, quello in cui enuncio le regole per generare emozioni con lo storytelling. Lo trovate qui.

 

La questione è molto semplice: senza un contenuto che valga la pena di essere letto, nessun blog può durare a lungo.

 

Qualunque sia il vostro obiettivo da perseguire, sia esso un blog di ricette o tutorial, un blog personale, un blog sulla scrittura, un sito di recensione di libri ecc., sappiate che l’originalità è la chiave per la distinzione in rete.

 

Questo significa che se trovate un contenuto di qualità in qualche altro sito, ebbene, linkatelo, ma non copiatelo. Insomma, metteteci del vostro.

 

Un blog personale come il mio ha la caratteristica di seguire il ciclo evolutivo ed emozionale della persona che lo scrive. Nel tempo però gli articoli pubblicati sull’onda delle emozioni possono trovare una loro “stabilità” ed “equilibrio durevole” ovvero possono diventare le corner stone del blog.

 

Di tanto in tanto dunque tornerete sui vostri passi e aggiornerete gli articoli che possono diventare delle pietre miliari approfondendone i contenuti, aggiornandoli e permettendo a chi non conosce il blog e ci capita dalla stringa di ricerca di Google o che altro, di trovare sul vostro sito contenuti importanti, durevoli nel tempo e soprattutto aggiornati.

 

Fare in modo che gli articoli siano cliccati, quotidianamente e direttamente dai motori di ricerca, sebbene non siano appena pubblicati è un buon modo per garantire un continuo flusso di lettori che possono trovare sul blog una risposta ma anche uno stimolo alla discussione.

 

Anche questo articolo ha subito questa evoluzione e oggi è arricchito dall’esperienza e dalla storia importante che questo blog comincia a possedere.

Costruite e poi nutrite la rete di lettori intorno al vostro blog

Avete una strategia, un obiettivo e un gruppo di affezionati lettori: congratulazioni!

 

Ora occorre allargare questa rete di lettori, se volete che al blog giunga sempre linfa nuova.

 

Un blog personale è un luogo dove si misurano opinioni, si pratica il confronto, la solidarietà e il sostegno, spesso è anche il luogo in cui nascono nuove amicizie.

 

Un blog differisce da un sito di altra natura perché raccoglie una comunità intorno a un sistema di valori e di interessi comuni.

 

Il blogger è il facilitatore, colei o colui che provoca la discussione, definisce l’ordine del giorno, accoglie i nuovi arrivati e ringrazia, di tanto in tanto, gli abitué.

 

Tenere un blog e farlo crescere significa investire nel curare e mantenere le relazioni con chi passa e commenta gli articoli pubblicati.

 

Fino a ricevere sollecitazioni e suggerimenti sui prossimi articoli da scrivere! Il blog è un flusso di comunicazione biunivoca. Per questo non considero blog i siti che pubblicano articoli e poi chiudono i commenti!

 

Lo so è faticoso. Ma un blog è discussione, confronto, vitalità. Tenetene conto perché il vostro silenzio pesa.

 

Qualche tempo fa un caro lettore del blog, che al momento si è allontanato, mi scrisse:

 

Sul tuo blog si sta proprio come in famiglia, non potevo non farci un salto alla vigilia per scambiarmi gli auguri con te

 

 

Era Natale. Ricevere commenti di questo tipo aiuta a comprendere se e quanto la strategia in atto è corretta e la direzione è quella giusta.

 

La rete, si diceva.

 

Dovete leggere e cercare continuamente nuove realtà che interessino voi e i vostri lettori. Anche su un blog, per scrivere bisogna leggere e  commentare altrove

 

Non è solo questione di do ut des, che pure taluni praticano, quasi sempre svelando involontariamente le loro reali intenzioni.

 

Creare la rete significa visitare i blog degli amici che passano a salutarvi. Se davvero siamo una sorta di famiglia allargata, il sostegno di ciascuno di voi e di noi è fondamentale per fare in modo che chi scrive senta l’attenzione che riceve e possa continuare a farlo, anche nei momenti difficili.

 

Ma anche cercarne di nuovi, sconosciuti, a voi e alla vostra cerchia. Aggiungere qualità è nutrimento. I vostri lettori ve ne saranno grati.

 

Come disse Grossman, non fate mai mancare il vostro punto di vista sul mondo.

 

Ho beneficiato molto di quell’intervento che ho recepito dal blog di un’amica che ho poi ringraziato nell’articolo in cui racconto della mia intenzione di aprire un canale Telegram per il blog.

 

Cosa che poi ho fatto , se volete potete iscrivervi cliccando il bottone più sotto.

 

Un’ultima cosa: a meno che non siano profili pubblici molto noti per cui sarebbe impossibile pretendere una risposta o una cortese visita al proprio sito, escludete dalla vostra lista di lettura blogger che non ricambiano l’attenzione.

 

Qualunque sia la ragione, non siete fatti l’una per l’altro. Il tempo è prezioso, investitelo al meglio.

 

Di tanto in tanto capita poi che qualche osservatore interessato esterno giunga sul vostro blog e dilapidi la sua esperienza in commenti avulsi dal contesto e spesso critici, con l’obiettivo di affermare qualche tesi che, guarda il caso, si rivela utile al proprio scopo, che di solito è di natura commerciale. Di solito ci piazza un link al proprio prodotto commerciale o al proprio servizio.

 

Ho scritto rigide regole per il blog circa i commenti con link, che sottopongo a una mia validazione.

 

Non mi piace chi entra in casa mia a gamba tesa…

 

Dunque rispettate se volete essere rispettati. E viceversa.

 

Domate i motori di ricerca

Non è per niente facile!

 

Ma non potevo concludere l’articolo dandovi l’impressione di essere completamente a digiuno di strategie di marketing e comunicazione on line, cosa che in realtà è vera ma che ho imparato a gestire, domando l’imperscrutabile legge della SEO attraverso l’uso di un plug in che mi ha risolto la maggior parte dei problemi, ma non tutti. Uso Yoast SEO nella sua versione gratuita e mi piace un sacco perché fa tutto lui 🙂

 

Il problema del numero delle visualizzazioni è molto ampio e io non sono all’altezza della situazione per illustrarlo tutto.

 

Per fortuna in rete qualche professionista si trova e anche qua e là per i blog.

 

Usate un po’ di pazienza ma applicatevi anche in questa operazione perché è piuttosto importante per crescere in autorevolezza sulla rete.

 

Ma non scoraggiatevi se da subito non raggiungete “certi” risultati e vi imbattete in quei “guru” di cui abbiamo parlato all’inizio che sbandierano molte visite al blog.

 

In qualche caso è tutto farina del sacco del blogger, ma spesso non è così.

 

Ci sono molti modi per ottenere visualizzazioni e conversioni, di solito a pagamento, attraverso false condivisioni o sponsorizzazioni o direttamente acquistando follower.

 

Se vi interessa l’articolo, come dire, comprate pure.

 

Ma se il vostro intento è un altro questi metodi vi porteranno soltanto fuori strada.

 

Ci sono molte altre maniere, tutte assolutamente lecite purché esplicitate, per ottenere più numeri, compreso rivolgersi a dei professionisti. Se potete farlo, fatelo.

 

Ma ho idea che i motori di ricerca abbiano imparato a riconoscere le visite false da quelle vere e stiano penalizzando.

 

Se siete interessati al tema, un blog che senza dubbio va seguito è il Tagliaerbe. Per me è stato ed è di continua ispirazione per conoscere meglio la rete in cui ho deciso di far sentire la mia voce.

 

Vedo che nel tempo è diventato un sito che offre servizi commerciali, quindi voglio precisare che il mio non è un link sponsorizzato e credo che Max Valle, il padrone di casa,  nemmeno sappia che esisto. 

 

Ma è un buon sito, io sono iscritta da quando ho aperto il blog e non mi ha mai spammato alcun servizio in acquisto. A proposito di netiquette

 

Un altro sito da seguire è My Social Web di Riccardo Esposito. Qui ho trovato molti suggerimenti utili per costruire e migliorare il mio blog.

 

L’ultimo che ho scoperto è un sito che utilizza molto i video per spiegare i propri contenuti ed è Webpedia. A differenza dei due precedenti, quest’ultimo invia periodicamente mail per aggiornare gli iscritti sui contenuti e proporre servizi o prodotti commercializzati.

 

Ma è molto ricco di tutorial, dunque si possono tollerare.

 

Siamo giunti alla fine di questo lungo articolo. Grazie per avermi letto fino alla fine, spero di avervi proposto suggerimenti pratici che potete applicare sin da subito per migliorare il vostro blog.

 

Ora tocca a voi: siete soddisfatti del vostro blog o pensate di doverlo migliorare? In che modo ci proverete?

 

Aspetto il vostro mi piace e i vostri commenti qui! Buona settimana, care Volpi.

18 Comments

  • Luz

    Un post utilissimo, che mi fa pensare a cosa è stato fatto di buono e cosa un po’ meno.
    Ciò che ho imparato in questi anni è che se non si va incontro ai lettori, cercando di interpretare cosa possa piacere, ma senza venir meno rispetto ai propositi di fare della scrittura un piacere che si fa anzitutto a se stessi, ecco, non si va da nessuna parte.
    Ci sono stati post che mi sono riusciti egregiamente, altri che non hanno suscitato l’interesse sperato, ma va bene così. Sono comunque riflessioni importanti che intendo fermare, per poi rileggere tempo dopo. Provo un certo gusto nell’andare a recuperare vecchie cose.
    Fidelizzare i lettori è stata per me un’operazione spontanea, senza idea alcuna di marketing dietro. Mi è venuto spontaneo comunicare, accogliere, condividere. Non potrei andarmi a cercare trucchetti per farmi piacere di più, sebbene ammiri strenuamente chi riesce a catturare moltissimi lettori. Per esempio non capisco nulla di posizione sui motori di ricerca, ma non ho mai approfondito perché ho vissuto dal primo momento il blog come un luogo in cui in fondo i grandi numeri non sono un obiettivo. Ammetto però che mi piacerebbe che il mio verbo fosse più diffuso, eh. 🙂 Ci sto attualmente provando, per certi aspetti, con Instagram. Ma mi accorgo di non essere brava su quel tipo di social. Leggo qua e là che bisognerebbe impegnarsi moltissimo per portare i follower a certe cifre, ma chi me lo fa fare? Anche se avessi un migliaio di follower ma nessun nuovo lettore di qualità sul blog, sarebbe stato tutto lavoro inutile. Non so se ti trovo d’accordo su questo.

    • Elena

      Cara Luz, comincio dalla tua domanda finale circa i follower su Instagram o altre piattaforme social. Pensoc he il tuo ragionamento non faccia una piega, a che pro avere molti follower se poi nessuno ti legge il blog? Quanti like riceviamo senza che nemmeno si legga il contenuto? Domande opportune. Non è questo che cerco, credo nemmeno tu. Ma avere un certo seguito è utile per far sapere agli altri che ci sei ancora e che scrivi di un certo argomento sul tuo blog. Magari non tutte le volte che visualizzeranno i tuoi post verranno a leggere il blog, ma qualche volta lo faranno e sarà sempre un lettore in più che ti apprezzerà. Non è forse una gioia? Quando ricevo un commento da un nuovo lettore o vedo che un utente fino ad allora sconosciuto segue le mie storie su Instagram ne sono felice, anche se non vivo queste cose con l’ansia delle conversioni. Ho descritto in questo post i numeri relativi alle visite perché mi hanno colpito, non perchè siano il risultato di una ricerca spasmodica durata un anno o un diploma da appendere al chiodo, ma perché mi hanno emozionato. E le emozioni amo condividerle. Peraltro ho visto che altri in seguito hanno fatto bilanci anche più importanti del mio. Ma sono convinta, per tornare alla tua domanda, che la quantità sia essa stessa un valore soggettivo e sempre congiunta alla qualità. Anche io sono piuttosto scarsa sui social, ho preso un po’ di confidenza con Facebook e tac! mi diventa quasi obsoleto. Insomma, stare sui social è un lavoraccio, continuo e faticoso. Però che bello mettersi sempre alla prova! E poi bisogna dire che quando si è soli in dosi omeopatiche i social fanno anche un’ottima compagnia… Ti pare? Kiz

  • Grazia Gironella

    Credo anch’io che i social siano più utili del blog nella promozione; però è anche vero che chi frequenta il blog ti conosce meglio, di solito, e può diventare un tuo fan affezionato. Bisognerebbe fare tutto e il contrario di tutto… invece si deve scegliere, purtroppo o per fortuna, e la scelta non dovrebbe penalizzare troppo la scrittura. E’ l’unico criterio che tengo fermo.

    • Elena

      La priorità è scrivere aggiungo per quanto mi riguarda anche essere letta. Qualche sforzo va fatto anche nella promozione sui social senza esagerare e apparire mono tematici. Facciamoci conoscete come persone intere, non solo come scrittrici. I livelli di intimità di questo percorso cambiano, per me il punto più profondo è sempre illecito blog. È rarissimo che vada oltre l’opinione su un social. Sul blog invece racconto la mia vita anche ciò di cui magari non sono stata fiera. Questi sono i criteri con cui amministra il mio tempo, che è notoriamente troppo poco per fare ciò che vorrei scrivere scrivere scrivere, dappertutto

  • Marco Freccero

    Io ho un post che attira un mucchio di lettori: quello che elenca i libri da leggere per scrivere. Al momento ho superato le 45.000 visualizzazioni (annuali), un record che difficilmente replicherò. Se tornassi indietro quell’articolo non lo pubblicherei, e farei fuori tutti quegli articoli che sono guide o tutorial. Non aiutano per nulla nella mia opera di raccontastorie. Il 95% delle persone che li leggono, poi vanno da un’altra parte. Il restante 5%? Lo raggiungerei comunque con i miei strampalati articoli.

    • Elena

      Caro Marco, sono andata sul tuo blog, che seguo, per rintracciare questo (MITICO) post da 45 mila visualizzazioni. Chissà da quanto tempo hai cambiato la home page, io accedo da mail e vado sempre direttamente al nuovo articolo quindi non me ne sono accorta. Sono un po’ babba e non ho trovato la funzione cerca per rintracciarlo. Prima o poi ci riuscirò. Capisco il tuo ragionamento e la tua scelta è molto forte e coraggiosa. Personalmente pubblico di tanto in tanto articoli come quello, ma sono ben lontana dall’essere un blog di tutorial o how to do. Tuttavia quando lo ritroverò lo leggerò con attenzione il tuo post, anche se sul tema hai scritto altre volte, ricordo bene. Chi segue i nostri blog? Chi ama la scrittura e la lettura. Se ci sono delle risorse che aiutano a scrivere o a trovare le letture preferite (tipo i russi :D) io dico che è un vantaggio e un valore aggiunto. I tuoi strampalati articoli, specie i video, sono la tua cifra distintiva. Parlavo di tono di voce nell’articolo, penso che il tuo sia uno dei più originali senza dubbio

  • Barbara

    “Qualità dei contenuti, la chiave per incrementare i numeri del blog”
    Sorrido. Perché se io guardo i numeri di webnauta, guardo alla quantità e non alla qualità. Gli altri invece col tempo arrivano a capire che quei numeri lì non te li regala nessuno, non sono “follower” (termine usato per i social non per i motori di ricerca, come ha giustamente sottolineato Sandra) e non sono acquistabili nemmeno dai professionisti. Quei numeri lì sono espressione di qualità, perché se non ci fosse la qualità nessun lettore si fermerebbe a leggere (il click e via fa molto danno, dev’essere click e rimango a leggere tutto) e i motori, di conseguenza, non li considererebbero di qualità premiandoli con un posto in cima ai risultati. La Seo aiuta, ma non fa miracoli se il contenuto sotto manca.

    “escludete dalla vostra lista di lettura blogger che non ricambiano l’attenzione.”
    Io invece continuo a commentare gente che su webnauta proprio non viene, semplicemente perché trovo interessante ciò che leggo da loro, mi aiutano nella riflessione, mi portano spunti che altrimenti non troverei altrove o da sola. Sono idiota, lo so. Del resto, trovano comunque modo di ricambiare in altre forme: chi mi legge e commenta sui social, chi mi scrive privatamente via mail o su messenger, pure via sms. Chi mi condivide senza nemmeno commentare. Ma capisco che hanno letto. L’importante è mantenere viva la relazione, per conto mio.

    Adesso è un periodo di rallentamento per i blog. Da quando ho cominciato io, dicembre 2015, hanno chiuso o sospeso le attività una decina di blogger almeno, completamente scomparsi, qualcuno ha proprio cancellato il blog. Perché il problema principale è la perseveranza. Se ci si aspetta risultati subito, è facile perdere l’entusiasmo. Se poi si apre con l’idea di pubblicare a breve un bestseller grazie al blog, diventa una missione suicida…

    • Elena

      La qualità è il primo punto, anche se da sola non spiega il successo di letture, almeno non di tutte. Il tuo blog è un’autorità nel campo, perché ottiene moltissime visite , come tu stessa di tanto in tanto rendi noto giustamente, e offre contenuti di qualità, tecnici ma non solo. Forse è proprio l’equilibrio tra tips e poesia, anche solo un racconto personale o una storia a puntate, la chiave del tuo successo ma anche la grande attenzione per la forma, i sistemi, le scelte tecniche. Insomma, dietro un risultato positivo c’è quasi sempre tanto tanto lavoro, che spesso nemmeno si nota o cui non si fa caso, almeno non da parte di tutti. La mia sorpresa è stata vedere che tutto quello che avevo impiegato in termini di energia aveva dato frutti. Impossibile non esserne felici. Quanto in vece a chi non commenta, né il blog né sui social, nei modi e nelle forme che ritiene più utile per manifestare la sua opinione, che nel tempo peraltro possono modificarsi, resto della mia idea. Fatta eccezione per alcuni contenuti veramente insostituibili, come ho detto nel post, per gli altri credo che di tanto in tanto passare a salutare sia gesto di cortesia e di reciprocità: Significa semplicemente riconoscere lo sforzo degli altri, nei tempi e nei modi che ciascuno di noi può mettere a disposizione. Per fortuna ho avuto la necessità di applicare questa modalità solo un paio di volte. All’inizio ho seguito per un paio di anni un blogger molto famoso che scriveva di scrittura. Dopo due anni mi sono resa conto che nonostante le nostre discussioni , a volte anche incentrate sulla vita del blogger, non si era mai peritato di passare una volta da me almeno per dire “ciao, vedo quel che fai, ma non mi piace. Ci vediamo da me.” Può darsi che sbagli, ma quando chiamo al telefono un’amica per dieci volte consecutive e non ricevo mai una sua chiamata qualche domanda me la faccio. Il blogging è una relazione biunivoca. Senza costrizioni, libera, ma pur sempre biunivoca. Che richiede tanta tanta perseveranza, o consistency, come mi piace dire 😀

  • Maria Teresa Steri

    Complimenti, Elena, per i tuo (meritato) incremento delle visite. Hai scritto una bella carrellata di consigli, senz’altro tutti giusti.
    Devo confessare che da un po’ a questa parte non riesco più a interessarmi come un tempo del mio blog (e di una sua eventuale crescita) . C’è stato un periodo in cui controllavo le visite e l’andamento, ora non lo faccio più, tanto che per curiosità dopo il tuo post sono andata a controllare. Ebbene, se raggiungo le 10.000 visualizzazioni mensili è forse perché ormai vivo di rendita… Magari non è una cosa bella, ma è un dato di fatto. Più che migliorare, avrei bisogno di farmi tornare l’entusiasmo. Già da un po’ il blog non è più una priorità (mentre rimane la scrittura). Vedremo che mi riserva il futuro…

    • Elena

      Anima di Carta è un’istituzione e più che di rendita il tuo blog vive delle tante discussioni e dei tanti contenuti di ottima qualità che ci offre. Una delle cose che ci regala la longevità è proprio questa, la possibilità di “godere” di un certo numero di letture attirate dai tanti contenuti che si possono trovare e che si stratificano nel tempo. E’ la storia potremmo dire che fa numero, ma anche il continuo aggiornamento. Trovare e ritrovare l’entusiasmo per scrivere il blog è in effetti complicato. Io vivo un periodo positivo, ma ne ho passati di negativi e sono certa capiterà ancora. Al di là delle misure, ciò che importa è la voglia di esserci e di incontrare, per questo tramite altre persone. 10 mila visite sono da capogiro, io le ho raggiunte il mese scorso ma già questo non sarà altrettanto. Quindi ho ancora tanto da imparare , da te e da tutti coloro che hanno raggiunto vette da dieci anni di rete come il tuo blog. Che peraltro sta svolgendo un servizio importante agli autori che vogliono promuovere il proprio libro, un atto di generosità che spero ti dia le soddisfazioni e la spinta che cerchi. Buona serata MT

  • Grazia Gironella

    Ci ho pensato, certo; il blog era nato anche per proporre i miei romanzi. Facebook però mi sembra off-limits per me, ora che leggono soltanto le persone con cui interagisci. Richiede troppo tempo rispetto alla resa. Twitter lo uso, ma mi sembra irrilevante. Instagram mi piace abbastanza, anche Linkedin non è male. In ogni caso non riesco a mettermi nell’ordine di idee di dedicare tanto tempo ai social, quando già il tempo per scrivere è così ridotto. Prendo l’occasione per farti i complimenti per i tuoi risultati con il blog. Hai avuto davvero un bel crescendo! Sono anche felice che tu stia ritrovando la voglia di leggere e scrivere. 🙂

    • Elena

      Per me la cosa più importante è aver superato la crisi di lettura e scrittura, avevi ragione tu: certi momenti sembrano terribili ma poi…passano! Quanto ai social guarda Facebook è un po’ in caduta libera. Ma lo tengo perché, non chiedermi come, di tanto in tanto da lì arrivano cliccando su post vecchissimi. Poca roba ma accade. In questo momento il più dinamico mi sembra Instagram ma anche io non ho molto tempo per curare con attenzione i contenuti nei social a meno che non sia la riproposizione di quelli pubblicati sul blog. Più che altro sui social mi rilasso… E spesso li abbandono. Forse sono più utili del blog per promuovere i libri, ma ancora non ho un’opinione definitiva. Tu? PS: grazie per i complimenti, una volta all’anno faccio il bilancio e di solito non ho gran che da festeggiare. Ma quei numeri di novembre mi hanno fatto piacere e li ho condivisi… Speriamo di fare sempre meglio. Buona serata!

  • Giulia Lu Dip

    Sai che non controllo mai le visualizzazioni? Ogni tanto mi capita ma proprio quando mi ricordo o leggo post come il tuo e mi viene voglia di controllare. Ti confesso però che il blog non è la mia priorità, anche se pubblico con costanza settimanale dal 2014, per me la priorità è la scrittura, spesso ho trascurato i post per mandare avanti i capitoli dei miei romanzi.
    Tuttavia il blog è il mio piccolo angolo dove condividere pensieri e parole che riguardino la scrittura o la vita, quindi per ora va bene così.

    • Elena

      Ciao Giulia, ecco il punto dolente : in questo periodo per me è il blog a farla da padrone. Perché
      Intanto richiede meno tempo e attenzione della stesura di un romanzo, ovvietà, ma soprattutto una concentrazione che può essere diluita nel tempo. Quando scrivo per il blog posso abbozzare e poi lasciare decantare per poi tornarci, a volte anche anni dopo (ora lo posso dire). Dedico i minuti che ho un pò alla volta. Scrivere invece mi richiede grande tempo e dedizione, quasi mai per me è possibile stare su un manoscritto per meno di due ore di fila, sempre che non si tratti di piccola manutenzione. Perciò il blog in questo periodo per me è lo sfogo al bisogno di scrivere
      Forse è per questo che è andato meglio, nonostante la pandemia. Ora però si fermerà per le feste perché mi è tornata la voglia di… Scrivere ❣️. Prenderò ferie apposta!

  • Sandra

    Ho dovuto controllare apposta il n. di visualizzazioni perché è una cosa a cui non do importanza, ebbene a novembre sono state poco più di 3000. M’interessa molto di più lo scambio, l’interazione che si ha solo coi commenti, certo, i lettori silenziosi evidentemente esistono e se tornano fa comunque piacere, il blog in fondo è tante cose, anche una vetrina, ma chi commenta mostra di entrare davvero, non si limita a guardare da fuori. Sui follower non credo sia un elemento davvero ricondicuibile ai blog, ma piuttosto ad altri social come Instagram. In ogni caso, qui tu parli di crescita, metti sul piatti concetti come Seo, ecc. cose oggettivamente lontanissime da me, non ho comprato il dominio, non ho manco un indice, parlo di vita e di libri, la gente va e a volte resta, i rapporti si trasformano, ci sono blog amiche importanti che non ci sono più nel blog, ma sono presenti altrove, su Instagram appunto ma soprattutto nei contatti privati e ci sono da anni. Ci sono al punto che ci siamo viste e anche più volte, mentre scrivo penso a una persona in particolare, andata via, tornata, perché la vita è così.
    Aumentare? Elena, sinceramente a me ora come ora sta bene ciò che faccio e come lo faccio.

    • Elena

      Ciao Sandra, che bello quando siamo in sintonia con ciò che facciamo senza preoccuparci per forza di “fare meglio”. La mia è una situazione mediana, conosco blog che sono cresciuto molto di più e che hanno un numero molto più alto di commentatori. Concordo con te che sia questo il punto fondamentale per un blog e credo che su questo vorrò porre maggior attenzione, a partire da oggi. Magari scriverò un articolo se l’esperienza è andata a buon fine. Credo che il blog sia un pò come la vita : molti rinunciano a dire la loro e ascoltano o distrattamente leggono. Ma forse dipende anche dal modo in cui li si interpella… . Comunque se anche le visualizzazioni sono quelle che sono, da te di sicuro la discussione non manca. E il tuo debutto sui social col botto ha convinto anche qualche blogger troppo restia a seguirti… Insomma, non si vive solo di numeri

  • Grazia Gironella

    Prima di tutto ti condivido, così mi salvo dalla tua giusta critica! XD Hai ragione, alle condivisioni non sempre si pensa; io non ci penso nemmeno quando il blog è mio… Dunque: sono soddisfatta del mio blog? Sì, perché mi piace e mi piacciono le persone che lo frequentano, e no, perché non ha crescita e non ne ha mai avuta, nemmeno quando ero su Blogger. Speravo che il passaggio a WordPress, con la maggiore attenzione alla SEO, portasse dei miglioramenti dopo il primo periodo di contraccolpo; invece non è così. Quindi leggo i tuoi numeri e i numeri di altri blogger con un misto di sorpresa e invidia (buona, si capisce), del tipo “ehi, ma allora è possibile!”. Detto questo, non saprei proprio cosa fare per migliorare, e l’idea di imbarcarmi in una delle mie crociate infruttuose mi atterrisce. 🙂

    • Elena

      Ciao Grazia, prima ti tutto (ops, mi ricordo qualcuno… :D) grazie per la condivisione! Penso sia davvero un gesto di attenzione e cura e mi impegno anche io a farlo più spesso, a partire dai tuoi contenuti che sono molto interessanti e, giustamente, ti danno tanta soddisfazione! Forse il motivo dello stallo sta proprio qui : i tuoi lettori ti hanno seguito da blogger a wordpress, ma come fare a contattarne di nuovi? Per me è stato abbastanza utile lo strumento social. Ci vuole pazienza e costanza, ho fatto e rifatto la pagina Facebook dedicata, poi l’ho silenziata per un po’, poi l’ho ripresa (peraltro grazie per il suggerimento, mi accorgo che nel post il tema social l’ho derubricato, rimedierò). Ora c’è Instagram su cui non volevo registrarmi e qui una bella responsabilità ce l’ha @Sandra! Ma ora sono contenta, è molto più immediato di FB e meno asettico di Twitter. Insomma, bisogna provare e spendere qualche energia. Hai considerato che un blog con visualizzazioni più “robuste” potrebbe anche influenzare la vendita dei tuoi, bei, romanzi?

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