Scrittori: imparare dalla crisi
Scrittura creativa

Scrittori: imparare dalla crisi la resilienza

Scrittori: imparare dalla crisi. Possibile?

Come possiamo allenare la nostra resilienza?

Questi i temi dell’articolo di oggi. Buona lettura!

Si dice che convenga guardare alle cose con ottimismo.

E in effetti, a che serve indugiare su ciò che non va?

Soltanto a farci del male, a scavare ferite di volta in volta più profonde.

Così anche gli scrittori dovrebbero imparare qualcosa dall’ombra della crisi che il Covid19 ha gettato sull’editoria.

Imparare a superare gli ostacoli e a percorrere strade nuove.

Chi l’ha fatto è sopravvissuto o sopravviverà.

C’è chi ha persino trovato un lato positivo nella crisi, intraprendendo la via della pubblicazione, con editore o da indipendente.

Temerari? No, soltanto persone che non hanno mollato.

Perché una sola cosa può fermarci: noi stessi e i nostri pregiudizi.

Proviamo a difenderci.

Scrittori: imparare dalla crisi la resilienza

 

Dicono che durante la pandemia abbiamo letto di più.

Sono i dati a rincuorarci: leggere libri (o anche ascoltare audiobook, strumento in ascesa, dopo le difficoltà di qualche anno fa, ne avevo parlato qui) è l’attività che ha visto un maggiore incremento percentuale nelle abitudini degli intervistati, con un aumento del 36%, secondo solo allo streaming di serie video e film (+50%) e alla fruizione di programmi televisivi (+49%), e superiore all’ascolto di musica in streaming (+23%) e della radio (+24%).

Sono i dati diffusi ad aprile dalla Global Web Index, che ha pubblicato uno studio realizzato in 17 paesi tra cui l’Italia per analizzare l’andamento delle abitudini e dei consumi durante il lockdown.

 

In netta controtendenza con quelli rilasciati nei primi mesi della pandemia, quando, ne avevamo parlato qui, le vendite crollavano e le letture anche.

Ma poi si sono riaperte le librerie e tutto ha ricominciato a scorrere, anche se a mio avviso un pò meno brillantemente del solito.

 

Vi invito a dare un’occhiata allo studio completo che avete nel link qui sopra..

Con voi vorrei elencare una serie di comportamenti resilienti che ho visto mettere in campo o che io stessa ho messo in campo e che si sono rivelati positivi.

Per contrastare la negatività che ci assale e imparare a essere resilienti, ovvero a trasformare qualcosa di negativo in un’opportunità per intraprendere strade nuove altrimenti ignorate.

 

Ignorare i gufi

 

Quando mi sono decisa a inviare il mio ultimo manoscritto agli editori, era qualche giorno prima del lockdown.

Avevo un elenco nemmeno troppo lungo di case editrici che mi parevano appropriate per il tipo di romanzo che è Càscara, che appartiene al genere del romanzo di formazione collocato in un contesto storico del nostro recente passato.

Ricevetti alcuni incoraggiamenti (pochi) e tante frenate.

Le case editrici, secondo molti, non sarebbero state attente alle nuove proposte di pubblicazione, un po’ per chiusura quarantena, un po’ perché in quel periodo o si proponevano storie sul lockdown oppure non sarebbero state nemmeno prese in considerazione.

Ebbi qualche tentennamento, ma poi seguii il mio istinto e proposi il mio romanzo a una trentina di case editrici selezionate in base al mio gusto personale e al catalogo.

Per la prima volta mi hanno risposto in cinque in soli due mesi, di cui una soltanto (Adelphi) si è dichiarata non interessata all’argomento del mio romanzo.

Le altre quattro, che avevano ricevuto solo una sinossi e una biografia, mi hanno chiesto il testo.

La pazienza e l’audacia aiutano.

 

Pensiero conseguente?

 

Se hai terminato un lavoro cui tieni molto, non lasciarti frenare da nessuno e proponilo con l’entusiasmo di avere tra le mani un capolavoro.

Ci pensa già il mondo a sminuirti, non farlo tu stessa. Abbi fiducia e buttati

Presentazioni e web in air

 

Gli eventi sono stati bloccati per un po’ e cosa abbiamo imparato nel frattempo?

Che attraverso gli strumenti del web si raggiungono molte più persone che dal vivo!

E’ vero, in una presentazione tradizionale, che ora è di nuovo possibile organizzare, il rapporto a tu per tu con le persone e la vendita del tuo libro, la possibilità di scrivere subito una dedica (a proposito, hai già visto il mio video per trovare quella giusta?) sono occasioni impagabili di incontro e relazione.

Ma l’esperienza della quarantena ci ha insegnato che il web è capace di attrarre molti più curiosi al tuo balcone!

 

Gli autori, soprattutto quelli indipendenti, hanno un grande opportunità: promuovere il proprio libro attraverso i canali dei social, in diretta!

 

Basta con le foto pubblicate su Facebook, fatelo un bel video in streaming dell’evento, e dai!

 

Credo che mi ci cimenterò subito, quando pubblicherò Càscara!

Non si tratta di sostituire ma di integrare alcuni strumenti che si sono dimostrati utili.

Un link all’acquisto sullo store on line preferito completerà il tutto 😀

 

D’altra parte, ben il 32% degli italiani che hanno risposto alla ricerca Global Web Index, hanno dichiarato che non abbandoneranno l’abitudine acquisita durante la quarantena di comprare on line,  specie se con consegna a domicilio gratuita.

 

Credo che anche il mercato dei libri sarà affetto da questo cambio di costume e comportamento.

 

Usare bene i social

 

Tempo per imparare a usare i social?

Bene, usatelo per selezionare quello che fa per voi e investite su quello!

Ma attenti a due cose:

  1. non inflazionate le piattaforme con i vostri profili
  2. scegliete il social media giusto che sia compatibile con la vostra esperienza su internet e con il pubblico che volete raggiungere

 

Avere molti profili social per promuovere il vostro libro è una perdita, dannosa, del vostro tempo.

Ne basta uno fatto bene.

TikTok?

Instagram?

Il sempre verde Facebook?

YouTube?

Telegram o Whatsapp?

 

Ognuno di questi ha opportunità differenti.

Siate attenti a diversificare il tipo di informazione che veicolate su ogni singolo strumento social.

 

Quanto allo specchietto per le allodole della promozione a pagamento: io l’ho provata solo una volta e non ho avuto alcun beneficio.

Per fortuna, la cifra che avevo investito era minima.

 

Direi che è molto meglio avere un blog

Ma per favore, non apritene uno per promuovere il vostro libro. 
Apritelo per raccontarvi.

E fate lo stesso con i profili social.

Oggi le persone vogliono la vostra vita privata. Comprano uno stile, un volto, un pensiero, un’abitudine.

E poi un libro.

Siate attenti a costruirvi un’immagine originale e i consensi arriveranno. Prima ai vostri post e poi anche ai vostri libri.

Ma sempre meno di quanto vi aspettereste.

 

Diversificare i canali di promozione

 

Sapevate che durante il lockdown è aumentato l’utilizzo di:

  • YouTube e TikTok (+8%)
  • ascolto di podcast e audiolibri (+7%)
  • ascolto della radio -Viva! – (+24%)
  • lettura di libri, giornali, riviste (+36%)
  • messaggerie – Whatsapp, Messenger – (+ 51%, una follia!!!)
  • altri social media (+ 44%)
  • film e serie tv on the web, es Netflix – (+50%)

 

Insomma, abbiamo fatto un pò di tutto, tempo ce n’era.

Una curiosità a proposito di queste percentuali: sono pressoché identiche per uomini e donne.

Gli unici due comportamenti che hanno rilevato una differenza di più del 10% tra uomini e donne sono stati la maggiore propensione per la cucina e quella per il pc e i giochi elettronici.

Indovinate con quale distribuzione di genere 😯 

 

Resta una domanda: dopo la pandemia e la quarantena, cosa resterà di queste abitudini?

 

 

Trovate una libreria che vi adotti

 

Nel mio Borgo Vittoria noi abbiamo la Piola Libreria di Catia che nel frattempo si è allargata ed è diventata anche di Stefania, visto che ormai condividono oltre che la vita anche le passioni e una parte di lavoro.

La libreria di adozione (o di elezione) è una sicurezza specie al nostro debutto.

E in questo periodo avere una rete di relazioni stabili, di persone che vi vogliono bene al di là della vostra necessità di far conoscere il vostro libro, è essenziale.

Voi avrete cura di promuovere la libreria come punto di vendita di buoni libri e la libreria avrà cura di promuovere voi come buone/i autrici/autori.

Un do ut des però che non ha a che fare con il portafoglio, ma con il cuore.

 

Ci qualifica come persone, prima ancora che come autrici.


E il bene torna sempre.

 

Sarebbe molto interessante capire se le offerte on line, promozioni, sconti, abbiano avuto un qualche efficacia in questo periodo, ma non ho trovato dati a supporto.

Chissà se qualcuno ne ha esperienza e può raccontarci come è andata?

 

Quanto a me

Quanto a me, le cose stanno così.

Ho due idee per nuovi romanzi (ve ne parlerò meglio), su una ho già cominciato a scrivere.

Ho imparato a usare Bibisco (ricordate? Ne abbiamo parlato qui con il suo papà, Andrea Feccomandi) , ho letto qualche libro ma meno del solito, sono in controtendenza, ma le ragioni le conosco.

Ho ridotto la lettura degli altri blog e me ne scuso, ho aumentato la lettura dei quotidiani, dopo aver fatto un abbonamento on line.

Ho goduto appieno del mio angolino in casa, ricavato da una nicchia, e ho ripreso con il Nordic Walking per rimettermi un po’ in forma.

Ho abbandonato i video YouTube (ma li riprendo, è solo che di video (conferenze) in questo periodo ne ho proprio abbastanza 😀 ) e ho diradato le pubblicazioni sui social.

Il tempo che risparmio?

Lo dedico a me.

I miei cinque minuti si sono dilatati.

Non posso che esserne lieta.

Non si può creare con la mente piena di cose. Fare un po’ d’ordine ogni tanto serve… 😉

Ah, dirado un po’ la pubblicazione dei post sul blog, ma ve ne sarete già accorti.

Niente paura, è solo un po’ di riposo per riprendere in estate alla grande!

E voi?

Cosa avete imparato dalla pandemia, come persone e come scrittrici e scrittori?

Aspetto come sempre i vostri commenti qui sotto, care Volpi!

21 Comments

  • Barbara

    Non ho scritto di aver maneggiato poco la scrittura, dove lo vedi? Ho scritto si, eccome. Non il romanzo, perché stavo comunque lavorando e dopo 12 ore al computer hai voglia di alzarti e fare altro, ma racconti sì, li ho scritti. Uno l’ho scritto in due giornie pubblicato per Pasqua, in pieno lockdown. Tanti altri abbozzati, tutt’ora in scrittura/decantazione. Forse finiranno su Confidenze, forse sul blog. Vedremo.

  • Barbara

    Sono stata talmente bene in questo periodo, che mi sento in colpa per chi invece ha sofferto o non c’è più, e temo che il ritorno ai ritmi normali mi porterà un filino di stress e tristezza. Per lo più ho lavorato, anche se mi hanno però fatto consumare i pochi giorni di ferie accumulati (non sono l’unica, quindi temo che se aspettano gli italiani, quelli del settore turistico aspetteranno parecchio…le ferie non sono solo questione di bonus, bisogna anche potersi allontanare dal lavoro, chi ce l’ha).
    Nel tempo però guadagnato dai mancati spostamenti ho fatto davvero parecchio. Mi sono concessa solo 3 torte, nonostante avessi la bacheca piena di foto di ogni leccornia. Non solo ho continuato ad allenarmi con la palestra convertita allo streaming Facebook, ma ci ho aggiunto altri allenamenti. Quindi ho mantenuto muscoli e peso.
    Mi sono data alla pazza gioia dei trattamenti viso e corpo! Tutte quelle creme e maschere e campioncini, tutte cose che non mi concedevo mai per mancanza di tempo, quello di posa o di risciacquo. Ho dichiarato guerra alle doppie punte (mai avuti capelli così lunghi in vita mia) e ho scoperto l’olio di ricino per curare le ciglia.
    Ho letto tanto, anche quando rimestavo la pentola sul fuoco, mi sono goduta di più il giardino e ho un discreto colore (però stile ciclista 😛 ), ho mangiato meglio perché si badava all’essenziale, e sì, sono probabilmente una di quelle che ha contribuito al +51% di Messenger, perché ho dato fondo alle videochat con amici di ogni dove.
    Aggiungiamoci che Confidenze ha pure pubblicato una storia vera raccolta e raccontata da me, e capisci che mi sento davvero in colpa per tutti gli altri.
    Mi mancano ecco le uscite con gli amici, un gelato, una pizza, che in teoria si può, con le dovute precauzioni. Il problema è che qui in Veneto molti, troppi, hanno già dimenticato, e le precauzioni sono solo una farsa…

    • Elena

      cara @barbara, qualche ora dopo il tuo commento scoppiava di nuovo l’emergenza in veneto in qualche cluster oggi chiuso in lockdown. Ricordo bene due settimane fa le immagini trionfanti del governatore e le riaperture, con tanto di aperitivi all’aperto senza mascherine. Cosa che si sta verificando un po’ in tutto il paese, i risultati (purtroppo) non tarderanno ad arrivare.
      Sono invece felice che tu ti sia ripresa il tuo tempo, con trattamenti di bellezza a gogo, ricette di cucina senza esagerazioni (non come me, sembravo una panettiera!) e che abbia potuto leggere e curarti di più. E poi, la pubblicazione con Confidenze, la ciliegina sulla torta!!! Vedo che anche tu, a parte la storia di Confidenze, con la scrittura hai maneggiato poco. Io dopo aver installato Bibisco ho prodotto qualcosa ma non quanto avevo in testa… Conto sull’estate! Tu non ho capito se alla fine andrai via oppure no…

  • Giulia Lu Dip

    Brava Elena, hai fatto bene a proporre il tuo romanzo alle case editrici e quattro interessate non sono poche (e poi apprezzabile anche il fatto che Adelphi abbia risposto anche se non interessata, spesso le CE si limitano a ignorare le proposte senza neanche rispondere). Cosa ho imparato dalla pandemia? Io tutto sommato, relegata in casa, sono stata bene, anzi in un certo senso mi sono sentita liberata dall’assillo di tanti inutili impegni, il mio essere “orso” ha prevalso. Pur non smettendo mai di lavorare (un po’ in presenza e un po’ in smart working) ho avuto un po’ di tempo in più da dedicare a me stessa e alla scrittura, tanto che ho scritto un nuovo romanzo, ne parlerò in uno dei miei post futuri, spero presto.

    • Elena

      Ciao Giulia, un interesse non significa una volontà di pubblicazione ma in barba ai pessimisti almeno qualcosa si è mosso. Ricordo bene la tua resilienza durante il lockdown e mi congratulo per la stesura del romanzo. Sei stata veloce e concludente a differenza mia che pur di avendo retto egregiamente la quarantena e la paura non sono stata altrettanto produttiva sul fronte romanzi… Mi rifarò. Attendiamo le tue notizie (peraltro non ricevo le notifiche di pubblicazione sul tuo blog eppure credevo di aver completato la procedura di iscrizione. Puoi buttare un ?)

  • Rebecca Eriksson

    Ho imparato ad essere un po’ più egoista e ad occuparmi più di me stessa, per me stessa. Ho chiarito meglio chi sono e dove voglio arrivare ed ho iniziato a studiare su come fare per arrivarci.
    Sto ancora lavorando sull’organizzazione e la gestione del tempo, perchè anche se chiusa in casa il tempo non mi è mai sembrato sufficiente. Non ho mai pensato di adagiarmi nè di tornare indietro.

    • Elena

      Quanto hai ragione Rebecca! Non capisco chi si è annoiato, io non ho avuto tempo per fare tutto ciò che desidero! Amminsitrare il tempo è il vero valore, la vera sfida. Non bisogna disperdere le energie in cose che non sentiamo addosso. Se per egoismo intendi aver imparato a dire di no, allora ho imparato tanto tanto anche io. E mi sento meglio. Finalmente. E ho per le mani due idee per romanzi che con calma affronterò. Con calma, quella che mi merito. Abbracci

  • Sandra

    Ma dove popular? Ahahah, fosse solo quello. è tutto il corollario familiar lavorativo. Ma oggi è un altro mese e pure la seconda metà dell’anno, sperem.

  • Grazia Gironella

    Non ci ho pensato, ma così sui due piedi direi che ho capito questo: 1) molte cose che sembrano necessarie non lo sono, 2) i rapporti virtuali sono rapporti, punto, 3) la vita tranquilla mi si confà. Sono contenta che l’intraprendenza ti stia portando bene. Incrocio le dita per te. 🙂

    • Elena

      Sul punto uno cara @grazia mi ritrovo in pieno, credo sia la cosa più importante che mi ha lasciato l’esperienza del covid. La mia intraprendenza è semplicemente un risveglio dal torpore in cui da troppo tempo ero finita circa la pubblicazione. Va bene così, arriva quando vuole e bisogna prenderlo…

  • newwhitebear

    ottime notizie per Càscara. Se non ricordo male, di avevo detto che avresti trovato l’approdo presso un editore.
    Surante la pandemia cosa ho fatto? Letto ma scritto poco ma ho molto aggiornato vecchi testi, che non è come scrivere qualcosa di nuovo.

    • Elena

      Sto cercando Gian, ancora cercando, aspettando. Con pazienza, non ho fretta. Anche io ho scritto poco, ma ho cercato di tenere viva la fantasia e l’immaginazione. Molti hanno smesso di scrivere, persino di tenere i blog. Quando lasci andare recuperare è complicato e io tengo troppo alla scrittura per poterne fare a meno

        • newwhitebear

          Dipendenza? No. Il blog o si segue oppure è meglio chiuderlo. Scrivere ogni tanto e non rispondere ai commenti non è mai bello né produttivo. Meglio salutare tutti e chiudere il blog. Il blog-dipendente è quello che scrive tutti giorni o più volte nel giorno.
          Io mi sono dato una regola massimo tre volte a settimana ma meglio solo due. Questo in relazione ai post proposti.

        • Elena

          Io pubblico due volte la settimana, ma in periodi preferiali come questo scendo a una. Rispondere ai commenti in tempo reale è una scelta che non mi posso permettere purtroppo. Finora nessuno si è mai lamentato

  • Sandra

    Non ho trovato una libreria amica, ma ho fatto un po’ tutto il resto.
    Scritto, pubbliato, firmato contratti. Mi sono messa su Insagram dove a poco a poco sto migliorando. Ho saputo davvero essere resiliente e sfruttare il tempo. Certo, ora sto pagandone il prezzo, sono un po’ spompa per quanto si è accavallato ma se guardo indietro mi dico brava.
    Bel post, Elena, grazie per aver condiviso queste riflessioni e chissà che un domani alla Piola ci possa venire per una presentazione.
    Se vuoi accennare a tenere il mio romanzo sentiamoci. Grazie.

    • Elena

      Ciao Sandra, certo che si può organizzare! Sentiamoci via mail o vocali (come al solito ). Quando penso a te più che la resilienza mi viene in mente la pervicacia, la testardaggine, l’ottimismo! Sempre un passo avanti, come i Blues Brothers! Però capisco la stanchezza, essere popular sui social è una gran faticaccia che non so mai se è poi “remunerata”. Mah

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