Perché gli audiolibri sono ancora un mercato di nicchia
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Perché gli audiolibri sono ancora un mercato di nicchia

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Dopo aver tessuto le lodi degli audiolibri, qualche mese fa ho disdetto il mio abbonamento a Audible, attraverso il quale ho letto qualcosa come una decina di titoli in un anno.

Né tanti né pochi, se pensate che si tratta del terzo supporto che utilizzo per la lettura. Il primo resta il cartaceo, ultimamente soppiantato dall’ebook.

Addio a Audible

Nonostante la grande comodità di poter ascoltare un libro durante lunghi e noiosi viaggi in auto, dopo qualche tempo i titoli di interesse cominciavano a scarseggiare.

Le mie abitudini di lettura sono una sorta di domino: leggo qualcosa che mi piace e in quel solco acquisto qualcosa di simile, o che addirittura sia suggerito nell’ambito della lettura precedente.

La varietà e la disponibilità di titoli è dunque per me fondamentale, e il costo dell’abbonamento, circa dieci euro al mese, non era compatibile con i miei piani di lettura in audio supporto. E così mi sono cancellata.

E qui ho ricevuto una sorpresa: i libri che avevo acquistato e scaricato sul mio smartphone non erano più disponibili.

Sparita la app sparito l’archivio!

Ho capito solo in quel momento che non avevo acquistato un audiolibro, ma un servizio. E la cosa non mi è piaciuta affatto.

Così, al di là della valutazione personale su Audible, ho riflettuto sul perché gli audiolibri sono ancora un mercato di nicchia.

Ecco le mie considerazioni.

Perché gli audiolibri sono ancora un mercato di nicchia

Il formato audiolibro esiste da decenni ma è soltanto nel 2017 che gli Stati Uniti fanno registrare una percentuale di ascoltatori del 18% , il 4% in più del 2016.

A queste cifre si aggiunge la crescita nelle vendite, salita al 30%. Sono numeri davvero molto interessanti, che significano un valore di mercato di circa 7-8 milioni di euro.

Dunque l’audiolibro è al momento un buon investimento, ma ancora non sappiamo se sarà sostenibile nel tempo (se siete tutti come me, ne dubito :-P )

La situazione del mercato degli audiolibri in Italia

In Italia (dati AIE relativi al 2016) circa il 14% della popolazione tra i 15-75 anni ha ascoltato almeno un audiolibro. I giovani sono circa il 20% nella fascia 18-25 anni e le persone tra i 26-34 anni.

Rappresentano circa il 24% del mercato italiano.

L’audiolibro, al pari dell’ebook, è molto più accessibile.

Desideri un libro? Lo compri con un clic. Impagabile.

Se pensiamo che circa 13 milioni di Italiani vivono in comuni senza una libreria, comprendiamo bene che l’agilità con cui si può acquistare e ascoltare un libro è davvero molto importante.

Se i giovani lo apprezzano, allora si possono fare investimenti sul futuro. Sì, ma quando partono? E in quale direzione si sviluppano?

Il costo

Se digitate su Google la stringa “Audiolibri gratis” avrete pagine e pagine di risposta. Trovare dei file mp3 o comunque file audio gratuiti che narrano storie o libri di pubblico dominio (i grandi classici, ad esempio) è piuttosto facile.

Ma per chi desidera avere l’ultima novità del mercato editoriale o una vasta gamma di libri di ogni genere, deve accedere ai servizi a pagamento.

Normale, direte voi, vuoi leggere gratis per sempre?

Certo che no, i libri li devo vendere anch’io ;-)

Soffermiamoci un attimo sul costo di un abbonamento mensile: a guardar bene non sembra nemmeno tanto. Ma se riuscite a leggerne soltanto uno al mese, il gioco vale la candela?

Sono certa che a voi non piaccia soltanto ascoltare i libri, ma anche leggerli. E qualcuno vorreste conservarlo per sempre, magari nella vostra libreria dello studio, così potete consultarlo ogni volta che volete.

Provateci voi a farlo con un libro digitale!

E se decidete di acquistare audiolibri singoli, cosa difficile, dovrete sostenere costi che in alcuni casi arrivano a 6/7 euro per un solo audiolibro. È una cifra accettabile? A mio avviso potrebbe essere inferiore.

Il costo è giustificato dalle molte ore di lavoro che la registrazione richiede. Se poi scegliete un attore famoso per leggere il vostro romanzo il compenso sale.

Affidarsi a non professionisti è possibile, ma una voce narrante senza intonazioni né flessioni di voce è molto piacevole da ascoltare, di sicuro migliora la nostra comprensione del testo e aiuta chi legge a proseguire fino alla fine.

Si tratta di un lavoro professionale che va retribuito.

Ora è chiaro che la legge del mercato funziona in relazione alla domanda. Se sale, il prezzo diminuisce. Ma come si può far salire la domanda se il consumatore considera il prezzo inadeguato o troppo alto?

A mio avviso, se l’audiolibro si diffonderà sarà perché il costo della sua produzione sarà a maggior carico dell’editore che lo mette sul mercato, e non su chi materialmente mette la voce (e il lavoro) o chi lo deve acquistare.

Si tratta di una nuova impresa, bisogna assumersi qualche rischio. O no?

La varietà dei titoli

Questo è un grosso problema.

Se l’audiolibro può potenzialmente diventare una soluzione che implementa il numero dei lettori, certo deve esserci una selezione di titoli accattivante e sempre aggiornata che possa incontrare gusti diversi.

Ho scritto un articolo per indicarvi i siti in cui si possono scaricare gratuitamente e a pagamento. Consultalo cliccando qui.

La maggior parte dei siti gratuiti che vi ho segnalato nell’info-grafica, hanno i cataloghi fermi da mesi!

Quelli a pagamento naturalmente sono aggiornati spesso, ma è impossibile trovare tutto ciò che offre il mercato cartaceo o dell’ebook.

Restereste abbonati a qualcosa che dopo un primo giro di letture non offra più gli stimoli che cercate?

Dopo aver letto i dieci titoli che vi ho detto, mi sono arresa e ho mollato l’abbonamento facendo un ottimo investimento, un Kindle Paperwhite. non me ne sono ancora pentita, anzi!

La nostalgia della carta

La vera ragione per cui non rinunceremo mai a un buon vecchio libro cartaceo.

Il profumo della carta, la sensazione di tenere tra le mani un capolavoro, la possibilità di leggerlo e rileggerlo, di meditare sulle parole a lungo e lasciarsi suggestionare dalla copertina è impagabile.

Un audiolibro non potrà mai sostituire la gioia di possedere un libro che tutti noi librofili conosciamo bene.

Ora che ho disdetto l’abbonamento, se volessi rileggere Le otto montagne di Paolo Cognetti o Moby Dick di Hermann Melville, dovrei spendere nuovamente i dieci euro di abbonamento, scaricarlo, e impazzire per trovare l’esatto punto in cui quella citazione o quel fatto che sta accadendo mi interessa ricordare!

Naaaa. Non è cosa.

E ora, le mie domande per voi

Lettori e lettrici del blog, siete affezionati alla carta, date di matto (come me) per il Kindle, oppure vi buttate sugli audiolibri?

Leggereste più audiolibri se costassero meno?

Agli autori invece chiedo se abbiate mai pensato di pubblicare i vostri romanzi in formato audiolibro.

Recentemente alcune piattaforme di self publishing come Youcanprint, permettono la pubblicazione di audiolibri a prezzi piuttosto calmierati. Secondo voi è un’opzione su cui puntare?

Oppure il fatto che l’audiolibro sia ancora un mercato di nicchia suggerisce di attendere tempi migliori?

Ebook o mp3, l’importante è che si legga, non è così?


Audible, Il narratore, Librivox, Liber Liber, Progetto Babele, Classici podcast, Centro Internazionale del Libro Parlato, Itunes, Donatori di Voce Genova

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23 Commenti
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newwhitebear
7 anni fa

mai pensato di trasformare una mia pubblicazione in audiolibro né di scaricarne uno o fare un abbonamento. Mi piace leggere e non ascoltare.
Credo di aver detto tutto su questo argomento. Carta e ebook, in misura moderata, restano le mie letture.

Rosalia Pucci
Rosalia Pucci
7 anni fa

Cara Elena, conosco poco gli audiolibri la cui frequentazione risale alle fiabe sonore dell’infanzia. Non amo ascoltare storie a meno che non sia un attore o un’attrice con una voce saudente a leggermele, quindi non mi sono posta il problema di un’eventuale pubblicazione in modalità audio. Sono diventata una lettrice compulsiva di ebook perché costano meno, ma anche perché trovo comodissimo leggere su tablet. Non rinuncerai mai ai libri cartacei, ma ne possiedo così tanti che forse è arrivato il momento di fermarmi;)

giovanni
7 anni fa

Gli audiolibri di Audible sono in prestito come anche Kindle Unlimited e Prime Reading. Quelli di Google e Apple credo si comprino.
Io leggerei se un audiobook fosse composto anche del testo in ebook, ma credo sia solo audio.
Credo si debba essere molto più concentrati di quando si legge normalmente. Già certe volte mentre leggo penso ad altro, figuriamoci se devo ascoltare.
Però l’esperimento lo farei. Con un mio racconto in italiano e in iglese. Ma dicono che gli audiobook vendano solo se già normalmente vendi ebook, quindi nel mio caso il problema non si pone.
Costano un botto produrli perché 10 minuti di lettura magari possono anche corrispondere a un’ora di lavoro.

Darius Tred
7 anni fa

Gli audiolibri non mi hanno mai convinto. Già tempo fa avevo scritto una serie di dubbi al riguardo, che riassumo di seguito.
Come faccio, ascoltando un libro, a gestire la rilettura, la pausa, la velocità di lettura e le distrazioni?
Quando leggo mi capita a volte di rileggere certe frasi o certi passaggi. E posso farlo con un colpo d’occhio. Con l’audiolibro come fai? Metti in pausa e torni indietro, immagino. Ma indietro quanto?
Con la nostra personale lettura, facciamo micropause senza accorgercene: vuoi per recepire meglio quanto appena letto, vuoi per immaginare con più attenzione una certa ambientazione appena descritta o un dialogo appena concluso, vuoi per fare personali deduzioni. Con l’audiolibro la voce narrante va. Certo, sarà coinvolgente, saprà tenere un certo ritmo e quindi osservare certe pause. Ma, con tutto il bene, le pause della voce narrante non potranno mai corrispondere alle nostre. E le pause, di conseguenza, vanno a influenzare anche la nostra velocità di lettura.
Con l’audiolibro infine, abbiamo le mani libere. E quante cose si fanno con le mani libere? :-D Tante. E ci si distrae.

Quindi tutti vari numeri di mercato, le previsioni di crescita, i costi più o meno contenuti non basteranno mai a convincermi della bontà degli audiolibri. Nemmeno se fossero gratis… :-P Parere personale, ovviamente.
Quanto a YCP non mi pronuncio perché ho avuto modo di storcere il naso per servizi molto più basilari.

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