Non ho vinto, dunque riparto
Scrittura

Non ho vinto, dunque riparto

Comincio con una notizia triste: ieri è mancato il grande scrittore cileno, Luis Sepulveda, un ribelle, come lui stesso si definiva, che ci  ha regalato pagine fiabesche dai contenuti eterni sulla giustizia, la libertà, la verità, la solidarietà.

Ci mancherà.

 

 

Quando vide la mia tristezza lei voleva restare, ma era scritto che quella notte avrei perso il suo amore

Diario di un killer sentimentale

Noi abbiamo perso un grande uomo e uno scrittore instancabile.

Maledetto virus.

Il post di oggi

Non esiste la strada che dobbiamo percorrere, ma solo quella che stiamo percorrendo.

La pandemia ha distolto la mia attenzione dal concorso più importante cui abbia mai partecipato: il DeA Planeta.

Perché importante? Beh, vi darebbe fastidio vincere la pubblicazione e 150.000 euro?

A me no, così nel febbraio scorso, prima che la pandemia occupasse i miei pensieri quotidiani come quelli di ciascuna di voi, ho inviato il manoscritto del mio nuovo romanzo, titolo provvisorio Càscara, al Premio DeAPlaneta.

Vi avevo raccontato la mia decisione e la sua “leggerezza” in questo post:

 

Al DeA Planeta ci sono anch’io!

 

Ebbene, non avevo trovato ancora il tempo di dirvi che non ho vinto.

Pasqua e Pasquetta mi hanno rimesso di buon umore e così eccoci a parlare di sconfitte.

Non che avessi una reale e concreta possibilità di vincere il premio, questo me lo avevano detto in molti.

So bene che non è un premio per esordienti, anche se è stato pubblicizzato così e io proprio esordiente non sono, diciamo sconosciuta ai più, ecco.

Speriamo almeno amata dai pochi ❤️ 😀 

Dopo un primo momento di inevitabile delusione, ho preso tutto con una certa allegria, visto che avevo soltanto rimandato a un dopo che è adesso la ricerca di una casa editrice seria per pubblicare il mio manoscritto.

Così sto facendo.

E anche grazie a qualche suggerimento di qualche amica, almeno qualcuno risponde che ha ricevuto e valuterà.

Vedremo.

Fino ad ora Càscara era rimasto chiuso nel cassetto; una una delle clausole per i partecipanti al DeA è proprio quella dell’esclusività, fino a quando non sei scartata, è ovvio.

Il tema non è essere stata esclusa, ma come.

La qual cosa mi ha fatto sospettare che il Premio sia certo un concorso, con le sue regole e i suoi rituali, ma soprattutto una gigantesca operazione di marketing del proprio marchio editoriale e degli autori già pubblicati.

Anche scegliere come componente della Giuria la vincitrice dell’anno scorso, Simona Sparaco  il cui romanzo, scritto sotto pseudonimo maschile,  ho recensito qui,, mi pare una scelta che va in questa direzione.

Ma da quando ho perso il premio, ho capito la vera genialata:

usare gli autori partecipanti al premio come primi oggetti della promozione dei propri prodotti editoriali.

Insomma, non un semplice email marketing, la cui utilità pe rl apromozione di un romanzo ho descritto qui,, ma una vera e propria strategia di riconversione del partecipante al Premio a cliente della Casa Editrice.

Le opere che hanno partecipato al Premio DeA Planeta 2020 sono state 708 (erano 1169 nella prima edizione) uno stuolo in riduzione ma ancora consistente di volenterosi e appassionati scrittori o presunti tali che possono rivestire senza dubbio il ruolo delle allodole che volano verso specchietti a forma di Premio.

Mentre muoio dalla curiosità di sapere chi ha vinto il Premio quest’anno (sono certa che l’entusiasmo abbia travolto anche voi 😎 ) immagino che la data prevista per la rivelazione sia vicina.

Si era detto alla riapertura delle librerie al pubblico. 

A parte qualche regione, da martedì dovremmo essere al buono in quasi tutta Italia…

 

A proposito: cosa ne pensate della riapertura delle librerie? Siete tra i favorevoli o i contrari?

 

Liquidata con una mail 

 

Dicevo che il problema non è perdere, ma come te lo dicono.

Io sono stata liquidata con una mail standard, la stessa che è poi stata utilizzata come comunicato stampa per l’annuncio della cinquina…

Ma io lo sapevo già. No, non ho nessun  “uomo all’Avana”, semmai una donna.

Me l’ha comunicato Sandra, non chiedetemi come lo ha saputo, le sue vie sono insondabili…

Curiosi di conoscere il testo della mail?


Eccolo, di sicuro poteva andarmi peggio.

 

Ciao Elena,

A  poche settimane dalla proclamazione del vincitore della seconda edizione del Premio DeA Planeta, la casa editrice DeA Planeta Libri ha annunciato i romanzi della cinquina finalista.

La partecipazione e la cinquina finalista

La prima selezione operata dal comitato di lettura designato da DeA Planeta Libri, che ha letto e valutato tutte le opere ammesse al concorso, 708 in totale, di cui 274 presentate da autori sotto pseudonimo, ha condotto alla seguente cinquina di finalisti:

  • Il ladro di note di Greta Leone (pseudonimo)
  • Jacu di Paolo Pintacuda
  • Apri gli occhi di Paola Punturieri (pseudonimo)
  • Terre di vento di Marco Steiner
  • Il pugnale di ossidiana di Giulia Nebbia

La giuria, composta da Pietro Boroli (presidente di De Agostini Editore), Claudio Giunta (docente e scrittore), Rosaria Renna (conduttrice radiofonica e televisiva), Simona Sparaco (vincitrice della prima edizione, ora membro della giuria come previsto dal bando di concorso) e Manuela Stefanelli (direttrice Libreria Hoepli), sta curando la valutazione dei finalisti e, vista la situazione d’emergenza nazionale, si riunirà in videoconferenza per selezionare il romanzo vincitore della seconda edizione.

L’opera vincitrice

Il vincitore della seconda edizione del Premio si aggiudicherà un montepremi di 150.000 euro e vedrà il suo romanzo pubblicato da DeA Planeta Libri in Italia e successivamente dal gruppo Planeta in Spagna. Il romanzo verrà inoltre tradotto in lingua inglese e francese per essere proposto a editori internazionali di quei mercati. Data la situazione di emergenza nazionale, la cerimonia di premiazione prevista per il 20 aprile è stata cancellata. L’opera vincitrice sarà annunciata non appena le librerie saranno riaperte al pubblico, per festeggiare così la ripartenza del mondo del libro.

Ti ringraziamo ancora per aver partecipato alla seconda edizione del premio DeA Planeta e facciamo i nostri complimenti alle autrici e agli autori dei romanzi finalisti.

 

 

Sapete qual è il bello del gioco (e qui torniamo a bomba sulle considerazioni iniziali di questo articolo)?

Che il giorno dopo ne ho ricevuta un’altra.

E qualche giorno dopo, un’altra ancora.

Prima di Pasqua ho ricevuta l’ultima della serie (per ora).

No, non erano gli auguri di Pasqua del marchio, non siate così scontati…

Era una segnalazione di iniziative e libri da leggere riferiti ai marchi del Premio: De AgostiniUTETDeA Planeta e Libromania

Le prime mail invece contenevano un altrettanto lungo elenco di consigli di lettura, tutti rigorosamente legati all’editore, i nuovi titoli in uscita, i link ai blog.

Marketing. E dei più profilati.

 

 

Non ho vinto, dunque riparto

 

Ma veniamo a me.

Ho imparato a fare i conti con lo spettro del fallimento da tempo e devo dire che ho preso la sconfitta alla grande.

Una perdita non è tale se non si è posseduto prima qualcosa. E io non ho mai vinto quel premio. Auguri a chi lo vincerà, perdindirindina!

Mi tengo stretto il mio manoscritto, in cui ho scoperto di credere molto, tanto che non vedo l’ora di farvelo leggere.

Così per me è giunto il momento di scendere in campo (oddio, l’ho detto davvero 😯 ?) e di trovare l’editore giusto per me!

 

Verso due direzioni

 

La prima: Pubblicare Càscara

Mentre pensavo a come selezionare il futuro editore per Càscara, ecco che esce l’articolo di Sandra, Decidere ora che autori vogliamo essere.

La sua riflessione mi ha definitivamente spronato a procedere sulla strada della qualità.

Self o editoria tradizionale (del crowdfunding già sapete cosa penso) non importa.

Il contenuto e il rispetto di chi legge e di me stessa è tutto ciò che conta.

Fare un’altra esperienza negativa con una casa editrice  è da evitare. 

Il self publishing mi ha dato molte soddisfazioni, Tecniche di Oratoria è stato pubblicato in questo modo, e vende ancora senza nemmeno che debba promuoverlo.

Ma se trovo una casa editrice tradizionale, per me è decisamente meglio.

Così ho fatto l’unica cosa che bisogna fare in una situazione come questa: ho cominciato a cercare.

 

La seconda: Progettare una nuova storia.

Ho appeso alla porta una lavagna di fogli bianchi e ho cominciato a progettare la fabula del mio nuovo romanzo.

E mentre immaginavo la storia dal punto di vista del primo personaggio da cui sono partita, ne sono arrivati altri tre che hanno cominciato a contendergli il primato.

Poi ne ho parlato a mia madre (che è la mia miglior editor di sempre) e mi ha smontato il giochino.

Fa niente, ho scaricato Bibisco e ho cominciato a pasticciare. Questa volta ho deciso che mi voglio anche divertire, sin da subito!

Per ora sono ancora sui tre personaggi (sembra proprio che sia per me un numero perfetto)  tra poco penso comincerò a tratteggiare l’ipotesi di intreccio.

Insomma, riparto.

Dalla vita ho imparato che una sconfitta può diventare il punto di partenza per una nuova, splendida avventura.

Perciò ho leggermente aggiornato la frase d’inizio del post in questo modo:

 

Non esiste la strada che dobbiamo percorrere, ma solo quella che stiamo percorrendo.

E sta solo a noi arrivare fino in fondo.

 

Buona scrittura a tutt* care Volpi!

 

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Andrea Feccomandi
4 anni fa

Ciao, avete provato la funzione ‘Esplora progetto’ di bibisco? E’ sempre disponibile in corrispondenza dell’editor di testo e consente di avere sott’occhio tutte le schede compilate in precedenza, quindi anche le domande relative ai personaggi, comprensive di immagini.

Giulia Lu Dip
Giulia Lu Dip
4 anni fa

Sì, sto scrivendo poco, ma ho una nuova storia che mi gira in testa.

Maria Teresa Steri
4 anni fa

Magari fanno tutti il ragionamento “non mando nulla perché non è il momento giusto, l’editoria è in crisi, ecc”. E così hai meno concorrenza ^_^ Insomma, secondo me fai bene a tentare.
Io sto preparando la pubblicazione in self per il mio nuovo romanzo, per ora resto fedele a questa strada. Spero di farlo uscire per i primi di maggio.

Luz
4 anni fa

Quell’ha stata non so da dove sia uscito. XD

Luz
4 anni fa

Come si suol dire, tentar non nuoce, quindi è stata cosa buona e giusta. Questi concorsi però, come stai intuendo anche tu, mi sanno di operazione di marketing e null’altro. Non credo che esista davvero un mood di talent scout nel mondo dei libri. Sospetto sempre che si tratti di una serie di incontri fortuiti o guidati, di contatti molto ravvicinati con quel mondo, ecc. Insomma, è come quando una giovane attrice sa di essere molto brava, ma è consapevole che a voler entrare in un determinato ambiente servono gli agganci giusti.
Sull’apertura delle librerie penso bene. Se questo significherà un margine di ripresa per questo ambito già tanto difficile, è giusto che sia così. Lo penso perché i frequentatori di librerie sono di solito persone dotate di buon senso, quindi credo che rispetteranno le norme di sicurezza.
Per il resto, vorrei leggere il tuo Càscara appena lo pubblicherai.

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