Non ho vinto, dunque riparto
Scrittura

Non ho vinto, dunque riparto

Comincio con una notizia triste: ieri è mancato il grande scrittore cileno, Luis Sepulveda, un ribelle, come lui stesso si definiva, che ci  ha regalato pagine fiabesche dai contenuti eterni sulla giustizia, la libertà, la verità, la solidarietà.

Ci mancherà.

 

 

Quando vide la mia tristezza lei voleva restare, ma era scritto che quella notte avrei perso il suo amore

Diario di un killer sentimentale

Noi abbiamo perso un grande uomo e uno scrittore instancabile.

Maledetto virus.

Il post di oggi

Non esiste la strada che dobbiamo percorrere, ma solo quella che stiamo percorrendo.

La pandemia ha distolto la mia attenzione dal concorso più importante cui abbia mai partecipato: il DeA Planeta.

Perché importante? Beh, vi darebbe fastidio vincere la pubblicazione e 150.000 euro?

A me no, così nel febbraio scorso, prima che la pandemia occupasse i miei pensieri quotidiani come quelli di ciascuna di voi, ho inviato il manoscritto del mio nuovo romanzo, titolo provvisorio Càscara, al Premio DeAPlaneta.

Vi avevo raccontato la mia decisione e la sua “leggerezza” in questo post:

 

Al DeA Planeta ci sono anch’io!

 

Ebbene, non avevo trovato ancora il tempo di dirvi che non ho vinto.

Pasqua e Pasquetta mi hanno rimesso di buon umore e così eccoci a parlare di sconfitte.

Non che avessi una reale e concreta possibilità di vincere il premio, questo me lo avevano detto in molti.

So bene che non è un premio per esordienti, anche se è stato pubblicizzato così e io proprio esordiente non sono, diciamo sconosciuta ai più, ecco.

Speriamo almeno amata dai pochi ❤️ 😀 

Dopo un primo momento di inevitabile delusione, ho preso tutto con una certa allegria, visto che avevo soltanto rimandato a un dopo che è adesso la ricerca di una casa editrice seria per pubblicare il mio manoscritto.

Così sto facendo.

E anche grazie a qualche suggerimento di qualche amica, almeno qualcuno risponde che ha ricevuto e valuterà.

Vedremo.

Fino ad ora Càscara era rimasto chiuso nel cassetto; una una delle clausole per i partecipanti al DeA è proprio quella dell’esclusività, fino a quando non sei scartata, è ovvio.

Il tema non è essere stata esclusa, ma come.

La qual cosa mi ha fatto sospettare che il Premio sia certo un concorso, con le sue regole e i suoi rituali, ma soprattutto una gigantesca operazione di marketing del proprio marchio editoriale e degli autori già pubblicati.

Anche scegliere come componente della Giuria la vincitrice dell’anno scorso, Simona Sparaco  il cui romanzo, scritto sotto pseudonimo maschile,  ho recensito qui,, mi pare una scelta che va in questa direzione.

Ma da quando ho perso il premio, ho capito la vera genialata:

usare gli autori partecipanti al premio come primi oggetti della promozione dei propri prodotti editoriali.

Insomma, non un semplice email marketing, la cui utilità pe rl apromozione di un romanzo ho descritto qui,, ma una vera e propria strategia di riconversione del partecipante al Premio a cliente della Casa Editrice.

Le opere che hanno partecipato al Premio DeA Planeta 2020 sono state 708 (erano 1169 nella prima edizione) uno stuolo in riduzione ma ancora consistente di volenterosi e appassionati scrittori o presunti tali che possono rivestire senza dubbio il ruolo delle allodole che volano verso specchietti a forma di Premio.

Mentre muoio dalla curiosità di sapere chi ha vinto il Premio quest’anno (sono certa che l’entusiasmo abbia travolto anche voi 😎 ) immagino che la data prevista per la rivelazione sia vicina.

Si era detto alla riapertura delle librerie al pubblico. 

A parte qualche regione, da martedì dovremmo essere al buono in quasi tutta Italia…

 

A proposito: cosa ne pensate della riapertura delle librerie? Siete tra i favorevoli o i contrari?

 

Liquidata con una mail 

 

Dicevo che il problema non è perdere, ma come te lo dicono.

Io sono stata liquidata con una mail standard, la stessa che è poi stata utilizzata come comunicato stampa per l’annuncio della cinquina…

Ma io lo sapevo già. No, non ho nessun  “uomo all’Avana”, semmai una donna.

Me l’ha comunicato Sandra, non chiedetemi come lo ha saputo, le sue vie sono insondabili…

Curiosi di conoscere il testo della mail?


Eccolo, di sicuro poteva andarmi peggio.

 

Ciao Elena,

A  poche settimane dalla proclamazione del vincitore della seconda edizione del Premio DeA Planeta, la casa editrice DeA Planeta Libri ha annunciato i romanzi della cinquina finalista.

La partecipazione e la cinquina finalista

La prima selezione operata dal comitato di lettura designato da DeA Planeta Libri, che ha letto e valutato tutte le opere ammesse al concorso, 708 in totale, di cui 274 presentate da autori sotto pseudonimo, ha condotto alla seguente cinquina di finalisti:

  • Il ladro di note di Greta Leone (pseudonimo)
  • Jacu di Paolo Pintacuda
  • Apri gli occhi di Paola Punturieri (pseudonimo)
  • Terre di vento di Marco Steiner
  • Il pugnale di ossidiana di Giulia Nebbia

La giuria, composta da Pietro Boroli (presidente di De Agostini Editore), Claudio Giunta (docente e scrittore), Rosaria Renna (conduttrice radiofonica e televisiva), Simona Sparaco (vincitrice della prima edizione, ora membro della giuria come previsto dal bando di concorso) e Manuela Stefanelli (direttrice Libreria Hoepli), sta curando la valutazione dei finalisti e, vista la situazione d’emergenza nazionale, si riunirà in videoconferenza per selezionare il romanzo vincitore della seconda edizione.

L’opera vincitrice

Il vincitore della seconda edizione del Premio si aggiudicherà un montepremi di 150.000 euro e vedrà il suo romanzo pubblicato da DeA Planeta Libri in Italia e successivamente dal gruppo Planeta in Spagna. Il romanzo verrà inoltre tradotto in lingua inglese e francese per essere proposto a editori internazionali di quei mercati. Data la situazione di emergenza nazionale, la cerimonia di premiazione prevista per il 20 aprile è stata cancellata. L’opera vincitrice sarà annunciata non appena le librerie saranno riaperte al pubblico, per festeggiare così la ripartenza del mondo del libro.

Ti ringraziamo ancora per aver partecipato alla seconda edizione del premio DeA Planeta e facciamo i nostri complimenti alle autrici e agli autori dei romanzi finalisti.

 

 

Sapete qual è il bello del gioco (e qui torniamo a bomba sulle considerazioni iniziali di questo articolo)?

Che il giorno dopo ne ho ricevuta un’altra.

E qualche giorno dopo, un’altra ancora.

Prima di Pasqua ho ricevuta l’ultima della serie (per ora).

No, non erano gli auguri di Pasqua del marchio, non siate così scontati…

Era una segnalazione di iniziative e libri da leggere riferiti ai marchi del Premio: De AgostiniUTETDeA Planeta e Libromania

Le prime mail invece contenevano un altrettanto lungo elenco di consigli di lettura, tutti rigorosamente legati all’editore, i nuovi titoli in uscita, i link ai blog.

Marketing. E dei più profilati.

 

 

Non ho vinto, dunque riparto

 

Ma veniamo a me.

Ho imparato a fare i conti con lo spettro del fallimento da tempo e devo dire che ho preso la sconfitta alla grande.

Una perdita non è tale se non si è posseduto prima qualcosa. E io non ho mai vinto quel premio. Auguri a chi lo vincerà, perdindirindina!

Mi tengo stretto il mio manoscritto, in cui ho scoperto di credere molto, tanto che non vedo l’ora di farvelo leggere.

Così per me è giunto il momento di scendere in campo (oddio, l’ho detto davvero 😯 ?) e di trovare l’editore giusto per me!

 

Verso due direzioni

 

La prima: Pubblicare Càscara

Mentre pensavo a come selezionare il futuro editore per Càscara, ecco che esce l’articolo di Sandra, Decidere ora che autori vogliamo essere.

La sua riflessione mi ha definitivamente spronato a procedere sulla strada della qualità.

Self o editoria tradizionale (del crowdfunding già sapete cosa penso) non importa.

Il contenuto e il rispetto di chi legge e di me stessa è tutto ciò che conta.

Fare un’altra esperienza negativa con una casa editrice  è da evitare. 

Il self publishing mi ha dato molte soddisfazioni, Tecniche di Oratoria è stato pubblicato in questo modo, e vende ancora senza nemmeno che debba promuoverlo.

Ma se trovo una casa editrice tradizionale, per me è decisamente meglio.

Così ho fatto l’unica cosa che bisogna fare in una situazione come questa: ho cominciato a cercare.

 

La seconda: Progettare una nuova storia.

Ho appeso alla porta una lavagna di fogli bianchi e ho cominciato a progettare la fabula del mio nuovo romanzo.

E mentre immaginavo la storia dal punto di vista del primo personaggio da cui sono partita, ne sono arrivati altri tre che hanno cominciato a contendergli il primato.

Poi ne ho parlato a mia madre (che è la mia miglior editor di sempre) e mi ha smontato il giochino.

Fa niente, ho scaricato Bibisco e ho cominciato a pasticciare. Questa volta ho deciso che mi voglio anche divertire, sin da subito!

Per ora sono ancora sui tre personaggi (sembra proprio che sia per me un numero perfetto)  tra poco penso comincerò a tratteggiare l’ipotesi di intreccio.

Insomma, riparto.

Dalla vita ho imparato che una sconfitta può diventare il punto di partenza per una nuova, splendida avventura.

Perciò ho leggermente aggiornato la frase d’inizio del post in questo modo:

 

Non esiste la strada che dobbiamo percorrere, ma solo quella che stiamo percorrendo.

E sta solo a noi arrivare fino in fondo.

 

Buona scrittura a tutt* care Volpi!

 

45 Comments

  • Andrea Feccomandi

    Ciao, avete provato la funzione ‘Esplora progetto’ di bibisco? E’ sempre disponibile in corrispondenza dell’editor di testo e consente di avere sott’occhio tutte le schede compilate in precedenza, quindi anche le domande relative ai personaggi, comprensive di immagini.

    • Elena

      Buon giorno Andrea, benvenuto! Un onore avere il “papà” di Bibisco sulle Volpi! Grazie per il suggerimento, lo testerò subito. Hai realizzato uno strumento molto interessante ed efficace, avendolo scaricato lo trovo un po’ lento, è forse dovuto al suo peso?
      Grazie per essere passato di qui!

  • Maria Teresa Steri

    Magari fanno tutti il ragionamento “non mando nulla perché non è il momento giusto, l’editoria è in crisi, ecc”. E così hai meno concorrenza ^_^ Insomma, secondo me fai bene a tentare.
    Io sto preparando la pubblicazione in self per il mio nuovo romanzo, per ora resto fedele a questa strada. Spero di farlo uscire per i primi di maggio.

    • Elena

      Bene, letto tue pubblicazioni in self funzionano bene, ormai hai un mestiere in mano! Buon lavoro dunque, io continuo a mandare e aspetto conferme fiducia. Intanto, scrivo. Che bello aver ritrovato la vena ❤️

  • Luz

    Come si suol dire, tentar non nuoce, quindi è stata cosa buona e giusta. Questi concorsi però, come stai intuendo anche tu, mi sanno di operazione di marketing e null’altro. Non credo che esista davvero un mood di talent scout nel mondo dei libri. Sospetto sempre che si tratti di una serie di incontri fortuiti o guidati, di contatti molto ravvicinati con quel mondo, ecc. Insomma, è come quando una giovane attrice sa di essere molto brava, ma è consapevole che a voler entrare in un determinato ambiente servono gli agganci giusti.
    Sull’apertura delle librerie penso bene. Se questo significherà un margine di ripresa per questo ambito già tanto difficile, è giusto che sia così. Lo penso perché i frequentatori di librerie sono di solito persone dotate di buon senso, quindi credo che rispetteranno le norme di sicurezza.
    Per il resto, vorrei leggere il tuo Càscara appena lo pubblicherai.

  • Luz

    Come si suol dire, tentar non nuoce, quindi ha stata cosa buona e giusta. Questi concorsi però, come stai intuendo anche tu, mi sanno di operazione di marketing e null’altro. Non credo che esista davvero un mood di talent scout nel mondo dei libri. Sospetto sempre che si tratti di una serie di incontri fortuiti o guidati, di contatti molto ravvicinati con quel mondo, ecc. Insomma, è come quando una giovane attrice sa di essere molto brava, ma è consapevole che a voler entrare in un determinato ambiente servono gli agganci giusti.
    Sull’apertura delle librerie penso bene. Se questo significherà un margine di ripresa per questo ambito già tanto difficile, è giusto che sia così. Lo penso perché i frequentatori di librerie sono di solito persone dotate di buon senso, quindi credo che rispetteranno le norme di sicurezza.
    Per il resto, vorrei leggere il tuo Càscara appena lo pubblicherai.

  • Giulia Lu Dip

    Hai fatto bene a partecipare, in fondo aspettare due mesi è il tempo di lettura di un beta reader (almeno dei miei che lavorano e vogliono leggere con attenzione, così mi dicono). Sono curiosa di conoscere il nome del vincitore. La morte di Sepulveda mi ha rattristato molto…l’ho ricordato anch’io nel mio post odierno.
    Solo chi osa può volare, direbbe lui, Sepulveda…

    • Elena

      Prendo la famosissima frase di Sepulveda che hai ricordato come un incoraggiamento. Per il resto, sì @Giulia, non mi è costato nulla, tanto più che con l’esplosione della pandemia il lavoro è aumentato tanto e così il tempo per le mie cose si è ridotto al lumicino. Ho tenuto il blog in costante aggiornamento perché ne ho bisogno: è la mia finestra sulla strada, mi serve per respirare un po’ d’aria fresca… Grazie per essere passata. Stai scrivendo tu, in questo periodo?

  • Maria Teresa Steri

    Se avevi sperato (anche solo un pochino) di vincere, la delusione è inevitabile. Ma io non parlerei di sconfitta, visto che già l’anno scorso si era rivelato con chiarezza l’andazzo di questo concorso.
    Io avevo un romanzo pronto che avrei potuto inviare ma non l’ho fatto, non tanto perché non credessi in questo concorso (in fondo non costava nulla tentare), ma più che altro perché non mi andava di tenerlo bloccato in attesa dell’esito. Poi alla fine l’ho tenuto comunque in standby a causa della situazione… quanto è strana la vita! Forse le cose devono andare in un certo modo ed è giusto così.
    Per quanto ti riguarda, l’importante è continuare a credere nel tuo romanzo e dunque non bruciarlo con editori sbagliati, sai come la penso in proposito. Ma sono certa farai una scelta oculata 😉

    • Elena

      Ciao Maria Teresa, la scelta oculata che intendo fare dipende molto dalle risposte. C’è la concreta possibilità che non risponda nessuno. Pubblicai un articolo tempo fa sulla crisi dell’editoria, ora è conclamata. Sto inviando quando tutti dicono di non farlo. Ma i siti delle case editrici hanno mantenuto aperti (quasi tutti) gli invii di manoscritti. So per esperienza che quando non ne vogliono ricevere lo segnalano nelle apposite sezioni. C’è molta incongruenza nei messaggi che passano. Io ho deciso che ci provo. quanto a selezionare, speriamo che ci sia qualcosa su cui fare una cernita… Tu hai deciso di tenerlo fermo ancora per un po’ o torni al self?

  • Grazia Gironella

    Prendere con filosofia i fallimenti è segno di saggezza, ma quello con il DeA Planeta non mi sembra nemmeno possa definirsi tale! Sono felice di sapere che stai già veleggiando oltre. 🙂

  • newwhitebear

    uno dei motivi per cui ho scartato il concorso è stato il codice della privacy, per il quale dovevo accettare marketing, diffusione dei miei dati e altro ancora, anche se nel testo era detto esplicitamente che potevo rifiutare. Il che mi ha fatto pensare che sono persone poche serie meritevoli di una segnalazione al garante.
    Ma non era l’unica condizione capestro.
    Certo tu hai investito sul tuo prodotto per l’editing e mi sembra giusto puntare su una CE tradizionale e spero che tu possa trovarla.
    Bibisco? Ho acquistato la versione non gratis – l’altra l’avevo già provata – La trovo macchinosa. yWriter mi sembra più funzionale perché posso scrivere il testo insieme ai personaggi, le scene, ecc. Quindi alla fine posso avere il romanzo pronto per essere impaginato. Cosa che Bibisco non ha. Peccato per yWriter che funzioni male su Linux – aprire il pc win non mi va perché il 99% dell’uso è su Linux.
    Prova yWriter.

    • Elena

      Ciao Gian, ricordo molto bene le tue perplessità sul DeA e devo dire, come anche @barbara ha ricordato, che avevi assolutamente ragione. Ma dovevo partecipare. L’avrei fatto l’anno scorso, ma il romanzo non era pronto. Non sono pentita, lo rifarei. Anche se so che non vincono che i soliti noti. Ma è bello provarci, perché è giusto regalarsi un sogno. Ma con il salvagente . Ho valutato a lungo Bibisco e Ywtiter quest’ultimo mi sembrava molto pesante e complicato… Non lo è? Ho un PC che sta per esaltare l’ultimo respiro… (non dirlo a Barbara!)

      • newwhitebear

        Certo che hai ragione. Inseguire un sogno è cosa bella ed è giusto farlo. Le mie perplessità se fossero solo legate al marketing probabilmente le avrei superate ma nel momento che può comunicare – direi diffondere da come era scritto – i miei dati, tra cui il telefono, al mondo intero, beh! questo è troppo.
        yWriter può sembrare pesante ma alla fine hai il prodotto finito. Puoi sfruttare due opzioni: storia e personaggi, tralasciando il resto. Alla fine hai il tuo romanzo diviso per capitoli già pronto con le schede dei personaggi. Bibisco lo trovo utile per le schede personaggi e qualche altro dettaglio ma poco utile nella scrittura del romanzo.
        Il PC sotto la tenda dell’ossigeno? Ha preso il covid19? Battute a parte non mi sembra molto pesante yWriter,. L’unico aspetto negativo è che bisogna prenderci la mano.Barbara ha prodotto una specie di bignami molto utile per non perdersi tra scene, personaggi e altro ancora. Se usassi il pc Win – ne ho due – come principale, non avrei dubbi. Però il principale è un Linux e qui funziona male.

        • Elena

          Certo Gian, so bene che Barbara è una capa per quanto riguarda yWriter… Ci penserò, davvero. Per ora posso dirti che mi sono divertita molto a rispondere alle domande intervista di Bibisco per i personaggi. Insomma, scrivere è anche gioire di piccole cose, non trovi?

        • newwhitebear

          certo che anche questo dà soddisfazione. Bibisco può essere utile con le domande intervista ma alla fine quando si scrive è facile dimenticarsi le risposte salvo che non stampi tutto. Diventa snervante andare alla ricerca di un dettaglio.

        • newwhitebear

          fai bene . La versione stabile è la 6 oppure la beta 7.
          http://www.spacejock.com/yWriter.html
          Il vantaggio è che rimani sempre dentro il programma mentre scrivi i capitoli ma avendo a disposizione scene, personaggi, località che puoi consultare. Tra l’altro è possibile usare un app per il mobile per editare quello che stai scrivendo non avendo a disposizione il PC

  • Banaudi Nadia

    Era solo una delle opzioni, non l’unica, e non è una sconfitta, semplicemente un solo posto per tantissimi partecipanti, quindi una corsa aperta a tutti ma difficile da vincere. Cascara merita un buon editore, che sia piccolo, grande, famoso o di nicchia non lo so, però merita di venire alla luce, fosse solo per la grande fatica e l’impegno che hai profuso. Devi pazientare e non smettere di provare, sono certa che troverai svariate proposte che ti restituiranno fiducia.

    • Elena

      Ma sì Nadia, sono fiduciosa e ottimista. Di questi tempi, non è affatto scontato… Grazie per il tuo gradito sostegno, sei la madrina di Càscara insieme a Grazia, portatemi fortuna

  • Barbara

    Sul DeA Planeta non nutro più alcuna speranza, ora che è uscita questa seconda cinquina.
    Se non vince un vero assoluto esordiente, e dubito ce ne sia qualcuno dietro agli esordienti, questo concorso è una fuffa galattica. Come dici tu, ma come aveva evidenziato il nostro Newwhitebear da subito, l’unica cosa che interessa a DeA è requisire il tuo indirizzo email e profilarti. Non solo per inviarti tonnellate di newsletter non richieste, ma pure per costringerti a leggere i libri della cinquina, chiedendoti ossessivamente perché loro si e tu no.
    Questo gioco proprio non mi piace.

    Per il tuo romanzo cosa dirti?
    Sii flessibile. Anzi, perché forse ti conosco un pochino, resta flessibile.
    Ora più che mai sarà la flessibilità la qualità più richiesta, anche agli scrittori, non solo alle aziende. Del resto credo che nel tuo lavoro tu abbia già da tempo sentito le metodologie “agile” – si legge agiail – e “lean”, mentre la filosofia “aspetta la manna dal cielo” c’è solo nella Bibbia, e quello della Bibbia al momento ha altri cavoli per la testa…
    Se sei alla ricerca di un editore tradizionale, non conosco nessuno che possa guidarti meglio di Sandra nei meandri contorti dell’editoria, delle presentazioni, dei saloni, degli agenti letterari. Poi lei ha qualche ostilità nell’uso dei social, e sappiamo che gli editori sono sensibili ai follower, ma Sandra ha appena detto di valutare Istagram! Pensa te questo virus come ti prende in maniera subdola! 😀 😀 😀
    Le case editrici stanno lavorando anche ora, come tante altre aziende che possono permettersi lo smart working. Non lavorano le librerie, ma anche questo non è del tutto vero: a Padova ad esempio molte sono rimaste aperte con consegna a domicilio su richiesta via telefono, mail o whataspp, ma chiuse al pubblico per decreto. Da webnauta ricevo una valanga di richieste su consigli per reperire i cartacei, e ho condiviso vari link. Amazon del resto sta consegnando a tutti spiano, tutti i pacchi mi arrivano in anticipo di due giorni addirittura, ma hanno svuotato i magazzini di parecchi titoli.
    Le case editrici poi hanno una progettazione a lungo termine, e dunque stanno lavorando, stanno preparando la ripartenza, sia le piccole che le Big.
    Soprattutto però non farti prendere dalla smania di pubblicazione, sii flessibile alle proposte e valuta bene quel che tu, e solamente tu, ritieni giusto per te stessa.
    E vento in poppa!

    • Elena

      Flessibile come un giunco! (mi fai tornare ai tempi del mio judo…) ho chiesto a Sandra qualche dritta, sembra che sia disponibile a fornirmele . Certo, prima che diventi una vera autorità su Instagram…

  • Sandra

    Oddio, Sepulveda autore di 100 anni di solitudine. Del resto l’altro giorno RAI STORIA ha attribuito a Bassani un romanzo di Pratolini. Che svarioni spiacevoli.
    La morte di Sepulveda ha colpito il mondo, davvero è un lutto tremendo.

  • Marco Amato

    Mi dispiace tanto per l’esito. Ma non chiamarla sconfitta, è semplicemente una mancata selezione.
    Riguardo alla pubblicazione posso consigliarti soltanto una cosa. Proteggi la tua storia. Non avere fretta. Sei a tutti gli effetti un’esordiente, non devi accontentarti del primo insignificante editore che ti darà fiducia e che potrà garantirti meno di cinquanta vendite e un sicuro anonimato.
    In questo momento l’editoria è in gravissima crisi. Il covid-19 è andato a impattare su di un mercato già in difficoltà. Editori potranno chiudere, altri potranno cogliere opportunità e innovare.
    Avere risposte in questo momento da parte di editori validi è praticamente impossibile. Hanno dovuto rimandare le pubblicazioni di Marzo, Aprile, e anche a Maggio ne salteranno. Con l’incertezza delle librerie chiuse, senza presentazioni dei libri, i titoli più forti verranno rimandati e gioco forza l’intero calendario editoriale slitterà.
    Più che a selezionare libri saranno impegnati nel dover vendere ciò che hanno per sopravvivere.
    Per questo ti consiglio di non bruciarti. Non ti accontentare di poter dire ho pubblicato, ma cerca la tua strada e muovendoti in un sistema che impone un grado di difficoltà novantotto su di una scala cento, dovrai giocare le tue carte nel lungo periodo.
    Pubblicare con editore significa non poterlo più proporre ad altri successivamente. La storia che hai tanto amato scivolerà nell’indifferenza generale. Meglio avere il romanzo ancora in mano, pronti per cogliere l’occasione giusta, che accontentarsi di poco o nulla. Questo è il mio consiglio. Proteggi ciò che ami. Perché se non lo farai tu, non lo farà nessuno.

    • Elena

      Ciao Marco, grazie per i premurosi consigli. Sarò un esordiente ma con all’attivo tre pubblicazioni e tutte e tre hanno superato abbondantemente le 50 copie, una vera fortuna. Sono proprio d’accordo quando dici di proteggere la mia storia e di crederci, se non io, chi potrebbe farlo? Verissimo. Procedo con metodo e pazienza. Ma procedo. La mia storia vedrà la luce perché è ciò che deve fare ogni storia, raccontarsi. Buon pomeriggio

  • Brunilde

    Un’amica mi ha girato la foto dell’apertura di TGCOM di ieri: l’immagine di Sepulveda e sotto la didascalia ” E’morto l’autore di cent’anni di solitudine “.
    Per uno strano scherzo del destino, oggi è l’anniversario della scomparsa proprio di Garcia Marquez.
    Da ieri, sono triste come se mi fosse morto un parente. Ed è davvero una parentela dell’anima quella che mi lega a due scrittori che mi hanno dato tanto nel corso degli anni.
    Il concorso DeAPlaneta… mi lascia francamente perplessa. Mi sembra qualcosa di poco trasparente, dedicato comunque agli addetti ai lavori ( la Sparaco era tutt’altro che un’esordiente e non era per niente sconosciuta, grazie anche a cotanto marito…).
    Il romanzo vincitore dell’anno scorso era indubbiamente valido, ma non è stato pubblicizzato per niente, non l’ho mai visto esposto nelle librerie, non ho letto recensioni ( forse mi saranno sfuggite ) come se l’editore non ne curasse la diffusione.
    Hai fatto bene a partecipare, mettersi in gioco ha sempre un valore per se stessi, ma credo che l’esclusione non meriti neppure la tua delusione.
    In bocca al lupo per la ricerca dell’editore, e buon lavoro per la nuova storia!

    • Elena

      Grazie @Brunella, sei tu che ieri mi hai costretta a riemergere dai miei guai con la notizia della morte di Sepulveda. Penso che avesse una caratteristica rara, che ho ritrovato solo nei Vangeli : la capacità di parlare per parabole o fiabe se preferite. Le grandi cose dette nel modo più chiaro possibile che arrivano al cuore… Mi spiace che persone come te, intimamente legate all’artista, abbiano dovuto assistere al triste spettacolo dell’ignoranza che è una malattia ancora più grave se affligge chi dovrebbe contribuire a rimuoverla, l’informazione appunto. Un abbraccio. (Sul premio, sono assolutamente d’accordo con te)

  • Marina

    La delusione non è mai una sconfitta, questo ormai lo abbiamo imparato in tanti. Ormai mi sono convinta che la capacità di sognare è un lusso e io non riesco a pensare di poter vincere un concorso come questo, pieno di vincoli e di scarsa chiarezza (per quanto possa sembrare trasparente),
    Andare avanti, quello sempre: se credi nel tuo lavoro, è giusto fare di tutto perché bellezza e talento vengano riconosciuti, dunque in bocca al lupo per la tua ricerca.
    Le librerie aperte?
    Contraria. Totalmente.

    • Elena

      Librai contenti, anzi entusiasti per le vendite. Mi piace l’idea che si riparta dalla cultura ma sono troppo preoccupata per un contagio che non è affatto sotto controllo @Marina, altro che riaperture! Detto questo, non credevo di crederci così tanto in questo romanzo, l’ho imparato partecipando a questo premio. Un bel traguardo comúnque. Non bisogna abbattersi : ho appena realizzato che Paolo Giordano ha scritto per Einaudi (in una settimana?) un libro sul contagio che, almeno dalla presentazione, sembra un coacervo di buon senso comune trito e ritrito. Ci siamo capite. Io vado avanti. Credo nella mia storia e anche qualcun altro, evidentemente

  • Sandra

    Grazie per la doppia citazione, è quanto mai giusto ORA tracciare la strada, perché tutto sta cambiando editoria compresa, in giornata ti mando un messaggio con altre info. Comunque la prima mail del DeA io lo scorso anno non la ricevetti, mi pare di capire che sei arrivata in finale e trovo sia già un ottimo risultato.

    • Elena

      Mah non ne ho proprio idea, mi ha colpito l’interesse ma l’ho attribuito a marketing, sono la solita malpensante? Sto procedendo con metodo : ora rispolvero un concorso che mi interessa e poi avanti con le case editrici! Una mi ha già chiesto il testo, vedremo

    • Elena

      Ciao Marco, conosco il concorso Io Scrittore ma non ho intenzione di parteciparvi. Non ho il tempo né le competenze per giudicare il lavoro degli altri. Ce ne sono altri e ora li valuterò. Ma intanto sto inviando alle case editrici, non ho fretta… Grazie per il suggerimento e ad maiora!

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