Tre buone ragioni per dire no
Crescita personale,  Scrittura

Tre buone ragioni per dire no e proteggere la nostra scrittura

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La riflessione di oggi intorno ai 10 ladri di energia che disturbano la tua scrittura, tratta di un argomento che per molto tempo è stato una sorta di ostacolo insormontabile per me: tre buone ragioni per dire no e proteggere la nostra scrittura.

La volta scorsa ho insistito sul fatto che mantenere la parola e gli impegni presi con noi stessi e con gli altri sia utile a prevenire i sensi di colpa e a regalarci serenità nella scrittura.

Una mia esperienza personale che mi è parso utile condividere con voi.

Lo stesso farò oggi.

Voglio raccontarvi quanto mi sia stato utile pronunciare la parola NO per proteggere la mia scrittura.

 

Tre buone ragioni per dire no e proteggere la nostra scrittura

 

Interno giorno.

Sto lavorando alacremente alla revisione di un racconto per la sua pubblicazione, prevista a breve.

Ho avuto un’idea nuova e nonostante avessi data per conclusa la precedente stesura, era giusto per me, vorrei dire quasi necessario, dare fiato a quell’idea che cambiava l’incipit e alcuni meccanismi della trama.

Senza stravolgerla naturalmente, solo perfezionarla.

Sto perdendo gli occhi sul monitor del PC quando ricevo una mail:

 

“Il racconto va in stampa prima, lunedì”

 

Panic.

Avevo fatto conto su due settimane in più, tuttavia non demordo.

Ci lavoro la sera di venerdì fino a tardi, tutto il sabato e tutta la domenica, senza fiato.

Lunedì consegnavo il mio lavoro.

Avevano già in casa una traccia del mio racconto, che mi avevano chiesto tanto per cominciare a ragionare sull’impaginazione, e io, l’avevo mandata. Punto.

Lunedì la sorpresa: il libro è impaginato, il racconto è quello già consegnato !

Inutile dirvi che non era quello il testo che avrei mandato in stampa. 

Indovinate cosa ho risposto?

 

Quello strano senso del dovere

 

Faccio molte cose, a volte troppe e quando mi fermo un istante a pensarci su mi rendo conto che non tutte sono così necessarie, utili, gratificanti.

La verità è che molte delle cose che faccio le faccio perché le devo fare, e non perché mi va di farle.

Una bella frustrazione, non trovate?

Un senso del dovere che non riguarda solo gli impegni di lavoro cui in effetti è difficile dire dei no (ma si può imparare a farlo) ma attività che mi sono, per così dire, auto inflitta, cose che potrei evitarmi ma che per qualche oscura ragione faccio, anzi, sarebbe meglio dire eseguo.

Faccio resistenza alla libera espressione di me.

Quanto incide questo sulla mia scrittura?

 

Godetevi il video che ho creato apposta per voi per scoprire quali sono le tre buone ragioni per dire NO!

 

 

Nadia, la mia beta reader, mi ha recentemente suggerito di dare uno stop alla stesura del mio secondo romanzo perché, sono parole sue

 

C’è una sottilissima parete tra la creatività e l’equilibrio personale.

Se stai bene tu, tutto si propaga in quello che fai.

Quindi mi auguro che una volta compresi i sintomi sarai pronta a rallentare anche la prossima volta in cui pretenderai troppo da te stessa. 

Non è forse un suggerimento a dire dei no?

Io l’ho preso a questo modo, ho detto dei no e dopo una settimana ho ritrovato la mia vena e sono ripartita.

Fine della storia triste di una apprendista scrittrice :)

Ogni volta che qualcuno ci chiede di fare qualcosa di cui non siamo convinte, ogni volta che  qualcuno ci suggerisce una soluzione per una trama, un personaggio o qualunque altra cosa che non calza con il nostro essere profondo, invece di accettarlo solo perché è un editore, un editor, un grande scrittore, un’amica di cui ti fidi ciecamente a chiedercelo, chiedetevi se calzi perfettamente la condizione emotiva e scrittoria che state attraversando.

Ho avuto una pessima esperienza da questo punto di vista con una editor, ve l’ho raccontata in questo post.

Ma ho imparato la lezione.

 

Ora che ho terminato, capisco che è molto importante la fiducia in noi stesse.

 

Il diritto di dire no e proteggere le nostre opinioni

 

Allo stesso modo, abbiamo sempre il diritto di cambiare opinione!

Questa consapevolezza è una fonte di benessere, giova al mio equilibrio, alla percezione di una libertà interiore che vive anche nella scrittura e ne è il nutrimento essenziale.

Scrivere è una delle forme che la libertà assume quando cala sul nostro essere persone, autrici o compositrici.

 

Per questo abbiamo diritto di dire dei no.

Poiché siamo libere e abbiamo una sufficiente dose di fiducia in noi stesse, possiamo dire dei no.

Se ci pensate bene dire dei no è il modo più semplice per non venire meno ad una promessa riguardo qualcosa che proprio non vogliamo fare.

Rinunciamoci prima, perché non diventi frustrazione poi.

Ricordate il video che analizzava come i debiti ancora aperti con noi stessi generino frustrazioni e limitazioni alla nostra vita e alla nostra scrittura?

Ecco, dire no è una forma di autotutela essenziale che pio’ aiutare a costruire quella paratia di cui parlavo nel video.

Vale nella scrittura come nella vita.

Uno dei punti essenziali dei miei Esercizi di autonomia femminile   

 

Ora tocca a voi:
 
Quante cose facciamo senza averne davvero bisogno?
 
Quante cattive abitudini sottraggono energia alle cose che amiamo di più?
 
Quali piccoli gesti quotidiani dobbiamo compiere per liberare spazio dentro di noi?
 
 
Ciascuno di noi ha la sua risposta. Scrivetela qui!
 
 
 
 
 
 
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mariateresasteri
8 anni fa

Parole sacrosante, cara Elena. Come sempre ho trovato di grande conforto le tue parole e i suoi suggerimenti. Io sono una di quelle che ha grandi difficoltà a dire no, agli altri e anche a me stessa per il senso del dovere, con il risultato che poi ne risento e scoppio nei modi più impensabili. Quello che hai detto poi sul do ut des è anche pieno di saggezza, perché in fondo non dovremo farci condizionare da questa “pratica” per offrire qualcosa o sentirci in colpa per aver ricevuto qualcosa.
Okay, ora si tratta di mettere tutto in pratica… argh, mica facile.

newwhitebear
8 anni fa

con internet Explorer riesco a commentare. Con Firefox, no

newwhitebear
Rispondi  Elena
8 anni fa

Io uso solo quello sia su linux sia su win. Quindi dev’essere successo qualcosa che non mi consente di mettere i commenti.

Grazia Gironella
8 anni fa

Quante cose faccio senza averne davvero bisogno? Oh, una quantità! Sono più brava a dire di no agli altri che a me stessa. Ho tanti interessi, perché sono curiosa ed entusiasta di natura. Ho sempre considerato questo un pregio, fino a quando non mi sono accorta, in tempi recenti, che farsi trascinare qua e là significa disperdere una quantità di energie che potrebbero essere dedicate a qualcosa di più importante. A volte le energie abbondano e tutto sommato il danno è trascurabile, ma quando capita che le energie a disposizione siano scarse, avere salde priorità può fare la differenza. A parte questo, per tanto tempo ho accettato incombenze che avrei potuto lasciare ad altri, lamentandomi costantemente. Adesso dico più spesso di no, e mi lamento di meno. Funziona! ;)

Grazia Gironella
Rispondi  Elena
8 anni fa

Mmmh… decenni? ;)

Barbara
8 anni fa

E’ una faticaccia immane dire dei No, e maggiore è il legame con le persone a cui si dicono maggiore sarà il senso di colpa che riusciranno ad instillare. Ti danno dell’egoista, ma siamo sicuri che certe volte non ci voglia un po’ di egoismo per guadagnarci in salute? C’è un bel film, Yes Man con Jim Carey, che ti fa capire che dire sempre No ci può togliere la possibilità di vivere belle esperienze, ma dire sempre Si ci può mettere seriamente nei pasticci!
Ho appena detto No ad un’attività di ghostwriting che mi avrebbe messo in tasca qualche soldino, ma ho detto no, e ho mostrato a quella persona il mio libro fermo. Come posso scrivere il tuo se non ho tempo di scrivere il mio?
Ho detto No ad un’antologia di racconti, perché la fatica del scrivere un racconto e l’entusiasmo che metto in questi progetti non viene sempre ricambiato, non tanto come visibilità, prestigio, pubblicazione… ma in termini umani, manco un Grazie detto col cuore. E allora dico No e riservo le mie energie per altro e altri.
Quel che mi frega è che sono una persona ordinata che vive con disordinati… ma sto imparando, giuro che sto imparando!! :D

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