Tre cose di cui essere grata al 2018
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Tre cose di cui essere grata al 2018

Tre cose di cui essere grata al 2018

 

Sembra facile rispondere alla domanda che ha tenuto banco in queste ultime ore del 2018:

Qual è stato il momento più bello dell’anno?

oppure

Per cosa ricorderai questo 2018? Cosa ti lascia questo 2018, Elena?

Sembra facile ma non lo è.

Sono talmente abituata a soffermarmi sulle cose tristi o negative che mi accadono che quando mi viene chiesto di pensare a quelle buone mi sento quasi smarrita, disorientata.

Non è un bel segnale, care Volpi.

Potrei rispondere che ogni giorno è stato per me un giorno buono, perché a dire la verità le cose più importanti il 2018 me le ha garantite:

  • la salute mia e dei miei cari 
  • una relazione sentimentale positiva 
  • un lavoro soddisfacente.

C’è forse altro di importante?

Ma quando tutto va più o meno bene ti ritrovi a fare un bilancio senza frizzi né lazzi e pare brutto non avere nulla di cui essere straordinariamente entusiaste.

Devo essere onesta, io mi sento proprio così.

Non è detto che sia poi così male.

 

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Tre cose per cui sono grata al 2018

Ecco le tre cose per cui mi sento di essere grata al 2018.

Cose semplici, che hanno richiesto molta fatica e che posso considerare il frutto esclusivo del mio impegno e della mia perseveranza.

1) Si è conclusa dignitosamente un’esperienza in ambito lavorativo

Dopo otto anni e mezzo nella segreteria confederale della CGIL Piemonte , passo la mano.

La nostra organizzazione, una delle poche ancora gloriosamente democratiche in questo paese, ha un vincolo di mandato che viene tassativamente rispettato: non si può protrarre il proprio incarico politico per più di due mandati congressuali, ovvero otto anni.

Mi sono occupata di previdenza, servizi pubblici locali, pari opportunità, salute e sicurezza sul lavoro, ambiente e politiche economiche,

Ho accumulato una serie di conoscenze e di esperienze che difficilmente avrei accumulato in un altro ambiente professionale e di questo sono grata infinitamente alla CGIL e a tutte le persone che ho incontrato e che mi hanno fatto crescere, non solo quando mi hanno aiutata ma anche quando mi hanno ferita.

Ora mi metto a disposizione della mia organizzazione, la CGIL, perché decida dove e come posso spendere l’esperienza accumulata in questi anni al servizio dei nostri iscritti e del mondo del lavoro.

Sono stati anni difficili, specie all’inizio. Probabilmente non ero abbastanza preparata per l’alto incarico che questo ruolo rappresenta e ci ho messo un po’ a rodarmi e a prender in mano “la situazione”.

Spero di aver lasciato qualche traccia di un lavoro che intendo continuare e di aver dato un contributo positivo alle persone e alle situazioni che ho intercettato.

A fine gennaio il lungo e partecipato percorso congressuale termina con il Congresso di Bari.

Da quel momento in poi cominceranno le danze e finalmente potrò occuparmi di un nuovo settore, in cui impegnarmi al massimo delle mie forze, come ho sempre fatto.

Vi terrò aggiornate care Volpi. Intanto mi godo la sensazione positiva di un fine percorso avvenuto dignitosamente.

Saper uscire di scena è tanto importante quanto calpestarla per molto tempo.

2) Ho terminato il mio secondo romanzo

Vi ho già parlato di questa circostanza ma desidero qui richiamarla perché ora che il tempo ha costruito uno spazio abbastanza grande tra me e questo lavoro mi rendo conto dell’enorme sforzo creativo e professionale che ultimare un romanzo richiede.

Immergersi nelle vite dei propri personaggi, renderle coerenti l’una con l’altra, costruire una trama e fare in modo che il messaggio, la ragione per cui ognuno di noi scrive, possa trapelare da quelle pagine ormai asciutte ma che hanno visto gocce di lacrime e di sudore lungo il cammino.

Sono grata alle persone che mi hanno sostenuta, incoraggiata, specie quando la fatica e lo scoramento hanno rubato la scena all’entusiasmo e alla gioia di scrivere.

Che resta per me la più bella scoperta degli ultimi anni e che non permetterò a nessuno di strapparmi via.

Sapete che ora per me è tempo di attesa. Scegliere una lettura professionale del testo per orientarne una eventuale correzione prima della pubblicazione è stata una decisione sofferta di cui vi ho parlato in questo post.

Non voglio pensare a nulla fino a quando non riceverò il responso dell’oracolo 🙄

3) Ho superato l’esame da Ufficiale di Regata Nazionale

Un impegno gravoso che ho fatto molta fatica a portare a termine e che mi ha lasciato sensazioni e sentimenti ambivalenti che ancora oggi non sono riuscita del tutto a codificare.

Ho dedicato molto tempo libero strappato al riposo per un’attività sportiva volontaria che asseconda la mia passione per la vela e ho raggiunto lo scopo con un risultato più che dignitoso: Distinto.

Vi avevo raccontato le mie emozioni in questo post.

E tuttavia avvicinandomi all’organizzazione, misurandola in campo e in aula, sono nate in me alcune perplessità che quest’anno andrò a misurare esperienziando.

Quando dedico il mio tempo libero a qualcosa devo sentirmi molto in sintonia con essa.

La mie consuete pretese elevate nei confronti di me stessa vanno al pari con quelle nei confronti di ciò in cui credo e opero.

Se misuri una distanza troppo grande allora il tempo della riflessione avviene, per capire se sia tu a mettere distanza tra te e il tuo lavoro, passione, o se sia quella passione, quella modalità di esprimerla che è distante da te.

Sarà un anno di transizione in cui non mi siederò certo su ciò che ho conquistato ma proseguirò nella ricerca e nell’approfondimento, com’è mia abitudine.

E come mia abitudine, proteggerò ciò che sono e ciò in cui credo.

Com’è dunque il mio bilancio per il 2018?

Positivo, che diamine!

Per conoscere quello del blog, quest’anno davvero stupefacente, dovrete attendere il prossimo post.

Per fortuna la crescita del blog non è stata l’unica cosa positiva del 2018. Di cose buone me ne sono accadute, tante.

Anche di brutte per la verità, ma queste ultime tendo sempre a metterle nell’angolo delle dimenticanze.

Può darsi sia una sorta di protezione delle emozioni, è possibile, ma si tratta di una protezione che funziona.

Mi lascio alle spalle tradimenti professionali, delusioni, obiettivi mancati e più ci penso più mi convinco che il modo in cui vedo queste cose, quelle brutte e quelle belle, dipende esclusivamente da me.

Dunque per il 2019 ho deciso che smetterò di tentare di modificare le cose che mi stanno intorno e che non mi piacciono e comincerò a modificare il mio modo di rapportarmi a loro.

Si può cambiare solo ciò che dipende da noi

Cercherò di ricordarmelo in prossimità della prossima avventura da Don Chichote che di sicuro mi si parerà di fronte.

Quanto a voi care Volpi, mi auguro abbiate cominciato questo 2019 con il piede giusto.

Avete anche voi almeno tre cose per cui essere grati al 2018?

 

Volete contattarmi in privato? Qui la mia pagina contatti.

17 Comments

  • Calogero

    Quest’anno ho dimostrato a me stesso di essere in grado di andare in stampa in totale autonomia.
    Bilancio tutto sommato positivo 🙂
    il tuo però mi sembra “un po’” più corposo, diciamo così 😉
    Complimenti per i traguardi tagliati a grandi falcate, Elena. Lo hai meritato perché ti dai un gran da fare.

    • Elena

      Ciao Calogero credo che tu faccia riferimento a una pubblicazione. Essere riusciti a terminare un’opera e a pubblicarla è un grande traguardo. Congratulazioni dunque e quando vuoi puoi parlarcene qui

  • Maria Teresa Steri

    Altroché se è stato un anno positivo, Elena! Puoi andare fiera di tante cose e di certo portarti dietro ciò che hai fatto e vissuto anche per questo 2019. Ti faccio un grandissimo augurio anche per il fronte lavorativo, nella speranza che sapranno “usare” al meglio l’esperienza maturata e le tue capacità, in modo che chiusa una porta si apra il proverbiale portone. Un abbraccio 🙂

  • Luz

    Però, che mestiere impegnativo e da grandi responsabilità.
    Beh, direi che puoi ritenerti soddisfatta di tutto il tuo percorso appena terminato, mi piace in particolare quel brevetto, che richiede una certa passione e costanza. 🙂
    Buon anno nuovo, Elena!

    • Elena

      Si, faccio un mestiere impegnativo e spesso faccio fatica a continuare a coltivare le mie altre passioni. Averle in qualche modo ancora tutte accanto a me mi da sollievo da una certa fatica che di tanto in tanto si affaccia alle mie giornate. Grazie Luz per il passaggio e gli auguri che ricambio di cuore

  • Giulia Lu Dip

    Poter affermare di avere tre cose di cui essere grata per il 2018 mi sembra già un ottimo risultato, del resto hai ragione possiamo cambiare solo le cose che dipendono da noi e dal modo in cui riusciamo a porci nei confronti delle stesse. Per me il 2018 è stato un anno abbastanza negativo sotto molti aspetti e sono arrivata alla fine con un grande senso di fatica, l’unica soddisfazione mi è arrivata dalla scrittura che, ogni tanto, mi ha dato un palpito di felicità.

    • Elena

      Hai ragione Giulia! Questo 2018 non ha soddisfatto tutti mi pare di capire, ma è bello vedere come ciascuna di noi provi a sforzarsi di vedere il bicchiere mezzo pieno per non mollare. La scrittura cura molte ferite, sono contenta che ti abbia dato la gioia di cui avevi bisogno. Mi auguro lo stesso e di più per il tuo 2019!

  • newwhitebear

    Complimenti. Un 2018 decisamente positivo il tuo. Per il primo punto quando ci si impegna, commettendo anche degli errori, i risultati arrivano. Impegno vuol dire professionalità ma anche umiltà nell’imparare. Le tracce rimangono e sono durature.
    Complimenti anche per il secondo punto. Scrivere un romanzo richiede impegno e costanza ma in particolare fantasia e creatività. Aspetto con curiosità la sua uscita.
    Per il terzo punto rinnovo i complimenti già espressi allora.

    Tre punti positivi del mio 2018?
    1. 46 anni di matrimonio festeggiati in gran armonia. Una vita insieme.
    2. un anno trascorso senza troppi grattacapi. Onesto e sereno
    3. tante piccole soddisfazioni che mi hanno riempito il cuore.

    • Elena

      Ciao Gian, buon anno! Congratulazioni per il tuo primo punto positivo del 2018. Un risultato strepitoso che dice tanto della costanza e dell’amore che vi caratterizza come coppia. 46 anni sono un obiettivo molto grande che va giustamente festeggiato. Auguri!
      Se a questo aggiungiamo un anno trascorso senza intoppi e ricco di soddisfazioni.. ecco il più fortunello delel Volpi! E noi a darci da fare per rabberzare quello che ci distanzia da questi importanti obiettivi… vabbè
      Abbracci

  • Sandra

    Elena, che bello, stai mettendo a segno un post fighissimo dietro l’altro. Trasudi energia e positività. Io sono grata per il rinnovo del contratto, per aver scritto ben tre romanzi (uno per ragazzi in realtà cominciato nel 2017 ma praticamente l’ho dovuto riscrivere quasi in toto mantenendo l’idea di base), e perché tutti gli spaventi/impicci medici non sono sfociati in nulla di davvero brutto, ma rimane un sottofondo di forte fatica. Per ora l’ho cominciato col piede giusto, speriamo duri.

    • Elena

      LA cosa più strana è che io scrivo questi post dopo aver superato giorni di crisi e sentendomi ancora nel pantano e ciò che viene percepito è il contrario. Devo avere il tasto “autovalutazione emotiva” disattivato 🙂
      Rinnovare il tuo contratto è proseguire una sfida che ti porterà inevitabilmente qualcosa di buono, ne sono sicura. Scrivere tre romanzi poi è da geni. Io avevo cominciato il terzo, ma mi sono fermata. L’idea che mi convinceva tanto fino a qualche settimana fa ora mi sembra sbagliata. Così, come ho scritto nel commento all’ultimo post di Rosalia, mi fermo e osservo, prima di fare e disfare. Intanto faccio altro (sperando di continuare ad azzeccare post fighissimi che ti piacciono tanto ahahah). Baci

  • Rosalia Pucci

    Sicuramente è stato un anno che ricorderai a lungo per le belle esperienze accumulate. Ogni gradino calpestato è una tappa di avvicinamento alla piena soddisfazione, e prima o poi arriveremo alla meta, vero cara Elena? Ma in fondo è più bello il cammino;) Buon 2019!

    • Elena

      Cara Rosalia, se non la smetto di incrementare la scala, non arriverò mai all’ultimo scalino! Scherzi a parte, questo è decisamente qualcosa cui fare molta attenzione. Hai pienamente ragione, a noi diverte il viaggio, forse è per quetso che non ci consideriamo mai “arrivate”!. Buon rientro in patria isolana (ma ci racconterai del tuo capodanno in laguna?) e buon inizio anche a te!

  • Banaudi Nadia

    Positivo, che diamine! Riassume alla perfezione sia il tuo carattere che il 2018 e se tanto mi dà tanto con il tuo spirito e le tue capacità sarà un 2019 intenso.
    A me il 2018 ha rubato molto, dandomi in cambio poco quindi per il 2019 contrattacco dando il più possibile chissà che eviti di rubarmi altro.

    • Elena

      Mah, più che ottimismo, oggi sfodero un moderato realismo. Ma adoro quando mi incoraggi, sei splendida!
      Quanto al tuo 2018, mi spiace legegre questo comemnto così tranchant, ma solo tu ne conosci profondamente le ragioni. Ti auguro che il 2019 ti regali qualche bella sorpresa e qualche soddisfazione capace di cancellare l’amarezza che sento in queste righe e che sono sicura, per il carattere che hai, che nel momento in cui scrivo sarà già superata. Hai ancora tante storie da scrivere che noi vogliamo leggere! Baci

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