Silenzio
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Il silenzio insegna

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Dopo l’ultimo periodo di silenzio che ho raccontato qui mi sono resa conto di quanto questa esperienza mi abbia insegnato e di come raccontarla potrebbe favorire un’evoluzione in ciascuna di noi.

Così eccovi qui la mia testimonianza sull’esperienza del silenzio. Nel rumore di fondo del nostro quotidiano, spegnere per un istante, anche solo per cinque minuti, la mente rappresenta una pratica di salute e benessere fisico e mentale che mi sento di consigliare a tutti. Il silenzio costa poco, chiede poco e si può praticare ovunque. Il tema è volerlo.

Se imparerete a praticarlo vi renderete presto conto di quanto sia utile per proteggervi dal vortice dei pensieri e delle parole in cui siamo immersi quotidianamente.

Il silenzio insegna

Definire cosa sia il silenzio per me non è semplice. Provo a tracciare una pista.

Silenzio per me è

Assenza di parole, gesti, suoni intorno e dentro di noi

Se accettate una semplice convenzione, intendo usare la parola silenzio contrapposta alla parola rumore, per significare più rapidamente quella condizione di pace ed equilibrio interiore che il silenzio produce e che è sostanzialmente assenza di interferenze.

Una condizione piacevole al punto da ricacciare indietro qualunque paura.

Molte persone sono letteralmente terrorizzate dal silenzio, fateci caso. Sono coloro che pronunciano parole a raffica, riempiono ogni spazio, fanno una miriade di cose senza soluzione di continuità, al solo fine di impedire che una pausa, di qualunque genere, si materializzi con il vuoto di parole, gesti, cose. E provochi smarrimento.

Forse sarà capitato anche a voi di provare questa sensazione. A me è successo qualche volta con la scrittura, davanti a ciò che conosciamo tutti meglio come “panico da foglio bianco” o blocco dello scrittore, di cui ho parlato qui.

L’ho riprovato recentemente e mi sono ricordata una cosa semplicissima:

E’ dal nulla che tutto è stato creato

Per la me autrice, il silenzio ha significato abbandonare il rumore, la concitazione delle cose e la loro scientifica successione, dimenticare i doveri, se non quelli ritenuti essenziali, rimettere al centro l’ascolto e la creatività.

In una parola, silenzio per me ha significato ridare spazio a me stessa.


A proposito: sapete come un audiolibro può salvarvi dalla metropolitana?


Tornando a Dorothea, la sua tesi è accattivante: per creare lo scrittore deve avere doppiezza, ovvero deve percorrere una strada duplice, da un lato la mente, dall’altro l’inconscio.

La scrittura creativa è una funzione di tutto l’uomo. L’inconscio deve fluire liberamente e riccamente, portando, su richiesta tutti i tesori della memoria, tutte le emozioni, gli incidenti, le scene, le reazioni che ha riposto nelle sue profondità.

Dorothea  Brande

Mi sono detta: ecco, sei pronta. Ora che hai creato il silenzio, puoi contattare il tuo inconscio. E’ lì che risiede il materiale dei sogni!

Il silenzio insegna ad ascoltare di più noi stessi e gli altri

Curando il mio blog mi accorgo che gli adempimenti quotidiani che le girano intorno (il mio blog è femmina :) ) sono molteplici. Leggere i commenti, immaginare i prossimi articoli, seguire con la giusta attenzione le cose scritte dagli altri amici blogger.

Tutto è in qualche modo rumore, nel senso che produce nella nostra testa quella simpatica sensazione che ti da il mercato la mattina di un giorno di sole. Tante cose belle e colorate, molte delle quali sane e benefiche. Ma anche tante grida indistinte che fanno venire un gran mal di testa!

Ascoltare, seguendo la riflessione cui mi ha condotto Dorothea, ha significato per me entrare in relazione con il mio mondo interiore, là da dove provengono le idee per la scrittura ma anche le risorse per maneggiare la vita di tutti i giorni.

Quella parte di me che quando c’è rumore è come se stesse in stand by. Viva, certo, ma quasi ignorata.

Nel silenzio invece quella parte torna a farsi sentire.  L’ascolto è la chiave.

Nell’articolo Silenzio ho scritto che

Il silenzio è la più alta forma di comunicazione che abbiamo

Lo confermo, e ora mi è più chiaro cosa davvero il mio inconscio volesse suggerirmi con quell’affermazione.

Lasciarsi andare

Il silenzio insegna a lasciarsi andare, tanto non crolla nulla, giuro! Presa dalla foga di ottemperare ai molteplici impegni della mia giornata la sola idea di mollare per un attimo mi terrorizzava, pensavo che qualcosa di sicuro sarebbe andata storta se avessi mollato, fino addirittura a crollare. Per quello “tiravo la carretta”.

Non avevo affatto trascurato i suggerimenti che avevo individuato con l’articolo Quando è troppo è troppo, anzi, ero convinta che mi avrebbero salvato la vita e applicandoli devo dire che sono stati utilissimi per darmi la tregua di cui avevo bisogno. Piuttosto mi preoccupava abbandonare il blog, temevo vi avrei perse care Volpi.

Non è stato così, non è mai così. Affidarsi all’ignoto è un esercizio che consiglio a tutti, significa abbandonarsi, significa avere fiducia. Ed io avevo fiducia, innanzitutto in me stessa, ma anche in voi.

Il silenzio non distrugge le relazioni, non annulla il confronto, non fa perdere le occasioni: Le sposta semplicemente su un altro livello.

Il silenzio insegna a ritrovare la fiducia in noi stessi

In mezzo al rumore capita che non ci accorgiamo di non essere più connessi con la nostra intima natura, con la nostra più profonda energia. Siamo distratte da suoni, cose, avvenimenti.

Quando ciò accade, è più facile cedere alle suggestioni o alle parole degli altri, parole che, molto spesso, non sono funzionali al nostro benessere ma al benessere di chi le pronuncia.

Riconoscere queste trappole è più complicato se abbiamo “rumore” intorno. Così’ può accadere che perdiamo la fiducia in noi stesse.

Il silenzio è la più alta forma di protezione da questo rischio che conosco.

Mi ha riportato la fiducia piena nelle mie capacità e quando sono tornata allo scoperto mi sono sentita più forte.

Conserva le cose che ami

A volte per poter apprezzare ciò che amiamo, bisogna osservarlo come se ci stesse sfuggendo.

Prima che ci sfugga davvero.

cit. me

Un’intuizione. Il silenzio serve ad osservare ed apprezzare le cose che amiamo davvero e che abbiamo intorno ogni giorno senza nemmeno farci troppo caso.

Mentre ci arrovelliamo perché non riusciamo a trovare una buona fine per il nostro romanzo o non riusciamo a raggiungere un obiettivo a noi caro, ci dimentichiamo di guardare dove ci troviamo e quanta strada, quanta ottima strada, abbiamo fatto fino a questo momento.

Guardarsi intorno e osservare le cose cui teniamo di più prima di perderle. Cose che correndo qua e là sono praticamente impossibili a farsi, non siete d’accordo?

Il silenzio ci fa assaporare la libertà

Una scrittrice deve avere un fuoco dentro che la spinge a portare fuori ciò che matura nascosto. Il mio fuoco è il vissuto di libertà che mi porto dentro da sempre.

Quando sento questa energia muovere la mia intensa esistenza, ecco che i sogni di correre libera per i prati, o di volare irrompono nelle mie notti serene. Quando questa energia cala o si fa da parte, allora è giunto il tempo del silenzio.

Il silenzio mi ha mostrato tutti i limiti del “buon senso comune”, limiti che imbrigliano la mia creatività, soffocandola di buone intenzioni e cose giuste da fare.

La mia libertà è il dono più bello che mi ha fatto il silenzio.  Già solo per questa ragione varrebbe la pena provarlo, prima che sia troppo tardi.

Quando è ora di terminare il silenzio?

Non si può tacere per sempre. Quando giunge il momento lo saprete e scoprirete quanto sia bello ritrovare le persone che abbiamo lasciato per apprezzarle ancora di più. In fondo, nulla distrugge di più le cose belle della routine.


Ora tocca a voi: siete inclini a praticare il silenzio? Cosa vi ha insegnato?


Come sempre attendo curiosa i vostri commenti.

 

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18 Commenti
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Eletta Senso
9 anni fa

Il silenzio è fondamentale per la musica: senza pausa non c’è suono. In questi giorni sono in silenzio. Da ieri mattina non ho più parlato se non con me stessa. A me piacciono molto queste pause di puro silenzio. Poi le parole acquistano un peso maggiore.
Quando sto in silenzio sto bene: a me non fa paura il silenzio. Mi infastidiscono le parole inutili e superficiali.
Quando sto per giorni in silenzio, scrivo. O leggo. O sto ferma in ozio. Mi sento libera e senza costrizioni. Il ritmo me lo dà il mio corpo.
La creatività, di cui scriverò prossimamente, nasce proprio da lunghi periodi di vuoto, di ozio.
Ciao cara, a me fa piacere che sei tornata in questa compagnia chiassosina
Eletta

newwhitebear
9 anni fa

il silenzio fa bene in questo modo chiassoso e rissoso.

newwhitebear
Rispondi  Elena
9 anni fa

l’idea della montagna è ottima, sperando di non essere disturbati dai turisti invadenti :D

newwhitebear
Rispondi  Elena
9 anni fa

Io spero di scovare una valle nascosta nel verde. Felice pomeriggio

newwhitebear
Rispondi  Elena
9 anni fa

adoro la montagna e i suoi silenzi

newwhitebear
Rispondi  Elena
9 anni fa

ok. Passo a leggerlo

Rosalia Pucci
Rosalia Pucci
9 anni fa

Il silenzio è una miniera di tesori, lo sanno bene i padri del deserto e tutti coloro che lo sperimentano per accrescere e affinare la dimensione spirituale. Io adoro il silenzio anche se è così raro a casa mia!

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