La California (toscana)
Itinerari

La California (toscana) e altre fughe dell’anima

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Vivo un periodo strano, per me e per le mie abitudini. Sembra che il tempo di rallentare sia arrivato da sé, senza curarsi troppo degli impegni presi, soprattutto quelli che di solito scandiscono il ritmo delle mie giornate.

Le cose che mi ero riproposta di fare – quelle cui tengo di più e persino quelle che considero una sorta di obbligo – sembrano essersi autoinstallate in stand-by.

È accaduto senza una vera e propria decisione, senza un momento di esplicita consapevolezza in cui dirsi: “Ora basta, rallenta, concediti un momento di piena libertà”.

E forse proprio il fatto che sia successo in modo naturale mi fa pensare che ne avessi davvero bisogno.

So che lo avete percepito anche voi, care lettrici e lettori del blog. D’altra parte, molto intorno e dentro di me sta cambiando. E io ne sono, finalmente, la protagonista.

Sperimento la bellezza di un momento semplicemente accaduto. Per una volta non è la mente, la razionalità, a decidere e pianificare, ma il corpo, l’anima.

Un’anima che spinge, che chiede attenzione. Una considerazione che non può venire da ciò che faccio, ma da ciò che sento.

Non so se capita anche a voi: vivo un momento di pausa nel senso più profondo del termine.

La California (toscana) e altre fughe dell’anima

Nei giorni del Santo Patrono di Torino, ci siamo regalati una piccola vacanza in Toscana. Da anni non partecipo più alle celebrazioni del 24 giugno e, francamente, quest’anno meno che mai.
La sponsorizzazione della vecchia Fiat stonava con i tempi e i modi scelti da quella che un tempo fu “la Fabbrica”, capace di mettere in ginocchio tante famiglie – oggi in cassa integrazione.

C’è stata polemica. Lo spettacolo era altisonante, come il racconto di chi vuole lavarsi la coscienza. Ma non è con luci e lustrini che si riconquista la fiducia di una città. E anche la Città avrebbe dovuto riconoscerlo.

Invece noi eravamo sulle spiagge accanto alle pinete della California, che avevamo visto molti anni fa dal mare, alla fonda a bordo del nostro Fun, con il quale sondavamo intrepidi il Mar Tirreno. Bei tempi!

A proposito: ho scoperto al mio rientro il perché di quel nome così insolito per un tratto della costa toscana, tra Cecina e Marina di Bibbona. È chiamata così per via di Leonetto Cipriani, emigrante italiano che nell’Ottocento faceva la spola tra quei luoghi malsani e l’America nel periodo della corsa all’oro, e che fu addirittura nominato Console Onorario di San Francisco da Cavour.

Tornato in patria, per celebrare la terra che gli aveva dato fortuna, chiamò quella striscia di spiaggia “La California”. E ancora oggi quel nome è sulle cartine geografiche.

Cinque giorni bellissimi, trascorsi in una casetta immersa nel verde nei pressi di Montescudaio, uno dei borghi medievali più belli d’Italia.

Anche questa scelta – ritagliarmi, fuori stagione, qualche giorno di pausa – fa parte del ritorno dell’anima.

Riemergo così da un periodo difficile sotto molti punti di vista. E spero di riuscire a trattenere questa bella sensazione ancora a lungo.

Come spesso mi accade, quando torna l’anima, tornano anche le letture. Le classiche, ovviamente – mia attuale passione, di cui vi ho già parlato – e quelle inattese, scoperte affidandosi al caso.

Come il Robert Ludlum trovato addormentato su uno scaffale della libreria della farmacia di Guardistallo, dove sull’uscio si trovano libri lasciati in un crocevia di ricette, code e sorrisi.

Una libreria di libero scambio, con libri già amati da qualcuno che non conosciamo, ma che ha voluto offrire quanto di meglio a chi passa di lì.

Ho sorvolato l’elenco e, senza guardare il titolo, ne ho afferrato uno, lasciandomi guidare dal caso.
È spuntata una spy story da divorare: Il Circolo Matarese, scritto nel 1979.

Una storia che potrebbe riguardare anche il nostro quotidiano, seppure romanzata: tra strategie, complotti, assassinii e assassini, ho trovato persino un riferimento a Torino (alla grande fabbrica di cui sopra) e alle Brigate Rosse.

Lo consiglio.
Per me si apre una nuova fase: quella dei romanzi di spionaggio. A partire da Ludlum, scopro che si tratta di un genere ricchissimo. Se avete qualche suggerimento, fatevi sotto!

Un’estate già caldissima, che liquefa – oltre a me stessa – molte delle mie aspettative, formando nubi che forse, un giorno, si chiariranno.

Basterebbe un po’ di vento. Un vento di novità, per riuscire nell’impresa.


Come è cominciata per voi questa estate?

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paola sposito
1 anno fa

Ciao Elena. A volte, anche se raramente, i momenti di pausa arrivano senza programmarli, forse quando corpo e mente sono molto stanchi e sono stati messi duramente alla prova. Probabilmente quando la tua fase di super lavoro per il Referendum si è conclusa, automaticamente tutto il tuo essere si è messo in pausa. Che secondo me è una cosa bellissima se ti ha portato a godere di un momento di pace e benessere. Il paese toscano chiamato La California ti dico che non lo avevo mai sentito nominare prima. Ovviamente sono andata a curiosare su internet dove ho trovato le informazioni che tu ci hai riportato qui. Quanto ai racconti di spionaggio, non ne conosco proprio. Mi piacciono i polizieschi e i gialli ma le storie spionistiche ovviamente sono un altro genere. L’estate è iniziata come tutti all’insegna del gran caldo che, per fortuna, questo anno è arrivato nei tempi giusti e non in anticipo come spesso accade.

Luz
1 anno fa

Niente di meglio che concedersi qualche giorno magari al mare, staccando totalmente. A me è capitato fra il 18 e il 22 giugno, qualche giorno in Calabria, nella casa (anche quella in vendita) della madre di mio marito scomparsa ormai 4 anni fa. Finché c’è, è bello fare qualche giorno al mare.
Riguardo ai romanzi di spionaggio, niente, non è materia che “mastico”.

newwhitebear
1 anno fa

Fai bene a rallentare i ritmi. È il nostro corpo che ce lo impone. La frenesia del fare si deve trasformare nel ritmo della nostra vita.
Ludlum? Conosco l’autore ma non ho letto nulla. Thriller e spionaggio conoscono una seconda giovinezza che sta durando da molti anni,

Giulia Mancini
Giulia Mancini
1 anno fa

Pensa che il cartello de “la California Toscana” l’ho sempre intravisto dalla superstrada Fi-Pi-Li che da Firenze porta a Piombino per l’imbarco all’Isola d’Elba e oggi questa tua spiegazione mi ha illuminato. Tutte le volte mi chiedevo, ma chissà che posto è la California. E chissà che un giorno non riesca a fare un passaggio. Comunque hai fatto proprio bene a prenderti una pausa dal lavoro e dalla città. A volte è assolutamente necessario per ritrovare se stessi in questa folle corsa che ci impone il mondo.
Sai che non ricordo di aver mai letto romanzi di spionaggio (a parte forse Il maratoneta mix tra thriller e spionaggio nei miei ricordi di molti anni fa). Buona estate cara Elena

Grazia Gironella
1 anno fa

Sono felice che tu possa vivere il cambiamento di ritmi e di focus come libertà, come evoluzione. In parte lo faccio anch’io, ma negli ultimi tempi non trovo un’equilibrio e mi sento spesso fuori fase. Per il resto, non posso suggerirti romanzi di spionaggio, ma so bene quanto sia inebriante la scoperta di una nuova miniera d’oro! :)

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