Il lato femminile,  Speaker's Corner

L’esame di mia nipote sulle Radio Girls

 

Oggi è una giornata speciale per la mia nipotina Marta. Come molte altre ragazze e ragazzi della sua età, sosterrà il suo esame di terza media rigorosamente on line, causa Covid.

 

Ma ciò che mi rende orgogliosa è il tema che ha scelto, di sua spontanea volontà: la storia delle Radio Girls.

 

Certo la maturità consumata in videoconferenza è già di per sé qualcosa di speciale, anche se il rapporto con la tecnologia, le video chiamate è infinitamente più agevole per la sua generazione che per la mia.

 

Una novità ma credo qualcosa le mancherà del rituale classico dell’esame di terza media. Per prima cosa, la possibilità di condividerlo con gli altri.

 

Ricordo quanto fosse importante per me stringere la mano della mia amica mentre attendevo il mio momento.

 

A casa sua solo genitori tesi e un fratello, al solito, fintamente distante.

 

Le mancherà, anche se l’esame on line dovesse essere il più rigoroso di sempre.

 

Mi pare quasi uno sfregio ciò che abbiamo fatto a questi ragazzi. Per me a tutt’oggi incomprensibile come sia stato impossibile organizzarlo in presenza, rispettando come altrove le distanze e le precauzioni causa Covid. Purtroppo questo momento non tornerà. 

 

La cicatrice più profonda invece la porteremo noi adulti, a lungo. Per non aver saputo risolvere una questione che invece per altri campi abbiamo risolto: il calcio, la produzione, il turismo, i trasporti, ad esempio. Tutto, eccetto la scuola.

 

Ci sarebbe molto da dire e credo che, nonostante il silenzio del Ministero, dovremo farlo presto. Ma oggi è un bel giorno. Oggi è il giorno dell’esame di mia nipote sulle Radio Girls. Orgoglio di zia.

 

 

L’esame di mia nipote sulle Radio Girls. Orgolgio di zia

Esame sulle Radio Girls

 

Mia nipote è una ragazza pressoché autonoma. La cosa mi piace, perché sono convinta che una donna nel tempo possa beneficiare di una tale attitudine.

 

Quando l’altra sera le ho telefonato per sapere come andava e chiederle se aveva bisogno di aiuto, l’ho fatto in modo retorico, automatizzato. Di solito mi risponde di no, che va tutto bene. Quella sera invece mi ha chiesto di chiamarla e di ascoltarla.

 

Così, in video chiamata, abbiamo fatto le prove generali e affinato alcuni dettagli del tema che ha scelto per l’esame, qualcosa di cui essere profondamente orgogliosa, come zia e come donna.

 

Così ho ascoltato.

 

Quattro relazioni sul tema delle Radio Girls, che oggi sosterrà in modo, lasciatemelo dire, perfetto.

 

Nel linguaggio (una di queste relazioni è persino in inglese, io a quei tempi me lo sarei sognato di parlare in inglese all’esame, modello incubo totale) nella postura, nella appropriatezza e nella capacità di essere perfettamente in video.

 

Era bella, bella interamente. E la zia, lo confesso, si è gonfiata di orgoglio.

 

Portare all’esame di terza media il tema dello sfruttamento del lavoro femminile significa avere una visione della società

 

Il cuore si è riempito di speranza. Sapere che il tema scelto da lei riguardava i diritti delle donne al lavoro mi ha letteralmente mandato in visibilio, chi segue il blog da tempo può intuirne perfettamente il motivo.

 

Ma mia nipote mi ha regalato qualcosa che temevo di non riuscire a provare nella vita: la sensazione di poter lasciare a qualcuno qualcosa del mio percorso personale.

 

Ogni lezione appresa dalla vita ho desiderato trasmetterla a qualcuno, affinché ciò che so e che ho esperienziato non vada disperso, restando solo per me.

 

Nei fatti però, non avendo figli, mi è sempre parso che questa legittima esigenza, che magari è comune a molti di noi, non sarebbe stata del tutto soddisfatta, per ragioni che potete ben intuire.

 

Quando Marta ha cominciato a parlare, mi sono resa conto che quella fugace chiacchierata di un anno fa su un caso spiacevole e triste di sfruttamento di lavoro femminile e di malattia professionale non era affatto fugace, ma l’aveva colpita al punto da farne la sua tesina di fine mandato.

 

 

Chi sono le Radio Girls

 

La storia delle Radio Girls, le ragazze del Radio, è di quelle storie che suscitano rabbia e dolore infinito.

 

Si trattava di un gruppo di giovani operaie, spesso bambine, che prestavano servizio presso la United States Radium Corporation e che, grazie alla loro precisione e dimestichezza, coloravano con una vernice radioluminescente le lancette degli orologi prodotti da quella fabbrica, intingendo ripetutamente il pennellino tra le labbra, avvelenandole.

 

La fabbrica garantì la totale innocuità del Radio che veniva utilizzato per produrre quell’effetto. In qualche modo divenne persino una sorta di moda. Molte ragazze lo utilizzavano per impreziosire abiti e persino parti del corpo da mettere in evidenza.

 

Questa pratica, condotta con la consapevolezza da parte dell’impresa della pericolosità e degli effetti delle radiazioni, che colpirono duramente anche colei che le aveva scoperte, Marie Curie, portò alla morte quelle ragazze. 

 

I chimici che operavano nei laboratori della fabbrica erano protetti. Le donne, no. Molte di loro erano minorenni, proprio come Marta.

 

Qui una puntata molto interessante che parla di Radio Girls su RaiPlay Radio

 

Per Marta questo è un momento importante di passaggio tra la fanciullezza e l’adolescenza. Credo che tutte le ragazze e i ragazzi che sviluppano una coscienza possano superarlo al meglio. Non tanto in ordine al voto, quanto alla loro formazione di donne e uomini in un mondo in cui è ancora profondamente vero che ciò che luccica a volte fa male. Molto male.

 

La mia speranza è che mia nipote, che prenderà di sicuro un bel voto, possa avere in dono dalla vita la capacità di riconoscere ciò che luccica da ciò che è luminoso, possa sviluppare la capacità di discernere e di proteggersi anche da ciò che sembra buono ma buono non è.

 

E che possa proseguire con questa sensibilità, di cui abbiamo ancora molto bisogno. 

 

Ha cercato a lungo una citazione con cui chiudere la sua relazione.

 

Alla fine ha scelto un pensiero di Malala, cui questo blog è molto affezionato.

 

 

Nel profondo del mio cuore spero di parlare a ogni bambino e bambina che, ascoltandomi, possa trovare il coraggio di alzarsi e far valere i propri diritti.

 

Malala Yousafzai

 

Spero che ci sia riuscita.

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mattinascente
3 anni fa

SI dice “la mela non cade tanto lontano dall’albero”!!! I bambini, i giovani “respirano” e si nutrono di ciò che li circonda e tua nipote ne è il bellissimo esempio. Complimenti alla giovane donna e a chi ha gettato le basi del suo crescere.

Giulia Lu Dip
Giulia Lu Dip
3 anni fa

Capisco l’orgoglio di zia, più che giusto, a maggior ragione dopo che hai esposto il tema trattato. Conoscevo la storia delle Radio Girl, davvero terribile! Congratulazioni alla nipotina (e alla zia la cui influenza credo sia stata importante…ho questo sentore)

Barbara
3 anni fa

Bello, bello, ostrega che bello!! Eh, ti immagino con gli occhi brillanti sbarluccicosi ascoltare tua nipote, altroché! 😀
E più che ottimo per il tema scelto. Conoscevo la storia delle Radio Girls, ho intravisto un documentario ed era uscito l’argomento anche tra le amiche straniere, per il successo del libro “The Radium Girls: The Dark Story of America’s Shining Women” di Kate Moore in america. Non solo erano intossicate a morte, ma quando uscivano dalla fabbrica la sera, i loro denti risplendevano al buio, come le lancette dell’orologio.
Altra cosa che ho scoperto, per dire quanti errori sono stati fatti in quell’epoca, è oltre alla scatole del Piccolo Chimico con sostanze pericolosissime, ritirate dal mercato a ondate (quando scoprivano davvero cosa ci avevano messo dentro), in america hanno avuto il coraggio di commercializzare l’Atomic Energy Lab, un piccolo chimico Nucleare! Conteneva piombo 210, rutenio, zinco 65, polonio e polvere d’uranio!! I genitori erano convinti di acquistare un gioco intelligente, in realtà stavano rovinando la salute della famiglia…

newwhitebear
newwhitebear
4 anni fa

non conoscevo la storia di Radio Girls e di conseguenza che ne avrebbero tratto un film. Orgogliosa per avere una nipote del genere.

Brunilde
Brunilde
4 anni fa

Non conoscevo la storia delle ” Radio Girls”, è bellissimo che tua nipote l’abbia scelta per il suo lavoro d’esame.
Trasmettere qualcosa, credo sia questo il senso del nostro passaggio su questa terra. E se riusciamo a farlo con un giovane, proiettiamo nel futuro ideali e valori che continueranno ad avere un senso .
Hai tutti i motivi per essere orgogliosa, un abbraccio alla ” piccola” Marta: diventerà una grande persona!

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