Il Natale che non c’è più

E così, ci siamo, la prossima settimana comincia il conto alla rovescia per il Natale. Come lo passerete? Noi abbiamo appena confermato il pranzo del 25 dicembre con la famiglia allargata, un’allegra comitiva di una ventina di mangiatori a quattro ganasce, bambini compresi.

Niente spese compulsive, la maggior parte dei regali fatti su Amazon, facendo particolare attenzione alle cose che ci siamo detti pochi giorni fa.

E poi in casa tracce del Natale che fu, le luci intorno alle finestre, l’alberello di cartone colorato, gli gnomi appesi proprio sopra il tavolo.

Un Natale che in fondo non c’è più, il mio Natale di bambina.

Il Natale che non c'è più

Tutti i ricordi in questo periodo si affollano alle mente al punto che a volte non ci dormo. I momenti più duri, specie nelle discussioni con la mia famiglia, magicamente scompaiono per lasciare lo spazio a quelle infinite serate di entusiasmo e di attesa, in cui mia madre preparava le cose più buone, in cui io e mia sorella facevamo il conto alla rovescia e sbirciavamo i pacchi sotto l’albero per indovinare se i nostri desideri, prima scritti accuratamente in piccole letterine, poi esplicitamente richiesti, fossero stati esauditi.

Frammenti di ricordi di un periodo della mia vita più che felice inconsapevole, più che spensierato ignaro di cosa mi aspettasse davvero nella vita.

La bambina di allora si specchia con la donna adulta di oggi e il miracolo è che ci si riconosce.

In allora erano in due a restarci accanto, a proteggerci, a crescerci. I nostri genitori, che non ci hanno mai fatto mancare un momento di divertimento e di gioia a Natale, nonostante la modestia della nostra famiglia.

E rendersi conto che quei ricordi, da poco più di dieci anni, non contemplano più uno dei protagonisti.

Così il Natale diventa il posto vuoto, lo spazio libero, la parte di cuore che si è un po’ inaridita e che bisogna nutrire continuamente, perché non vuole morire, ma continuare a ricordare. Non ciò di doloroso che è stato, ma ciò di buono che ha rappresentato.

In fondo Natale non è forse la celebrazione di una nascita, di un rinnovamento, di una speranza per il futuro?

Io così lo vivo, riscoprendo le mie radici, innaffiandole bene e preparandole per il futuro.

Che ci sarà sempre qualcosa di te, papà, che io porterò con me. Come un testimone, come un manto appoggiato sulle mie spalle quando fa freddo, perché a volte anche io ho bisogno di quel calore che sentivo quando avevi voglia di proteggermi, quando avevi voglia di ascoltarmi, quando avevi voglia di discutere con me di ogni cosa, di come doveva andare il mondo perché potessimo crescere in un certo modo. E la cultura, che ti premeva così tanto…

Una parte di te è nella mia scrittura, è nelle mie parole, è nella mia pratica quotidiana. Il resto, non conta più.

Sei come il profumo di bosco che sento quando ti raggiungo sulle cime dei monti. Resti dentro, per sempre.

Buon Natale, papà.

Commenti

  1. Sentirti parlare del tuo papà mi ha fatto ripensare al mio, ugualmente assente, ma presente in altro modo, ne sono certa. Del Natale ho ricordi d’infanzia, come tutti, che però ripesco solo per un atto volontario, non perché li senta vivi e avvolti da un alone speciale. Il mio rapporto con il passato è sempre strano, come se ogni pagina girata fosse da non rileggere più. In questo periodo natalizio, però, anche nella nostra risottissima famiglia circola un’energia buona. Tanti auguri, Elena, a te e ai tuoi cari. 🙂

    1. In fondo è proprio come dici tu. Il passato è una pagina già letta, la si gira e si va avanti. Ma quante volte abbiamo riletto qualcosa che ci era piaciuto così tanto? Per me è così, il Natale è un appuntamento con i ricordi ma anche un momento che mette in evidenza lo stato di salute della mia famiglia. Avere voglia di passarlo insieme in generale è un segno di salute 🙂 Ma non è sempre stato così. Più vado avanti e più penso che ogni momento è buono per ricucire qualche filo strappato… Il mio Natale è il risultato di questo lavoro da brava sartina che ho tessuto per moltissimi anni. Solo l’assenza di mio padre è per me un rimpianto. A volte mi manca anche solo per condividere qualcosa di buono che accade…. Sono lieta che la tua famiglia quest’anno goda di una buona salute affettiva. Un caro saluto, ricambio gli auguri di vero cuore

  2. Quando Sandra scrive (nel suo blog) che il Natale è dei bambini, ha ragione. Le emozioni che abbiamo provato da bambini, innocenti, fiduciosi, felici, non tornano più. Da adulti il Natale ha un sapore decisamente diverso. Se si ha la fortuna di un Natale in mezzo ai bambini, lo si può rivivere nei loro occhi, altrimenti diventa un periodo di ricordi, e non sempre buoni. Il fatto è che le relazioni sono comunicazione tra due persone, se dall’altra parte si parla più che ascoltare, la comunicazione degenera, e la relazione anche. Ci sono vuoti a Natale che pesano perché ci mancano davvero, perché la loro vita ci ha portato insegnamento, e ci sono vuoti, di persone ancora esistenti, che invece ci regalano serenità, perché hanno lavorato solo per la nostra distruzione. Perché la famiglia è quella che ti tocca, e non è sempre un bene, gli amici invece te li scegli. O come dicono in inglese: family happens, friends are choosen.

    1. Hai molto ragione nel ricordarci dei vuoti positivi, quelli che abbiamo creato noi, difendendoci da persone malevole, o quelli che ci siano ritrovati e alla fine è stato meglio così.
      Io pretendo che almeno a Natale il mio cuore fibrilli come allora. Non importa se i ricordi non sono tutti belli. Voglio vivere nel presente, godendo di tutto ciò di buono che il passato mi ha regalato. Una volta all’anno tornare bambini… Ce lo meritiamo, o no?

  3. Papà, Colei che fu mia Sposa, diversi “vuoti”.. .che restano pieni di ciò che il regalo immeritato di queste persone ci ha donato. Non sono forse parte del nostro essere che non ci può esser tolto?

    Perché “forte come la morte è l’amore” (Cantico 8,6), ma la morte è solo un passaggio, l’Amore resta in eterno.

    Il mio ricordo di Natale da fanciullo è legato alle alzate in piena notte per andare a sbirciare i regali sotto l’albero..
    Io il primo di una banda di sei, capeggiavo i miei fratelli in questa scorribanda notturna.
    I regali erano tanti e belli, non tanto perché fossimo particolarmente ricchi, ma perché usava, tempo addietro, che le Aziende, le più grandi almeno, facessero dei gran pacchi dono alle famiglie dei dipendenti, a cui i genitori poi aggiungevano potendo, del loro.

    La regola era ferrea, i regali si aprivano al mattino del giorno di Natale e solo quando papà fosse stato in piedi!
    Ma chi poteva resistere? A momenti neppure si chiudeva occhio, infatti cosa ci permetteva di essere desti alle 2 o 3 di notte… non puntavamo certo la sveglia.

    Quindi in piena notte, quando i nostri genitori riposavano dopo le “fatiche” di un sapiente allestimento dei doni,giù dai letti, dopo aver svegliato anche il più piccolo. Zitti, zitti, quatti, quatti, si scendevano le scale sin sotto l’albero di Natale che quella notte restava acceso (e meno male), per sbirciare i giochi, i pacchi: “questo è mio! Quello è tuo!”.
    Poi c’erano gli immancabili giochi “di tutti”, con cui avremmo passato ore e ore a giocare in famiglia nei giorni seguenti.
    Si toccavano appena i giochi, per non lasciare traccia del nostro passaggio, poi di nuovo a letto a cercare di dormire un poco, con l’animo già esultante all’idea di aprire quei pacchi, quelle scatole e poterci mettere finalmente le “mani sopra”! Farli finalmente nostri.

    Era la gioia dell’Attesa, della Sorpresa, della Gratitudine, della Gioia condivisa… Papà e Mamma contenti di vederci felici e grati. Era il Natale!

    Questo penso dovrebbe essere il senso e il vivere profondo delle nostre Veglie Liturgiche, della Veglia di Natale, perché ci è stato donato un Bimbo, il Salvatore, Cristo Signore.

    1. Benvenuto Bariom. I tuoi ricordi sono i miei, grazie per averli condivisi. Ricordo le notti di attesa spasmodica, di fughe dalla camera da letto pensando di non essere viste () perché non potevamo resistere.
      Ho appena terminato il post che uscirà domani, sul tema guarda un pò dell’attesa. È proprio vero che il caso non esiste. Torna quando vuoi, un saluto

  4. Banalmente, auguro a te e a tutte le volpi un Natale sereno.
    Serenità significa venire a patti con la vita, che dà e toglie, senza logica, senza preavvisi e a volte senza senso. Sta a noi trovare il significato.
    I lutti, non solo conseguenti a un decesso, ma anche a separazioni , fallimenti e delusioni, sul momento provocano un dolore bruciante, qualcosa che morde dentro e impedisce di vivere e respirare . Piano piano, si elaborano ( una volta si diceva il tempo guarisce ) e sedimenta il positivo, che diventa parte di noi, del nostro percorso di vita. Come tutto quello che c’è di tuo padre dentro di te !
    Il Natale è una fasta bastarda che va a sfruculiare ( io sfruculio, tu sfruculi , c’è anche sullo Zingarelli, è un verbo che rende l’idea ) malinconie, ricordi e rimpianti, rimettendo in circolo tutto quello che era, e non è più.
    Un abbraccio virtuale a tutte le volpi, con l’augurio di vivere il presente con pienezza e gratitudine.

    1. Cara Brunilde, grazie per le tue parole così dolci. Devo dirti che i primi anni il Natale era veramente duro. Ora abbiamo ritrovato la famiglia, ci siamo stretti intorno a una bella tavolata e ci sentiamo meno soli. C’è sempre un pò di bene anche nel male più grande. Un abbraccio cara, le Volpi ricambiano di cuore

    1. Fino a qualche tempo fa non potevo parlarne senza lacrimare rovinosamente. Le cose cambiano le prospettive soprattutto. Gli affetti restano. Una bella consolazione. Ciao Orso

  5. Mi hai fatto commuovere. A Natale il ricordo si fa doloroso forse proprio perché legato all’atmosfera del passato, quando il consumismo non ci aveva ancora inariditi e quando bastava poco per essere felici. Hai trovato delle parole toccanti per ricordare tuo padre, le stesse che vorrei saper dire al mio.

    1. Sono certa Rosalia che sai trovarle anche tu, conoscendoti. Quando è molto tempo che un nostro caro non c’è più si vedono le cose da un altro punto di vista. Rivedi tutto, la relazione, le cose belle, i ricordi brutti, il dolore, la gioia. Anche la rabbia. E resta solo l’amore. Una magra ma pur importante consolazione… Un abbraccio, anche al tuo papà

        1. Mia cara, mai parole furono più vere e spietate. E quanta sofferenza da spazzare ci hanno lasciato certi ricordi. Colui tempo l’è cose prendono la giusta dimensione. Se abbiamo esaltato, diventano più piccole se abbiamo negato vengono allo scoperto. E se abbiamo trascurato ci chiedono di rimediare… Un abbraccio

  6. Mi sono commossa, Elena. Ho entrambi i genitori, ma mi sono immedesimata, a maggior ragione ora che sono lontana da loro e trascorrerò il Natale a Milano, dai parenti di mio marito (come da qualche anno a questa parte). Mio padre è uno splendido ottantenne e a questa età si mettono in conto tante cose!
    Ti auguro un Natale di sorrisi con le persone a te care e ti abbraccio per le belle parole che ho letto sul tuo ricordo.

    1. Grazie Marina, per l’affetto che mi regali. Mi sono commossa anche io scrivendo. Quello che posso dirti è di non tralasciare nessun momento che puoi passare con i tuoi. Il Natale è solo una convenzione, l’affetto vero non conosce giorni festivi o giorni feriali. Mi prendo l’abbraccio e con sincerità lo restituisco

  7. Cara Elena, mi si sono un po’ fermate le parole in gola. Mi viene da dire solo una cosa, spero non scontata: il Natale come tutte le feste famigliari deve essere festeggiata con gioia e con il sentimento della gratitudine nei confronti di chi ti è accanto, nel pieno rispetto di chi invece non c’è più. Esattamente come stai per fare. Credo sia il modo più bello e vero di mostrare la donna che sei.

    1. Ciao Nadia, le tue parole sono sempre autentiche e sincere. Certo, è una festa che richiama la gioia e la condivisione. E a volte un pò di tristezza. Ieri sera questo articolo è uscito da sé. Forse era il caso momento di riconoscere mio padre per quello che è stato. Sul resto, credo sia una fortuna che persone con gli stessi sentimenti si incontrino, a volte anche sulla finestra del web. Un abbraccio

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