Care Volpi ben ritrovate anche nel 2026. Auguri, auguri, auguri!
Dopo quasi un mese torno a scrivere su questo blog e non vi nascondo che è stato un tempo di riposo utile a portare a termine il mio principale progetto in questo periodo, il mio saggio sul cambiamento organizzativo.
Notizie dal nuovo anno
Adesso comincia il percorso, faticoso, della ricerca di un editore comme il faut, il che, come sanno bene tutte le Volpi scrittrici, non è affatto semplice. Ormai quasi tutti chiedono soldi per pubblicare – talvolta anche in forme molto creative, c’è da ammetterlo – e se non sei un personaggio pubblico televisivo e non hai ancora una buona bibliografia, in pratica vieni scartata immediatamente. Chissà quanti giga ci sono nelle cartelle spam o nei cestini delle caselle email degli editori!
Non si molla, nonostante tutto, e così ho cominciato a contattare le case editrici, partendo da quelle che potevano essere raggiunte per interposta persona. Chiariamoci: nessuno oggi è in grado di “far pubblicare un libro”, ma provare a sollecitare perlomeno l’apertura di una mail è possibile e a me basta. Poi vedremo.
Ed ecco spiegato il motivo del rallentamento nella tabella di marcia delle pubblicazioni sul blog. Ma oggi si riparte.
E si riparte con un cruccio: tenere o chiudere il blog?
Al punto che in realtà il primo articolo dell’anno doveva essere dedicato proprio a questo assillo! Poi ho deciso di darvi almeno un classico “bentornate” e ho programmato il post per la prossima uscita, dunque ne riparleremo.
Letture ispirate dai ricordi
Altra novità di fine anno, il saggio Vita di Giuseppe Mazzini, di Jessie White, curato da Marco Pizzo. Uno dei miei soliti acquisti compulsivi, del peso di ben 450 pagine scritte fitte fitte, scritto da una donna straordinaria che la storia ha dimenticato e che dapprima conosciuto e poi raccontato.
Cosa mi ha spinto a questa lettura impegnativa? La risposta è semplice: l’onda lunga di un ricordo. Il mio esame di maturità si è svolto nel 1989. In allora le due materie all’orale erano per metà selezionate dalla Commissione e per metà dalla candidata. Io scelsi storia e mi preparai su Mazzini, il quale in quegli anni mi aveva colpito moltissimo. Ma di quella scelta conservano solo un ricordo, il Risorgimento e la Giovine Italia. Così mi sono chiesta il perché di una scelta tanto precisa. Doveva esserci nella sua bibliografia qualcosa che aveva colpito la mia immaginazione, segnato una qualche forma di identificazione, di ammirazione, di curiosità.
Di solito non posso indulgere in queste riflessioni che il tempo mi restituisce, ma durate le festività avevo il tempo per assecondarle e così ho acquistato il saggio in questione, che è ancora in lettura.
C’è un’altra cosa: tempo fa in una conversazione sulla letteratura che sfociò nella pratica politica e nella cura della propria cultura personale, mi venne suggerito di leggere biografie, un genere che ho praticato molto di rado nella mia vita. Acquistai subito quella di Marina Abramović (che non ho ancora recensito, ma di cui avevo accennato qui) e mi piacque moltissimo.
Compresi la ragione profonda di quel suggerimento, che non stava nella curiosità di esplorare le vite degli altri ma nell’apprendere i caratteri comuni e trasversali delle esperienze personali, trattati e gestiti in modi molto differenti a seconda del carattere, del momento storico, delle condizioni sociali e persino delle relazioni sentimentali, come nel caso di Marina. Tratti comuni cui ciascuna da una risposta differente.
Qui però c’era un altro elemento interessante, l’autrice di questo biografia storica, Jessie White, che pur essendo di nascita inglese, è stata una delle protagoniste del Risorgimento Italiano, ma non ne avevo mai sentito parlare e questo ha naturalmente risvegliato l’orgogliosa femminista che c’è in me.
Il lato negativo è che la scrittura, ottocentesca e non romanzata, dunque molto più difficile da seguire, rende la lettura molto più lenta del previsto.
Non ho ancora trovato la chiave di quel mio giovanile innamoramento per Mazzini, ma vi prometto che quando la troverò sarete le prime a saperlo!
Un anno appena iniziato che ha già cominciato a franare
Questo periodo introspettivo non mi ha impedito di leggere il contesto in cui stiamo vivendo. Dal Venezuela all’Iran, dalle facili promesse di pace per l’Ucraina alla tragedia di Gaza dimenticata, fino al divieto ad alcune ONG, tra cui la Caritas, di prestare aiuto alla popolazione palestinese da parte di Israele.
E poi arresti di migranti su segnalazione di altri stati, l’America che non guida più la democrazia ma l’autoritarismo imperialista, l’ICE che spara sulla popolazione inerme. La povertà e l’inflazione che sale. Ovunque.
Tutto sembra franare sotto i piedi, e noi ci siamo in mezzo e dobbiamo resistere, perché non c’è alternativa possibile.
E voi care Volpi, come avete cominciato questo 2026?
Siete di quelli che promettono, si impegnano, dedicano l’anno a qualcosa o qualcuno, o siete ancora nel mood del day by day?
In tutti i casi, Buon 2026 di letture, scritture e fantasia!




Assolutamente no, Elena, non pensare di sparire. Il tuo blog ha validi contenuti, chissenefrega se non aggiornati con costanza. E i commenti? Anche quelli, è bello quando arrivano, ma pazienza se sono pochi. Te lo dice una che non ha mai avuto numerosi commenti come altri blog, ma in passato se l’è cavata meglio, con passaggi commentati di gran lunga superiori a quelli di adesso. Però sai che c’ è? Il mio pensiero transita attraverso la rete e già questo mi fa immaginare che arrivi a qualcuno. Mi fa piacere e mi basta. Purtroppo anche io ho avuto un calo non di interesse, ma di tempo e spesso leggo gli articoli, mi riprometto di tornare per un commento e poi me lo dimentico o si accavallano mille altri propositi che mettono in secondo piano il precedente. Che importa, i nostri blog sono belli per come sono e per quello che soprattutto rappresentano per noi.
Non mollare. Io, per esempio, mi sono data una regola: i post non devono superare le mille parole. L’ho adottata perché io, in primis, raramente ho voglia di perdermi in articoli fiume: proprio perché seguo tanti blog e non posso dedicare a ognuno lo stesso tempo. Non complicarti la vita anche a cercare soluzioni: forse l’unica che condivido e mi sento di consigliarti è il cambiamento verso una piattaforma gratis.
Eccola la tradizionale fermezza teutonica! Leggo il tuo commento sull’attenti, cara @Marina, perché senza fronzoli e senza tanti giri di parole hai messo il punto su tutti questi pensieri circolari che da qualche tempo mi sto facendo. Primo obiettivo, piattaforma gratuita. Per non sentirmi legata o obbligata ad alcunché. Secondo, accorciare i post. Perché no? Anche io mi perdo nelle lunghe argomentazioni. E pensare che fino a qualche tempo fa i guru della rete sostenevano che i post più letti dovessero contenere argomentazioni e contenuti lunghi e circostanziati. Ma il mondo cambia in fretta e oggi nemmeno una notizia vitale viene letta per più di qualche minuto e il generatore di informazioni che ho nel front end del blog sottolinea come per leggere la media dei miei post ci vogliano 5/6 minuti! Quindi su questo ci rifletto e ci lavoro sul serio. Però una cosa la voglio dire: non penso che il mio o i nostri blog non siano belli, tutt’altro. Non scriverei e non leggerei. Penso che siamo a un punto di svolta e forse questa discussione fa bene a ciascun3 di noi. E comunque a te l’expat non fa niente male eh ;)
Pubblico romanzi da tanti anni e non pago mai, dire che quasi tutti gli editori chiedono contributi non lo trovo veritiero, certo cercare l’editore giusto è un lavorone e anche dopo, nonostante la gratuità, potrebbero esserci altri problemi.
Per il resto mondo orribile, concordo.
Sul blog continuo, magari ci sono periodi un po’ No, ma nel complesso mi dà ancora gioia.
Ho risposto all’altro commento…
Buon anno. Mi guardo intorno, dal caldo della mia cuccia confortevole e sicura, e mi chiedo fino a quando questo mondo impazzito mi consentirà di rimanere al sicuro. La paura è per le nuove generazioni, io ormai ho compiuto il mio percorso, ma mia figlia e gli altri giovani, che cosa potranno aspettarsi?
Sono angosciata per il referendum. So già come andrà a finire, e anche se nessuno sembra rendersene conto sarà l’inizio ufficiale di un vero regime.
Nell’indifferenza totale, l’attuale governo riuscirà laddove avevano fallito Gelli e la P2 prima, Berlusconi poi: erodere la separazione dei poteri ( esecutivo, legislativo e giudiziario ) per decidere chi può avere mano libera e chi deve essere perseguito.
Io credo nello stato di diritto, avendo studiato gli antichi greci al liceo e giurisprudenza all’univiersità, e non mene faccio una ragione…
Cara Brunilde, ieri sera a Report l’inchiesta verteva sul Generale Vannacci e i suoi sostenitori, che, come ha sostenuto l’autore dell’inchiesta, provengono in larga parte dalla massoneria. Uno di questi addirittura si vantava di aver voluto costruire la P3. Tutto in chiaro su Rai 3, tutto da circostanziare, ma intanto, detto senza vergogna né timori di sorta. Invece i giovani studenti che manifestano per i propri diritti e le proprie idee sono arrestati, in manette, o ai domiciliari. L’insicurezza deriva da questa repressione del dissenso di cui questo decreto Nordio, che va al referendum confermativo, è solo uno dei tanti volti, insieme ai decreti Piantedosi, alla criminalizzazione dell’immigrazione e così via. Mala tempora currunt. Nessuno di noi può ritenersi escluso o chiamarsi fuori. Ma su una cosa dissento da te amica mia: non abbiamo già perso, la battaglia è appena cominciata. E’ fatta di parole e contenuti, di entusiasmi per la libertà e la democrazia, per la difesa della nostra Costituzione. Oggi penso sia un dovere non mollare. Perciò cara la mia professionista giù dal divano e via con volantini e propaganda! A tua figlia e alla sua generazione pensiamoci insieme. Baci e buon anno
Buon anno!
Mah, che quasi tutti gli editori chiedano un contributo non trovo sia vero, sono anni che pubblico con diversi editori senza spendere nulla, poi che l’esperienza sia soddisfacente oppure no è un altro discorso, ma pagare no.
Certo non è facile trovare un editore con le caratteristiche che possano convincerci, la ricerca è un vero lavoro per cui tocca spendere sì, ma energia e tempo, non denaro.
Per il resto continuo con il mio blog e il mondo va a rotoli su diversi fronti.
Ciao Sandra, probabilmente nel post mi sono fatta prendere dalla modalità assolutismo, hai ragione, non tutti chiedono soldi per pubblicare, lo so per esperienza e vedo che è anche la tua. In questi giorni sto contattando amici e colleghi, giornalisti e non, che hanno pubblicato, parlo di saggi, e mi hanno restituito molto pessimismo, probabilmente mi sono fatta trascinare. Che sia difficile lo sappiamo, con questo saggio riparto da zero e quindi voglio essere ottimista e pensare che sia ben accolto, per il resto siamo agli inizi, il viaggio è lungo, non buttiamoci giù dal treno prima del tempo. Qualcosa di buono verrà fuori. Per il resto, il mio tema con il blog non è tanto se scriverlo mi renda più o meno felice, ma se abbia senso pubblicare qui, in questo spazio, e non concentrarsi su altri progetti, sempre scrittori, con altre forme. Il costo è una polemica con il mio provider cui ho voluto dare visibilità, ma so che ci sono forme più o meno gratuite, anche qui con lati negativi e lati positivi. Vedremo. Mi sono data un bel lasso di tempo, lo userò al meglio. Buon anno a te
Buongiorno a tutti.
Io adoro questo blog. Purtroppo non ho ancora scritto nulla, mi manca il tempo. Lo scorso anno per me è stato devastante a livello familiare ed ho dovuto concentrare le mie energie per assistenza.
Mi sono riproposta di ritagliarmi un angolino del mio tempo per essere più partecipe e di sostenere il blog versando un contributo di iscrizione. Mi dispiacerebbe molto se venisse chiuso. I miei propositi per quest’anno sono: essere più partecipe. Grazie a voi tutti che mantenete vivo il blog.
Carissima Anonima, di tanti commenti che in questi dieci anni ho ricevuto questo è sicuramente tra i più apprezzati, non me ne vogliamo gli altri. Mi hai commossa fino alle lacrime. Pensare che ci sia qualcuna che in assenza di tempo e pure con qualche guaio da gestire, mi auguro alle spalle, abbia continuato a leggere questo blog e che sia disponibile, addirittura, a mettere una quota perché possa proseguire è stupendo. Non so cosa farò ma questo tuo sostegno vale oro. Grazie di cuore. Non ci sarà mai bisogno di mettere quote, forse servirà solo qualche al momento ignoto stratagemma o qualche soluzione più vantaggiosa sul mercato, e la voglia di continuare a scrivere. Ma ci sarà sempre bisogno di lettrici come te per tenerlo vivo. Il vero motore del blog siete voi. Benvenuta tra noi misteriosa lettrice, se la prossima volta potrò chiamarti per nome, sarò felicissima. Per ora abbracci, auguri e tutta la forza e il coraggio che ti serve per progredire nella tua vita da tutte le Volpi!
(Avevo scritto un commento, poi non so che fine abbia fatto!).
Provo a ricondividere il pensiero: ti auguravo fortuna meritata per il tuo nuovo saggio. Ti dicevo che pur non lavorando le mie giornate sono molto impegnative sotto aspetti diversi e il tempo, anche per me, è un contenitore che si rimpicciolisce. Però provo a fare tutto ciò che mi fa stare bene, anche a scapito, ormai sempre più spesso, del blog che aggiorno anch’io con meno costanza. Il mio solo obiettivo è pensare al benessere della famiglia, godermi il successo dei miei figli, stare più che posso vicina ai miei genitori, cose semplici, ma fondamentali. E sì, sono più a favore del day by day.
Ciao Marina, intanto ti chiedo scusa per le difficoltà che hai anche tu riscontrato nel commentare e per la pazienza di riprovarci. Da tempo cerco di capire come mai ad alcune accada e ad altre no e non ne vengo a capo. Devo modificare qualche impostazione, ora mi ci metto di buzzo buono. Grazie per la fortuna che auguri al mio saggio, lo sento davvero un incoraggiamento di cuore. E’ bello leggere della bellezza e della gioia che ti regala la tua famiglia e il tempo passato con loro è sempre ben speso. Avendo io diciamo così terminato la funzione di cura nei confronti di mia madre e prima di mio padre e non avendo figli, dedico il poco tempo che anche io ho alle cose che hanno un orizzonte e mi pare in questo momento di non averlo ben chiaro e tutte queste piccole difficoltà che tecnicamente il blog mi mette tra i piedi mi convincono una volta di più. Ma ho scritto e ne riparleremo. Il day by day, altrimenti detto carpe diem o vivere alla giornata sembra un modo per non occuparsi del futuro e invece lo costruisce, lo rende possibile. Un augurio caro alla tua famiglia e a te di buon anno