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Recensione di “Càscara”

Oggi sono tronata a casa piuttosto tardi, stanca e con in testa mille pensieri. Giusto il tempo di scaldare un bollito, preparato la sera prima, mangiare un boccone e poi stendersi sulla poltrona e solo allora accendere il computer. et voilà, una nuova recensione di “Càscara”!

Stavo preparando le prossime presentazioni (il 26 novembre, presso il Comune di Mathi e il 2 dicembre presso la CGIL di Torino, sono andate benissimo!) e curiosando qua e là in rete, per distrarmi qualche minuto.

In questo modo ho fatto la piacevolissima scoperta: la recensione di “Càscara” sul blog Io, la letteratura e Chaplin di Luana Petrucci. non mi aveva detto nulla, una sorpresa che ha portato gioia nella mia serata.

Grazie, cara Luz per averlo letto e recensito!

Desidero condividere questa gioia con voi, care Volpi.

Ecco l’articolo da oggi disponibile sul suo blog.

Volete un’anticipazione?

Uno stralcio della recensione di “Càscara” del blog Io la letteratura e Chaplin

Per buona parte Càscara mi ha riportato a quei bei romanzi che si leggono magari pubblicati da Einaudi, quella narrativa contemporanea che ha generato il filone di un racconto nostalgico, a tratti malinconico, ambientato in terra italiana, in epoche difficili o in luoghi difficili. 

Il romanzo si apre con la lettera ricevuta da Michele, che annuncia una perdita innescando il ricordo nella voce narrante, così l'autrice ci porta negli anni Sessanta, in questo piccolo centro del sud, dove tutti si conoscono, gente semplice, problemi legati alla difficoltà di arrivare a fine mese. 
In poche decine di pagine veniamo a conoscenza dei personaggi che muoveranno la storia, fra cui spicca un argentino, Justicio, il marinaio a capo di un'imbarcazione di lusso. Justicio ha lasciato un'Argentina martoriata dai problemi politici, ha preferito fuggire perché l'alternativa era il rischio di restare uccisi. È l'eroe che ha rinunciato alla lotta, in quel tratto di vita, e si è scelto il mare come seconda patria. 

Uomo di valore e di valori, ha la sensibilità di comprendere la gente del luogo, si affeziona a Michelino, allora bambino, si innamora di Alice, la maestra del paese, si posiziona in prima linea per difendere i diritti dei càscaresi. 

Lo snodo narrativo in cui si concretizza il problema da risolvere è l'avidità di coloro che vogliono distruggere Càscara per farne un luogo di turismo, la ricerca del profitto, la volontà di cancellare la memoria, un valore da difendere lottando con coraggio. 

Recensione di "Càscara"

Potete trovare tutte le informazioni su “Càscara” qui sul blog alla pagina dedicata. Buona lettura!

9 Comments

  • Luz

    Qui, Elena, ti lascio la mia impressione riguardo al porticciolo di Càscara.
    Mentre leggevo, le tue parole mi riportavano a un mattino prestissimo a Ischia, tanti anni fa. Eravamo in uno dei porticcioli dei comuni minori, e un pescatore vendeva del pesce freschissimo dalla barca ormeggiata alla piccola massicciata lambita dalle acque. Che semplicità, che genuinità in quei gesti abituali, quanta bonaria invidia nei riguardi delle donne ischitane, puntuali all’appuntamento, che scambiavano il denaro con quelle prelibatezze. Ecco, Ischia ha un po’ di quel sapore.

    • Elena

      Cara Luz, questo commento mi riporta a una delle prime scene del mio romanzo, quella in cui conosciamo Filomena, proprio al mercato del pesce, sulla spiaggia sita ai bordi della baia sabbiosa di Càscara . Tra un giorno sarà il compleanno di Michelino e da lì in poi leggerete la sua storia. Grazie per questo tuo ricordo. Un libro deve fare questo a mio avviso, permettere a chi legge di ritrovare una parte di sé stessa.

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