Perché provare il digiuno intermittente a 50 anni
Femminile, plurale

Perché provare il digiuno intermittente a 50 anni

 

Dopo anni di diete (l’ultima, la dieta Rina, ha funzionato e ve l’ho raccontata qui) ho scoperto la pratica del digiuno intermittente.

Sono un soggetto sano e leggermente in sovrappeso, ma non ho preso con leggerezza questa pratica, antica come il mondo.

Non fatelo nemmeno voi.

Se state valutando l’idea di cominciare un percorso di digiuno intermittente, vi prego, consultate il vostro medico.

Insieme potrete escludere qualunque effetto potenzialmente negativo sul vostro organismo.

Quanto a me, ero stanca di continuare a prendere peso.

Mano a mano che gli anni passavano, mi ritrovavo con qualche chilo in più senza aver fato nulla di speciale.

Semplicemente il mio fisico stava cambiando, ma io non cambiavo le mie abitudini.

Le conseguenze sulla mia vita attiva e sul mio aspetto potete immaginarle.

Così dapprima ho provato la dieta Rina, Hara Hachi Bu e la dieta antiglutine, ma dopo i primi risultati, non riuscivo a mantenere quelle abitudini nel lungo periodo.

Inoltre la restrizione alimentare che da sempre caratterizza ogni dieta mi costringeva a sacrifici che nel lungo periodo non sono mai riuscita a tollerare.

Non dico che le diete siano sbagliate, ma da quando ho scoperto il digiuno intermittente, ho capito qual era la soluzione giusta per me per restare in forma e “alleggerire” il fisico da un apporto alimentare decisamente sproporzionato nella vita di tutti i giorni.

Ma perché cominciare questa pratica a 50 anni suonati?

Ve lo spiego in questo video che ho pubblicato sul mio canale YouTube!

 

Perché provare il digiuno intermittente a 50 anni

Ve lo spiego in questo video.

Buona visione!

 

Cos’è il digiuno intermittente

 

Quando sentiamo parlare di digiuno, la nostra immaginazione ci porta a un momento di privazione, che immaginiamo involontaria, e che provoca danni alla nostra salute, fisica e mentale.

Il digiuno ci fa subito pensare alla fame. E la fame stimola in noi ricordi terribili che vogliamo dimenticare.

Ma digiunare non significa dover soffrire la fame.

Fame e digiuno, lo scoprirete sperimentando, non sono sinonimi né viaggiano insieme. Anzi.

Nella mia esperienza, la dieta che controlla le calorie riduce gli alimenti ingeriti e provoca un fastidioso senso di fame. Il digiuno invece no.

La ragione? Ridurre l’apporto calorico per un periodo di tempo di almeno 14 ore riduce l’insulina e di conseguenza il senso di fame e il desiderio di zuccheri e cibi complessi.

Provare per credere.

Lo sostiene il prezioso studio compiuto da Jason Fung e che ha pubblicato nel so libro The complete guide to fasting, un testo chiaro e accessibile a tutti, nonostante il suo rigore dal punto di vista scientifico e la sua ancora inesistente pubblicazione in italiano.

Fung è in grado di argomentare come l’assunzione di cibo sia direttamente correlata all’incremento dell’insulina e di conseguenza allo stoccaggio di grassi, nel fegato, sotto forma di glicogeno, e in quelli che chiamiamo rotolini di grasso, attraverso le cellule adipose.

Dunque digiunando è possibile rompere questo schema, riducendo la produzione di insulina e permettendo così al nostro metabolismo di bruciare i grassi, anche quelli non immediatamente disponibili.

 

Cosa assumere durante il periodo di digiuno intermittente

 

Durante il periodo di digiuno selezionato tra quelli più diffusi che vedremo in seguito, non si consumano cibi solidi né zuccherati.

Divieto quindi di alcolici, bibite gassate, proteine, carboidrati, grassi di ogni tipo.

Durante il digiuno possiamo ingerire te, tisane, caffè, acqua a volontà.

Ma senza zucchero né tanto meno dolcificanti.

Durante i periodo di digiuno più lunghi è possibile assumere brodo di carne o di ossa, di verdura, insieme a integratori vitaminici se se ne sente il bisogno.

Nella mia esperienza, durante il periodo di digiuno l’unica cosa di cui sento veramente il bisogno è di bere acqua.

L’astinenza da grassi e cibi sofisticati sviluppa in me un’autentica resistenza che mi fa superare le giornate o i periodi di digiuno senza alcuna difficoltà.

 

Le varie metodiche del digiuno intermittente

 

Digiunare è un atto di grande libertà: ritroverete la leggerezza, vi riapproprierete del vostro tempo e manterrete o perderete i vostri chili di troppo. 

Un programma interessante, non è così?

In più è gratuito. Per questo non è troppo pubblicizzato. Nessuno ci guadagna niente se dimagrite con il digiuno.

Se vi affidate ai guru o alle farmacie invece sì.

Capito come funziona?

Ma torniamo a noi e ai vari metodi di digiuno.

Li elenco di seguito, sono semplici e di facile applicazione. Trovate quello che fa al caso vostro.

 

12 ore di digiuno

 

Fino a qualche anno fa, dodici ore di digiuno erano più che comuni.

Le ragioni? La povertà, la difficoltà di reperire cibo di qualità, diverse abitudini. specie legate al lavoro.

Mangiare ogni 3 ore, come oggi si sente dire sempre più spesso, richiede innanzi tutto tempo: ve lo immaginate il contadino dell’inizio del secolo scorso, che ogni 3 ore ferma l’aratro, si cambia, si lava le mani e fa uno spuntino? Naaa.

Il digiuno di 12 ore prevede l’astensione dal cibo per queste ore, sfruttando le generalmente 8 ore del riposo notturno.

Potrebbe avere questa periodicità: l’ultimo pasto intorno alle 20, il riposo, e il prossimo pasto il giorno dopo, alle 8. 

Non cambia molto se non la nostra recente abitudine di cenare tardi la sera. Pessima, specie per la digestione.

 

16 ore di digiuno

 

Questa è la modalità con cui ho cominciato io.

Si tratta di interrompere l’assunzione di cibo per 16 ore continuative, assumendo solo acqua, te e tisane.

Il caffè si può bere, in ogni tipo di digiuno.

In questo caso diventa per me indispensabile, perché questo tipo di digiuno prevede di saltare uno dei tre pasti fondamentali della giornata.

Per me è più semplice rinunciare alla colazione.

Di solito ceno entro le 20, e riprendo a mangiare intorno alle 12 del giorno dopo (che per me diventano spesso le 13).

Il vantaggio di questo digiuno è evidente: sfrutta il riposo notturno, non esclude la possibilità di pasti in comune (pensate alle occasioni in famiglia) e di solito non fa patire la fame.

Io lo pratico ormai da due mesi e non mi sono ancora stancata.

Di tanto in tanto lo interrompo o lo sostituisco con un digiuno di 20 ore, conosciuto meglio come il digiuno del guerriero.

 

20 ore di digiuno, ovvero il digiuno del guerriero

 

Se volete dare una scossa alla perdita di peso, dopo aver sperimentato gradualmente il digiuno nelle forme più morbide che ho descritto precedentemente, allora potete provare il digiuno di 20 ore, conosciuto anche come digiuno del guerriero.

Consiste nel digiunare per l’intera giornata, escludendo due dei tre pasti che di solito assumiamo.

Un esempio?

La cena, sempre entro le 20, per facilitare la digestione, astensione fino alle 19 del giorno dopo.

Digiunando tutto il giorno, a cena potete mangiare quello che volete.

Questo tipo di digiuno è utilizzato durate il Ramadan, il mese in cui da parte dei musulmani si pratica il digiuno per ricordare la prima rivelazione del Corano a Maometto.

 

Digiuno 5 : 2

 

Questo tipo di digiuno consiste in una alimentazione normale per cinque giorni alla settimana, e ristretta per due, anche consecutivi.

Durante i due giorni di riduzione calorica, le signore possono assumere fino a 500 calorie, gli uomini 500.

Non si tratta di un vero e proprio digiuno, ma di una riduzione nella quantità selezionando la qualità.

 

Il digiuno di 24 ore

 

L’ultima tipologia di cui vi parlo oggi è il digiuno di 24 ore.

Si tratta dell’astensione completa dal cibo solido per un’intera giornata. Si può praticare ogni settimana o di tanto in tanto, con le solite regole che valgono per tutti gli altri digiuni: acqua, te, tisane, caffè. Senza zucchero.

Ricordate il venerdì santo?

 

 

I benefici del digiuno intermittente

 

Ecco i principali benefici che ho registrato da quando sto sperimentando il digiuno intermittente:

  • scomparsa dei sintomi del reflusso gastroesofageo 
  • interruzione dell’incremento del peso nel climaterio
  • riduzione del gonfiore
  • maggiore energia
  • maggiore lucidità mentale

E ultimo, ma non ultimo

  • incremento della fiducia in me stessa.

 

Non credete di dover dare al digiuno intermittente uno chance?

Se lo avete provato anche voi, fatemi sapere le vostre opinioni qui o sul mio canale YouTube!

 

11 Comments

  • Luz

    Brava, Elena! Come disintossicante senz’altro è ottimo. Non sono mai riuscita a portarne a termine uno, devo fare almeno un pranzo completo al giorno. Noto anch’io un aumento di peso, per quanto lieve e motivato, in questi ultimi anni, anzi più propriamente ogni regime dietetico toglie sempre meno chili. Dopo un paio di settimane di dieta in cui elimino tutto quello che mi fa ingrassare (lieviti, bevande esclusa acqua, cibi raffinati, formaggi, dolci) mi muovo di un etto al massimo. Un tempo in un paio di settimane perdevo quasi due chili.

    • Elena

      Ciao Luz, la faccenda delle diete senza effetti è insopportabile! CRedo che si il corpo che cambia e a quato non c’è rimedio. Personalmente ho sempre ingerito più calorie del necessario, ma prima mi muovevo molto, ballare, sport, giornate lunghe e faticose. Oggi è lo stesso ma ho meno emergie e dunque le conservo (e conservo anche la ciccia!)
      Il digiuno intermittente ha fermato la mula, come diciamo da queste parti. Poi vediamo come evolve. Vero è che di tutto questo cibo di conforto non ne ho più bisogno. E’ qualcosa di più di una dieta, è una nuova consapevolezza. Per questo ci sto bene, cara amica

  • davidgrasselli

    Dimenticavo (scusami) 🙁
    La nostra abitudine ai 3 o più pasti al giorno deriva dall’antica cultura contadina: sveglia all’alba e colazione per partire, a metà giornata -data dal sole al suo culmine- il pasto centrale della giornata (mezzogiorno), e poi a sera al rientro un boccone per dormire.
    Questo andava bene in un tempo senza orologi e a disponibilità di cibo tutto sommato scarsa (anche se il cibo era ottimo).
    Questa tradizione si è alterata dopo il periodo bellico dove la fame aveva fatto da padrona e nel boom economico i nostri genitori ci hanno dato quello che a loro era mancato: cibo, molto cibo.
    Quando posso (normalmente sono in compagnia e devo cedere per non litigare) faccio colazione al mattino, poi sono attivo sino alle 16-17 circa e mi fermo per un pasto o di solo primo o di solo secondo o poco di uno e poco dell’altro. Dopodiché: svago 🙂

    • Elena

      Hai fatto bene a fare un richiamino di commento, così ci hai ricordato (grazie) l’origine dei tre pasti al giorno. Un tempo il lavoro fisico era molto più importante nell’economia delle giornate e paradossalmente il cibo più scarso. Fatalmente oggi siamo nella situazione opposta: molto cibo disponibile (troppo in questo lato del mondo, troppo poco nell’altro, si intende) e poco sforzo fisico. Il nostro lavoro, la nostra vita quotidiana, è all’insegna del poco sforzo e movimento, non per cattiva volontà ma perché la nostra società e il nostro modo di produrre si è profondamente modificato. Ricordo molto bene i racconti di mia madre e della fame che ha patito in tempo di guerra e sono consapevole che le quantità di cibo e tutte le idee intorno ad esso arrivano da quella privazione dolorosa e impossibile da dimenticare. Eppure, per molto tempo sono andata nel solco di questi comportamenti diciamo compensativi, soprattutto di mia madre. Oggi ho una consapevolezza differente. Anche solo l’idea di cambiare le costrizioni intorno agli orari in cui dobbiamo avere fame è una scelta di libertà. Grazie per questo contributo, il tema del digiuno intermittente è molto interessante per me inq uesto periodo. Ho intenzione di approfondirlo

  • davidgrasselli

    🙂 Condivido in pieno.
    Si mangia troppo e troppo spesso (aggiungo, troppo male).
    Ho da poco scoperto un canale video che mi ha anticipato il tuo discorso e ho ridotto drasticamente gli zuccheri. Sarà suggestione ma pare abbia funzionato, sono più produttivo 🙂

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