Una giornata al Salone Nautico di Genova

Con un settembre così caldo, passare un giorno al mare ci è sembrata una buona idea. Così, zainetti in spalla e scarpe comode, siamo partiti presto da Torino alla volta di Genova, dove si sta tenendo un’importante fiera dedicata alle barche, il Salone Nautico di Genova.

Una giornata al Salone Nautico di Genova

Abbiamo deciso per il treno, per evitare code ed estenuanti ricerche di parcheggio una volta in loco e in sole due ore e mezza eravamo alla stazione di Brignole.

Sotto un sole cocente siamo entrati con in nostri biglietti VIP  😳 alla fiera e subito all’ingresso abbiamo trovato uno spettacolo suggestivo, vele come bandiere!

Salone nautico di Genova 2018

Una visita veloce ai ferri da stiro*, che quest’anno sono in ogni dove, segno di come la nautica a motore stia prendendo piede alla grande, altro che crisi, dribblando Ministri dell’Interno a bordo di favolosi yacht e signorine vestite a modo.

Siamo alle solite, donne e motori, abbinamento fin troppo scontato, peccato che anche il mondo della nautica non resista a questo noioso cliché.

Il vantaggio di gironzolare per gli stand in quanto donna è notevole: poiché è ovvio che una donna non abbia interesse né comprensione per il mondo delle barche, sei dispensata da inutili abbordi di venditori più o meno ammorbanti e consente di osservare tutto ciò che ti interessa in santa pace.

Così ho visto i nuovi winch della Harken, i tondini utilizzati ormai quasi esclusivamente per le manovre in barca a vela al posto di bozzelli, grilli e quant’altro, i nuovi e vecchi motori della Volvo.

Ho osservato da vicino le eliche, che su di me hanno sempre un certo effetto. Non trovate che siano stupende?

Il sogno di una barca per solcare l’oceano

Naturalmente, dopo una lunga ricerca, ho trovato anche la mia barca ideale.

Si tratta di un RM 1070, un cabinato di 11,44, cantiere francese, che coniuga ottimamente comodità e prestazioni.

Ho creato una piccola galleria di immagini che trovate qui, cercate Gemma e fatemi sapere se piace anche a voi!

La superficie velica tra randa e genova supera i 70 m2, ha una prua ad archetto leggermente inversa, come ormai tutti i nuovi modelli garantiscono, che offre maggiori prestazioni in termini di velocità.

Il doppio timone e gli strumenti a portata di comando, le manovre fisse di qualità e lo spazio a poppa per timonare molto ampio, fanno di questa barca una buona mediazione tra prestazioni, velocità e comfort.

Una barca veloce e sicura, con un unico, trascurabile difetto: il prezzo. Vola sui 160.000 euro senza IVA.

Un sogno da tenere con me ancora per molto tempo. Almeno fino a quando non venderò tutto e deciderò di vivere in barca 😆 .

Comunque mi pare sempre un’ottima idea, ma con questa barca, visto il confort degli interni, rischio di stare meglio che a casa mia 🙂

Altre degne di nota

Devo dire che sono rimasta un pò delusa dall’esiguo numero di barche a vela presenti al Salone. Molte di dimensioni inarrivabili, con costi davvero spaventosi (ma di ricchi è pieno il mondo, non vi è alcun dubbio) sulle quali è stato impossibile salire.

Anche qui ho avuto il mio bel da discutere!

Avrei dato un’occhiata a queste ville sul mare, dotate di ogni comfort, tanto per vedere come sono. Ma occorreva registrarsi.

Non è un problema offrire una mail, anche se di sicuro sarà utilizzata per spammarti di noiosi inviti all’acquisto, nel mio caso del tutto inutili.

Ma quando mi sono sentita chiedere una serie di dati quali nome, cognome, cellulare, residenza, e naturalmente email ho chiesto semplicemente come avrebbero trattato i miei dati.

Non sono mica impazzita per il GDPR per niente!

Sapete che cosa mi hanno risposto? Che non lo sapevano!

Ho fatto cancellare tutto e me ne sono andata. È evidente che tra me e i barconi, seppur a vela, non c’è alcun feeling 😉

A proposito, sapevate che dal 19 settembre è in vigore il decreto di adeguamento al GDPR? Consultate questo articolo per maggiori approfondimenti.

Le chicche del Salone

Trovare al Salone la Chaplin, una Sangermani, progettata dal triestino Sciarelli, che l’armatore, la famiglia genovese Novi, ha donato alla Marina Militare è stato un vero colpo di fortuna.

Non appena sono salita a bordo mi è preso un coccolone: era esattamente come avevo prohgettato Matilda, la barca di cui parlo nel mio secondo romanzo!

Non posso svelarvi di più ma è stato un colpo d’occhio folgorante e naturalmente me ne sono subito innamorata!

Gli interni in legno, così come lo scafo e le altre manovre sulla tuga, sono ancora come queli progettati da Sciarelli.

La Chaplin ha fatto molte volte la Giraglia, vincendola nel 1989, e ha partecipato a molte regate di vele d’epoca, facendo sempre una bellissima figura.

Ora riposa nelle braccia dei marinai della Marina Militare, è una barca scuola, nel senso che di qui devono passare, per la complessità delle sue manovre rispetto a una barca a vela moderna, tutti gli aspiranti ufficiali.

In mezzo a catamarani giganteschi che parevano cortili infiorettati galleggianti, quella barca aveva fascino da vendere. E ci ha colpito il cuore!

Ma non è il solo mezzo della Marina Militare che abbiamo visitato. Ben più incredibilmente (credetemi, non stavo nella pelle), siamo stati a bordo della fregata Virginio Fasan.

Ma questa è una storia lunga, ve la racconto nel prossimo post.

E se mi riesce, presto avremo un’intervista qui, sulle Volpi, con il suo comandante! Non perdetevi dunque nemmeno un articolo, compilando il modulo a questo link.

Il rientro, che fatica!

Dai e dai, si sono fatte le 16.30. Dopo “solo” sette ore di camminate e standing ovation alle barche più belle, ci siamo diretti ins tazione.

Piedi e schiena così doloranti da non facela più nememno ad alzarsi dal divano, ma con un entusiasmo che non avevamo da tempo.

Con la consapevolezza che a noi il mare piace viverlo in un altro modo. Ma questa è un’altra storia…

E voi care Volpi, siete mai state al Salone?
Che tipo di barca vi interessa di più?


*: nel linguaggio dei velisti i “ferri da stiro” sono gli yacht a motore, specie quelli plananti e con le linee più spinte

Commenti

    1. Ciao, scusa il ritardo ma il tuo commento era inspiegabilmente finito nello spam! Chissà perché ma da uno con un nick naem come il tuo mi aspettavo la tua prferenza per le cose terrestri 🙂
      Le foto non sono sufficiente a rappresentare le cose mostruose che ho visto. Non sempre grande e lussuoso è bello.

  1. Qui da noi i ferri da stiro sono anche chiamati “cassòn da folpi” (folpo è il polipetto o moscardino, il cassòn è la cassetta dove viene raccolto, ergo è un dispregiativo per le barche a motore).
    Ho visto la Gemma e la Chaplin, ma i miei occhi si sono fermati su quella twin soul, che non per niente c’ha anche una B nel nome! 😛
    Le eliche mi incutono timore, soprattutto quando ne vedi una di una nave da crociera che occupa quanto tutto il tuo appartamento! Però anche le ancore non sono da meno, in quanto a fascino, no?
    Ma soprattutto… quanti munro hai scalato con sette ore di camminata?! 😀

    1. Barbara tu ci scherzi ma io il giorno dopo facevo fatica ad appoggiare i piedi a terra e non ti dico il mal di schiena… La Twin soul è una piazza d’armi inavvicinabile. Una di quelle che per salirci a bordo devi lasciare in garanzia la tua carta di credito ma sono d’accordo, a sognare vale tutto. Però vuoi mettere con il fascino del legno? Hai visto la barca più piccola che ho fotografato, che era anche la più piccola esposta al Salone? Un Beneteau (B) first 24 che con 75000 te lo porti a casa. Insomma, che aspetti?

      1. No, no, non stavo a scherzà… ho ben presente quanto cammino anch’io in similari occasioni! In sette ore avanti e indietro, capace che ti sei fatta una trentina di km! 😉
        Il fascino del legno… mi passa quando è da verniciare ogni anno. E penso solo ai mobili da giardino, figurati il resto!
        Con 75000 euro… mi compro una moto tutta mia e cambio casa!! Per potermi permettere barca, darsena e manutenzione annuale, nonché il tempo per usarla, ci dobbiamo aggiungere n’altro zero in fondo… 😛

        1. Decisamente il Salone è un posto da sogno, nel senso che quello che vedi è resta un sogno . Ma almeno con 30 km diciamo marcia sono stata una Peaker così fiocchi! Ma se conosci un buon osteopata fammi sapere

        2. Il mio osteopata si chiama Artiglio del diavolo, in gel, forte! Detta anche “crema del motociclista” 😉 Va bene per schiena, cervicali, spalle, avambracci… ovunque te fa mal!

    1. Eh i mal di mare è una brutta bestia. Io ho raccolto talmente tanti modi per sopportarlo che potrei scriverci un post. Anzi, magari lo faccio e la prossima volta che vengo al lago ti sequestro e ti porto con me

    1. Ma guarda un po’ Rosalia, sembra la legge del contrappasso: chi vive imprigionata in una città senza mare cerca l’evasione con la barca a vela e chi vive in un’isola circondata dal mare la trascura! Se non averne una, almeno sapere con chi andare si. Le baie dell’Elba valgono davvero la pena… In attesa, si può sognare. Anche un salone può fare la sua parte

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